SINCLAIR LEWIS.
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DODSWORTH: IL ROMANZO DI UN AMERICANO IN EUROPA.
Volume 2.
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TRADUZIONE DI: LUIGI A. GARRONE. 
1933. Fratelli Treves Editori, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: CATIA RIGHI per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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VOLUME SECONDO.
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Capitolo 19.
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Thomas J. Pearson e Samuel Dodsworth eran amici troppo intimi per conoscersi a fondo. Avevano vissuto insieme fin dall'infanzia. Ognuno era, per l'altro, un'abitudine. Per Tub, era un'abitudine l'andare una volta la settimana a giocare a poker da Sam; per Sam, era un'abitudine telefonare a Tub ogni mercoled o gioved, per far colazione insieme. Si potrebbe dire che si osservavano e analizzavano a vicenda solo in rare occasioni, come a uno pu accadere di considerare le facolt delle singole dita dei propri piedi, quando gli fanno male. Nemmeno la loro separazione, frequentando essi scuole tecniche diverse dopo l'universit, aveva contribuito a una maggior comprensione reciproca. Essi subivano la superstizione comune a tutti gli universitari, che i propr compagni di classe siano gl'individui pi incomparabili che esistano da che mondo  mondo.
Ma durante i sei mesi del soggiorno di Sam in Europa Tub aveva acquisito nuove abitudini. Ora egli andava a cercare la droga settimanale della partita a poker in casa del dottor Henry Hazzard; e Sam osserv che Hazzard era indispensabile a Tub, per lo meno quanto egli in passato, e qualche volta se li trovava avversari, specialmente se discorrevano di questioni operaie, o di alleanze europee, manifestando opinioni grossolane, che Sam stesso, una volta, aveva professate, ma nelle quali ora si sentiva scosso. Diventando lievemente geloso e sofistico, vedeva Tub meno perfetto di quanto prima si era immaginato. Non rideva pi, quando Sam, durante una partita a poker, esclamava: "Benone! come diceva il gatto al gatto mammone", oppure: "E ora, buona notte Ges che l'olio  caro". E si sentiva che Tub era altrettanto sofistico verso di lui: se egli insinuava che il selciato di Conklin Avenue era un'indecenza, o che il caff del club lasciava alquanto a desiderare, Tub rimbeccava: "Oh Dio, come siamo difficili da contentare, noialtri profughi!".
Sam stesso s'accorgeva che pranzando in casa del suo vecchio amico finiva a rivolgere pi spesso la parola alla moglie, la casalinga e prosperosa Matey, che non a Tub.
Tuttavia, di tanto in tanto si divertivano a fare insieme le loro diciannove buche, pacifici come due vecchi cani a caccia di conigli. Se talvolta Sam si sorprendeva a rievocar con nostalgia i drammatici discorsi di Ross Ireland, su rivoluzioni e templi in rovina, se talora trovava Tub piuttosto provinciale, in fondo al cuor suo, poi, se ne scandalizzava, e si rimbrottava: "Tub  il miglior uomo del mondo!"
Chiss se sarebbe stato pi infelice di scoprire che poteva viver senza Tub, o di accorgersi che Tub poteva far senza di lui.
Basandosi sulle prime entusiastiche lettere di Sam dall'estero, nelle quali diceva che non sarebbe tornato per quell'estate, Tub aveva combinato col dottor Hazzard una lunga partita di automobile e golf che doveva durare un mese. Quel progetto li poneva in grande agitazione. Avrebbero giocato sui migliori terreni, a Winnemac, nell'Indiana, nell'Illinois, nel Michigan e nell'Ohio; e gi pregustavano la scoperta di nuove variet di arbusti, di erbe selvatiche, e di roseti. Si estasiavano al pensiero di lunghi tiri al di l di dune sabbiose, e di funesti stagni nei quali perderebbero dozzine di palle da golf.
Il loro progetto era stato di partir soli, ma poi avevano invitato Sam. Il quale esit. Si sentiva un intruso.
Naturalmente, non avevano potuto supporre ch'egli sarebbe ritornato...
Naturalmente, insistevano perch egli si unisse a loro...
Ma perch non avevano aspettato a sapere se egli sarebbe tornato?
Giunse al compromesso di andar con loro per due settimane.
Fu una piacevole scorribanda. Essi ridevano, sentendosi liberi da donne, e da segretari seccanti; ripeterono tutte le storielle salaci che conoscevano, bevvero con discrezione, si mantennero a una discreta velocit e ammirarono i campi da golf della spiaggia a nord di Chicago. Sam era soddisfatto. Ma quando se ne venne via, not che gli altri due sembravano contentissimi di continuar il viaggio da soli.
Brent, Emily, gli affari, ora Tub e Hazzard: nessuno aveva bisogno di lui.
Ogni riflettere su cose meno immanenti del cibo, dell'amore, degli affari e del benessere dei propri figli  una malattia, e Sam la stava contraendo. Essa gli rendeva la vita sempre pi difficile.
Pens di darsi al bere.
Aveva notato che la maggior parte dei soci del suo club beveva troppo, lui non escluso. E parlavan troppo del troppo bere. Il proibizionismo aveva ridotto il bere, da quell'ingrediente sociale piacevole e non troppo importante che era, a una follia. La gente ne era irritata, ma anche, affascinata come un ragazzo di scuola che si trovi a guardar delle cartoline pornografiche.
Ed egli si mise a riflettere sulle proprie amicizie, con una certa sincerit.
Sempre, con quella certa sincerit, constatava ora che le pi riuscite facezie del dottor Limerick lo avevano lasciato insoddisfatto, cos come i succosi ragguagli di Tub sulle finanze delle corporazioni di Zenith, e persino le confidenze del giudice Turpin sui dissidi familiari nelle case dei loro amici.
Diavolo, a Parigi aveva udito delle conversazioni che valevano qualcosa, anche se non capiva proprio tutto: le elucubrazioni di Atkins sulla pittura, il pittoresco chiacchiericcio di quel covo di pirati ch'era la casa di Rene de Pnable, e infine le storie di Ross Ireland. Cos aveva sentito parlar di Anastasia, la presunta figlia dello Czar, della lettera di Zinovieff che aveva dato il tracollo al partito laburista in Inghilterra, del suicidio dell'arciduca Rodolfo, dell'imperatrice Carlotta che errava folle di malinconia per le sale maledette del castello di Miramare, e di sistemi per vincere a Montecarlo, del progetto di Floyd Gibbon per una strada automobilistica dalla Terra del Fuoco a Rio Grande, di donne turche nate nell'harem che ora portavano i capelli corti e studiavano biologia, del "generale cristiano" dei Cinesi: centinaia di storie di grandi imperi e paesi remoti. E aveva visto il re e la regina d'Inghilterra andare a Constitution Hill in una macchina aperta, aveva visto ballare Carpentier, il campione di boxe, un giovanotto pallido e grave, dall'aria la meno sportiva del mondo. Aveva visto Briand all'Opra e Arnold Bennett al teatro di prosa.
Tutte cose che valeva la pena d'aver conosciute. Ma quand'anche fosse stato abbastanza eloquente per recare tutto questo bottino d'impressioni a Tub e al dottor Hazzarad e al giudice Turpin, aveva dovuto capire, dopo qualche timido tentativo, che non avrebbe destato il loro interesse.
Vedeva bene che per Tub non aveva affatto importanza sapere che Ross Ireland s'interessava d'imperialismo: egli al pi prendeva interesse ai titoli industriali e alle carte da gioco. Tra quei ricchi industriali di Zenith amici suoi non c'era nessuno che avesse passione per qualche cosa. Avevano esercitato la forza dell'abitudine fino a perdere ogni senso di curiosit. Parevano dei vecchi contadini burberi; e le stesse cose di cui discorrevano con entusiasmo, danaro, golf, liquori, non avevano per loro neppur l'ombra del fascino che poteva avere una pennellata di colore o un frusco di vento nel bosco per l'attenzione sempre desta di Endicott Everett Atkins. Quei diversivi, per i padroni di Zenith, non erano un divertimento, ma un'altra occupazione, la quale serviva a non permetter loro di accorgersi che s'annoiavano e che eran totalmente privi di ambizione. Tutta la loro politica non consisteva che in una ostinata paura delle classi operaie. (Chiss poi perch, constatava suo malgrado Sam, il paese intero poneva quel drammatico gioco della politica entro le mani di quattro scalzacani di mestatori!) Per essi le donne non erano che compagne di letto, massaie, produttrici di eredi, e formavano un uditorio casalingo che, non potendo fuggire, doveva per forza subire le loro lamentele, quando tutti in ufficio se n'erano stancati. Quanto alle arti, consistevano nel jazz indispensabile alle loro danze con le ragazze allegre, in quadri che contribuivano a dare alle loro case un aspetto lussuoso, e in storielle che a guisa di narcotico contribuivano a far loro dimenticare per un po' di tempo la noia della vita.
Cos essi agivano, procuravan di far presto, sorvegliavano, lottavano; ma non s'interessavano.
Per quanto complicata fosse la vita con Fran, rifletteva Sam, per quanto pazzerella fosse Madame de Pnable coi suoi capelli finti e i suoi finti cicisbei, per quanto Endicott Everett Atkins si desse delle tronfie arie di protezione, tuttavia era gente che viveva appassionatamente ogni forma di vita, a cominciar dai volubili amori, fino alle minestre e agli aeroplani.
Che cosa non avrebbe dato per esser uno di loro! Non c'era che un punto nero: ne sarebbe stato capace?
Tali riflessioni volgeva in mente Sam, stando solitario sulla veranda del club, in attesa del ritorno di Tub Pearson.
Ma che diavolo era dunque venuto a fare in patria? Si sentiva come morto, n pi n meno che seppellito in una tomba. Bisognava in qualche modo "darsi da fare": o tornar subito al suo lavoro, o raggiungere Fran.
Che cosa decidere?
Poi, per un paio di settimane, ebbe in realt un gran da fare a osservar lo sviluppo dei "Sans Souci Gardens".
A nord di Zenith, tra le boscose colline che sovrastavano il fiume Chaloosa, stava per sorgere uno di quei sorprendenti sobborghi, apparsi in America dal 1910 in qua. I costruttori, per quanto possibile, rispettavano le bellezze naturali, la foresta, le colline, il fiume: le strade non erano pi larghi spazi diritti, avanzanti brutalmente attraverso le colline, ma sinuosi sentieri, assai seducenti... sol che si fossero potuti sopprimere gli automobilisti. Qui, celate tra alberi e giardini, stavano sorgendo favolose dimore, assai preferibili, come abitazioni, ai fieri castelli del Reno, e a quegli stupendi ma inabitabili musei ch'erano i castelli di Francia. Naturalmente, erano delle imitazioni: ville italiane e patios spagnoli e osterie tirolesi e manieri Tudor e fattorie coloniali olandesi, in tale affollata mescolanza, l'una accanto all'altra, che l'osservatore ne aveva le vertigini. L'imitazione era cos perfetta, e nello stesso tempo le costruzioni cos standardizzate, che era facile sorriderne. Ma non imitavano Monaco, pi di quanto Monaco imitasse l'Italia, o l'Italia la Grecia; e si poteva dire di loro, come di tutta la grande Architettura Domestica Americana di quest'epoca, che erano le pi comode abitazioni di questo mondo... semprech non si trovi strano che il proprio balcone alla veneziana sia a dieci piedi appena dal chalet svizzero del vicino, e che il bucato del vicino venga a sventolare nel nostro prato all'ora del t.
Attraversando in automobile i "Sans Souci Gardens" Sam ne rimase ammirato. Gli piaceva l'energia con la quale si sterravano strade, s'alzavano case, e fontane fiorentine di pietra si collocavano su piazze alberate, che piccole tabelle artistiche ondeggianti al vento designavano come "Piazza Santa Lucia" e "Largo Assisi" e "Plaza Real".
C'era bens qualcosa di leggermente ridicolo in quel trapiantare un miscuglio di Spagna e Devonshire e Norvegia e Algeria sulle sabbiose colline d'una citt del Middlewest, ove di recente ancora i Pellirosse avevan cacciato i conigli e barbuti Yankee avevan cacciato i Pellirosse; Sam se ne rendeva vagamente conto, ma a lui tutto ci appariva come una fantasmagoria piena di vivacit e di colore, dopo la solenne rispettabilit e i funebri tetti alla francese delle vecchie dimore di Zenith.
Qui almeno (pensava) si trovava riunita tutta la colorita bizzarria di cui era andato in cerca in Europa: tutti quei gialli e quegli scarlatti e quei frivoli rosa, tutti i pi complicati ferri battuti, le tegole addentellate, e le tende a strisce e le anfore siciliane ch'egli era capace di sopportare, non disgiunte (grazie al Cielo) da ghiacciaie elettriche, fornelli a gas di petrolio, aspiratori, incineratori per i rifiuti, ben imbottite poltrone e garages adiacenti alla casa, tutti prodotti americani in serie, che Sam, malgrado il disprezzo di Fran e l'esule angustia di Atkins, continuava ad approvare.
Gli venne in mente che l'industria automobilistica, ormai, non era pi suscettibile di grandi innovazioni; e che egli aveva scarso desiderio di lanciare un maggior numero di macchine sulle strade gi tanto ingombre. Ma crear delle case, d'uno stile forse un po' meno Coney Island di queste; nobili magioni che durassero trecent'anni almeno, non destinate alla distruzione in un anno, come le automobili... "ecco qualcosa d'interessante", si disse Sam Dodsworth, il costruttore.
Naturalmente, non s'intendeva d'architettura. Ma conosceva molto bene la meccanica, la tecnica dell'acciaio, del legno, del vetro, l'organizzazione delle societ, lo svolgersi del lavoro.
"E poi! Ecco qualcosa che attirerebbe l'interesse di Fran! Essa s'intende di decorazione d'interni e di tutte quelle cose l... E, forse, si deciderebbe a restare qui!"
A poco a poco, senza aver l'aria di tenerci troppo, Sam fece in modo di farsi presentare al presidente della "Sans Souci Company", e riusc a giocare con lui al golf. Il presidente lo invit a visitare insieme i giardini; dopo di che egli pass gran parte del suo tempo a passeggiarci, chiacchierando con gli architetti, con gli operai, coi giardinieri. Oltre a ci, egli aspettava; null'altro.
Era gi molto abile nell'attendere.
Due volte la settimana, le lettere di Fran l'avevano attirato verso di lei e verso l'Europa. La prima l'aveva ricevuta il giorno stesso del suo arrivo a Zenith.
Da Villa Dore; Vevey,
Montreux; Svizzera.
"Sam, caro,  troppo bello! Sul lago, si dondolano i pi graziosi battellini; e le cime della Dent du Midi che superba meraviglia!: al tramonto, sembrano nubi d'oro. E se tu sapessi come cammino, ora! (Cattiva Fran, che a Parigi se ne scappava sempre nei cabarets, mentre tu avresti preferito passeggiare! Eccoti ora la tua rivincita. Ho una terribile nostalgia dei tuoi grugniti di vecchio orso e della tua mansuetudine, per quanto la bellezza di questo paesaggio sia commovente, e io piuttosto contenta di starmene tranquilla per un poco). Sono salita a piedi, attraverso i vigneti, fino a certe casette di pietra, tanto carine.
"La villa  un amore, non c' molto terreno intorno, per c' il prato, e delle rose e una terrazza per prendere il t, proprio sul lago. Anche Rene de Pnable  contenta di essersi liberata per un po' di tempo da tutti i suoi giovani e focosi ballerini. Abbiamo giurato di diventar due vecchie signore con la cuffia in testa e un lavoro a maglia, per ora; e non  escluso che ci dedichiamo anche alla religione e alla camomilla. Sono in attesa di lettere tue, ho avuto il biglietto dal piroscafo, e sono contenta che tu ti sia trovato bene, durante il viaggio, con Ross Ireland, meglio, probabilmente, che con un cattivo soggetto come me: oh Dio, non avrei dovuto dirlo,  uno sgarbo da parte mia, ma credimi, son sinceramente contenta che tu abbia potuto far un po' di vita da scapolo. Scrivimi a lungo, e tutto quanto di Brent e di Emily e di Mac Kee. Salutami Tub e il dottor Hazzard. Proprio ora, un enorme gabbiano  venuto a posarsi sul prato, davanti alla finestra presso cui scrivo. Abbiamo due donne di servizio le pi buffe del mondo; una pare fatta di pasta frolla, e ho gravi sospetti sulla purit delle sue intenzioni sul postino; la cuoca sembra un lottatore giapponese, un po' pi vestita, si capisce. Spero ti troverai bene a Zenith. Sento molto la tua mancanza. Torna presto, e al principio dell'autunno riprenderemo il volo tutti e due. So che ne hai fin sopra i capelli di Parigi; quanto a me, non m'importerebbe affatto di non tornarci che a primavera, si potrebbe invece vedere l'Egitto, l'Italia e che so io per sei mesi. Rene ti manda i migliori saluti, e io faccio lo stesso, caro vecchio bigio!
La tua FRAN"
Le tre lettere che seguirono erano brevi, dedicate tutte alla descrizione del paesaggio e ai dispiaceri di Fran. Ella aveva sempre dei dispiaceri, sempre. Non troppo ser, pensava tuttavia Sam: Rene era stata di cattivo umore, la cuoca era stata di cattivo umore, la sola che a quanto pare, non era mai di cattivo umore, era lei, Fran. Il ballo all'Htel de Deux Mondes era stato un mortorio, la pioggia era umida, la famiglia inglese che abitava la villa accanto si era rivelata sgarbata, Fran aveva mal di denti. Due lettere erano impersonali, quasi gelide; qua e l, un'espressione affettuosa per lui, s che egli non ci capiva pi niente, e gran parte delle sue ore di meditazione le passava a desiderare ch'ella fosse un po' meno complicata.
La quarta lettera aveva un po' pi di brio:
"E chi non l'avrebbe detto, Sam! Dopo aver giurato di non voler mai pi vedere un ballerino in vita sua, n alcun uomo pi conturbante di un confessore, Rene ha gi riunito intorno a lei (e questo significa purtroppo intorno a me) un'orda di Apolli nuovi di zecca. Non so davvero come faccia! C'era un simpatico giovanotto di sessant'anni, che stava in un albergo qui con sua madre; qualcuno, a Parigi, lo aveva pregato di venirci a salutare;  venuto a prendere il t in pompa magna; e il giorno dopo, eccolo di nuovo sulla soglia, con la lingua fuori, e aveva con s una banda d'uomini dai sedici agli ottant'anni, dalla vettura da corsa all'ultimo modello di carro funebre. Naturalmente essa conosce tutti: impossibile andar a prendere un cocktail all'Htel des Deux Mondes, senza che almeno un gentiluomo si precipiti verso di lei con amabili ruggiti di alcoolico benvenuto. Cosicch ora la casa  ingombra di Fauni e di Bacchi, se cos  lecito chiamarli.
"C' un inglese, gran cacciatore al cospetto di Dio, che si chiama Randall e porta camicie e colletti blu, e un altro inglese dal pittoresco nome di Smith, e un barone austriaco il quale, a quanto ho potuto sapere, ha una fabbrica di orologi, e un tale che sembra abbia preso in affitto la Borsa Francese, e un ricco ebreo americano che si chiama Arnold Israel: un bell'uomo sui quarant'anni, con gli occhi neri e i capelli neri, ma un po' troppo spiccatamente orientale per i miei gusti semplici; quando vi bacia la mano, quasi vi morde, ouff! Naturalmente, non c' male, poter ballare di nuovo un poco, ma t'assicuro che preferivo molto gironzolare soltanto e stare in pace. Ti dispiace mandare cinque mila (dollari) in conto corrente a nome mio, alla Guaranty di Parigi? Qui il vitto  molto pi caro di quanto m'aspettavo, e ho dovuto comperare altri vestiti da estate. Ho trovato a Montreux un negozio con dei cappelli deliziosi, e se da un lato va benissimo camminare a piedi, o far studi sui var odori del Buon Popolo nei tram, ora che Rene ci ha di nuovo lanciate nella Vita Idiota, abbiamo dovuto prendere in affitto una limousine e un meccanico. Spero che tu stia bene, caro.
FRAN."
Con la lettera seguente, egli incominci a rodersi. La ricevette durante il suo giro in automobile con Tub Pearson e col dottor Hazzard:
"Che bella giornata d'azzurro e oro! Le montagne sembrano le colonne del cielo. Abbiamo combinato una gita in comitiva, andremo con una barca a motore sulla riva francese del lago. Arnold, Arnold Israel, un americano del quale ti ho gi parlato, mi pare, ha scoperto un meraviglioso piccolo albergo dove potremo far colazione.  veramente una persona molto simpatica, uno di quegli straordinari Ebrei cosmopoliti, che sanno far tutto e conoscono tutto; va a cavallo come un angelo,  capace di far sette miglia a nuoto, racconta delle storielle buffissime, s'intende di pittura, meglio del vecchio Atkins, e di biologia e di psicologia pi di sedici professori d'universit messi insieme, e balla, bisogna dirlo, come Maurice Chevalier in persona. E dire che  un americano!  strano, so di far il tuo gioco, ma, malgrado tutta la mia ammirazione per gli Europei, debbo ammettere che fa bene riposarsi dei motti, sia pure i pi spiritosi, di Rene e di tante altre cose, mostrandosi semplicemente come si  con un compatriota: uno che vi capisce quando dite: "Quel cappello deve averlo comperato al bazar da cinque o dieci cents" oppure "Attaboy". M'accorgo che quando non ci sei tu, caro il mio vecchio zoticone, provo un vero piacere a sentir dire "Al diavolo!". Mi riempie quasi di nostalgia. Eh s, in fondo sono una vera americana! Ma ora debbo scappare, mille cose affettuose.
F."
Per una diecina di giorni, punto lettere, poi due insieme:
"Certamente approveresti la tua cattiva Fran, se tu sapessi a che vita sana si  data. Qualche volta,  vero, faccio un poco tardi la sera, a ballare: abbiamo fatto conoscenza con una famiglia di Ebrei Americani, gente molto simpatica: si chiamano, figurati, Lee, e sono amici di Arnold Israel: hanno preso in affitto un meraviglioso castello sulla collina sopra il lago, verso Glion, e danno dei ricevimenti grandiosi. Del resto, vivo, si pu dire, all'aria aperta; vado a cavallo, nuoto, cammino, vado in automobile, gioco al tennis. Quell'Israel  un arrabbiato giocatore di tennis. E poi  capace di legger Shelley ad alta voce, come una studentessa ventenne di Vassar! Che uomo! E figurati che ha un'impresa di importazione di juta e canapa! Vero  che l'ha solamente ereditata dal padre, vecchio volpone, e che lui pu lasciare i suoi affari per quattro o cinque mesi all'anno, e vagabondare per tutta Europa.
"Dio buono, non faccio che parlare di Arnold Israel! Ma  perch mi sembra la persona che qui t'interesserebbe di pi. Non ho bisogno di dirti che lui ed io siamo buoni amici e null'altro. Oh! certamente, se io gli dessi corda, farebbe del sentimento, ma io non lo voglio affatto; e poi, con tutte le sue grandiosit di Maharaja, ha un'anima sensibile e quanto mai delicata. Capisco benissimo tutto quanto dici di Brent e di Emily, e che ormai sono grandi per davvero, e non hanno pi bisogno di noi.  curioso che, bench li adori e abbia tanto desiderio di rivederli, mi mettono quasi paura, mi fanno sentire gli anni che ho, mentre invece se tu potessi vedermi ora, in camicetta bianca, con una gonna sfacciatamente rossa, scarpe e calze bianche, diresti che sono una monella, e il lago, la notte, spira una quiete meravigliosa, che se ne va in tanto bel sonno ristoratore per me.
La tua FRAN."
"Caro Sam, questa non  una vera lettera ma un p. s. alla mia di ieri. Mi pare di averti tanto parlato di Israel, da farti credere ch'io pensi troppo a lui. Ecco la disgrazia delle lettere; uno a volte crede soltanto di chiacchierare, e spesso d un'impressione falsa. Se l'ho rammentato tanto spesso,  proprio perch gli altri, per quanto ballino o nuotino a perfezione, finiscono poi per essere persone insignificanti, mentre Israel  veramente una persona con la quale fa piacere parlare, e poi, e poi, non ho bisogno di dire al mio caro vecchio fedele che, all'infuori di queste cose, non m'interessa affatto. Inoltre, c' Rene che va pazza per lui, e vorrebbe tirarselo dietro, e siccome la padrona di casa qui  lei in fondo, perch  stata lei a trovar la villa, ecc. per quanto non paghi che la met dell'affitto, se dopo tutto vuole il suo vecchio Arnold io non posso mica impedirglielo, tanto pi che non me ne importa nulla. In fretta, la tua
FRAN."
La prossima lettera non venne che quasi due settimane pi tardi, e Sam, il quale s'era messo gli occhiali per esaminar meglio il bollo postale, vide che non veniva da Vevey, ma da Stresa, in Italia:
"Sam,  successa una cosa terribile. Madame de Pnable ed io abbiamo litigato sul serio, stavolta; essa mi ha detto delle cose che non potrei mai perdonarle, e ho piantato in asso la villa, e sono venuta qui, sul Lago Maggiore. Il luogo  molto bello, ma siccome non so se ci rester, sar meglio che tu mi scriva presso la Guaranty, a Parigi. E pensare che tutta la lite  stata per una sciocchezza!
"Ti ho gi scritto di quell'Israel che abbiamo conosciuto a Vevey, e come Rene andasse pazza per lui. Una sera (mi rincresce di dir questo di una donna con cui, per quanto volgare e spregiudicata essa sia, dopo tutto non sono stata male, ma bisogna dire che avesse bevuto un po' troppo) dopo che tutti se ne furono andati, improvvisamente mi  saltata agli occhi come una pescivendola, e, nei termini i meno parlamentari, mi ha accusata di esser d'accordo con Israel, e di averglielo rubato, cosa che  altrettanto idiota quanto falsa, perch in verit, non  mai stato suo, dunque come mai posso averglielo rubato, allora, anche supponendo che ne avessi la minima intenzione! Nessuno mi ha mai parlato come lei, credi che era una cosa disgustosa!
"Naturalmente, mi sono guardata bene dallo scendere al suo livello e darle soddisfazione. Le ho detto soltanto, molto gentilmente: "Mia cara Madame de Pnable, mi sembra che siate un po' troppo nervosa, e non sappiate quello che vi dite. Non sarebbe meglio rimandar la discussione a domani mattina?"
"Ma nemmeno allora  stata zitta, tanto che ho finito per andarmi a rinchiudere a chiave in camera mia, e l'indomani mattina sono andata in albergo, e poi me ne sono venuta qui, dove tutto  bello, con la vista delle Isole Borromee compresa la celebre Isola Bella in mezzo al lago e dall'altra parte la graziosa cittadina di Pallanza, e lo sfondo delle montagne, piuttosto alte, e tanti paesini sparsi sulle strade che salgono verso le montagne. Mi sento terribilmente sola qui, mi  tornato quell'orribile mal di denti di Londra, ma dopo tutto, meglio cos che vivere con una pazza volgare e pettegola come Madame de Pnable.
"Mi spiace di dovermi confessare cos, e m'immagino che ora tu dirai che mi sta bene, ma so che sei troppo generoso e conosci troppo la tua bambina capricciosa per non dimostrare la tua superiorit. Certamente avevi ragione in tutto e per tutto, circa quanto dicevi, o piuttosto insinuavi, perch tu sei sempre troppo educato per dir delle scortesie, su quella de Pnable e tutti quegli screanzati dei suoi amici. Mi rincresce. E spero d'aver imparato qualcosa di utile. Non voglio, tuttavia, che tu creda che Israel si sia comportato male, come la de Pnable e i suoi amici.
"Egli  innocente come lo sono io, ed  stato tanto gentile da accompagnarmi alla stazione, a Vevey.  una persona che mi piacerebbe molto farti conoscere. Credo troveresti in lui tutta quella gentilezza, quell'allegria, quello spirito e quella buona amicizia per cui apprezzi Ross Ireland, e nel medesimo tempo quelle sottigliezze di spirito, quel buon gusto che, siamo giusti, ammetterai, mancano a Ross Ireland malgrado le sue ottime qualit. Chiss che non ci troviamo con Arnold al tuo ritorno: credo che si sia preso un anno intero di vacanze per viaggiare in Europa.
"Oh, caro, vieni presto! Se tu sapessi quanto sento la tua mancanza, oggi! Se tu fossi qui, prenderemmo il piccolo batello (non sei orgoglioso di me? ho gi imparato dieci parole d'italiano in un sol giorno; per dire: entrate si dice avanti, e la nota dell'hotel  le conto, no, mi pare il conto) e faremmo il giro del lago. Se non  troppo disturbo per te, potresti mandare un altro paio di mille dollari alla Guaranty, Parigi. Naturalmente debbo pagar la mia parte d'affitto per quella maledetta villa di Vevey, anche se non ci sono rimasta. Se non lo facessi, e t'assicuro che ne avrei proprio voglia, la de Pnable sarebbe capace di andare in giro a dire che non soltanto sono una donna fatale, e di costumi leggeri, ma anche una truffatrice!
"Quanto mi piacerebbe di vedertela sculacciare, da parte mia, con le tue belle mani robuste! Lo faresti con tanta calma, e coscienziosamente! Invece, debbo pagare la mia parte d'affitto per la casa, e anche per la limousine, laggi, e debbo pagare la mia stanza qui, o dove si sia (sar meglio che tu non conti su quest'indirizzo, spedisci sempre per mezzo della Guaranty) e cos verr a spendere un po' pi di quanto non avrei creduto. Oh, caro, quando penso che avevo sperato di far tante belle economie, quest'estate, ma chi mai avrebbe potuto prevedere un imprevisto cos disastroso? E ora che ti ho raccontato tutto mi sento un po' meglio; ho pianto quasi tutta la notte, e d'ora innanzi far vita da monaca, e mi dedicher allo studio della lingua e del popolo italiano, come si addice a una vecchia signora come me.
La tua spettinatissima e pentitissima FRAN."
Quella lettera era giunta il giorno stesso in cui il presidente della "Sans Souci Gardens Company" aveva invitato Sam a colazione.
Il presidente fu estremamente sincero. Era un architetto che aveva una lunga pratica. Stup Sam, ammettendo che trovava Sans Souci piuttosto brutto.
"Troppa insalata di stili, e le case troppo addossate l'una all'altra" diceva. "Ma la maggior parte degli Americani, se da un lato son disposti a spendere un patrimonio per una gran casa, che si veda di lontano, non amano la propria pace, tanto da spendere per un terreno di dimensioni possibili. Ed  cos che poi pretendono un castello francese, sopra un terreno di dimensioni alla Ford! Se non altro, siamo gi riusciti a insegnar loro a espandersi piuttosto verso la campagna, che non ammucchiarsi gli uni addosso agli altri in citt. Adesso, se Sans Souci non sar la mia rovina, avrei in animo di svolgere un progetto molto pi in grande, un quartiere ove non si fosse costretti a mischiare gli stili. Oh, naturalmente bisogner continuare a saccheggiare l'Europa e lo stile coloniale americano! Se accade che un genio naturale crei qualche cosa di assolutamente nuovo in architettura di abitazioni, quasi sempre incontra il gusto di pochi. Ma lo sviluppo di costruzioni che ho in mente ora, e per il quale, spero, troveremo un nome meno straziante di Sans Souci,  dovuto alla mente di uno dei miei collaboratori, un vecchio e illustre architetto francese, Abe Blumenthal; e speriamo di poter impedire che prenda l'aspetto di una fiera mondiale. Per esempio, una sezione sar destinata tutta a case pi o meno in stile Tudor, un'altra sar tutta in stile olandese. O forse, si trover uno stile unico: qualcosa come Forest Hills a Long Island.
Ma egli stesso, il presidente di Sans Souci, confessava di aver troppa fantasia e di esser troppo impaziente. Avrebbe avuto bisogno di un socio (e intendeva che questo socio avrebbe potuto essere Sam) il quale si prendesse la briga di scegliere i pi pratici, tra le centinaia di progetti di alberghi e crociere di lusso e ristoranti in serie che egli concepiva ogni mese; e che si occupasse della parte finanziaria. Sorrise.
Non si direbbe un'offerta troppo vantaggiosa, eh? basata com' pi che altro sulla convinzione di avere qualche idea interessante insieme a una discreta competenza in materia d'architettura e di costruzione. Insomma non mi spiacerebbe vedere se non si possa andar d'accordo, noi due, se  vero che siete stufo di vender automobili e che avete preso informazioni commerciali sul conto mio...
Oh, l'avete indovinato? scapp detto a Sam.
Ma certo!
Ci penser su, vi prometto di pensarci, disse Sam.
Se ne torn al club, architettando una dozzina e pi di lotti d'abitazioni di cui avrebbe assunto l'impresa per suo conto, e trov la disperata lettera di Fan da Stresa.
Tutto calzava a puntino. L'avrebbe persuasa a tornare; e avrebbero considerato insieme l'affare delle case. Le mand un cablogramma: "Spiacente affare Pnable lieto liberazione perch non torni Zenith ripartiremo tra un anno."
Ella rispose: "No desidero restare ancora qualche mese raggiungimi se ti fa piacere."
E il grande Samuel Dodsworth non sapeva che pesci pigliare, non pi di quando, durante il suo ultimo anno d'universit, seduto a East Rock, spaziava collo sguardo verso Long Island Sound e sognava di diventar costruttore di ponti nelle Ande.
Le scrisse raccontandole di Sans Souci Gardens, e attese. Intanto leggeva libri sull'architettura d'abitazione, e fece un viaggio a Cleveland e a Detroit per visitare nuove costruzioni.
La lettera seguente era stata scritta qualche giorno prima ch'egli avesse ricevuto quella da Stresa, prima dunque ch'ella ricevesse il suo cablogramma. Essa diceva:
"S, caro il mio Samivel, sono ancora a Stresa, per quanto da un momento all'altro possa partire per Deauville, avendo sempre tanto desiderato di vedere uno di quei luoghi dove i nobili romanzeschi vengono a perder la loro fortuna al gioco del chemin de fer. Ma frattanto sappi che mi son trovata molto bene qui, ove m' sbollita la prima rabbia per la bestialit di quella de Pnable. Ho trovato una ragazza tanto carina, che mi d lezioni d'italiano, ogni giorno, e con lei e con altre conoscenze fatte in albergo ho esplorato tutti gli incantevoli paesi dei dintorni, Pallanza, Baveno, e Gignese, tra le colline, e Cannobio, Arona, ecc. ecc. Ho preso il battello fino a Locarno, l'estremit svizzera del lago, e la funicolare per la cima del Mottarone. Sam,  cos ripido che se si guarda gi verso il lago, sembra proprio di vedersi sollevar l'acqua su di un gran vassoio! Non ti prender pensiero per me, che sto benissimo. Credo di doverti informare che Arnold Israel  venuto qui da Vevey: ti rammenti? quel simpatico americano del quale t'avevo scritto, ora  qui nel mio albergo.
"Veramente non so nemmeno io perch te lo scrivo; ma anche tu, caro il mio vecchio orso, col tuo spirito amabile, perbene e simpatico, potresti interpretar male la cosa, poich, con tutte le tue buone qualit, hai un modo di giudicare tutto americano; ed inoltre ho paura che un giorno o l'altro giunga ai tuoi orecchi qualche chiacchiera, e voglio che tu capisca bene come stanno le cose. Inutile ch'io ti dica che i nostri rapporti sono innocenti come se fossimo due bambini di otto anni, e le ore che passo con lui sono assai piacevoli ma senza cattive intenzioni. Sam, Arnold guida ancora pi presto di te: ieri, quando andavamo a 118 chilometri all'ora, quasi il mio cuore cessava di battere; ma  un tale guidatore che di solito con lui andrei in capo al mondo. Ora debbo scappare a vestirmi. Dio ti conservi. Spero che tu sia lieto e in buona salute. Tante cose affettuose a Emily e a Brent.
F.".
Quello stesso pomeriggio telefon al presidente della Sans Souci Company che era costretto a partire per l'Europa e che per parecchi mesi non avrebbe potuto prender nessuna decisione. Telegraf a Nuova York, per fissare una cabina su di un piroscafo in partenza. Si precipit da Emily, da Tub, dal dottor Hazzard per salutarli. Ma ci volle una settimana prima ch'egli potesse imbarcarsi, e nel frattempo ricevette ancora una lettera di Fran, da Deauville.
"Eccomi qui, e non posso dire che mi piaccia molto. Il luogo  pieno di vita, ma un po' variopinto: molte persone per bene, ma anche della gente orribile, dei pescicani che offron dei cocktails a tutto andare, e avventurieri d'alto bordo che infestano gli alberghi. Se fossi andata al Lido, invece di venir qui! E ora ascoltami bene, Samivel. Nella tua lettera indirizzata a Vevey ma che ho ricevuta dopo la mia partenza, dicevi di sperare che mi sarei "messa al passo", come dici tu, dopo l'inverno parigino, e che andrei "a letto presto per un po' di tempo". Non credo che fosse nelle tue intenzioni di farmi dispiacere, ma se tu potessi soltanto figurarti come ero nervosa, affranta, disorientata dopo quell'orribile faccenda con la de Pnable, come una bimba sperduta, sapresti che i tuoi rimproveri m'hanno fatto male! Son proprio destinata a passare i giorni che mi restano a invecchiare il pi graziosamente e rapidamente possibile, cosa che, a quanto pare,  il tuo ideale?
"Tu parli come se io fossi una ragazza indiavolata, e non una donna di mondo che ama divertirsi in modo civile. Ecco! Sono certa che tu non hai voluto sgridarmi, ma era possibile che tu non ti rendessi conto di quanto ci potesse farmi male, nello stato veramente pietoso in cui mi trovavo? Davvero, Sam, dovresti essere un pochino pi previdente! Se di quando in quando tu ti sforzassi di usare un po' di fantasia! E ora che ho parlato fuor dai denti, vogliamo metterci una pietra sopra? Lasciami soltanto dire: Sam, troverai che sono ingiusta, ma dopo tutto  colpa tua se ho avuto quella seccatura con la de Pnable. Se tu non avessi insistito, quasi ti bruciasse la terra sotto i piedi, per tornar in America per la tua riunione, che non era poi una cosa talmente importante, se tu fossi rimasto con me, se tu non mi avessi posta nella condizione anormale e umiliante di una donna senza marito, come un'avventuriera qualsiasi, quella signora non avrebbe mai osato agire con me come se fossi davvero un'avventuriera, trattandomi in quel modo. Spero che comprenderai come ti dica queste cose con le migliori intenzioni di questo mondo. Dopo tutto, non siamo forse una di quelle rare coppie che si capiscono tanto bene da potersi dir tutto con sincerit? Vuol dire che la prossima volta, spero, te ne rammenterai. E ora basta davvero, e passiamo alle notizie.
"S, dice la birbacciona, Arnold Israel  qui con me, cio, credo avrai capito che non  "insieme" con me, ma che soltanto  qui a Deauville. Sulle prime non ci volevo venire, ma si  mostrato cos premuroso, cos gentile, cos pieno di comprensione. Ha scoperto... Non so proprio come faccia, ma ha un dono, che si potrebbe chiamare, spiritualmente come finanziariamente, di Mida: figurati, mentre credevo che se ne stesse in ozio e nient'altro, lontano dalle sue jute e canape, ho saputo che qui in Europa ha guadagnato circa 40.000 dollari speculando sui cambi e comprando e rivendendo poi un Rembrandt passabilmente autentico, e voleva anche regalarmi delle perle ma naturalmente non glie l'ho permesso... Ma mi avvedo che sto perdendo il filo.
"Dunque a Stresa ha scoperto che qui a Deauville c'era una coppia anziana, di Filadelfia, persone molto rispettabili, veri abitanti di Rittenhouse Square, ma gente cui piace l'allegria, e ha fatto in modo che essi mi invitassero a venire qui, e mi prendessero sotto le loro ali protettrici, per cui tutto  a posto, e si posson evitare a cuor sicuro tutti i pettegolezzi che prediligono certe cattive lingue come la de Pnable. Mi sono detta che, dopo tutto, sarei stata una stupida a non voler venire con lui. Sam non mi fraintender mai,  un uomo che ha della fantasia, e inoltre, io per la prima comprendo che non sono una ragazzina con la testa per aria, n una di quegli orribili Ponce de Lons in gonnella come la cara de Pnable, ma una signora non pi giovane e rispettabilissima, che ha allevato un figlio e ha una figlia gi sposata, e su cui nessuno si sognerebbe di far delle chiacchiere.
"Dunque eccomi qui, e se pure, come dicevo, il luogo non mi piace troppo, Arnold, io e i suoi amici, certi signori Doone, gente incantevole e pieni di buon umore, per quanto vicini alla settantina, ci facciamo la festa tutta per noi, e la sera vagabondiamo per ore e ore sulla spiaggia. Scrivimi sempre a Parigi, per quanto sia certa di restare qui per altre tre settimane almeno. Ci sar un magnifico ballo in costume al quale Arnold e io prenderemo parte, riccamente vestiti da Scirocco e da Vento del Nord: io coi miei capelli d'un biondo pallido come le Svedesi, naturalmente sar il Vento del Nord. Tutto il mio affetto.
F.".
Sam invi un cablogramma che diceva: "Parto Carmania attendoti Parigi htel universel due settembre." Aggiunse "affettuosamente", poi lo cancell, e torn ad aggiungerlo.
Dodici giorni dopo il suo sguardo errava sulle lunghe fortificazioni di Cherbourg, osservando l'andarivieni sul molo dei piccoli volubili francesi.
Nel piroscafo, camminando sul ponte giorno e notte, era riuscito a cacciar da s ogni irritazione verso Fran, ogni antipatia per Arnold Israel. Non appena finito di leggere la lettera di Deauville, tutt'a un tratto aveva intuito qualcosa che non era mai riuscito a formulare, nei suoi ventitre anni di matrimonio: che Fran non era neppur lontanamente una donna matura, conscia di s, madre, sposa e amministratrice, ma semplicemente una bambina intelligente, con tutta la confusa autodrammatizzazione di un bambino. La scoperta l'aveva riempito di sgomento, poi, di tenerezza. Gli altri figli suoi, Emily e Brent, non avevano pi bisogno di lui; chi aveva bisogno di lui, era la bimba Fran! C'era dunque ancora qualcuno, nella vita, che aveva bisogno di lui! E pensava a lei, che l'aspettava a Parigi, come vi aveva pensato nei poco complicati giorni del loro fidanzamento.
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Capitolo 20.
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Verso la fine d'un pomeriggio nuvoloso, il direttissimo di Parigi s'ingolfava nella sonora oscurit della tettoia della stazione, e Sam, nervoso all'idea di esser arrivato, guardava i facchini come se fossero amici, sorridendo agli avvisi del Cointreau e del Fernet Branca, di Rouen e Avignone che costellavano i muri della ferrovia. Scese rapidamente dal treno, cercandosi intorno Fran, inquieto di non vederla, sentendosi il cuore a terra, mentre col suo passo greve teneva dietro al facchino carico delle valigie.
Ella era l, all'altro limite del marciapiede.
La vide di lontano; sorpreso, ora, di rivederla assai pi bella di quanto non la ricordasse. Nell'abito, giacca e gonna d'un fresco azzurro, con la camicetta bianca, nei capelli pallidi e soffusi di luce come la paglia novella, nelle gambe snelle rivestite di seta, nelle spalle energiche, ella rappresentava il tipo femminile sportivo americano, abile al ballo, al tennis, a condurre una macchina come il vento. Era cos piena di vita, cos giovane! Il cuore gli si sospese, d'ammirazione. Ma non tard ad accorgersi che non aveva l'aria contenta, e che soltanto macchinalmente lo sguardo di lei sorvolava sui viaggiatori via via che s'avvicinavano. Forse che essa non lo desiderava...?
Le si avvicin timidamente. Il sorriso cortese col quale ella mascher il suo vero viso lo confuse ed illuse, e, chino su di lei, abbracciandola mormorava: Di', non mi son mica ricordato di scriverti che ti adoro?
No, non mi pare... Davvero sei proprio caro.
Il suo tono era leggero e uguale e privo di passione, il suo riso lontano, come le fioriture d'un'attrice in una commedia da salotto.
Erano due estranei.
All'albergo, ella disse esitante: Uh...! Sam... non ti dispiace mica... ho pensato che dovevi esser stanco dopo il viaggio. Anch'io sono un po' stanca del viaggio da Deauville a qui. Cos ho preso due camere invece di una. Ma sono comunicanti.
Gi, forse cos, egli rispose, riposeremo meglio.
Ella entr con lui nella sua camera, movendo per poco a poco verso la porta, dicendo con una cortesia che gli tagliava il cuore: Spero che la scelta ti piaccia. C' una bella camera da bagno.
Egli esit. Le valige le disfar pi tardi. Non stiamo qui a far niente, adesso. Usciamo, e andiamo a sederci in un bel caff all'aperto, a veder passare la gente! Amaramente not ch'ella appariva sollevata. Non le aveva dato che un bacio furtivo. Ma ella non aveva preteso altre effusioni.
Tuttavia si mostr gentile mentre egli chiacchierava di Zenith e rideva opportunamente, pur rimanendo come un'estranea costretta a tener un po' di compagnia all'amico di un amico, desiderosa di liberarsi presto di quella noia. Volle sapere tante cose di Emily e di Brent, ma si distrasse quando egli cominci a parlare di Tub e del golf.
Quella situazione a lui parve insopportabile, tuttavia disse soltanto, affettuosamente: Che hai, cara? Mi sembri distratta. Non ti senti bene? Non sei contenta di vedermi?
Ma certo! Non  nulla. Ecco, non ho dormito molto bene la notte scorsa. Sono un po' nervosa. Si capisce che son contenta di rivederti, caro il mio orso!
E non avevano ancora parlato di Madame de Pnable, di Arnold Israel, di Stresa e di Deauville. Entrambi evitavano quel tema; egli disse solamente: Mi spiace che tu abbia avuto delle seccature per via della signora de Pnable, meno male che dopo ti sei rifatta, divertendoti. Le tue lettere valevano un milione. Si sentiva provinciale, con le sue divagazioni su Zenith, si sentiva piuttosto noioso, pesante, ma i suoi sensi erano furiosamente svegli. Non gli sfuggiva l'agitazione di lei. S'accorse che aveva bevuto tre cocktails. S'accorse che lui, Sam Dodsworth, si preparava lentamente per una battaglia e che al tempo stesso la temeva.
Mentre si vestivano per la cena, ella chiuse la porta di comunicazione tra le due stanze.
Vogliamo andare da Voisin, dove saremo tranquilli e potremo chiacchierare in pace? disse egli, quando ella rientr per dire ch'era pronta.
Oh! Non preferiresti un posticino un po' pi animato?
A dirti la verit, no!
E per la prima volta si mostr reciso.
Debbo parlarti.
Ella rabbrivid.
Dopo la minestra, egli disse tra i denti: Beh, mi sembra d'averti raccontato tutto quel che c'era di nuovo. Parliamo un po' dei nostri progetti, ora. Dove preferiresti andare, quest'autunno? Che ne diresti d'un bel viaggetto, ma con comodo, senza troppa fretta, per l'Italia e la Spagna, chiss, forse anche fino in Grecia e a Costantinopoli?
Oh, andrebbe benissimo, un poco pi avanti nella stagione. Ma ora... dopo tutto, ho passato un'estate tutt'altro che mondana... e anche tu, poveraccio! Abbiamo bisogno tutti e due di un po' di giorni d'allegria, qui a Parigi, prima di partire. Credi che quando si vagabonda cos da un luogo all'altro, ci si sente terribilmente isolati.
E poi, blandamente, come se non ci fosse nemmeno bisogno del consenso di lui: Credo potremmo trattenerci qui tre mesi, all'incirca, e prendere un bel quartierino nei pressi dell'toile. Ne ho fin sopra i capelli degli alberghi.
Beh... Egli tacque; poi, come una lenta ondata, cacci fuori: Comprendo benissimo come tu sia stufa della vita d'albergo. Lo sono anch'io! Ma non ho affatto l'intenzione di passar tutto l'autunno, come ho passata tutta la primavera, a scaldar le sedie a Parigi...
C' proprio bisogno di dire delle volgarit?
S, credo proprio che ce ne sia bisogno. Non ho nessuna voglia di starmene qui tutto l'autunno, ad aspettare che tu ti decida a partire. Quando abbiamo cominciato il nostro viaggio ero disposto tanto a restare a Zenith quanto a viaggiare, ma se mi son deciso a viaggiare voglio viaggiare sul serio, veder tante cose, e gente diversa e citt nuove. Vorrei vedere Venezia e Madrid; mi piacerebbe assaggiare la birra tedesca. E non intendo di sacrificarmi oltre alle tue ambizioni mondane...
Ella scatt:  una bugia, e tu sai che  una bugia! Credi proprio che sia un'ambizione, per me, la compagnia di persone come Rene de Pnable? Sar un'umiliazione, se mai! Soltanto, trovo che  pi divertente passare il proprio tempo con delle persone civili, invece di andare a ubbriacarsi al New York Bar, gi, o sbadigliar davanti alle rovine col Baedeker in mano! Per te, tutto va benissimo, ma chi deve fare e disfare i bagagli e far da interprete sono io. E i progetti per i viaggi li debbo far io. Ma s, santo Cielo, andremo a Venezia! Soltanto non vedo il bisogno di galoppar via di gran furia come una carovana Cook, mentre potremmo goderci qui un autunno incantevole, con una casa e delle persone di servizio nostre, e tutti i buoni amici che ora ho qui, ora che posso fare a meno della cara de Pnable! Mi rincresce, Sam, me se una volta tanto tu cercassi di capire il punto di vista degli altri... io preferirei rimanere addirittura a Parigi per...
Fran!
Che cosa?
Sam esitava. Mentre egli parlava, i camerieri fluttuavano discreti, premurosi intorno alla loro tavola. Se internamente Fran e lui erano due vulcani, il rombo si manteneva nei toni bassi, e all'osservatore essi sarebbero semplicemente parsi un uomo robusto e impassibile, probabilmente un Inglese, e una donnina dalla fisionomia mobilissima, un po' agitata ma perfettamente padrona della propria agitazione.
Fran! Davvero vorresti sacrificarmi, obbligandomi a restare qui?
Non essere cos melodrammatico! Non vedo che sacrificio ci sia a restare nella citt pi incantevole del...
Arnold Israel  a Parigi?
S! E con ci?
Quando l'hai veduto l'ultima volta?
Oggi, nel pomeriggio.
E si tratterr qui a lungo?
Non lo so. Cosa vuoi che ne sappia? Credo di s.
 stato lui a metterti in testa di prendere un appartamento nei pressi dell'toile?
Oh, senti, caro Samuel! Ti sei montata la testa leggendo dei romanzi? Che cosa significano queste pose ridicole di marito di ritorno che giudica severamente la moglie prodiga?
Fran! A che punto sei arrivata, con quell'Israel?
Ti rendi conto fino a che punto sei offensivo?
Ti rendi conto fino a che punto lo sar, se non la finisci con queste pose di vittima innocente?
E tu, ti rendi conto fino a che punto mi esasperi, seguitando a comportarti come un mangiamonti da taverna, come sei proprio, in fondo... in fondo. Va; per anni ho cercato di nasconderlo a me stessa, ma l'ho sempre saputo... Il grande Sam Dodsworth, il campione di football, il celebre boxeur, il rinomato mangiamonti! Va' l, il tuo posto  in cucina, o col poliziotto nell'angolo della strada, non tra la gente perbene...
Intanto non mi hai risposto! A che punto sei arrivata, con quell'Israel? Ti faccio l'onore di domandartelo, non ti faccio il processo, e tu non mi rispondi!
E non ho affatto l'intenzione di risponderti! M'insulti, supponendo che... Ed  anche un insulto per il signor Israel! Il quale  un gentiluomo! Ah, come vorrei che fosse qui! Se fosse qui, non oseresti parlarmi come mi parli ora.  forte tanto quanto te, mio caro Samuel, e per di pi ha cervello e buona razza e un po' d'educazione. Ah! Ah! "fin dove ti sei spinta nel peccato col tuo infernale amante?". Dopo anni e anni che cerco di far qualche cosa per te, adoperi ancora il vocabolario dei romanzi di Laura Jean Libbey! Certamente ti scandalizzerai di sentire che Arnold  tanto degenerato da preferire Andr Gide e Paul Morand a Laura Jean Libbey, e io mi sono macchiata della nera colpa di aver provato qualche soddisfazione a chiacchierar con lui, invece di discuter di poker col tuo simpatico amico Tub Pearson...
E mentre ella seguitava col vento in poppa, isterica e pur quieta, egli gi sapeva la risposta alla sua domanda, e si stupiva di non provar pi stupore, si scandalizzava di non sentirsi pi scandalizzato. Non insistette oltre. Quando ella si tacque, scossa da muti singhiozzi che lo riempirono di piet, egli domand con dolcezza:
Ti  parso piuttosto romantico?
Naturalmente! Lo !
Forse comprendo... pi o meno.
Oh, Sam, ti prego, sii umano e cerca di comprendere! Sai comprendere tanto bene, quando ti dimentichi della tua parte dell'Uomo di Granito, e ti lasci andare a esser un po' pi remissivo! Naturalmente, non c' stato nulla di male tra me e Arnold.  strano; ma in fondo... in fondo sono tale e quale accusavo te di essere... Usar vecchie frasi ipocrite come questa! "Non c' stato nulla di male tra me e Arnold!". S, forse sono stata ingiusta verso di te; forse tu non volevi dir nulla di simile, ma semplicemente... Tu sei stato buono, Sam, ma lasciami dire, sei soltanto un pochino stonato, ogni tanto, e...
Ella aveva dominato i suoi nervi, era tornata gentile, ciarliera e padrona di s, e Sam non cessava di pensare: "Essa mente. Non ha mai saputo mentire.  mutata. Quell'individuo  il suo amante".
...e se non sbaglio, il tuo sospetto  che il mio ardente amico ebreo mi abbia affettuosamente abbracciata, prima della mia partenza da Deauville. Certo che mi ha abbracciata e mi ha fatto piacere. Che cosa m'importa, anche se non dovessi mai pi rivederlo? Oh, Sam, se tu potessi soltanto capire quanto m'hai umiliata, esasperata, col tuo sospetto che il mio desiderio di rimanere qui avesse qualcosa a che vedere con Arnold! Ma era un uomo incantevole! Se tu l'avessi visto passeggiar sulle dune simile (dicevo io) a un vero Maharaja tra cuscini dorati, vestito di flanella bianca, coi capelli al vento e la camicia aperta... Per qualsiasi altro, sarebbe stata una posa, una ragazzata, ma per lui pareva una cosa naturale. E malgrado fosse un gran signore, mi parlava con tanta semplicit, con tanta confidenza;... credimi, era commovente. Ma abbiamo parlato abbastanza di lui, mi pare! Ora dobbiamo pensare ai nostri progetti...
Prima liquidiamo Arnold. Avrei...
Sam, quello che forse non potrai immaginare  il potere di seduzione che esercita. Intelligente, bell'uomo, signore e tante altre cose. E con tutto ci,  rimasto un bambino! Ci voleva qualcuno come me per farlo parlare. Ero il pubblico che ci voleva per lui; con me, si confessava volentieri; si degnava di dire che, per una vecchia signora di quarantadue anni, ero un'ottima imitazione di una bella ragazza, e che mi dava cinque anni meno di lui, non due di pi, e che ero la miglior ballerina che conoscesse in Europa. Naturalmente, questi zuccherini non facevan che preludiare alle confidenze su di lui e sulla sua infanzia infelice; e tu sai che io ho un debole per i bambini; mi basta la minima allusione a un'infanzia infelice per sciogliermi in lagrime! Povero Arnold! Ha sofferto tanto, da ragazzo, perch era intelligente e forte! Nessuno potrebbe immaginare che avesse tanta sensibilit. E sua madre era una specie di vecchio dragone burbero e severo, che odiava le debolezze d'ogni specie, o almeno quelle che essa chiamava debolezze, e quando lo trovava immerso nelle sue fantasticherie, lo accusava di fare il poltrone... Oh, doveva essere una tortura, per uno spirito cos fine! E poi, all'universit, tutti i soliti guai dell'ebreo troppo intelligente e troppo bello, preso di mira dai yankee del Middlewest i pi stupidi pesanti volgari, che lo guardavano proprio come un cavallo da tiro guarderebbe un bel cavallo da corsa. Povero Arnold! Si capisce che il veder un uomo cos altero scoprirmi il suo vero essere, mi ha profondamente commossa.
Fran! Non vorrai mica credere che sia questa la prima volta che il signor Israel usa il sistema dell'infanzia negletta come mezzo d'approccio? E con successo, a quanto pare!
Vuoi di nuovo insinuare che gli son caduta tra le braccia?
Sicuro! La cosa ha una certa importanza, per me! Sei stata sua?
Ebbene; s, sono stata sua.
Oh!
E ne sono orgogliosa! Una volta, sotto la tua pesante tutela, caro Samuel, non avrei creduto possibile di essere una "moglie infedele"! Il mondo  una massa di ciechi ipocriti! Ma quando la cosa  successa, mi  parsa cos giusta, cos naturale e dolce...
E mentre ella seguitava sullo stesso tono, egli, tuttora incredulo, era pur costretto ad ammettere che la cosa abbominevole, il titolo da prima pagina, la causa di divorzio, tutta quella bassezza da romanzo a sensazione, accadeva proprio a lui, a lei a Emily e a Brent. Il desiderio di conoscere i particolari lo affascinava addirittura. Si raffigurava quell'Arnold Israel, quel bruno leopardo umano... (no, troppo grande per un leopardo, ma ne aveva certo la grazia) che l'accompagnava al suo albergo, a Deauville (la camicia aperta sul petto troppo liscio... no, a quell'ora doveva essere in abito da sera, e aveva certo una cappa gettata all'indietro). L'accompagnava fino alla sua camera, in albergo, a Deauville; un bisbiglio: "Lasciate che entri per dirvi buona notte... un bacio solo...". Poi, vide Fran in tutta la sua realt. Dacch era giunto, Sam l'aveva veduta come in una nebbia confusa, aveva udito la sua voce come quella d'una straniera. Ora la scrutava intensamente, nell'abito nero e argento, si rendeva conto della linea dalle spalle al seno; e il pensiero di quell'Israel lo riempiva di furore.
Quelle lunghe riflessioni esasperate avevano durato forse cinque secondi; ora egli non perdeva una parola di ci ch'ella diceva, affannata:
Tu credi davvero di fare una grave accusa ad Arnold insinuando ch'egli abbia impiegato altre volte la stessa tattica! Si capisce che l'avr fatto; moltissime volte, forse! grazie al Cielo! Almeno ha un po' d'esperienza in materia d'amore! E conosce le donne. Non le tratta semplicemente come dei soci d'affari. Lasciatelo dire, caro Samuel, sarebbe stato meglio per te, e anche per me, se tu avessi dedicato un po' del tuo prezioso tempo alla vituperata arte di risvegliar nella donna un certo grado di passione romantica, se un po' di quell'attenzione che prodigavi ai carburatori, tu l'avessi dedicata a me;... e perch non anche ad altre donne?... Suppongo che tu sia stato, durante il nostro matrimonio, quello che si dice un marito "fedele".
Lo sono stato!
Senza dubbio dovrei esserne altamente soddisfatta, ma...
Fran! Hai intenzione di sposarlo, quell'Israel?
Signore Iddio, no!... Non lo penso davvero.
Eppure, vorrai vederlo ogni giorno, questo autunno.
La cosa  diversa. Ma non voglio sposarlo. Rassomiglia troppo al plum-cake, eccellente il giorno di Natale, ma che procura facilissime indigestioni. Per la dieta d'ogni giorno preferisco il buon pane onesto, di cui ci si pu fidare, che saresti tu, insomma;... non prenderlo come un'offesa, ti prego;  un gran complimento che ti faccio. No! E poi, non vorrebbe lui. Dubito che possa serbare affezione ad una donna per pi di sei mesi. Oh, gli credo quando dice di esser quasi morbosamente fedele a una donna fino a che la cosa dura, ma...
Ha una moglie, in qualche luogo?
Non credo. Non lo so! Dio mio! Che cosa me ne importa?
Potrebbe darsi!
Oh, non cercar di esser melodrammatico! Non si addice affatto al tuo tipo forte e virile! In ogni modo, Arnold non mi sposerebbe, perch non sono un'ebrea.  tanto fiero di esser ebreo, quanto lo sei tu d'essere anglo-sassone. E ne ha ben ragione!  pi o meno imparentato coi Mendelssohn, coi Rothschild e con tutte quelle famiglie importanti. Un cugino suo, a Vienna...
Fran! Ti rendi conto della gravit della cosa?
Oh, forse anche molto pi di te!
Ho i miei dubbi! Fran, o tu lo sposi, oppure lo abbandoni, assolutamente e nel modo pi completo.
Ma, caro Samuel, prima bisognerebbe sentire che cosa ne pensa lui! Non  mica una pecora come uno dei tuoi segretari della Revelation. E io non sopporto imposizioni!
Oh! se le sopporterai...! Per la prima volta in vita tua! E Dio sa se te la cavi a buon mercato! Io non son uomo da prender un fucile e sparare dietro a te e al tuo amante...
Spero di no!
Ma non hai mica tanto da ridere! Potrei anche adottar quel sistema, se tu non lo piantassi! No, non  il mio sistema, di solito. Ma, per Dio, non sono poi nemmeno il marito compiacente che se ne sta seduto a guardar la moglie che fa gli occhi dolci al suo amante, proprio come avevi intenzione di fare quest'autunno...
Non ho detto di voler fare niente di...
Oh, hai detto questo e altro! E adesso, o verrai via con me, in viaggio, e darai un calcio a quell'individuo e lo dimenticherai per sempre, o far domanda di divorzio per adulterio!
Ridicolaggini!
Peggio che ridicolaggini! Infamie! Puoi figurarti come si sentiranno Emily e Brent!
Sam, disse lentamente Fran, fino a questo momento, non avevo mai avuto il sospetto che... Sapevo che eri stupido, grossolano, lento, che ti piacevano le persone volgari; ma non ho mai saputo che tu fossi un vigliacco brutale e poco pulito! Mai nessuno, in vita mia, mi ha parlato cos!
Lo so. Ti ho trattato come una bambina, finora. Tu, cara la mia ragazza, ti consideri l'americana moderna, che si  perfezionata, aggraziata in Europa; ma io sono molto pi moderno di te; sono un costruttore. Per distinguermi, non ho bisogno di appigliarmi n a titoli, n a vestiti, n a strati sociali n a nulla di simile; e tu non te ne sei mai accorta! Tu non hai fatto altro che prendermi in giro perch sono lento e goffo, lo ammetto, fino a togliermi l'ultima briciola di fiducia in me stesso! Tu hai recato il tradimento nella mia stessa casa. Sei stata il mio critico pi feroce! Non che tu mi ferissi, propriamente, ma eri felice d'esser cos bella e superiore a me, che godevi d'umiliarmi, e tutto ci  molto pi grave della tua avventura con quell'Israel.
Oh! Non  vero che ho fatto cos! Non volevo far cos! Ho tanto rispetto per te!
Ti pare di rispettarmi, quando pretenderesti ch'io me ne stessi l a far da servitore al tuo amante?
Oh, no, no, no... io... Ora mi si confondono le idee. Mi sento tutta rimescolata. Io... s, se ti fa piacere, partiamo domani per la Spagna.
E cos fecero.
...
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Capitolo 21.
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Fin dai tempi di Alessandro il Grande esiste una superstizione mondana per cui il viaggiare  una cosa piacevole e altamente istruttiva. Ora, in verit,  uno dei passatempi pi ardui eppur pi noiosi, fatta eccezione per i pochi esperti che girano il mondo con uno scopo determinato. In generale serve a far delle vittime, le quali viaggiando son messe in condizione di far brillare la propria ignoranza. Il classico viaggiatore da romanzo  alto, col naso aquilino; parla nove lingue, e secca la gente di buon senso con l'ostentar costantemente i suoi modi da salotto;  stato in ogni luogo e ha tutto provato; ha cacciato il leone in Siberia e cani selvaggi nel Minnesota, ha giocato a tennis col re a Stoccolma; e fornisce un eccellente modo di passar la serata, con una conferenza sulla tomba di Tut e sull'etnologia dei Maori.
In realt, il gran viaggiatore  di solito un ometto insignificante, con un cappello verde scolorito e ruvido, e passa inosservato in un angolo del bar del piroscafo. Non parla che una sola lingua, con una certa malinconia. Conosce a fondo diciannove paesi, meno la vita di famiglia, i salari, l'esportazione, la religione, le condizioni politiche, l'agricoltura, la storia e la lingua dei paesi suddetti.  altrettanto prezioso quanto il Baedeker per quanto riguarda gli alberghi e le ferrovie, con meno precisione.
Chi ha veduto dieci volte una cattedrale ha veduto qualcosa; chi ha veduto dieci cattedrali una sola volta ha veduto poca cosa; e chi ha passato una mezz'ora in cento cattedrali diverse non ha visto nulla. Quattrocento quadri su di una sola parete sono cento volte meno interessanti di un solo quadro; e nessuno pu dire di conoscere un caff sino a quando non l'ha frequentato abbastanza per sapere il nome dei camerieri.
Tali sono le leggi del viaggiare.
Se il viaggiare fosse una faccenda cos ispirante e educativa come la nuova moda dei prospetti di viaggio intorno al mondo tramanda eloquentemente, allora gli uomini pi savi del mondo sarebbero i mozzi a bordo delle golette da trasporto, i facchini dei Pullman e i missionari Mormoni.
La fase pi scoraggiante del viaggiare  la tremenda fatica ch'esso richiede. Se c' qualcosa di peggio dell'esasperante noia di dover guardar fuori dal finestrino dei treni,  l'irritazione che d il dover pensare ai biglietti, a fare i bagagli, a trovare i treni, a dormire in lettucci circondati da frastuono, a lavarsi senz'acqua, a cercare i passaporti e a lottare negli uffici doganali. A Karlsbad si vive piacevolmente, a San Remo ci si ristora l'anima oziando; ma andar da Karlsbad a San Remo  un'impresa diabolica.
La verit  che i pi di coloro che sono affetti dalla mania dei viaggi mentono quando parlano dei piaceri e dei vantaggi del viaggiare. Essi non viaggiano gi per vedere, ma per sfuggire a s stessi, cosa in cui non riescono mai, e alle liti con la famiglia, trovando poi nuovi parenti con cui litigare. Essi viaggiano per evitar di pensare, cos come altri fanno un solitario, o si divertono con le parole incrociate, o vanno al cinema, o si danno da fare con qualsiasi altra attivit d'ordine inferiore.
I Dodsworth finirono per scoprire tutte queste cose, bench, come la maggior parte degli esseri umani, evitassero di confessarle.
Meglio ancora di cattedrali e castelli, meglio persino dei camerieri, Sam ricordava gli Americani che incontrava in viaggio. Gli scrittori parlano familiarmente, di solito in modo oltraggioso, di un animale denominato "l'Americano-tipo in viaggio in Europa". Si potrebbe ugualmente dire "l'essere umano tipo". Gli Americani che Sam incontrava andavano dallo scienziato di Boston all'agricoltore dell'Arkansans, dal campione di tennis della Riviera al mercante di concimi chimici.
Ecco, in albergo italiano circondato di palmizi, Mr. e Mrs. Meece di Ottumwa, Iowa. Mr. Meece aveva fatto il farmacista per quarantasei anni, e sua moglie aveva l'aspetto di due mele una sopra l'altra. Tutto il giorno sgobbavano in "visite turistiche"; prendevan le cose nell'ordine preciso che ingiungeva loro la guida; e non ne mancavano una: musei, acquari, il monumento di re Luigi di Baviera in due toni di granito rosa, o il luogo in cui gi sorgeva la casa ove nel 1887 Gladstone aveva abitato per due settimane. Se ci si divertivano, non lo davano a vedere. Non si pu nemmeno dire che avessero l'aria annoiata. Le loro fisionomie non esprimevano nulla, nel modo pi assoluto. Ogni giorno alle cinque tornavano all'albergo, e invariabilmente cenavano alle sei, nel grill-room, e Mr. Meece aveva il permesso di bere un bicchiere di birra. Non fu mai udito dire alla moglie null'altro all'infuori di "Beh, si fa tardi".
Nel medesimo albergo c'era una coppia rumorosa, due newyorkesi, i quali da mane a sera, e di lontano, si sentivan osservare che tutti gli Europei erano degli inetti, che era impossibile ottener dell'acqua calda dopo la mezzanotte, che i prezzi degli alberghi erano esorbitanti, che in Europa non c'era nessuna rivista che valesse le Ziegfeld's Follies, che in quel dannato paese di maccheroni non si potevan trovare delle sigarette Lucky Strike, n del caff Georges Washington, e che a loro bastava la loro piccola vecchia Broadway.
Altri Americani seguirono: il professor Whittle della Northern Wisconsin Baptist University e signora: il professor Whittle insegnava il greco, e la sapeva pi lunga, in materia di vetri istoriati e della fabbricazione del Bndictine, di qualsiasi Americano vivente, e la signora si era laureata a Bonn, con una tesi sulla filosofia di Spinoza, ma in fondo preferiva dedicarsi alla coltivazione delle frutta. Dopo i Whittles venne Percy West, l'esploratore del Yucatan; e Mr. Roy Hoops, che vendeva pneumatici d'automobile; e il giudice Cady del Massachusetts e signora, i quali abitavano la medesima casa da cinque generazioni; e Mr. Otto Kretch e Mr. Fred Larabee di Kansas City, due negozianti di petrolio che in tre anni volevano fare il giro del mondo giocando al golf; e il Colonnello Thorne, lucido come l'ottone, dai risonanti tacchi; e Mr. Lawrence Simton, che vestiva come un pederasta e parlava come una signora; e Miss Addy T. Belcher, che raccoglieva documenti per un nuovo giro di conferenze sulla politica e sulla finanza estera, e che nella vita privata sembrava una corista d'operetta; e Miss Rose Love, stella d'operetta, che nella vita privata sembrava una maestrina miope.
Tutti Americani tipo.
Sam non perdeva nessuna occasione di adocchiare in treno quegli avventurosi cartelli i quali promettevano che si poteva andar dritti da Parigi a Milano, Venezia, Trieste, Zagabria, Vinkovci, Sofia e Stambul. Per quanto cominciasse ad esser stanco di viaggi e a trovare che un museo rassomigliava all'altro, s che quando si svegliava al mattino ci voleva sempre un buon minuto per rammentarsi in che paese fosse, tuttavia i nomi di citt straniere non finivan mai di esercitare su di lui un certo fascino.
Andarono ad Avignone, a San Sebastiano e a Madrid, a Toledo e Siviglia. Poi ad Arles, Carcassonne, Marsiglia, Montecarlo. Andarono a Genova, Firenze, Siena, Venezia, passarono tre mesi tra Roma e Napoli, con una corsa in Sicilia. Andarono a Vienna, Budapest, Monaco, Norimberga. E verso la fine d'aprile giunsero a Berlino.
Sam non l'avrebbe mai detto, tornando in patria, n se ne sarebbe rammentato per anni, ma fin a scoprire che per lui, la vera caratteristica di un viaggio all'estero non aveva nulla a che vedere con torri n costumi locali, con musei o paesaggi di montagna. Aveva a noia ogni albergo, tutte le sere, terminata la parte giornaliera di "visite turistiche", non avendo pi "niente da fare", tolto il cinema, qualche volta, o il caff, se ce n'era uno non troppo lontano dall'albergo, nella minacciosa e straniera oscurit.
Ogni sera le stesse cose: il ritorno all'albergo, stanchi, una buona tazza di t, poi, lentamente, vestirsi. Dopo averlo fatto una volta, non osarono mai pi scendere a cena in abiti di tweed, per esser bersagliati dagli occhi dei turisti inglesi di alto bordo, come se insozzassero la sala da pranzo.
Un mesto cocktail nel bar. La cena, sempre uguale: il salone bianco e oro, un cameriere dai neri capelli soavemente abile nell'avanzare le sedie, una minestra rada di sapore incerto, un pesce non soltanto bianco, ma imbiancato, pollo con piccole carote malinconiche, creme caramel, formaggio e frutta. I convitati sempre contegnosi e bisbiglianti: la signora americana in sfacelo, vestita di broccato d'argento, con la figlia in broccato d'oro, quasi altrettanto in sfacelo, che fissano con aria di compassione il robusto Inglese solitario; i giovani sposi intellettuali prussiani in viaggio di nozze, che fan finta di leggere e d'ignorarsi a vicenda, e la grassa coppia bavarese di mezza et, desiderosa di essere gaia, ma poco audace nel farlo; gl'inglesi anziani, lui con le sopracciglia irte e opinioni positive sui carciofi e sul corso dei cambi; lei sempre pronta a fissarvi al disopra delle sue lenti, sia che ridiate o domandiate al capo-cameriere a che ora parte il treno per Grasse; e il vicario della Chiesa Anglicana locale, untuoso e amabile, la sola persona che sia venuta a parlarvi, ma che, col suo modo d'informarsi della vostra salute, vi ha fatto venire il rimorso di non andare alla sua messa la domenica seguente.
E poi, la noia, quella vera.
Star seduti fino alle dieci nel salone, ad ascoltar l'orchestrina che celebra blandamente il centenario di Verdi, a leggere un vecchio volume Tauchnitz, guardando attorno con disagio, sentendo pi e pi l'angustia dei contatti personali con quegli stranieri troppo noti, troppo studiati.
Peggio poi, quando l'albergo era per met vuoto e il deserto delle sedie in attesa nel salone assumeva un'aria di desolazione.
Sempre le stesse cose, all'infuori di poche citt che avevano casini da gioco, cabarets e ristoranti rinomati: le stesse cose a Firenze e a Granata, a Hyres e a Dresda.
Ogni sera, dopo quell'assedio di noia, Sam, con la coscienza d'un colpevole, si domandava perch mai non uscivano a dare un'occhiata a ci che si chiama "la vita caratteristica" della citt, agli usi e costumi di quel trascurabile novantanove per cento della popolazione che i turisti ignorano. Talvolta avevano ben tentato; ma... Non che temessero pericoli imprevisti, in vie malfamate; Sam avrebbe persin desiderato fare a pugni in qualche bar d'infimo ordine. Ma la lingua straniera... dover ordinare una consumazione o chiedere il prezzo d'un taxi in italiano o in spagnolo era come farsi strada a fatica attraverso una siepe spinosa. E recarsi in abito da sera fuori dai soliti ristoranti infestati dai turisti significava esser fatti segno a occhiate, commenti, risatine. Con che franca audacia quegl'Italiani fissavano Fran...
No, rimanere all'albergo era pi comodo.
Una volta ogni quindici giorni accadeva a Sam di attaccar conversazione, nel bar, con qualche giovialone americano o inglese, e allora egli, raggiante, si estasiava a parlar di automobili e di Ross Ireland. E Fran faceva buon viso a quelle reclute e si mostrava piena di garbo... non importa se poi, in camera da letto, descrivesse la volgarit dei loro modi.
Ma la noia dolorosa di quelle squallide serate costituiva una specie di solidariet, e spesso erano affettuosi l'uno verso l'altro.
Anche Fran cominciava a stancarsi del continuo viaggiare a quel modo; e Sam vedeva avvicinarsi con gioia il giorno in cui ella non vedrebbe l'ora di tornare a casa con lui, per rimanervi: sperava che, sazia degli intrugli dolciastri che a lei erano apparsi romantici, sarebbe diventata sua moglie.
Una sera a Napoli, dalla loro camera nel "Bertolini" guardavano la distesa del golfo nella luce crepuscolare.
L'acqua e i monti che nell'acqua si rispecchiavano avevano il color della nebbia, e poche barche, al largo, s'affrettavano verso il porto prima del cader della notte. Sotto, in giardino, le fronde di un palmizio ondeggiavano lentamente, e i limoni esalavano una dolcezza acre. A piedi del Vesuvio le luci sembravano tremolanti puntini d'acciaio. Facendo scivolar la propria mano in quella di Sam, Fran mormor: Speriamo che le barche giungano sane e salve a casa! Rimasero l, finch palme e mare non furono svaniti, e non si videro pi che i lumi di Napoli. Lontano, qualcuno cantava "Santa Lucia". Sam Dodsworth non sapeva che quella canzone era ormai un vecchiume.
Intonandosi alla meglio anch'egli cantarellava, Ti, ta, taa... L'Italia e Fran! Il golfo di Napoli! E sarebbero andati avanti, verso isole baciate dal sole, verso il deserto silenzioso sotto la luna, verso i campanelli delle pagode, e poi, a casa! Ta, te, taa!... Santaaaa Lucia! Egli l'aveva riconquistata, e sarebbe stata sua moglie!
Dio mio! Cantano ancora quell'orribile cantilena da organetto! Andiamo a cena, disse Fran.
Egli sussult, e sospir.
Tornarono buoni compagni, come ai primi tempi del loro soggiorno a Parigi, e talora per un intero pomeriggio si sentivano allegri, pieni di forza, animati da gaie risate e da lunghe passeggiate. Provavano di nuovo la dolcezza di dipender l'uno dall'altro. Ma Sam si rendeva pur conto che i loro rapporti eran diventati artificiali.
Fran passava gran parte del suo tempo a sforzarsi di esser gentile; ma litigavano sovente per cose futili, e sembrava che vi trovassero un acre piacere.
Egli sapeva che l'aveva ferita, umiliata, a Parigi, con le sue minaccie, ma per quante ore passasse a interrogarsi angosciosamente, non vedeva come avrebbe potuto comportarsi altrimenti. Cercava di conquistarsela con piccoli doni di fiori, di scatole antiche di legno scolpito; si preoccupava che non avesse freddo la notte, o caldo di giorno, che non si stancasse nei musei, fino a che ella non piagnucolava: Oh, insomma, non agitarti cos! Non vedi che sto benissimo?
"Se soltanto sapessi far le cose con naturalezza, con facilit, come probabilmente fa quell'individuo, quell'Israel!" sospirava Sam tra s... e si figurava che anche lei sospirasse.
Sorprese in s uno spirito critico. Malgrado i suoi sforzi per "far pace" con Fran, stizzosamente si rendeva conto di certe puerilit in lei, che finora gli erano sfuggite.
In materia di denaro era una bambina. Non faceva che vantarsi delle sue sagge economie: d'esser riuscita a dare alla modista, contrattando, settecento franchi invece di mille; di fare a meno di una cameriera. Ma trovava naturale di aver sempre il miglior appartamento nel miglior albergo, in ogni citt, e chiedeva tanti servigi alla cameriera comune e al parrucchiere, che in ultimo era costretta a distribuir grosse mance, e una cameriera personale le avrebbe costato meno.
A Sam non sarebbe dispiaciuto fare un po' d'economia. Ripensava spesso ai Sans Souci Gardens, per quanto si guardasse bene dal sottoporre il suo sogno allo spirito ironico di lei, gi immaginando i suoi apprezzamenti sull'assurdit di costruire palazzi italiani a Zenith. Se mai fosse riuscito a ricondurla a casa, avrebbe tentato la speculazione di costruir case (sempre che ella glielo avesse permesso!) e in ci avrebbe impiegato tutto il capitale di cui disponeva.
Ma non parlava mai di danaro con lei, ed ella non era mai d'opinione che una stanza qualsiasi avrebbe fatto al caso loro tanto quanto "l'appartamento regale", e se faceva qualche osservazione era solo per rilevar le manchevolezze anche di quell'appartamento.
Per ore di seguito egli s'indugiava a considerare la bellezza, la grazia, lo spirito di Fran; ammirava la sua conoscenza delle usanze e delle lingue europee; e di quest'ammirazione era interamente convinto finch non ebbe occasione di conoscere a Venezia la signora Cortright.
Edith Cortright era nata nel Michigan, figlia d'un banchiere il quale divenne in seguito segretario al Tesoro degli Stati Uniti. Aveva sposato a Washington Cecil A. R. Cortright, dell'ambasciata inglese; era andata con lui in Argentina, nel Portogallo, in Rumenia, ove egli era stato nominato ministro; e parecchie vacanze le aveva trascorse in Inghilterra. Aveva all'incirca l'et di Fran, sui quarant'anni; ma era vedova da tre anni, e viveva tra l'Italia e l'Inghilterra. In seguito a un biglietto di Jack Starling, il nipote di Tub Pearson ch'era all'ambasciata a Londra, ella, a Venezia, and a far visita ai Dodsworth, al Danieli, invitandoli a prendere il t in casa sua. Occupava tutto un piano del palazzo Ascagni: sale sonore, dai pavimenti di pietra, con ampie finestre sul Canal Grande e con caminetti di marmo la cui fiamma si rifletteva negli scrigni di noce annerita e nelle immense tavole rese lucide da un lungo corso di anni.
Edith Cortright non parve subito seducente a Sam. Ella parlava con brusca sicurezza, di diplomatici, di ville in Riviera, del gran mondo romano, di pittura. Vestiva discretamente di nero, con qualche leggera trascuratezza, ed era pallida. Ma Sam s'accorse che aveva delle mani deliziose, e la sua voce calma lo rasseren. Indovin che nulla sfuggiva a quegli occhi profondi.
Fran tenne abilmente testa a Edith Cortright. Parl anch'essa di diplomatici, sfoder le sue nozioni in fatto di ville, mondanit, pittura, e tornando all'albergo trov modo di dire a Sam che il suo accento italiano era molto migliore di quello della signora Cortright. D'un tratto, bench nell'assumere un atteggiamento critico si sentisse turbato, come se la cosa non venisse da lui stesso ma da un altro, egli fu obbligato a riconoscere che in confronto dell'altra signora Fran era notevolmente ignorante; assai pi di quanto lui, e lei, avessero mai supposto. Il suo italiano! Ella sapeva a mala pena un centinaio di parole! Ville! Se non avevano mai visto una villa in Riviera, altrimenti che dal cancello!
Riflett che Fran possedeva un'arte impareggiabile di far bella mostra di s, ma che non valeva poi molto, interiormente.
Poi, se la prese con se stesso; poi, si commosse ancora su di lei; anzi prov per lei una nuova simpatia ripensando a quella sua infantile smania e premura di mettersi in mostra, di farsi notare e ammirare a tutti i costi.
Sperava comunque di rivedere la signora Cortright. Sentiva che essa apparteneva veramente a quella cosa imbarazzante e piena di reticenze che ha nome Europa, e che forse lo avrebbe aiutato a chiarire le sue idee in proposito.
Fu sorpreso, e quasi si sent colpevole, quando si accorse di padroneggiare la snervante arte del viaggiare meglio di Fran. A Parigi, ella era prevalsa in tutto, sfoggiando con entusiasmo la lingua e deliberando sul modo di vivere e sulla scelta dei cibi mentre egli rimaneva neutrale; e anche qui ella continuava ad insistere ch'egli non capiva come lei i camerieri italiani, le compere, gli scialli di merletto e le cattedrali; ma mentre di giorno in giorno egli diventava meno sicuro di s, di giorno in giorno sviluppava entro di s un senso pi determinato dello scopo del viaggiare.
Tornando a casa pensava di dover lavorare a un'impresa di costruzioni come a Sans Souci Gardens, e mentre elaborava in mente i suoi progetti cominciava a rendersi conto dell'esistenza di qualche cosa che si chiamava l'architettura. Dettagli che una volta avrebbe ignorato ora vivevano dinanzi ai suoi occhi: balconi in ferro battuto lavorati a mano, altari barocchi, tetti ricoperti di tegole, persiane, e caldaie di rame che dalla via intravedeva nelle cucine. Celandosi timidamente agli occhi di Fran, cominci a schizzar artistici portali. Nelle tediose sere d'albergo incominci a raccogliere, qua e l, nozioni d'architettura, prefazioni di guide, articoli di riviste illustrate che trovava nelle sale di lettura, trascurando invece i romanzi polizieschi.
Ci lo spingeva pi e pi a uscir di casa al mattino, per veder cose nuove e acquistar nozioni utili; e cos era lui che veniva a poco a poco assumendo la direzione degli itinerari, lui che si prestava a discutere coi portieri e le guide, ed era Fran che gli teneva dietro.
Il contrasto tra Fran e la signora Cortright seguitava a preoccuparlo. Non era troppo soddisfacente per lui constatare che dopo ventiquattro anni di vita in comune con Fran non la conosceva ancora affatto.
Sempre, e pi che mai allorch erano venuti per la prima volta in Europa, egli l'aveva considerata nettamente superiore alle altre donne americane. La maggior parte di esse, constatava brontolando, erano delle macchine: buone a commuoversi sui loro bambini, sulle sarte, e niente altro; e avevan la voce dura, ed erano sospettose, o erano pettegole. La sola emozione di cui fossero capaci era l'odio per il marito, che esse sorvegliavano con la stessa volutt con cui un gatto sorveglia un topo, nella speranza di sorprenderlo in flagrante delitto di flirt o di giocare al poker. Ma Fran aveva della fantasia, dell'istinto, era istruita, ed egli se ne rallegrava. Ella sapeva discorrer di politica, di musica; rideva, raccontava storielle interessanti, inventava giochi assurdi e divertenti: egli era il grande orso nero, lei il coniglio bianco; egli era la quercia, lei il venticello dell'ovest che agitava il suo fogliame; e cos faceva, finch egli non chiedeva grazia. Quando ella entrava in un salotto... faceva il suo ingresso: si fermava sulla soglia, drammatica, imperiosa, decorativa, nella sua semplicit, in bianco e nero, mentre le altre donne entravano esitanti, agitate e chiassose. E arrossivan di collera, quelle altre donne, quando Fran adunava gli uomini intorno a s e la si udiva discorrere con ironica gaiezza di tennis, di scavi in Egitto, di bolscevismo, di tutto, insomma.
Come si era inorgoglito di lei!
Anche a Parigi, i primi tempi, com'era diversa, nel suo ardore verso la vita francese, dalle scipite americane, che ogni tanto, nei ristoranti, udiva gracchiare, con le acute voci del Middlewest: "Mabel dice che sa un posto a Parigi, dove si pu comperare il sapone Ivory, ma io ne so un altro dove si trova il Palmolive a sette cents il pezzo!"
Che fortuna, si diceva tutto contento, che la sua Fran non fosse come quelle donne: la sua cacciatrice d'argento vivo, viaggiatrice intrepida, critica acuta, gioconda compagna!
E ora, per quanto se lo rimproverasse, non poteva far a meno di domandarsi s'ella possedesse veramente, in realt, tutte quelle poetiche doti, o se non facesse soltanto finta di averle. Egli non riusciva a spegnere il sospetto che gli si era conficcato in cuore quando aveva letto quella lettera in cui descriveva Deauville e Arnold Israel: che ella fosse, cuore e anima e mente, una bambina irresponsabile. E mentre da un lato lo seducevano quelle brillanti qualit infantili, gli dava fastidio l'irresponsabilit... Certe puerilit non sono poi tanto graziose, a quarantatre anni.
Una bambina.
Ora ella s'estasiava (un'estasi un po' troppo esigente, perch la pesantezza di Sam provasse poi gran piacere a seguirla) su una marina illuminata dalla luna, su un a solo per tenore, su un prelibato piatto di carciofi. Mezz'ora dopo si metteva alla disperazione e s'infuriava per causa d'un letto duro, d'un bagno tiepido o di una lima da unghie scomparsa: e la colpa era sempre di Sam, ed egli se lo sentiva dire su tutti i toni. Colpa sua se pioveva, o se al ristorante non avevano potuto ottenere una tavola vicino alla finestra; e non era la lentezza di Fran nel vestirsi, ma la goffaggine di lui nell'ordinare un taxi, che faceva far loro tardi a teatro.
Era certo una bambina, per quel suo pavoneggiarsi dinanzi a ogni bell'uomo che la guardasse, durante un viaggio in treno, dopo che la passione l'aveva trasformata. E si mostrava ugualmente bambina ridendo e dimenticando tosto gli uomini pi anziani e meno brillanti che le usavano qualche gentilezza in treno e negli alberghi. Come dimenticava presto!
Sam era certo ch'ella aveva dimenticato Arnold Israel. Identific certe lettere provenienti da Parigi, dalla calligrafia stretta, nera, audace, come lettere di Israel. Sulle prime, ella si dimostrava nervosa quando le riceveva e faceva la misteriosa; ma, trascorso un mese appena, si scordava gi di aprirle. E una volta, a proposito d'un gesticolante e melodrammatico baritono, cominci a prendere in giro Israel... Sam, sospirando, si disse che quasi sarebbe stato pi contento se ella avesse avuta tanta costanza da serbar pi lungo ricordo di Arnold.
S, era un grazioso argento vivo, ma  difficile, per una mano pesante, trattenere l'argento vivo. Una bambina.
Cos pure not come diventava affettata, quando si trovava con persone come la signora Cortright. Fran voleva mostrare d'essere anche lei un personaggio che aveva la sua importanza. Rimbeccava chi, vedendola per la prima volta, ignorasse ch'ella era un'autorit in materia di tennis, lingua francese e belle maniere. Non diceva proprio cos, ma parlava come se il buon grosso Herman Voelker, il suo rispettabile genitore, fosse stato per lo meno un barone, e rideva senza piet di certi compagni di viaggio, che qualificava di "volgari", approvando invece certi altri che giudicava "di buona famiglia... abbastanza distinti". E rassomigliava in tutto e per tutto al bambino che si vanta coi compagni di gioco delle ricchezze paterne.
Ma egli sentiva tutto ci con perplessa compassione, che rendendolo pi affettuoso gli rendeva anche pi difficile liberar la sua vita dal capriccioso dominio di lei.
Cos, dopo mesi dedicati a esplorar le loro anime assai pi che a esplorar l'Europa in aprile essi giunsero a Berlino.
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Capitolo 22.
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Nel suo appartamento con la vista sul Tiergarten il buon Herr Biedner, avvocato, offriva un pranzo a Fran Dodsworth, sua cugina in secondo grado e al rispettivo marito. Herr Doktor Biedner era un vero tipo prussiano, dal cranio rasato, gli occhi piccoli, la mascella dura, e un salsicciotto al posto della nuca, ed era certamente l'uomo pi cortese e piacevole che i Dodsworth avessero mai conosciuto: dotato, inoltre, di uno spirito largamente internazionale.
Ora, nella primavera del 1927, Berlino sembrava aver riacquistata la sua prosperit: anche Herr Biedner aveva un'ottima clientela, come avvocato, e la sua casa era altrettanto ricca di comodit quanto una torta  ricca di zucchero. Nel vestibolo si vedeva un armadio di quercia scolpita, e le solite corna di cervo; nel salotto, intorno a una monumentale stufa di maiolica verde, c'era una vera esposizione di vecchie poltrone, e un centinaio almeno di ritratti del Kaiser, di Bismarck, Moltke, Beethoven e Bach, raggruppati in bell'ordine dietro il piano a coda.
Sam fu edificato nel constatare che una stufa di maiolica aveva veramente il potere di riscaldare una stanza, che il pianista della famiglia non era n la signora n una signorina Biedner, ma Biedner in persona, per quanto sembrasse un avvocato di valore e molto noto. Cos pure si sent allargare il cuore alla vista di tre bicchieri dinanzi a ogni coperto e di snelle bottiglie verdi di Diedesheimer Auslese 1921.
Ma la conversazione lo sgoment.
Erano assai gentili quei sei uomini d'affari tedeschi con le loro mogli, che Herr Biedner aveva radunato per accogliere i suoi cugini d'America, e tutti parlavano inglese; ma parlavan di cose che non significavano nulla nel mondo di Sam: della vita teatrale di Berlino, dell'Opera, di un'esposizione di Kokoschka, del discorso di Stresemann alla Societ delle Nazioni, della situazione agraria nell'Alta Slesia...
"Perbacco, la cosa comincia a diventar seccante," sospir Sam. "Se venisse in mente a qualcuno di raccontare una storiella!".
E con goffa cortesia rispondeva alle domande pesantemente cortesi della sua vicina di tavola: era la prima volta che veniva in Germania? si sarebbe trattenuto a lungo a Berlino? era vero che dacch regnava in America il proibizionismo era difficile avere del vino?
Il solo barlume di luce veniva dal vicino di tavola di Fran. Con evidente soddisfazione Biedner lo aveva presentato come il conte Obersdorf, e, preso Sam in disparte, gli aveva spiegato che Kurt von Obersdorf era l'attuale rappresentante d'una delle pi grandi famiglie austriache. I suoi avi possedevano castelli, citt, migliaia d'acri, intere contee; avevano avuto diritto di vita e di morte sui loro vassalli; e dei re avevano pattuito la loro alleanza; ma negli ultimi duecento anni le ricchezze della famiglia erano andate via via diminuendo, e in fine li aveva rovinati la guerra mondiale, a cui il conte aveva partecipato come maggiore nell'esercito austriaco. Per quanto la madre cercasse di salvare le apparenze con le sue serve contadine nella vecchia casa in rovina nel Salzkammergut, Kurt aveva dovuto impiegarsi nell'ufficio berlinese della International Tourist Agency (la famosa I.T.A.). Non era abbastanza ricco per prender moglie. Aveva un buon stipendio, essendo a capo del reparto bancario; ma "filar dritto", diceva Herr Doktor Biedner, visibilmente fiero del suo americanismo. " un individuo in gamba. E non fa nemmeno pesare il suo titolo. Probabilmente, i suoi avi impiccavano i miei che nei loro boschi cacciavano di frodo i conigli, ma ora, qui da me, si trova come in casa sua, e dice che non c' altro luogo dove possa trovare una miglior minestra con ravioli di fegato".
Impressionato da quel titolo di conte, e da una visione di antenati galoppanti chiusi nelle loro armature, Sam assicur a se stesso che n titoli n antenati lo impressionavano per nulla, ma si mise a studiare con attenzione quell'eroe di grande famiglia.
Kurt von Obersdorf aveva circa quarant'anni. Era un uomo alto, dinoccolato, vivace, con folti capelli neri. A un certo sussiego univa una grande allegria, e si capiva che se avesse seguito la sua vocazione avrebbe fatto il clown. Faceva la corte a tutte le signore, diventava amico di tutti gli uomini. Fran arross quando egli le baci la mano, e Sam si sent meno sconsolato, meno derelitto tra gli stranieri, quando stringendogli la mano, cominci a dire tutto d'un fiato, in un accento d'Oxford che ogni tanto cadeva in idiotismi da giornale umoristico: "Conosco molto bene le vostre Revelation. Herr Biedner mi dice che ne rispondete voi. Sono molto lieto di vedervi a Berlino. Sono sei anni che guido una Revelation, sempre la stessa macchina:  d'un mio amico, adesso  alquanto frusta, ma l'altro giorno sono andato a Wild Park a centocinquanta chilometri all'ora! E m'hanno fatto la contravvenzione!"
Kurt chiese di vedere il nipotino Biedner (un marmocchio maleducato, pensava Sam, ma Kurt si mise a fargli rumorose moine); poi suon il piano; poi prepar i cocktails che Herr Biedner giudicava opportuni per gli Americani, e che i buoni borghesi degustarono con cortese e radiosa emozione.
"Un individuo esuberante, quel conte. Si dimena troppo. Se ne stesse tranquillo un momento" meditava Sam, con la profonda avversione americana per le scimmiotterie degli stranieri, e al tempo stesso preferiva Kurt a quanti aveva conosciuti da Parigi in qua.
Drizz le orecchie, udendo per caso che Kurt spiegava audacemente a Fran il "tipo" cui ella apparteneva, e l'oltraggiava allegramente enunciandole tutto quanto gli piaceva e gli dispiaceva in quel tipo.
Gi, colse a volo Sam, voi vi considerate molto europea, signora Dodsworth, ma siete completamente americana. Siete brillante; siete un faro d'automobile; imparate presto; ma poi vi affrettate a servirvi di tutto ci che avete imparato. Non sapete divertirvi a non lasciar vedere alla gente quello che sapete. Siete bellissima. In special modo, credo che abbiate i pi bei capelli ch'io abbia mai visti. Ma sareste seccata se ci fosse qualcuno che, wie sagt man? non lo riconoscesse. Voi siete, nella vostra vita, autrice e protagonista e attrice, tutto in uno: una bellissima rappresentazione. Ma non vi adattereste mai a far da cucina per un uomo.
E perch dovrei farlo? domand Fran.
Sam si risovvenne di aver udito altre volte simili cose.
Il maggior Lockert deliziava Fran parlandole di lei stessa, descrivendole la sua personalit e con ci risvegliando in lei il desiderio di uomini che la desiderassero.
S. Lockert aveva incominciato quel processo biologico che aveva acceso il fuoco nelle vene a Fran, trasformandola in un essere assai differente da quella Fran che s'era imbarcata con lui... Era stato lui? O forse quella prima avventura aveva svelato la vera Fran, quella intima, che n Sam n lei stessa avevano conosciuto in tanti anni di gelida cortesia, a Zenith?
Maledetto Lockert!
E quell'aviatore quel levantino Gioserro, aveva continuato il processo. Al diavolo Gioserro!
E Arnold Israel era stato quello che aveva rotto la delicata crosta di ghiaccio che la circondava. Al diavolo Arnold Israel!
E ora Kurt von Obersdorf, un uomo che sapeva ridere, l'avrebbe sedotta... Oh, maledetto Kurt!
O era forse Fran che bisognava mandare al diavolo? Fran, per la quale la vita era una sfilata di burattini eleganti?
O bisognava mandare al diavolo quel Sam Dodsworth, che aveva creduto i carburatori pi affascinanti delle donne, anima e corpo?
In ogni modo, non ne voleva sapere di un altro affare Israel. E non l'avrebbe nemmeno lasciato nascere. Questo  certo.
Riusc a ispirarsi una violenta collera verso Kurt von Obersdorf, la quale cadde al momento stesso in cui, dopo il pranzo, Kurt gli si avvicin rimorchiando Fran.
Caro Dodsworth, disse Kurt, mi sono comportato in modo oltraggioso con vostra moglie. Essa crede ch'io l'abbia insultata, perch le ho detto che faceva soltanto finta di credersi europea, mentre  incantevole appunto perch  americana! E io sono cos americanofilo! Ho tanta ammirazione per tutto quello che  americano, le grandi costruzioni e il riscaldamento centrale e le calcolatrici e le Ford. Mi permettete di farvi da guida a Berlino? Ne sarei veramente lieto!
Oh, ma non vogliamo scomodarvi...
Anzi,  un vero piacere per me! I vostri cugini Biedner sono stati cos gentili con me, quando da Vienna sono venuto qui, e ho cos poche occasioni di dimostrar loro la mia gratitudine! E il nostro dottore  cos favolosamente occupato coi suoi affari!... Io ho molto pi tempo. Concedetemi la soddisfazione di far qualche cosa per l'amico dottore.
Ma, dal modo con cui Kurt guardava Fran, Sam si domand se non avesse altre ragioni, molto pi incalzanti.
Domani, domenica, siete liberi? Permettetemi di condurvi a pranzo in un posticino divertente!
Siete molto gentile, grazie, disse Sam senza entusiasmo.
Benissimo! Vengo a prendervi alle dodici.
Il loro appartamento all'albergo Adlon dava sulla settecentesca Pariser Platz, risonante ancora di equipaggi regali e valletti in parrucca, e al di l della Porta di Brandeburgo, al termine del Viale dei Tigli, scorgevano i boschi fitti e i piccoli sentieri del Tiergarten. Quella mattina domenicale, dopo la cena in casa Biedner, era riboccante di un risveglio primaverile, cos esultante e improvviso come si vede solo nelle citt nordiche. Sam fece alzare Fran alle otto e mezza; fischiava mentre si faceva la barba, divor delle uova sfidando le obbiezioni giornaliere di Fran contro le colazioni americane (sebbene poi mangiasse anch'essa le uova, quando se le trovava ordinate) e la trascin al Tiergarten. Ammirarono le statue degli Hohenzollern ricoperti di portentose armature (nessuno dei due aveva ancora imparato che quelle statue erano volgari e assurde) e seguirono certi sentieri, presso ruscelli, al di l di ponticelli, sulla riva di un lago, fino ai minareti, che, evocando Coney Island, si sporgevan verso di loro da sopra il muro di cinta del Giardino Zoologico. Sperduti, fecero il giro del Zoo, e giunti al ristoratore fecero un'altra colazione, con sanguinacci e birra di Monaco densa come melassa. Dopo il languido clima d'Italia, il loro sangue nordico era eccitato dalla brezza primaverile, e tornarono all'Adlon chiacchierando, sorridenti, lieti, in tempo appena per trovare il conte Obersdorf nel vestibolo dell'albergo.
Egli si precipit verso di loro come se li conoscesse da dodici anni almeno. Che fortuna avervi con me oggi! Fa un tempo magnifico, e se non ci fosse qualcuno a trascinarvi via e obbligarvi a fare i poltroni, dei turisti coscienziosi come voi sarebbero capaci di andare a vedere dei musei e dei palazzi e orrori simili!
Ma io non sono una turista coscienziosa! protest Fran.
Kurt scosse il capo. La sua esperienza all'I.T.A. non gli permetteva d'immaginare un americano che non facesse collezioni di panorami, che non mettesse nel viaggiare lo stesso impegno che in una gara, in cui fosse stabilito un premio per chi sapesse sopportare il pi gran numero di musei. Era ugualmente convinto che ogni sera tutti gli Americani prendono delle note sul loro Baedeker, cos come tutti gli Americani sono convinti che i Tedeschi bevono birra ogni sera.
Kurt chiam un taxi. Sam fu contento ch'egli non avesse buttato via del danaro per una limousine sedicente privata, e pens che probabilmente, se fosse andato in campagna da solo, Kurt sarebbe salito allegramente in un autobus e avrebbe fatto amicizia col conduttore prima d'arrivare. Aveva gi visto Kurt immergersi in un'animata conversazione col portiere dell'Adlon, col giornalaio, con due garzoni d'albergo e col guidatore del taxi; e durante il tragitto al rustico posto che rispondeva al disastroso nome di Pichelberg Kurt raccont pittorescamente della paura che aveva avuto durante la guerra, e come era stato fatto prigioniero da un minuscolo Italiano con un enorme fucile, e come aveva trionfato in una discussione sul teatro di Pirandello col maggiore italiano che l'aveva interrogato.
Lo chauffeur si arrest sulla strada per stringere la correggia del ventilatore, e Kurt scese per guardare a sua volta.
Mi par quasi un americano, quest'individuo, questo conte, disse Sam. Ha umor comico, e non si prende troppo sul serio.
Oh, no, la cosa  molto diversa, osserv Fran.  un europeo, in tutto e per tutto. Gli Americani fanno dello spirito soltanto per nasconder le loro preoccupazioni. Credono che tutto quello che fanno loro sia indispensabile e che il mondo intero stia a guardarli. Il vero europeo ha il senso d'aver dietro di s un migliaio d'antenati simili a lui; egli sa che i suoi amori, la sua politica o le sue tragedie sono totalmente diverse da centinaia d'altri avvenimenti che lo hanno preceduto. E non hanno quella violenta ambizione per il successo; preferiscono adattarsi alla vita piuttosto che trasformarla, cos come preferiscono ritirarsi in una casetta tra i boschi, piuttosto che costruirsi una gran casa di stucco su di una collina per riscuoter l'ammirazione degli estranei. Il conte Obersdorf non si prende sul serio,  vero; ma prende sul serio gli Obersdorf in generale, e l'Austria, e l'Europa in generale. Ed  mansueto come un agnello, non ti pare? Per, sarei contenta che si sentisse pi a suo agio con noi, e si mostrasse l'uomo riflessivo che  in fondo, quando avr capito che non siamo i suoi turisti coscienziosi (figuriamoci!) ma che facciamo parte...
S, s, ragazzo simpatico, disse Sam.
Era irritato che Fran, per elezione, si considerasse piena di superiorit; era seccato da quella smania che il suo nuovo corteggiatore la considerasse superiore. Quando Kurt fu risalito nel taxi, ella lo guard affettuosamente, come un caro ragazzo ch'ella avrebbe voluto far divertire a tutti i costi.
Sam sospir.
Scesero dal taxi, giunti a un sentiero che s'avviava tra folti pini annosi, e, nella giornata calda e pigra, lentamente camminarono sugli aghi di pino fino a un fiume scintillante, la Havel, poi, lungo la riva, fino a un immenso ristorante all'aperto, l'Erster Schildhorn, una specie d'accampamento di tavole schierate sotto gli alberi, intorno a cui s'agitavano isterici camerieri. Malgrado la celerit di costoro, ci volle una buona ora e mezza per pranzare. Ma ci non era spiacevole. Tra l'incanto dell'aria primaverile e delle mobili acque, in presenza d'un ottimo pranzo un po' pesante, essi si sentivano sollevati, lieti di starsene l indefinitamente a bere la birra, obliosi di citt e sale d'albergo e automobili e note mondane del New York Herald. Aringhe marinate e birra, Kndelsuppe e birra, giambone e patate bollite col burro e birra, Apfelstrudel con la panna montata e caff: il grave Sam, l'impetuosa Fran, il vivace Kurt se ne rimpinzarono tutti ugualmente, poi andarono a sedersi al sole presso il fiume, in un gradito torpore antisociale, quasi uno stato comatoso cos profondo che Fran e Kurt non parlavano pi, e Sam fu solo blandamente ridesto dal favoloso spettacolo di un uomo che risaliva gravemente la Havel in una barca costruita come una bicicletta, movendo le gambe tonde come salsicce: procedimento che parve a Sam altrettanto sacrilego quanto remare in un'automobile.
Senza informarsi delle loro preferenze, come ospite benevolmente dispotico, Kurt, appena le nebbie della digestione si furono diradate dai loro occhi, li fece camminare per parecchie miglia lungo il fiume, sino a Potsdam.
Egli spieg loro come qui vivesse una piccola colonia di vecchi Junker, i fedeli di corte d'anteguerra, ex ministri e generali con le orgogliose consorti, ora destituiti dalla Repubblica. Li avrebbe condotti a prendere il t in casa d'una sua zia, la vecchia principessa Drachental, il cui marito, gi ambasciatore, era morto per i disagi della guerra alla quale invano aveva tentato di opporsi.
Il Kronprinz va spesso da lei a prendere il t. Vedrete che vi piacer mia zia.  una cara vecchietta, diceva Kurt.
Parla inglese? brontol Sam, inquieto.
Kurt lo guard stupito.  cresciuta in Inghilterra. Sua madre era figlia del Duca di Wessex.
Sam camminava, instancabile. Fran, in giacca e gonna, distinta come in un'uniforme di cavalleria, lo precedeva con la nervosa sveltezza d'una giocatrice di tennis, mentre Kurt andava avanti e indietro come uno di quegli slanciati cagnetti di razza Airedale.
Passarono davanti a case di campagna, dadi bianchi e squadrati piantati nel mezzo d'immense praterie: passarono davanti a birrerie all'aperto, festive e piene di voci: giunsero alle decorose case dalle facciate grigie di Potsdam, placide come Gramercy Park o una lunetta di Bath. Era una regione linda, che spirava intimit e fiducia, e Sam trov che preferiva quell'ordine metodico, al romantico disordine dell'Italia. E trov altres che non soltanto i Tedeschi gli piacevano, ma che si stava assai bene con loro.
Egli era tuttora sotto l'impressione d'una psicosi di guerra. Aveva creduto di trovare in Germania ufficiali dispotici che facevan risonare le sciabole al fianco e poliziotti odiosi: e gi, di conseguenza, s'era disposto a incollerirsi. Fu quasi deluso di trovar dei doganieri pieni di cortesia, e, avendo chiesto informazioni a un poliziotto a Berlino, di riceverne un saluto e la risposta in inglese; e quando poi il loro cameriere all'Adlon si ramment di averli veduti all'Htel Blackstone a Chicago! Ora egli riconosceva che, per quanto interessanti fossero le altre nazioni, per quanto allegri gli Italiani e vivaci i Francesi, in tutta Europa sentiva la propria razza soltanto negl'Inglesi e nei Tedeschi. Di essi soltanto capiva il modo di pensare, di vivere, e ci che richiedevano dalla vita.
Gli piaceva quella marea domenicale di Berlinesi in gita: famiglie numerose coi figli e il pane di segala, i sottaceti e il prosciutto; giovanotti e ragazze vivaci, senza cappello le ragazze, con le chiome corte, mascolinizzate sino al collo, ma assai femminili dal collo in gi; ogni tanto, qualche Bavarese randagio, fedele al cappello verde piumato, ornato di gingilli di corna di cervo, in giacca verde, pantaloni corti di cuoio verde, e il sacco in spalla, anche se questo non contiene che un fazzoletto, essendo esso necessario non tanto per comodit di portare, quanto per un elementare pudore: poich allo stesso modo che certe razze nascondono il volto e altre il petto il Bavarese cela il suo dorso.
Fran protestava contro la scarsit di "costumi locali"; e rilev che, tolti i rari Bavaresi, la maggior parte di quei gitanti non si poteva dir diversa da una folla americana. Ma, dopo aver mangiato per mesi e mesi il "plum pudding" della novit, era appunto quello che piaceva a Sam. Per la prima volta in tante settimane egli sentiva meno il desiderio della patria; sentiva che avrebbe voluto bene al conte Obersdorf; sentiva che quella camminata "gli toglieva la ruggine dalle gambe"; era contento che Fran avesse trovato in Kurt un compagno cos pieno d'iniziativa; e giunse alla malinconica abitazione bruna della principessa Drachental in un'animata disposizione di spirito.
Era una vecchia dama fragile come una tazza di porcellana, e della porcellana aveva anche la trasparenza. Chiam Fran "mia cara", augur a Sam il benvenuto in Germania. Evidentemente Kurt doveva averle parlato per telefono dei Dodsworth, perch disse che era ben felice che un "grande industriale americano" vedesse la Germania coi suoi propr occhi.
Il mio povero paese, gi tanto provato, ha bisogno della cooperazione dell'America. Noi guardiamo verso di voi, e se voi non vi accorgete dei nostri sguardi, dovremo per forza guardare verso la Russia.
Ella pareva convinta che Sam fosse giunto in automobile; gli domand dove avesse mandato il suo "chauffeur" a prendere il t; e quando seppe che Kurt e quelle personalit in visita avevano pranzato in un locale alquanto popolare venendo poi a piedi fino a Potsdam, mosse un po' il capo come dinanzi a qualcosa d'incomprensibile. Tante cose erano incomprensibili, in quell'epoca divorata dalle macchine, per la vecchia minuscola principessa, che da giovinetta aveva conosciuto la pace d'una vecchia casa di campagna che sapeva di stalla, laggi nella Slesia, e d'un vecchio castelletto rossastro, nel Wiltshire, in tempi in cui i conti non lavoravano nelle agenzie turistiche e l'America era un luogo selvaggio dove fuggivano i contadini ribelli, spinti da impulsi malvagi e irragionevoli. Ma ella appariva veramente di buona razza, del resto, e cercava di comprendere quel massiccio "grande industriale americano", cos gradevolmente silenzioso, e quella vivace americana dalla bella camicetta a pieghe minute sotto la giacchetta turchina, quella donnina senza et, la cui gioconda sicurezza faceva apparire, al confronto, il conte Obersdorf quasi un ragazzaccio scapato.
A Sam non sfugg l'eleganza all'antica della principessa; la deferenza per Fran lo riemp d'orgoglio, ed egli trov riposante il salotto con le bruttissime sedie dorate, una stufa di maiolica decorata di placche d'un gusto orrendo, che rappresentavano delle pastorelle folleggianti, pessimi quadri rappresentanti cacce al cervo e chiari di luna, e troppi astucci di vetro alle pareti, contenenti le decorazioni del principe Drachental, e troppe fotografie sbiadite dell' '80 e del '90, le quali per, malgrado la bruttezza dei dettagli, evocavano aristocratiche generazioni.
Un generale tedesco a riposo venne per il t, con un colonnello russo, barone e profugo, una Frau von Qualchecosa, cos distinta che nessuno pensava a domandarsene il perch, e un bel ragazzo svelto, il nipotino della principessa, il quale studiava legge all'Universit di Bonn e diceva di voler andare in America. Tutta quella gente non aveva le affettazioni di Rene de Pnable. Erano semplici come un gruppo d'amici in casa di Tub Pearson, pens Sam. No, erano pi semplici, perch Tub si sarebbe sentito in dovere di far dello spirito per divertir la compagnia, anche a rischio di essere stonato. Kurt von Obersdorf aveva abbandonato le stravaganze che ostentava dinanzi a Fran, e discuteva di bolscevismo con l'ex colonnello russo.
Sam si sentiva quasi spinto a parlare. Si sorprese a ragionare con eloquenza di acciaio cromato e delle azioni della General Motor, mentre Fran, in un angolo, conversava con animata deferenza con la principessa Drachental.
Come tornare a casa? Non  meglio star qui che tornare laggi, visto che qui Fran si trova bene? Oh, Dio, si potr trovar bene anche a Zenith quando... Non ci agitiamo, via! Certo che si trover bene! rifletteva Sam, interiormente, mentre ai suoi interlocutori andava ripetendo: Secondo me, il pi grande errore del mercato mondiale, oggigiorno,  la lotta che si sta combattendo nell'America del Sud tra automobili americane, tedesche, francesi, inglesi e italiane, invece di accordarci tutti per educare quella gente a far sempre maggior uso di automobili, e in particolare di aiutarli a costruire pi strade per avanzar nell'interno del loro continente...
Si meravigliava che a Venezia Fran si fosse sentita a disagio con Edith Cortright, mentre con la principessa Drachental, personaggio assai pi importante, era soavemente disinvolta.
"Forse era gelosa del fatto che un'americana come la signora Cortright avesse una posizione sociale, un appartamento in un palazzo, e tante altre cose? O forse aveva intuito che l'altra l'avrebbe colta pi facilmente in fallo nelle sue affettazioni? Macch! Fran non ha pretese, montature, simulazioni. Basta vedere com' gentile con la vecchia principessa, e come piace al conte, al generale e a tutti quanti!".
Il ritorno in treno a Berlino fu piuttosto quieto. Sam insinu che forse Kurt aveva la serata impegnata, ma Kurt protest con vivacit quasi infantile: Ma no! Forse ne avete gi abbastanza della mia compagnia? Permettete che vi conduca a cena!
Accettiamo col pi grande piacere! disse Fran, e Sam al quale ella aveva lanciato un'occhiata, aggiunse: Molto gentile da parte vostra, conte.
Allora, se siamo d'accordo, vi far conoscere un simpatico ristorante, e dopo, se la signora non  troppo stanca, potremmo anche andare un momentino a ballare. Voi ballate come un angelo, lo so gi.
Dopo Carry Nation e Susan B. Anthony, disse Fran con importanza, non nego di poter essere la miglior ballerina degli Stati Uniti.
Sono delle ballerine celebri? domand Kurt.
S, ballano cos bene che in America sono conosciute come le gemelle "Gold Dust", spieg Sam.
Davvero? E voi, signora, ballate come loro? Allora, dovr stare attento! disse Kurt.
Mentre Fran si vestiva per la cena, Sam e Kurt sorbivano dei cocktails nel bar dell'Htel Adlon. Sam ammirava gli arazzi cinesi, stile Chippendale, alle pareti, con le figurine birmane; i baccanali, un poco obesi, nei quadri dietro al banco del bar; gli angoli dove si poteva bere comodamente sprofondati nei divani; e il fatto di trovar finalmente un luogo in Europa dove non si parlassero lingue straniere, cio, nessuna altra lingua all'infuori dell'americano, con qualche traccia d'inglese.
C'era in permanenza, al bar, una mezza dozzina d'uomini d'affari americani stabiliti a Parigi, armatori, banchieri, cineasti; e c'era un club per i giornalisti americani, dove si scambiavano informazioni sulla Russia e la Rumenia, sul prossimo discorso di Breitscheid e sulla tendenza del partito del Centro a impadronirsi delle scuole.
Mi piace questo luogo: ho gi visto che ci verr sovente. Cos Sam promise a se stesso tacitamente.
Dimentic il bar, intento ad ascoltare le confidenze di Kurt. Non aveva mai conosciuto un temperamento cos francamente emotivo verso i propr amici come Kurt, nessuno che fosse cos desideroso d'affetto.
Sono indiscreto, se parlo della signora Dodsworth? insisteva Kurt.  tanto bella! Un tipo di bellezza nordica, scintillante come il ghiaccio, e tuttavia piena di sentimento, graziosa, e spiritosa! Coraggiosa poi, come una vera esploratrice, ma con molta eleganza, come in un romanzo d'avventura dove, in mezzo ai portatori, in piena giungla, la gente si metta in abito da sera per cenare. Si sente che pu fare qualsiasi cosa, sol che lo desideri veramente. Eternamente giovane. Avr forse... trentacinque anni? ma si direbbe ne abbia venti. Le nostre donne europee sono molto gemtlich, hanno buon carattere, sono piene di premure per noi, ma ce ne sono ben poche che abbiano la grazia audace della signora Dodsworth, il suo ottimo umore... Oh, spero di non essere indiscreto! Essa  ben fortunata di essere assortita a un gran Pellerossa come voi... un... sagt man? come si dice?... un capo, capace di guidarla e proteggerla!
Sam emise un brontolo singolare: qualcosa tra "Grazie" e "Andate al diavolo!".
Come ho gi detto, sono un grande ammiratore dell'America; ma voialtri due siete proprio molto gentili venendo a zonzo con me, e a far visita ai miei amici.
Tutta gentilezza da parte vostra, caro conte! Dio mio,  stata un'ottima idea la vostra di volerci far conoscere delle persone cos simpatiche come la principessa, e...
Oh, non mi chiamate conte! Non sono un conte; i conti non esistono pi; ora abbiamo la repubblica, e non sono che un impiegato! Se non dovessi essere che un personaggio titolato, allora preferirei non esser nulla! Mi farete un gran piacere chiamandomi Kurt. Noialtri austriaci rassomigliamo in questo agli americani, per la passione di chiamar col semplice nome le persone che ci sono simpatiche. Gi.
Davvero siete molto gentile...
Sam avrebbe voluto entusiasmarsi di pi. Ma in coscienza non ci riusciva, molestato com'era dalla sensazione che mentre egli era in attesa di Fran, anche Kurt l'attendeva. Lo seccava la prospettiva di tornare a esser tollerato come il paziente cavaliere di Fran, cos com'era accaduto nella baraonda di Rene de Pnable. Sentiva tuttavia che l'ammirazione di Kurt per entrambi era sincera e si sforz di mostrarsi cordiale:
Penso che una delle cose in cui noialtri Americani ci sbagliamo di molto  quell'andar proclamando che siamo il solo popolo veramente ospitale che ci sia al mondo. Non credo che nessun straniero abbia mai avuto in America un'accoglienza come la signora Dodsworth... come Fran e io l'abbiamo avuta qui e in Inghilterra. Una cosa grande!
Poi giunse Fran, in velluto color ametista, e col velluto ella aveva rivestito un'aria di maest protettrice. Kurt, ch'era un semplice di cuore, ne fu sbalordito; gli ci vollero dieci minuti per capire che non era per scontentezza ch'ella aveva abbandonato la sua allegria, ma che stava soltanto recitando un'altra parte. Invitata a prendere anche lei un cocktail al bar, disse, in tono di degnazione: Sarebbe divertente prendere un aperitivo al bar, ma credete davvero che si possa?
Oh s, non c' nulla di male... insomma, si pu! esclam Kurt, supplichevole.
Sam non disse nulla. Aveva visto Fran gustare troppo spesso troppi cocktail e in troppi bar, senza mai sentire che le venisse in mente di chiamarli "aperitivi".
Tra le tappezzerie e le costose vivande di Horcher ella si mostr piena di distinzione, mentre faceva onore al salmone del Reno. Poi, lentamente, si sciolse da ogni rigidezza. Kurt, ogni tanto, la chiamava Fran e ella rispondeva con Kurt e rideva senza ammirar la propria risata. Concesse infine ai due uomini un intermezzo nel suo dramma personale "La dama americana elegante in viaggio" lasciandoli liberi di mostrarsi umani e allegri. Ora Kurt parlava meno brillantemente, con pi naturalezza, e Sam capiva che, per quanto egli insistesse nel dire che non era un nobile, ma soltanto un impiegato d'un'agenzia turistica, tuttavia faceva parte dei potenti della terra, e che, se non ci fosse stata la guerra, sarebbe ancora ad abitare in un castello. Suo padre era stato gentiluomo di camera e amico dell'Imperatore; il suo prozio, feldmaresciallo, aveva organizzato la guerra contro la Prussia, e lui, Kurt, da ragazzo aveva giocato con l'Arciduca Michele.
Contuttoci Sam si domandava se, non ostante quella nobile origine, Kurt non fosse poi uno di quei romanzeschi avventurieri pronti a farsi prestar del danaro e a presentar degli scrocconi a uno zoticone del Middlewest. Respinse quell'idea. No. Per quel po' d'esperienza ch'egli aveva del mondo, quello era un onest'uomo, disinteressato, che si divertiva a far divertire la gente. E i Biedner garantivano per lui: per il furbo vecchio birraio, padre di Fran, un Biedner era sempre altrettanto magnifico e fidato e biblico come un capitale in una banca di Stato.
Fran, visibilmente, non aveva dubbi di sorta intorno a Kurt von Obersdorf, e ascoltando le splendide favole di lui sui frivoli tempi della vecchia Vienna dimenticava le proprie attrattive. Consent alla proposta di Kurt di andare a ballare alla Knigin; consent quando egli propose di abbandonare quel locale lussuoso, ma troppo ingombro di gioviali Junker, per arrischiarsi nel volgare cabaret di Vetter Kaspar.
Qui tutte le spiritosaggini s'aggiravano intorno a idee di water-closet, e Sam fu sorpreso di sentire Fran far eco senza pudore alle schiamazzanti risate di Kurt. Rise anche lui,  vero per... Beh, quell'Obersdorf si divertiva tanto da farvi ridere anche su certe cose che... insomma... cose di cui a Zenith non si parlava, almeno in compagnia di signore... Eppure...
Uscirono dal cabaret all'una di notte.
Andiamo ancora in un posto! preg Kurt. Un posto come non ne vedrete in America, ne sono certo. Schrecklich! Ci si trovano degli uomini molto curiosi che ballano assieme. Bisogna averlo veduto, almeno una volta!
Oh!  un po' tardi, Kurt. Sarebbe meglio se ce ne andassimo a casa, disse Sam. Una serata di storielle e una bottiglia di champagne lo avevano riscaldato al punto che chiamar per nome Kurt gli pareva naturalissimo, ma non al punto da fargli dimenticare le gioie di un buon guanciale soffice.
S,  tardi, disse Fran, ma vagamente.
Oh no! pregava Kurt, la vita  cos breve!  peccato sciuparla dormendo! E voi vi tratterrete qui per cos poco tempo! Presto ve ne andrete, e forse non vi rivedr mai pi! Oggi avete passato una bella giornata, non  vero? Siamo buoni amici, nicht? Non facciamo le persone serie! Sentite: la vita  tanto breve!
Ma s, s, andiamoci! disse Fran, impaziente; e per quanto Sam brontolasse tra s: La vita sar davvero maledettamente corta, se non faccio un bel sonno, una volta tanto! tuttavia aveva l'aria soddisfatta, mentre salivano nel taxi.
La novit in fatto di locali notturni si chiamava Die neueste Ehe: "Il matrimonio alla moda"; e, dopo due minuti che s'era guardato d'attorno Sam aveva capito che era preferibile il matrimonio all'antica. Qui, nel bel mezzo d'una citt in cui, secondo l'opinione dei settimanali umoristici americani, tutti gli uomini erano pesanti come stiacciate al forno e cocciuti come cavalli da tiro, si vedeva una folla di giovincelli delicati, con voci da signorine, che ballavano insieme e tubavano negli angoli, giovincelli con sciarpe viola e rosa, con bracciali e pesanti anelli simbolici. E c'era, vestita di mussola color lavanda, una ragazza la cui linea delle spalle bastava per far capire a Sam che era un uomo.
Quando entrarono, il barman, un grazioso barman dalle guance rosee, sventol loro incontro la tovaglia, strillando qualcosa in un tedesco mattacchione, che, per quanto pot capire Sam, significava che Kurt era una simpatica persona, la quale meritava di esser conosciuta da vicino, e che lui, Sam, era una torre d'acciaio e un'aureola sui monti.
Tutte novit, per Sam.
Rimase a bocca aperta. Serr i pugni a met. Gli si rizzarono i peli ruvidi e rossicci sul dorso della mano. Ma non provava alcuna animosit: era piuttosto paura, davanti a qualcosa di sacrilego. Vide che Fran era ugualmente stupefatta; e con orgoglio sent che cercava rifugio presso la sua sana energia.
Kurt diede un'occhiata al barman mattacchione; guard rapidamente Fran e Sam; e mormor: Che posto stupido! Venite! Venite! Andremo in qualche altro luogo.
Gi il direttore si avvicinava, smorfioso, invitandoli in due lingue a deporre i loro mantelli. Kurt gli disse qualche parola, in un tedesco rapido, sibilante; qualcosa per cui l'altro indietreggi, con un sorriso beffardo; qualcosa di cos malvagio e sprezzante, che fece riflettere a Sam: "Questo Kurt sa il fatto suo, davvero. Non sarebbe un cattivo compagno in una zuffa!".
Mentre Kurt sollevava la pesante cortina di broccato dinanzi alla porta, per farli uscire, il barman, con una voce da gatto, strill un ultimo saluto. La mascella di Kurt si contrasse. Aveva una bella linea, quella mascella. Ma egli non si volse nemmeno, e fuori, sul marciapiede, il suo volto esprimeva un pentimento ch'era quasi sofferenza, mentre supplicava Fran: Mi rincresce molto. Non c'ero mai stato. Non credevo che fosse cos orribile. Oh, non me la perdonerete mai!
Ma non fa nulla! protest Fran. Mi sarei persino divertita, a guardare, per qualche minuto.
Oh no, no, no! insisteva Kurt. Eravate scandalizzata,  naturale! Venite, c' un altro posto che conosco, l, dall'altra parte della strada. Venite, cos mi farete vedere che m'avete perdonato...
Ballarono fino alle tre; a quell'ora, tutti nel locale erano insonnoliti, meno Kurt. L'orchestra se ne and, e Kurt, tra gli applausi dei gruppi i quali, sonnecchianti sul loro champagne, ostentavan l'allegria, si mise al piano sonando come un artista da operetta, e tutti gli spettatori si svegliarono docilmente per un ultimo scoppio di festosit. Un tedesco dal monocolo, tipo d'ufficiale, invit Fran a ballare, e Sam pot dormire tre minuti, di nascosto.
Si sent sollevato quando, dopo aver brontolato, Mi pare che sia ora di andare a casa, gli altri due lo presero abbastanza sul serio da accontentarlo.
Pioveva, e la strada sembrava l'interno d'un cilindro d'acciaio polito. Uno tra gli ultimi taxi s'avanzava, ma il portiere, col suo fedele parapioggia gigante se n'era gi andato. Kurt si tolse la giacca, ne avvolse Fran, e attese, in maniche di camicia, che anche Sam si fosse accomodato... E volle sedere a ogni costo sul seggiolino, e non permise che lo riconducessero a casa, ma volle accompagnarli fino all'Adlon, dicendo tra due sbadigli: Ci siamo divertiti, non  vero? Mi perdonate la Neueste Ehe, non  vero?  stata una giornata magnifica! Verrete da me mercoled sera? Vi presenter alcuni amici. Dite di s!
S, sarebbero venuti, grazie infinite...
Gi quasi assopita, nella sua camera, Fran disse ancora: Ti sei divertito, caro, non  vero?
S, s, meno che l'ultima ora, o press'a poco. Avevo un po' sonno.
Kurt  un simpaticone, non trovi?
S, un bravo ragazzo. Molto cortese.
Ma, Dio mio, che uomo autoritario! Pretendeva ch'io mi scandalizzassi a tutti i costi, l, nell'Antro del Vizio, e ho dovuto far quel che potevo per compiacerlo, e anche tu! Che maschi virtuosi che siete! Insomma,  un bravo ragazzo, e anche tu lo sei. E con ci, vado a dormire fino a mezzogiorno. Mi piace Berlino!
...Tre giorni di musei, di gallerie d'arte, di Giardino Zoologico. Si recarono a Sans Souci, dove Fran parl di Voltaire (aveva veramente letto Candide) e dove Sam rivolse nostalgici pensieri a Sans Souci Gardens, laggi a Zenith, e si persuase ch'era ormai tempo di essere energici con Fran, di farla tornare a casa e cominciare una nuova vita, in cui si "edificherebbe".
Non videro pi Kurt von Obersdorf; egli si limit a telefonar loro sette o otto volte, consigliandoli a visitare ora questo, ora quello. Insistette tanto perch andassero a vedere "Giochi al castello" di Molnar, che vi andarono, a malincuore, per quanto Sam fosse ormai ben convinto che aveva ragione di non divertirsi a sentir recitare in una lingua che non capiva, e bench Fran, esausta dalle animate dimostrazioni di simpatia da cui era stata onorata a un t di signore in casa di Frau Doktor Biedner, per una volta tanto nella sua vita, avesse sonno.
Disse poi, tornando in albergo, che aveva capito ogni parola di "Giochi al castello", mentre Sam aggiungeva che la commedia gli era parsa ben recitata, e che scendeva gi un momentino per bere qualche cosa al bar.
Attacc discorso con un giornalista americano che conosceva Ross Ireland; bevve parecchie "cose"; insomma se la pass benissimo. Quando torn in camera, in punta di piedi, Fran dormiva. Dunque (cos almeno gli parve) se l'era cavata bene: e si sent esultante come un ragazzino che ha marinato la scuola e scopre in seguito che quel giorno il maestro era ammalato.
...
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Capitolo 23.
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In Inghilterra, Fran, e anche prima di lasciar l'America, aveva saputo dimostrare il suo europeismo tenendo la forchetta nella sinistra. Ma ora alle sue abilit aggiungeva quella di far dei 7 all'europea, sbarrati, e sbarrava con ardore tutti i 7, particolarmente nelle lettere ai suoi amici di Zenith, i quali, cos, non riuscivano a capire quale cifra ella avesse voluto scrivere.
I quattro grandi misteri della vita berlinese del dopoguerra, che nemmeno i pi diligenti studi di storia, di economia politica e di teologia luterana saprebbero spiegare, si riferiscono tutti a questioni d'abitazioni, e sono i seguenti: Perch i visitatori non possono entrare in una casa dopo le otto di sera senza un certo cerimoniale? Perch gli ascensori sono costantemente chiusi a chiave, s che i visitatori non ne possono usufruire? Perch nessun padrone di casa berlinese si fornisce di serrature moderne, ma costringe i propri inquilini a portar seco un mazzo di chiavi grandi come quelle in uso nel Medio Evo per chiuder le cattedrali? E perch un padrone di casa che ha speso centomila marchi per una scala di marmo (con belle ringhiere dorate e incrostazioni di mosaico) si rifiuta di spendere un marco ogni notte per provveder di luce l'ingresso? Esso  buio, molto buio. Si pu far luce,  vero, premendo un bottone, il quale provveder all'illuminazione per un certo tempo; ma in tutta la storia di Berlino non si conosce esempio che quell'illuminazione abbia durato tanto a lungo da permettere a un visitatore di salire dal pianterreno a un ultimo piano.
Kurt von Obersdorf abitava all'ultimo piano d'una casa della Brckenallee, e nella vertiginosa ascesa fino al suo appartamento Sam pot rilevare questi quattro misteri, lietissimo che anche Fran fosse del suo parere.
Li accolse la cameriera di Kurt. Era una vecchietta debole e rozza, e pareva non sapesse che fare della canna e del cappello di Sam. Mentre s'affannava, Sam si guard attorno. L'alloggio aveva un corridoio angusto, dalle pareti alquanto scrostate, ornate d'una stampa ingiallita del Duomo di Santo Stefano a Vienna. Due fioretti incrociati sovrastavano una porta.
D'un tratto Kurt si precipit su di loro, pi secco e dinoccolato che mai nel suo smoking, tolse egli stesso il mantello a Fran, parl alla vecchietta incartapecorita con quel miscuglio di rimbrotto e di affettuosa familiarit che solo gli Europei sanno, e disse tutto d'un fiato:
Come sono contento! Avevo paura che foste in collera con me, per la mia gaffe dell'altra sera, a proposito di Die neueste Ehe, e che voleste punirmi col non venire. Ma ora vi dir chi saranno gli altri ospiti. Avremo i vostri cugini Biedner, e la baronessa Volinsky, una bella signora, un'ungherese (il marito  un polacco, un individuo atroce, che non verr, grazie a Dio!) e Theodor von Escher, il violinista, un violinista meraviglioso davvero! e sua moglie Minna (vi innamorerete di lei, vedrete!) e il professor Braut con la signora:  un professore d'economia politica all'Universit, una mente di prim'ordine, conosce l'America a menadito, vi prover che fra duecent'anni l'America sar di nuovo allo stato selvaggio; vedrete che vi piacer! Un po' di misto, come vedete, ma parlano tutti inglese, e volevo che conosceste delle persone un po' differenti l'una dall'altra. Fran, siete un angelo con quell'abito avorio! Komm' mal! Accomodatevi.
Li introdusse, come se fossero personaggi regali, in un piccolo ambiente misero ma cordiale, dove tre persone parevan gi una folla. Le sedie di cuoio bruno erano fruste e lucide; il divano era ricoperto di qualcosa che Sam individu come "una specie di seta gialla", per quanto pi tardi Fran, bisbigliando, lo qualificasse "damasco antico di gran prezzo". Alle pareti c'erano soprattutto fotografie d'amici, ufficiali in uniforme austriaca. Ma c'erano anche delle scansie di libri in disordine, e Sam not in seguito che ce n'era non solo tedeschi, ma italiani, inglesi e francesi. Not una dozzina di ponderosi e scoraggianti volumi sul diritto, le leggi bancarie e la storia degli Stati Uniti, di quella specie di libri che Sam aveva sempre ammirato nelle biblioteche, e respinto da casa sua.
La porta a destra si apr per un istante, e Sam scorse la stretta camera da letto, con un meschino lettuccio da campo, una fila di meravigliose cravatte, il ritratto d'una bella donna, un crocefisso, e pochissime altre cose. Con la saletta da pranzo, una misteriosa cucina chiss dove e una camera da bagno tanto vecchia da sembrare storica, ci costituiva tutto l'appartamento del capo della casata degli Obersdorf.
Vi furono dei cocktails, preparati con grande agitazione da Kurt in un boccale di cristallo, una cena (non troppo buona) e la conversazione (alquanto violenta). Sotto la fantasiosa egida di Kurt era scomparso il timido decoro borghese della cena in casa Biedner; e c'era anche un po' pi di vino, compreso uno champagne Assmannshauser, il quale determin Sam a visitare la vallata del Reno. Ogni ospite il quale, ogni tanto, non desse in escandescenze, diventava oggetto di crucciate attenzioni da parte di Kurt. Egli era persuaso che una persona che taceva in casa sua, o aveva cessato di volergli bene, e probabilmente per qualche buona ragione, per qualche infame delitto di cui egli si era macchiato senza volerlo, oppure soffriva d'un male nascosto che bisognava guarire senza indugio.
Ma, tra le grida, era il professor Braut che manteneva la conversazione.
Osservando da principio quel dotto uomo, il quale vi dava l'impressione d'aver dei favoriti fin negli occhi, Sam s'era detto: "Questa barbuta bellezza ne sapr forse qualcosa della situazione economica in Germania, ma dubito che conosca a fondo il paese dei rasoi di sicurezza."
Il professor Braut si volse a lui. Il suo accento era assai pi pesante di quello di Kurt: Prego, disse, mi domando se potreste dirmi qualche cosa che cerco di conoscere intorno al movimento agrario in America.
Ma... non ne so troppo neanch'io, disse Sam. Siete stato in America?
Oh, un poco, prima della guerra. Ero professore ad Harvard, per un anno, e a Leland Stratford, un altr'anno, e ho viaggiato, un anno forse, ma naturalmente ci  poco per conoscere a fondo il vostro grande paese.
Poi, dietro invito di Kurt, il professor Braut espose una dettagliata storia della Lega Dissidente nel Dakota del Nord.
Egli si volgeva costantemente a Sam, in cerca di approvazione, e Sam, per quanto conoscesse poco il Dakota del Nord, e nulla affatto la Lega Dissidente, approvava blandamente. Alla fine, Sam si disse con una certa energia: "Egli la sa molto pi lunga di te, sul tuo paese! Sambo, tu non ne sai nulla! Ignorante! Ah, se non avessi dedicato una trentina d'anni alle automobili! E qui in Europa, non ho poi mica imparato molto. Qualche cosina d'architettura, un po' meno ancora in fatto di vini e di cucina, e qualche nome d'albergo. Ecco tutto!"
Mentre Kurt raccontava le avventure dell'Arciduca Michele come chauffeur di un ebreo ungherese, Sam ebbe una visione della scienza e degli scienziati, di uomini che delle cose avevano una nozione esatta, senza pregiudizi di natura emozionale, conoscendo le cose che concernevano realmente il gran fiume della vita umana, controllando i disegni di migliaia d'uomini di stato, la funzione di migliaia di bacilli, il significato di migliaia d'iscrizioni egiziane, fors'anche la patologia di migliaia di spiriti complicati e malati, con la stessa esattezza con cui egli aveva esaminato le capacit di un centinaio di agenti di vendite, di ingegneri e di impiegati, nella Revelation Company. Vedeva consimili gruppi di scienziati, a Berlino, a Roma, a Basilea, a Oxford, a Cambridge, a Parigi, a Chicago. Non dovevano certo essere dei chiacchieroni. Oh, rifletteva, certuni di essi sapevan sicuramente stare in allegria intorno a un buon bicchiere di birra, ma quando si trattava delle questioni che li toccavan da vicino, allora parlavan lentamente, poich, per ognuna di esse, c'erano tante risposte, e bisognava scegliere la buona. Non era proprio quella la gente che piaceva a Fran; forse non erano tutti ballerini impeccabili; e non  detto che fossero capaci a scegliersi sempre dei panciotti adatti. Senza dubbio, potevano essere scialbi e trasandati come il professor Braut, oppure rinfichisecchiti e magri come chiodi; ma egli sarebbe andato orgoglioso di riscuoter la loro stima assai pi di qualsiasi riconoscimento consistente in ricchezze o in titoli.
Come mai non aveva mai conosciuto simili personaggi? A Yale i professori rappresentavano degli ostacoli che un giocatore di football doveva vincere prima di poter compiere il proprio dovere, cio, "fare qualche cosa per la vecchia Yale". Nuova York, ai suoi occhi, era esclusivamente una citt di banchieri, rappresentanti d'automobili, camerieri e gente di teatro. Durante quest'avventura europea, la quale avrebbe dovuto aprirgli nuovi orizzonti, finora non aveva fatto che vedere altri camerieri, vecchie zitelle inglesi sperdute negli alberghi, e guide per i forestieri dai denti d'oro.
Eruditi. Gente che sapeva. D'un tratto, sent che anch'egli avrebbe potuto essere un uomo come quelli. Che cosa glie lo aveva impedito? Oh, era stata la sua popolarit all'universit che l'aveva perduto, e il fatto d'avere una bella moglie che bisognava circondar di luci variopinte...
Egli si rimprover: No! quelle erano scuse, con le quali non poteva cavarsela. Gi anzitutto era ingiusto da parte sua rimpianger di aver goduto di una certa popolarit tra i compagni, e di esser stato il marito d'una creatura incantevole come Fran. (Eccola l, ora, che ride dell'importanza delle salsicce nell'ordinamento sociale in Germania: guardatela, come riduce ai suoi piedi il conte di Obersdorf, discendente di principesse e forse di re!). No, la sua parte di fortuna l'aveva avuta.
E poi... Un uomo non pu farsi diverso da quello che . Quanto meno, non dopo i cinque o sei o sette anni di et. E lui era qualcuno! Se avesse avuto le qualit necessarie per diventar uno scienziato, nulla glie lo avrebbe impedito. Oppure...
All'improvviso si sent meno amareggiato. E se anche lui, per certe vie complicate, ancora ignote, fosse un dotto, in domin non riconosciuti degni di studio dagli accademici? Ripens che nel mondo delle macchine, in America, egli era certamente riconosciuto per qualcosa di pi d'un mercante o d'un acrobata della finanza; era un'autorit in materia di progetti di motori, come il primo che aveva patrocinato il freno sulle quattro ruote. Forse bastava un fatto simile per far di lui uno scienziato, oppure...
O forse era un artista? Aveva pur creato qualche cosa! Egli non aveva dato quadri ai musei, non aveva scritto libri destinati a esser rilegati in marocchino, non c'era uno stile di mobilio che recasse il suo nome; ma un quarto di secolo fa ogni macchina che correva sulle strade d'America palesava l'influenza della sua visione di una forma agile, slanciata.
Sicuro! E non c'era nulla di male se un uomo aveva un po' d'orgoglio per l'opera onestamente compiuta! Gli aumentava il coraggio di andare innanzi. Specie con una moglie come Fran, cos propensa a criticare...
Dio mio, era mai possibile ch'egli, dopo il caso di Arnold Israel, si andasse abituando a considerare Fran non pi come una compagna leale, ma come una nemica temuta e ammirata, e che lo scopo della sua vita fosse quello di placarla? Era questa la verit di tutte le sue peregrinazioni, della sua vita avvenire?
Si affrett a distogliere i suoi pensieri da quel problema assillante, rivolgendoli di nuovo alla scienza; e intanto si dava un'aria comprensiva e mangiava placidamente il pollo arrosto facendo finta di ascoltare Theodor von Escher, che gli spiegava la propria superiorit su Kreisler.
Avrebbe ancora potuto diventare un uomo dotto? Era forse una fantasia troppo puerile sognar di diventare il primo grande storico dell'automobile, storico di qualcosa che, dopo tutto, nella storia dell'evoluzione sociale era pi importante di venti battaglie di Waterloo? O poteva imparare un po' d'architettura? Perch, in verit, cominciava a essere un po' stanco di automobili. Per ora, ci significava star seduti a uno scrittoio, negli uffici della Revelation. Non era meglio Sans Souci Gardens?
In ogni modo non intendeva continuare a quel modo, press'a poco come un turista di una carovana Cook, meno importante, per Fran, di un portiere o di un cameriere d'albergo. Avrebbe fatto "qualche cosa".
E se quell'ardore interno, cos eccitante, cos raro, altro non fosse che l'effetto dello champagne bevuto, nella calda ospitalit di Kurt? Dunque, quella sua informe decisione di "fare qualche cosa", quella fede ch'egli era ancora capace di "fare qualche cosa", prese nella loro essenza, potevano anche essere vani proponimenti di un ubbriacone?
"No, per Dio, no," giur Samuel Dodsworth. "Non  cos... Un bicchiere o due, e una buona compagnia, mi sciolgono la fantasia, ma sono lento ad avviarmi, forse molto lento! Eccomi qua, coi miei cinquantadue anni, ed  appena un anno o poco pi che sento desiderio di esser qualcosa di pi d'una macchina per far danaro... Esser qualcuno, per quanto Dio solo sappia chi... Eh? rispondeva infuriato a un coro di accusatori. Sono stato un buon cittadino! Ho allevato i miei figli! E i miei debiti li ho sempre pagati! E ho compiuto il lavoro che mi si presentava! E sono stato un buon amico! E ora non voglio passare il resto della mia vita a camminare all'indietro, a starmene contento e soddisfatto e morto. Morto che cammina! Un morto!
"Se avessi conosciuto prima Kurt! Mi sarebbe piaciuto, andar via per un po' di tempo con lui e con Ross Ireland. Soltanto, quelle cose l avrei dovuto farle dieci anni fa, e adesso ... Ma no, non voglio che sia troppo tardi!
"Eh?... Permettere? Sar Fran che permetter al caro marito di fare...
"Chiss perch ritorno sempre a quella stessa idea; quasi fosse lei che inceppa il mio modo di vedere, e non la mia mancanza di cervello?".
E, seccato dal modo con cui i pensieri prendono la rincorsa, una volta che si d loro la libert, Sam torn bruscamente in se stesso, e fu di nuovo l'imponente e prosperoso marito della bella moglie americana, un marito rispettabile, che assisteva placidamente alla conversazione di lei con gli amici europei.
Aveva osservato, con una certa sorpresa, che Kurt von Obersdorf non mostrava affatto di abbassarsi dando ascolto a un semplice professore d'universit, come ogni Americano di buona famiglia avrebbe fatto. Malgrado la sua smania di chiacchierare, Kurt ascoltava umilmente, ogni volta che il professor Braut partiva col vento in poppa, come una nave rimorchiata dapprima attraverso piccoli fiumicelli di parole, aiutata, nella sua arcigna ponderosit, dai rimorchiatori, la quale riesce finalmente a slanciarsi nei flutti della conversazione.
Braut teneva cattedra con Fran, come se fosse una scolaretta. Nella foga del dire, faceva violenza ai W, ai V e ai T inglesi, eppure il suo modo di parlare, pieno di ardore, non aveva nulla di ridicolo.
"Dal punto di vista emotivo, come Prussiano, coi simboli del sangue e del ferro, di Bismarck, di Lutero e dell'alte Fritz (Il vecchio Fritz: Federico Secondo di Prussia), io odio l'eleganza prostituita di Parigi e degli Italiani; mi sembrano dei bambini che scherzano a far il gioco dell'Impero. Eppure, non posso far a meno di considerarmi, e cos si considera la maggior parte della gente come me, pi europeo che tedesco o francese o polacco o ungherese. Quali si siano le nostre liti in famiglia, noi ci consideriamo uniti tutti contro la Russia (i Russi sono certamente pi asiatici che europei), contro gli Inglesi, gli Americani del Nord, per quanta ammirazione abbiamo per essi, quelli dell'America Latina, gli Asiatici, i coloniali. La civilt europea  aristocratica. Non intendo con ci di vantarmene: non parlo di vecchie famiglie illustri, come quella del nostro amico il conte Obersdorf. Voglio dire che siamo aristocratici nel senso che stiamo contro la democrazia, in quanto che noi crediamo che la nazione pi fiera e nobile e esaltata debba esser quella che ha il pi gran numero di uomini veramente grandi, come Einstein e Freud e Thomas Mann, e che la gente comune, che non si distingue in nulla (e possono essere, badate, dei conti o dei re, tanto quanto delle cameriere)  assai pi felice di contribuire a produrre simili uomini illustri, che non di possedere il pi gran numero di automobili o di vasche da bagno.
"E quando parlo della tradizione aristocratica dell'Europa non intendo significare alcuna altezzosit. Credo d'aver visto pi durezza verso le persone di servizio, e naturalmente, altrettanta durezza di persone di servizio verso i padroni, in America, che non in qualsiasi paese d'Europa. Qui, le persone di servizio sono meno ben pagate, ma godono d'una maggior sicurezza, di maggior rispetto. Un Americano considera una buona cuoca un essere di bassa condizione; un Europeo la rispetta come un'artista.
"L'Europeo, l'aristocratico,  conscio d'aver una responsabilit verso le generazioni passate, di continuare la civilt che esse hanno formata. Egli sente che la grazia, le buone maniere, la lealt verso la propria famiglia, hanno pi importanza che non le ricchezze, e che per continuare la propria tradizione bisogna saper molte cose, oh, molte cose. Pensate a tutto quello che deve imparare un giovane, in Europa, se non vuole aver vergogna di se stesso!
"Egli deve sapere almeno due lingue, e se non le sa, gli amici lo compiangono, e lo ritengono un pessimo poliglotta. Deve avere, anche se ha intenzione di far l'agente di cambio, o l'importatore, o di vendere le vostre automobili, signor Dodsworth, deve avere qualche nozione in fatto di musica, di pittura, di letteratura, in modo da poter provar piacere assistendo a un concerto, o visitando un'esposizione di quadri, e non andarvi soltanto per esser notato. La sua educazione deve esser tanto perfetta da potergli permetter qualche trascuratezza. Dovr conoscere la politica di tutte le nazioni. Scommetto, signor Dodsworth, che i miei quattro nipoti, per quanto non siano mai stati in America o in Inghilterra, ne sanno tanto sul conto del Presidente Coolidge, di Hoover o del governatore Smith, quanto la maggior parte degli Americani della loro et.
"E non devono esser ignoranti in materia di cucina, n di vini. Sia pure che essi, personalmente, preferiscano viver di pane e formaggio, ma devon saper servire ai loro ospiti dei buoni pranzi, e senza spender troppo:... ahim, quasi tutti noi disponiamo di cos poco denaro, dopo la guerra! E pi di ogni altra cosa, debbon saper comprendere le donne. In questo, e credo che la signora Dodsworth sia d'accordo con me, l'essenziale consiste nel volere che siano delle donne vere, e non imitazioni di maschi!
"Questa non  che una piccola parte dell'educazione che si richiede a un vero Europeo, sia esso un Tedesco, o uno Svizzero o un Olandese. E questa educazione  una cosa che ci unisce, ci aiuta a comprenderci a vicenda, non importa se poi commettiamo la pazzia del suicidio con le Grandi Guerre! Per quanto noi ci opponiamo, in fondo al cuor nostro siamo tutti Pan-europei. Noi sentiamo che la vera Europa Continentale  l'ultimo rifugio dell'individualit, dell'ozio, della personalit, della tranquilla felicit. Per noi, una conversazione tra amici intelligenti, in un caff di Vienna o Parigi o Varsavia,  pi piacevole e pi importante dei serbatoi refrigeranti o del lavapiatti elettrico.
"L'America vuol far di noi tanti bravi ragazzi, provvisti tutti quanti delle migliori automobili, senza un luogo tranquillo dove per mezzo di esse ci si possa rifugiare. Quando penso all'America, mi ricordo sempre di un uomo che mi ha condotto in un club di golf, dove ho dovuto spogliarmi in un guardaroba in cui entravano degli estranei, a ogni momento, e facevan dei piccoli scherzi sulla Germania e sulla mia qualit di professore! Quanto alla Russia, essa vuol ridurci a una macchina per radere qualsiasi eccentricit che non appartenga al minimo comun denominatore. E l'Asia e l'Africa non annettono alcuna importanza alla vita umana e alla sua bellezza. Ma l'Europa crede che un Voltaire, un Beethoven, un Wagner, un Keats, un Leeuwenhoeck (Naturalista olandese (1632-1723) celebrato per i suoi studi sulla circolazione e la costituzione del sangue), un Flaubert contribuiscano a render la vita pi drammatica e significativa, e che valga la pena di serbarne la memoria: per essi, e per chi li comprende e li ammira. L'Europa! Ultimo rifugio della dignit personale, in un mondo fordizzato! E noi troviamo che vale la pena di difenderci! Il mondo intero ci minaccia. Eppure, forse resisteremo... forse, dico!
"C' tra di noi chi crede che trionferemo anche sull'americanizzazione; che io oserei definire come la convinzione teologica che sia pi importante l'avere i propr acquisti registrati in bell'ordine su un registratore automatico, che non acquistare ci che si desidera. (E, badate, io non sono poi tanto anti-americano quanto sembro: comprendo perfettamente che il processo mistico di "americanizzazione"  opera tanto degl'industriali tedeschi e degli importatori francesi, quanto degli agenti di pubblicit inglesi e degli Americani nati!). Comunque l'Europa, quella genuina credo sia ancora capace di resistere. Non dimentico mai la Grecia e Roma. Roma era l'America dell'antichit; la Grecia, l'Europa continentale, forse troppo civilizzata. Vi et armis Roma ha vinto. Eppure l'architettura greca, la filosofia greca e il suo senso della bellezza hanno vivificato l'Europa nel Rinascimento assai pi del diritto romano.
"Ma mi sembra di tenere una conferenza. Cosa detestabile! Vengo alla conclusione. Per spiegarmi, quando parlo degli Europei, dovete comprendere ch'io intendo una certa classe assai ridotta, selezionata, la quale  molto pi affine agli altri membri della medesima classe delle altre nazioni che non alla maggior parte dei propr campatrioti. Il contadino gonfio di birra che incontrate nella saletta d'un'osteria, oppure tra la folla che danza nei locali del Nuovo Mondo non  europeo, nel mio senso particolare. E non  nemmeno l'uomo d'affari, giovane, che vi passa accanto frettoloso nella Friedrichstrasse, o in Rue de Rivoli, e cerca di vender della porcellana economica o della seta artificiale di scarto pi presto che pu. Tutti e due sarebbero ben contenti di emigrare in America, e di fare il cambio dei loro momenti di riposo con un'automobile. E poi, ci sono anche delle persone nate in America, rare persone, che appartengono al ceto di quelli che io chiamo Europei: tale, se non sbaglio, dev'essere la vostra scrittrice Edith Wharton (Autrice di romanzi in cui sono acutamente descritti costumi e caratteri della gente ricca e ambiziosa di Nuova York). Ma dovunque siano nate, costituiscono una classe ben definita, che rappresenta una definita cultura aristocratica; e molti Americani che se ne tornano a casa loro credendo d'aver "visto l'Europa" non hanno alcun'idea della sua esistenza e di ci ch'essa significa, e dell'Europa non serbano altro ricordo se non quello di guide chiacchierone e di viaggiatori di malumore, che nei treni leggono periodici umoristici come Uhu o Le Rire. La sola cosa che non abbiano visto,  proprio quello che c' d'essenziale in Europa!".
Sam fu sorpreso egli stesso di sentirsi spinto a prender la parola per rispondere:
S, press'a poco  la verit. Noialtri Americani ci figuriamo gli Europei come un branco di cassieri di ristorante che cercan di imbrogliarci sul cambio; crediamo che l'Europa sia morta, o popolata al pi da quadri di pittori che hanno vissuto trecento anni fa. Dimentichiamo i vostri amici Freud e Einstein,  vero, e i costruttori d'aeroplani europei, e questo movimento della giovent in Germania, e i campioni di tennis francesi che ci battono. Ma voialtri avete dell'America un'idea altrettanto falsa. In tutte le librerie di Berlino vedo dei libri sull'America; con titoli, per lo pi, come "Il Paese dei Dollari". Beh, scommetto che il contadino francese che nasconde il denaro nella calza, e l'agricoltore tedesco, amano il dollaro dieci volte di pi dell'Americano di tipo medio. A noi piace far danaro, ma ci piace anche spenderlo. Siamo come dei marinai in stravizi. Vorremmo comprare fin l'ultimo pappagallo che c' sul molo. E poi...
"Per che ragione credete vengano in Europa tante centinaia di migliaia di Americani? Non pi dell'uno per cento degli Europei che vanno in America ci va per imparare, per vedere quello che c' da noi; sebbene, dopo tutto, una costruzione come quella del Palazzo Woolworth, uno dei pi alti e arditi edifizi del mondo, o quella della Tribune a Chicago, e le officine Ford o un Gran Canyon o la vallata di Sharon nel Connecticut, e, incidentalmente, una massa di centodieci milioni di gente,  roba che pu anche valer la pena di esser studiata. Voi, professore, sapete meglio di tutti che la maggior parte degli Europei va in America per guadagnar denaro. Ma perch gli Americani vengono qui? Oh, qualcuno per acquistarsi un credito che gli sar utile pi tardi, a casa, oppure per vender macchine; ma i pi, che Dio li benedica, vengono qui come tanti scolaretti diligenti, per ammirare e per imparare!
"E che opinioni, di solito, da parte degli Europei sull'America! Perch siamo stati, cent'anni fa, una nazione di pionieri, intenta a dissodar terreni e a pescar merluzzo e a masticar tabacco, l'Europa crede che ne siamo ancora a quel punto. I vostri giornali umoristici mi dimostrano che l'Europa vede gli Americani come usurai che passan le notti ad arzigogolar sul modo di truffar l'Europa, o di villani che vorrebbero sputar tabacco sulla chiesa di San Marco, o di banditi che massacrano gli abitanti di Chicago nei loro letti. Secondo me, ci deriva dalla tradizione che si  formata in Europa da un secolo. Qualche settimana fa, mentre eravamo a Vienna, m' caduto in mano Martino Chuzzlewit, il racconto di Dickens, e vi ho dato una scorsa. Vi assicuro che quel quadro dell'America di cent'anni fa  divertentissimo; ma ci fa vedere una banda di gente lungo l'Ohio e a Nuova York, troppo pigra per grattarsi le pulci...
Sam! lo redargu Fran, ma egli continu imperterrito:
"...ignoranti come gli Ottentotti, che s'ammazzavano a vicenda a revolverate quando glie ne saltava l'estro, senza chieder permesso a nessuno.  un fatto che ogni Americano che Dickens presenta nel suo libro  un delinquente idiota, eccettuato uno, il quale vuol venire a stabilirsi in Europa! Benissimo! Non vorrete mica farmi credere che una massa di degenerati come quelli abbia potuto occupare quelle stesse paludi in riva al fiume che Dickens descrive, e ridurle, in tre generazioni, al florido paese potente, dalle strade asfaltate, com' al giorno d'oggi! Ci non toglie che l'Europa continui a legger autori che saccheggiano Martino Chuzzlewit per prendervi le loro idee, e dica poi: "Ecco! Ve l'avevo detto!". Ma ditemi un po': avete mai pensato che a quell'epoca in cui Dickens descriveva il Middlewest, ch' il mio paese del resto, come una terra popolata di rifiuti umani, c'erano pure, in quella terra, un tale che si chiamava Abe Lincoln e un altro che si chiamava Grant; e non pi di dieci anni pi tardi nasceva da quelle parti un ragazzo che si chiamava William Dean Howells? L'ho udito fare una conferenza a Yale, una volta, e ho notato che ancora si legge il suo libro su Venezia, e proprio a Venezia. Quella gente l, Dickens non l'ha trovata, o non l'ha saputa vedere. E chiss che anche oggi, qualche osservatore europeo non si lasci sfuggire un Lincoln, o un Howell!
"Quella specie d'orgoglio che voi attribuite all'Europeo veramente aristocratico  una bella cosa, professore; e anch'io l'ammiro assai, e vorrei vedere questo stesso orgoglio anche in America. Forse noi abbiamo camminato troppo in fretta per procurarcelo. Ma viaggiando per l'Europa, ora, trovo una certa quantit d'Americani che se ne vanno tranquilli e pacifici, e che riflettono; e non son tutti, no, di certo, artisti e professori, ma industriali ritirati dagli affari. Noi stiamo creando una tradizione che... Ma, buon Dio, voi dicevate che stavate facendo una conferenza, e ho ben paura di farne una anch'io!"
Kurt grid: Viva l'America! aggiungendo in tono minore: S, l'America  la speranza e... e naturalmente, il paradiso delle donne.
Ma Fran scoppi:
Oh, ecco uno dei pi stupidi pregiudizi sull'America, che  altrettanto popolare in America quanto in Europa, e le donne lo inghiottono tanto quanto gli uomini, mentre in fondo in fondo, non ne credono una parola! La mia profonda convinzione  che non esiste una donna al mondo, non una donna veramente normale, che non desideri un marito capace di batterla, se essa lo merita: non importa se essa sia direttrice d'un collegio o aviatrice. Badate, non ho detto che voglia esser battuta, ma desidera un uomo il quale "sappia" batterla! Bisogna che sia un uomo che le ispira rispetto! Essa deve sentire che la sua opera, o la sua meravigliosa assenza d'attivit, sono cose pi importanti di lei stessa.
Sam la guardava, lietamente stupito. Se nelle loro controversie una cosa era rimasta chiara lampante, era che Fran agli occhi di Sam doveva aver pi importanza del suo lavoro. Tent di rammentarsi donde avesse tratto quella magnifica dissertazione sul femminismo. Alcune di quelle frasi pot farle risalire a Rene de Pnable.
E questo  proprio quello che avete in Europa e che manca a noi in America. Oh, non parlo mica per Sam e per me: lui  perfettamente competente in materia di battermi quando lo merito!
E l'occhiata scherzosa che indirizz a Sam riemp d'ammirazione l'intera assemblea.
Parlo in generale. Oh! La moglie americana delle classi ricche, e qualche volta anche in ambienti che apparentemente nuotano tutt'altro che nell'abbondanza, gode di privilegi che ogni moglie europea le invidierebbe. Essa non ha bisogno di chieder del danaro al proprio marito; ha il suo conto corrente alla banca. Se le viene in mente di studiare il canto, o di iniziar una campagna contro la vivisezione, o di aprire un tea-room, o di andare a ballare negli alberghi con dei giovanotti equivoci, al marito non passa nemmeno pel capo di opporsi. Cos accade che la si supponga libera e felice. Felice! Sapete perch il marito americano concede tanta libert alla propria moglie? Perch non glie ne importa nulla di quello che essa fa, perch non s'interessa abbastanza di lei per occuparsene! Per l'uomo americano (facciamo eccezione per delle care persone, come il mio Sam) una moglie non  che una convenienza sociale, come un'automobile, e se l'una o l'altra si guasta, egli la conduce al garage, la pianta l e se ne va fischiettando!
Questa volta, la sua occhiata a Sam gli disse tutto ci che non avrebbe avuto bisogno di dirgli, ma poi ella seguit con meravigliosa impersonalit:
Invece il marito europeo, per quanto mi sembra, sente che sua moglie  una parte di se stesso, o almeno, del suo onore famigliare, e non le permetterebbe quel simulacro di libert, non pi di quanto permetterebbe a una delle proprie gambe di andarsene allegramente in giro senza l'altra! Perch egli ama le donne! C' di pi. Ogni vera donna, per quanto intelligente essa sia, non vede nulla di pi bello che abbandonare i propr sogni di gloria per amor del marito, a condizione che egli realizzi qualche cosa che riscuota la sua ammirazione. Essa pu capire il sacrificio, per quella specie di aristocrazia della civilt di cui parla il professor Braut; il sacrificio per un grande poeta, o un soldato, o uno scienziato; ma essa non consentir mai a rinunziare alle sue possibilit per l'idealit di un'America industriale... la quale consiste nel fabbricar quest'anno una maggior quantit di aspiratori elettrici dell'anno scorso!
Sam era riuscito a incontrare i suoi sguardi.
O una maggior quantit d'automobili? disse, molto lentamente.
Ella rise... Che simpatica coppia di pionieri, pieni di spirito, affettuosi, quei due Americani!
Affettuosamente, ella disse: Sicuro, amor mio, un maggior numero d'automobili!
E in questo hai ragione, probabilmente! soggiunse lui.
E tutti risero.
Quando la gente parla della moglie americana e del marito americano, seguit Fran, commettono sempre l'errore di ricercare quale dei due sessi sia in errore. L'uno vi dir con la pi gran convinzione che il marito americano  il solo responsabile, perch  assorbito dai suoi affari e dagli amici, a un punto che non gli permette di occuparsi molto della moglie. Un altro invece vi dir che la colpa  tutta della moglie, che il guaio sta nel fatto che quando il marito americano viene a casa stanco morto dopo la lotta estenuante della nostra vita d'affari, vorrebbe naturalmente che la moglie gli dimostrasse un po' d'attenzione, un po' d'affetto, ed ecco invece che essa in quattro e quattr'otto lo obbliga a mettersi in abito da sera e ad accompagnarla a teatro o in societ, appunto perch s' annoiata tutto il giorno, non avendo nulla da fare. No, tutti e due sono in errore. Nessuno  colpevole; non  colpa di nessuno. Io sono convinta che la colpa sta nei nostri sistemi industriali, coi suoi ideali di vendita forzata: un ideale non abbastanza nobile per soddisfare qualsiasi donna veramente sensibile; la quale preferir sempre la tradizione e la cultura europea di cui avete parlato voi, professore.
Ecco una buona lezione per me, che sono uno degli esponenti del sistema industriale americano, disse Sam.
Oh, tu, tu, mio caro, tu, in fondo al tuo cuore, non sei un industriale, ma un ricercatore.
E di nuovo lo guard con tanta affettuosa stima, che ognuno si sentiva edificato alla vista di quella coppia americana cos compiutamente felice.
La conversazione continu su questo tono, a tavola, e prendendo il caff in salotto. Sam ascoltava, cordiale in apparenza, mentre dentro di s constatava smarrito che Fran, il solo punto fermo che gli restava nella vita, ora che lavoro, figli, amici erano perduti per lui, quella sera gli aveva lanciato una sfida ben definita: ella ne aveva abbastanza di lui, ella desiderava un marito europeo, e l'interludio con Arnold Israel, il quale era pi europeo che americano, non era stato un incidente ma un sintomo.
Egli la osservava, mentre si volgeva a Kurt. E non gli sfuggiva la gelosia della graziosa piccola amica di Kurt, la baronessa Volinsky.
La baronessa era una donnina slanciata, con delle caviglie stupende e corti capelli inanellati. Non aveva molte cose da dire. Durante la cena Kurt s'era rivolto a lei con varie allusioni che denotavano una certa familiarit: Ve lo ricordate, il colonnello Gurtz? e, Che serata in teatro quella del Patriota! Fran aveva mostrato per la baronessa Volinsky quella cortesia gelida e interrogativa che rappresenta la perfezione dell'odio; le aveva posto qualche brusca domanda sull'Ungheria; domande che quasi lasciavano capire come l'Ungheria fosse un paese allo stato semi-selvaggio, dove le donne portavano zoccoli di legno, senza poi prestar attenzione alle risposte.
Allorch, chiacchierando, si furono avviati nel salotto, dove Kurt sedette sul bracciolo della poltrona della baronessa, Sam not che in men di cinque minuti Fran s'era seduta sull'altro bracciolo, persistendo nel parlar francese, che Kurt parlava perfettamente, ma che la baronessa non parlava affatto. E poco dopo la baronessa si conged, seguita dai Biedner e dai Braut, poi dal violinista, von Escher, il quale domand in tono quasi cerimonioso alla moglie: Sarebbe possibile che tu tornassi a casa sola? Dovrei andare a provare col mio pianista;  il solo momento libero di cui pu disporre.
Minna von Escher, con una stizza che stup Sam, rimbecc al marito che non era la prima volta che doveva tornare a casa da sola.
Durante gli agitati addii teutonici Sam mormor a Fran: Se ce ne andassimo anche noi, eh? Ma Fran insisteva: Oh, restiamo ancora un pochino;  il pi bel momento della serata, non trovi?
Egli non trovava nulla. Era completamente passivo.
Cos rimasero in quattro, Sam e Fran, Kurt e Minna von Escher, in una piacevole quiete dopo il trambusto della conversazione. In un angolo, Kurt faceva vedere a Fran un enorme vecchio album di fotografie della sua casa nativa: un castello nel Tirolo, apparentemente. Fran sedeva in una poltrona di cuoio; Kurt s'era seduto sul pavimento, ai piedi di lei, e a ogni istante si rialzava in ginocchio, per farle osservare ora un vecchio servo ora una vecchia sala di studio. Racchiusi nella loro intimit, parevano obliosi di tutti e di tutto.
Sam parlava con Minna von Escher. Ella aveva un visetto di clown, con un naso rincagnato e la bocca troppo grande, ma i suoi occhi s'aprivano con tanta meraviglia e c'era tanta vitalit nel suo dire, e aveva mani e caviglie di tanta finezza, che attirava pi di molte belle donne. Giaceva distesa sul divano, con ardita petulanza, e Sam le sedeva accanto, i gomiti sulle ginocchia, come un vecchietto che fuma appoggiato a una balaustrata.
Vostra moglie porta alle stelle i mariti europei! diceva Minna. Se ne avesse uno! Oh, sanno essere incantevoli; vi baciano la mano con cortesia; si ricordano del vostro compleanno, vi mandano dei fiori. Ma io sono tanto stanca di vedere il mio buon Theodor far la corte a tutte le donne che incontra! Anche adesso, naturalmente, a mezzanotte deve andar a provare col suo pianista: beh, in questo momento  in casa di Elsa Emsberg, e se Elsa  un uomo o un pianista vuol dire che  molto mutata, da una settimana in qua; ed era amica mia, prima di tutto! Oh, io sono europea, ma se sapeste quanto vorrei avere un marito americano, che non mi sacrificasse n alla musica, n ai suoi intrighi amorosi!
Guardava Sam con ammirazione piena di vivacit, e Sam s'accorse d'un tratto che, considerato da lei come un bestione interessante, avrebbe potuto farle la corte, se gli fosse piaciuto, e fino a dove gli fosse piaciuto, e ci lo spavent.
Era stato sempre monogamo. Qua e l aveva subto il fascino di altre donne, ma se n'era scandalizzato come se fosse un prete. Forse il fatto che la sua vita intima con Fran non era stata troppo appassionata gli aveva dato l'impressione che tutta quella faccenda dell'eccitamento sessuale fosse una cosa piuttosto vergognosa, da evitare quanto pi era possibile; sicch ogni volta che ci rifletteva se la cavava a un dato punto con un burbero "Via, bisogna esser fedeli alla propria moglie, ed  inutile cacciarsi in un sacco di complicazioni".
Ma in questo momento non sembrava troppo timoroso di "cacciarsi nelle complicazioni". S'accorse che stava ammirando il corpo delizioso di Minna. Pensava: "Sarebbe giusto che rendessi a Fran pan per focaccia." Distolse lo sguardo da Minna, brontolando: "Oh, credo che tutti i mariti, in tutti i paesi, siano ugualmente egoisti; dipende dal modo con cui lo manifestano". Aveva distolto gli occhi, ma essi tornavano irresistibilmente verso di lei, ed aveva voglia di prenderle una mano.
Oh, diceva lei, voi non sareste egoista!
Ma s, lo sono anch'io!
No! Vi conosco meglio di quanto non crediate! Gli uomini alti, terribilmente forti come voi, sono sempre buoni e garbati!
Hm! Vorrei che ne aveste conosciuto qualcuno, di questi individui garbati, buoni e forti, a Harvard e a Princeton, quando mi si sedevano sul petto durante una partita di football!
Oh, nello sport  una cosa diversa. Ma con le donne... sono certa che siete pieno di garbo. Ma coraggioso. Andate molto a caccia? E fate il camping, e tutte quelle cose divertenti, nella vostra immensa America selvaggia?
Beh, s, una volta. Al Canada, una volta, ho fatto un lungo viaggio in canoe.
Davvero? Raccontatemi...
Nessuno, dacch aveva lasciato Zenith, gli aveva dimostrato un interesse cos commovente. Ora non distoglieva pi gli occhi dai grandi occhi di lei, lusinghevoli, che sembravano divorarlo mentre egli s'affaticava a dire:
Beh, nulla di straordinario. Eravamo io e un mio amico. Abbiamo percorso circa mille miglia, con sessantaquattro trasporti a piedi, e gli ultimi cinque giorni abbiamo vissuto di t, senza zucchero n latte condensato, e di pesce; e poi, la nostra tenda ha preso fuoco, e quando pioveva dormivamo sotto la barca. S,  stato un viaggetto divertente. Hm! Non mi spiacerebbe ritentarlo.
E perch non lo fate? Perch non lo fate? Dovevate essere straordinario, in quei luoghi selvaggi.
Oh, Fran... la signora Dodsworth, non ha nessuna passione per quei divertimenti l.
Come? Divertimenti?
S, sapete... E fece un vasto gesto circolare. Andare in giro. Viaggiare.
Ah s. Non le piace, dunque? Oh, a me piacerebbe tanto.
Davvero? Mi piacerebbe portarvi in un camping.
S, s, portatemi! Ella gli afferr una manica, glie la tir agitata. Non ditelo soltanto per scherzo! Facciamolo!
Ed egli era certo che l'avrebbe potuto fare, e pi certo era che tra Fran e Kurt, per quanto innocentemente guardassero le fotografie nel loro angolo, si andava tessendo una ragnatela di affetti. Si sentiva indifeso, irritato, e quell'irritazione soffoc la nascente simpatia per Minna von Escher. No! non avrebbe incoraggiato Fran col fornirle un cattivo esempio!
Per un momento, mentre Minna vantava il suo coraggio e il suo spirito d'iniziativa durante un viaggio nel mare del Nord, Sam soffoc i suoi sospetti. Poi, vide Fran arrossire a una frase di Kurt, detta a voce troppo bassa perch potesse capirla, vide lo sguardo di lei affiso in quello di lui, e d'un tratto la sua collera si risvegli.
S, dev'esser stato un bel viaggio, mormor volgendosi a Minna. Ho fatto poche crociere, io... Ma Dio mio, si fa tardi!
E lanci a Fran un: Fran! Sai che ore sono? Quasi l'una!
Ebbene? E con ci?
Beh... Dico che  tardi. Dobbiamo andare a visitare Brandenburg, domani mattina.
Ma non c' nessun bisogno di andar proprio domani! Dio mio! Non siamo mica una carovana Cook!
Beh... Ma Kurt dovr andare in ufficio...
Oh no-o! supplic Kurt. Non fa nulla. Mi fate dispiacere, se ve ne andate gi cos presto!
Naturalmente, se tu insisti... disse Fran.
Ella pareva indispettita. Kurt li guardava con un'aria infelice, come se si domandasse cosa si poteva fare per rappacificarli.
No, no! Dicevo soltanto, perch avevo paura che tu ti stancassi. E la signora von Escher si  quasi addormentata, gracchi Sam, tutto gioviale. Tutti risero, tutti parvero sollevati, e tutti dissero che certo era molto meglio restarsene cos tra amici, proprio in famiglia, dopo che gli altri se n'erano andati.
Ma Sam aveva avvelenato la loro gioia. Ritornarono pi padroni di s e si misero a parlar di musica. Minna von Escher, punto soddisfatta della freddezza di Sam, manifestava sbadigliando il suo desiderio di andare a casa, e in men d'un quarto d'ora la riunione si sciolse, tra effusive dichiarazioni di aver passato una serata deliziosa.
Cos fu che nel taxi, dopo aver accompagnato Minna a casa sua, purtroppo assai fuori mano, Sam e Fran ripresero la battaglia.
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Capitolo 24.
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Dopo che Fran ebbe gridato a Minna von Escher: "Buona notte!  stata una bella serata. A rivederci presto" rimase in silenzio per un minuto, e fu un minuto di sessanta mila secondi, ognuno dei quali era greve di collera, come il minuto che precede lo scoppio del tuono, in una prateria dove anche l'erba sembra verde dal terrore. Sam aspettava, cercando entro di s qualcosa a cui pensare.
Ella parl, come una maestra che ha sopportato abbastanza, ma che cerca tuttavia di dominarsi:
Sam, Dio sa che io sono poco esigente in fatto di galateo mondano; ma credo di avere il diritto di pretendere che tu non sia egoista al punto di guastar la serata non soltanto a me, ma a tutti quanti! Non vedo proprio la ragione per cui tu debba poi sempre e ovunque esigere che ognuno faccia quello che vuoi tu!
Ma non ho...
Eravamo tutti quanti cos contenti, seduti l a chiacchierare allegramente. E non mi pare che tu fossi poi cos negletto: certamente, quella faccia da bulldog della von Escher si stava profondendo in ammirazione dinanzi a te e alle tue prodezze da pioniere in modo abbastanza ripugnante, e tu l'hai mandata gi! E non era poi tanto tardi; ma mi pare che non ti deciderai mai a imparare che Berlino e Parigi non sono esattamente la stessa cosa di Zenith, e che accade qualche volta che la gente rimanga alzata dopo le dieci di sera! Il conte Obersdorf mi stava parlando della sua famiglia dicendo cose straordinariamente interessanti, ed ecco che tutto in un momento ti viene sonno e, bang! Il grande Samuele Dodsworth ha sonno! Il grande industriale vuole andare a casa! Tutti quanti debbono scappar via al pi presto! Nessun altro merita un po' di riguardo! Il grande Io ha parlato!
Fran! Non ho voglia di perder le staffe, n di darti la soddisfazione di una lite, stasera... Almeno, cos spero!
Su, via! Perdi pure le staffe! Non sarebbe poi una novit cos spiacevole e sensazionale, per me! Ci sono abituata, ormai!
Non dir bugie! Non mi hai mai visto in collera per davvero! L'ultimo individuo cui  accaduta una cosa simile... beh, ho dovuto pagar le spese d'ospedale!
Oh! Il grande eroe, che si vanta di romper la testa alla gente! Che ha tutte le belle virt di un facchino ubbriaco!
Questo oltrepassa un tantino la questione, Fran. Non mi vantavo; deploravo soltanto. Senti, cara; adesso che ti sei sfogata, non potresti ragionare un momento?
Intanto erano giunti all'Adlon; salutarono il portiere come se fossero d'ottimo umore, attraversarono l'atrio di marmo, (bella coppia, di gente solida, dignitosa), salirono tranquillamente nell'ascensore, e ricominciarono:
Fran, veniamo al fatto. Finora abbiamo viaggiato senza alcun progetto stabilito, ed  appunto dei progetti che vorrei parlare... Pu darsi che tu avessi ragione, stasera. Non volevo fare il brontolone, quando ho azzardato l'idea di tornare a casa, e se l'ho fatto, ti chiedo scusa.
Non fa nulla. In fondo, forse  stato meglio cos. Ho un leggero mal di capo, per tutto quel fumo in una stanza cos ristretta... Preferirei che non portassi sempre con te i tuoi sigari: il fumo ti d un'aria cos pretensiosa! Ma non parliamo di progetti proprio stasera. Dio mio, se non vedevi l'ora di venir via per andare a letto, non ti pare che sia troppo star su met della notte a far progetti di viaggio, quando...
Ma una volta che mi sento disposto!
Ma non sono disposta io! Mio caro, che fretta c'?
Finiremo per non farne nulla, cos come non ne abbiamo mai fatto nulla, se rimandiamo ancora la cosa a domani.
E cosa importa?
Moltissimo! Per Dio, una volta tanto il testardo sar io!
Una volta tanto! Oh, Sam, come se tu non lo fossi gi abbastanza!
Benissimo. Sia come tu vuoi. Se sono sempre testardo, allora non ti stupirai...
E senti: ti prego di non gridare!
Non grido affatto! Fran, ti prego, finiscila di giocare al gatto e al topo con me. Ascoltami. Comincia a esser tempo di tornarcene a casa nostra; mi piace molto von Obersdorf, ma quello appartiene a un genere di persone che son sempre circondate da un sacco di conoscenze, e se noi restiamo qui, finiremo per trovarci trascinati in una tal rete di amicizie che non ce ne andremo pi via per delle settimane.
E che cosa c' di male? Non  proprio quello che vogliamo? Non val la pena di conoscere a fondo almeno una citt europea? Del resto, Kurt non ha niente a che vedere. Sono i miei cugini che contano, i Biedner.
Ma  Kurt che conta! Un ragazzo simpaticissimo, ma non  soddisfatto se non vede la gente sempre in festa intorno a lui, se non ti vede ogni giorno, e siccome tu gli piaci in modo speciale...
Sam vuoi insinuare che lui e io... Oh, questo poi  troppo! Soltanto perch ho dimostrato la mia simpatia a un uomo, al di fuori della tua sacrosanta persona, vedo che non rinuncerai al piacere di gettarmelo eternamente in faccia, e di fare le peggiori insinuazioni su di me, per aver scambiato con lui quattro parole gentili.
Fran, per amor di Dio, finiscila di recitar la commedia!
E tu, per amor di Dio, finiscila di bestemmiare! Oh, non so davvero che cosa ti sia preso! Qualche anno fa, qualche mese fa, appena, non ti sarebbe mai saltato in mente di parlarmi come fai ora! E ogni giorno diventi peggio. Tu non ti figuri nemmeno da lontano il linguaggio che adoperi!
Finiscila di recitare! So benissimo che finora tu e quell'Obersdorf siete stati innocenti come bambini. Ma so che potrebbe anche piacerti al punto...
Sciocchezze! Tutto si riduce al cordiale interesse che in Europa un signore e una signora si dimostrano a vicenda. Proprio quello che andavo dicendo stasera! In America il maschio  assolutamente incapace di figurarsi che una donna possa essere una simpatica compagnia all'ora del t. Oh, se non fossi stata troppo educata, se non avessi voluto esser generosa verso di te, avrei potuto dir loro ben altro su mogli e mariti americani! Voialtri non pensate alle donne se non come a delle eventuali amanti, o a delle donne troppo brutte per interessarvi. Mentre Kurt, invece... "Innocenti come bambini"! Certo, cos siamo stati, e cos seguiteremo.
Lo spero bene! Se non altro, per la buona ragione che non intendo tollerare un'altra faccenda come quella di Arnold Israel!
Fran non prese fuoco, come egli si aspettava. Rimase muta, guardandolo con occhi pieni di rimprovero, che gi si riempivano di lagrime. D'un tratto era diventata giovane e inerme e compassionevole, e lentamente disse:
Oh Sam, non  bello da parte tua! Io non mi ricordo mai le cose, per poi gettartele in faccia, come fai tu con me. Tu non hai mai capito la storia con Arnold. Quando tu eri in collera per causa sua, io non mi sono difesa. Egli rappresentava l'avventura, forse la mia ultima, certamente la mia prima! Tu sei stato sempre tanto buono; ti ho ammirato, rispettato; ma sei sempre stato cos prudente, cos quadrato, mentre invece Arnold rappresentava il pericolo e l'agitazione e la follia e... Per una volta tanto nella mia vita, mi sono abbandonata al pericolo! E ho persino scoperto che avevo una certa disposizione per esso! E poi, per te, ho lasciato tutto; obbediente, ho acconsentito a seguirti da un albergo all'altro, dove volevi tu. Arnold ha continuato a scrivermi, e io gli ho appena risposto, e ora, naturalmente, l'ho perso per sempre, per amor tuo! E adesso tu mi insulti per causa di lui! Oh, Sam, non sei stato generoso!
Ella pianse un poco, raggomitolata in un'ampia poltrona, la testa appoggiata sullo schienale.
Sam sentiva che c'era qualcosa che non andava, qualcosa di volutamente drammatico in quella versione, ma la sua tenerezza per lei vinse la rabbia d'esser stato ingannato. Le accarezz i capelli; e con un tono affettuoso e pieno d'intimit, quale da tempo non usava, disse:
Sono stato un animale. Perdonami. E poi, sapevo benissimo che la tua amicizia per Kurt  una cosa affatto diversa. Sentiva una voce interna, che diceva irascibile: "Non  vero, e tu lo sai, stupido!"; ma continu su quel tono, attirando a s una leggera seggiola dorata, ridicola per la sua mole, e sedendosi accanto a Fran, mentre le teneva una mano:
Fran, voglio andare a casa e mettermi al lavoro. Sono un uomo naturalmente attivo, io. Quest'ozio mi  diventato insopportabile. E non ho pi voglia di fabbricare automobili. Fino a un certo punto sono anch'io del tuo avviso, per quanto hai detto sull'America industrializzata, stasera. Ecco, io vorrei... Oh, certamente  una cosa per cui ci vogliono delle nozioni tecniche; dovremo usare sistemi moderni di produzione e di vendita e di pubblicit, se vogliamo far fronte alla concorrenza. Ma sarebbe una specie di impresa personale, almeno, cos spero, e una cosa destinata a durare...  un progetto al quale penso ormai da nove o dieci mesi, ma non te ne ho parlato affatto, perch volevo esserne ben certo. E per una volta tanto, sarebbe una cosa alla quale potresti partecipare anche tu...
Di colpo ella si alz a sedere, gli occhi asciutti, e domand: Oh! Dimmi! Non far un discorso lungo! Scusa se sono cos sgarbata, caro, ma tu ci metti tanto tempo...
 perch voglio veder le cose chiare, specialmente per me... Non ho mai avuto la pretesa d'aver lo scilinguagnolo sciolto!
In realt, hai il pensiero pronto, una volta che ti sei reso conto dei fatti, ma hai sempre paura... M'immagino che ci risalga ai tempi d'universit, quando t'eri messo in capo di dover far la parte dell'Eroe Silenzioso. Hai una certa idea, tutta puerile (oh, ti conosco tanto meglio di quanto non ti conosca tu) hai l'idea che per un uomo solido e forte come te sia un po' ridicolo parlar rapidamente, ed  una cosa che ti ha sempre fatto soffrire...
Non ci allontaniamo dal nostro tema. Lasciami finire. Come ti dicevo, questo  un progetto al quale tu potrai lavorare tanto quanto me, e che probabilmente sarebbe per te un piacere, forse pi che per me. Ecco la mia idea.
E in modo piuttosto affastellato, interrompendosi di frequente, egli tracci le linee essenziali di un'impresa come quella di Sans Souci Gardens, ma in meglio.
Aveva appena finito, allorch Fran irruppe con un brusco: Oh, ma  una cosa assolutamente impossibile!
Perch?
Tu non hai gusto per quel genere di cose l: architettura d'abitazioni, decorazione, e cos via. Vediamo, Sam, scommetto che non sai nemmeno dirmi di che colore erano le cortine che avevamo nel salotto, a casa!
Erano... beh, mi pare... fammi pensare. Erano d'un rosso pallido.
Era un giallo pallido, con tanto poco rosso, che quasi non si vedeva. Caro, comprendo che un nuovo affare di quel genere debba attrarti, ma per te...
Beh, sono stato io a occuparmi personalmente della scelta del colore e delle tappezzerie per la carrozzeria della Revelation, durante questi ultimi cinque anni, e mi pare che, in genere, incontrassero molto...
Non eri tu a farlo, in realt. Ti servivi di quel farabutto di Willy Dutberry, quello del reparto disegnatori.
In ogni modo, ero stato io a scoprire Willy, o non  cos? E avevo avuto il buon naso di seguire le sue idee, non  forse vero? anche se portava le basette, e la cravatta rosa! E ora, per la mia impresa, penser a trovare... Diavolo, Fran, ho sempre saputo scegliere i miei uomini. Non pretendo mica di intendermi a fondo di tutto, nemmeno per quel che riguarda le automobili. E poi, non ce n' bisogno. Ma so...
Ma c' pure un'altra cosa, Sam. Mi piace che tu voglia creare qualcosa di personale, di duraturo. Ma una citt giardino americana... Puah! Un ammasso sconclusionato di brutte case da esposizione internazionale, con delle strade dai nomi pretensiosi...
Appunto bisogna crearne una che non sia pretensiosa n sconclusionata! La gente deve pur trovare un luogo dove abitare! E mi affiderei molto a te, per tanti consigli, sul buon gusto e...
 molto lusinghiero per me, quello che dici, caro, ma io non ho certo intenzione, o almeno, finch non sia molto pi vecchia, di passar giorno e notte a cercar di contentare un massa di orribili pescicani, che vogliono dei castelli della Turenna con la ghiacciaia elettrica, e tutto a credito, per di pi!
Durarono un'ora a discutere. Fran aveva abbandonato la sua parte di Duse, e ora si mostrava alternativamente eterea e pietosamente materna. Sam sentiva che non era riuscito a esporre chiaramente il suo progetto, ma ella bloccava ogni ulteriore suo sforzo per spiegarlo, e cos andarono a letto alle tre, senza nulla di esplicito, se non che, mentre da un lato Fran avrebbe accondisceso ad andare a casa con lui, in un'epoca imprecisa, tra quattro o cinque o sei mesi, dall'altro si sarebbe guardata bene dall'aiutarlo "a riprodurre in cemento dei castelli di pietra, e in linoleum delle case di mattoni": e con ci faceva appello alle sue convinzioni artistiche.
Rimuginando l'intera discussione, mentre giaceva a occhi aperti, Sam non arrivava a rendersi conto del perch, ancora una volta, i suoi tentativi di ricondurla a casa fossero andati a vuoto.
"Ed essa dice che sono un tiranno. Beh, come tiranno, sono della forza di mezzo H.P. a due kilometri l'ora," sospir addormentandosi.
Sogn che Fran era caduta da una rupe e giaceva morta ai suoi piedi; e Minna von Escher giungeva e gli faceva mille moine tentatrici. Si svegli, sentendosi colpevole, poi si rallegr, lieto che fosse solamente un sogno. Nella luce incerta dell'aurora si alz a sedere per guardare Fran: celata sotto le lenzuola sino al nasetto, aveva un aspetto cos infantile, che egli non riusc a figurarsi alcun mezzo per liberarsi dalle sue male arti.
Pranzi con Kurt da Hiller, da Borchardt, da Peltzer, al Bristol e al Kaiserhof, e in luoghi pi modesti, come Siechen e alla birreria Pschrr. Pranzi sulla terrazza del Winter Garten, ascoltando un'operetta. Pranzi in ristoranti all'aperto, intorno al Tiergarten, allorch le giornate si facevan pi calde, e la birra pareva pi rinfrescante. Una gita in automobile, in campagna, da un amico di Kurt, ove trascorsero tutto un bel pomeriggio di domenica a oziare nel giardino e a nuotare nella Havel.
Ma il ritornello era: sempre con Kurt.
E Kurt, per quanto volesse bene a Sam, e lo ammirasse, pure s'era fatto il concetto che Sam e Fran, come tante altre coppie americane che aveva viste litigare, dentro e fuori della sua International Tourist Agency, erano sul punto di separarsi. E per lui, per il viennese abituato a tempestose scorribande, dalle aspre montagne e dalle grige pianure verso il Nord e verso l'Est, quell'Americana fredda e ardente era pi esotica ed eccitante d'una russa, d'una croata o d'una zingara... E aveva una rendita personale tutt'altro che disprezzabile... E, in verit, non c'era ragione ch'egli non fosse presente, allorch fosse giunto il momento della rottura; n che a Fran fosse negato il privilegio di restaurare le vecchie mura della casa degli Obersdorf.
Tali, almeno, erano le riflessioni che Sam attribuiva a Kurt, e gli pareva di non esser lontano dalla verit.
Ci volle del bello e del buono perch Sam finisse ad ammettere che lui, col cervello d'un organizzatore e il corpo d'un facchino di porto, non sapeva n costringere n persuadere quella sua sottile mogliettina a esser ragionevole, ogni volta che ella si lasciava trascinare dal suo romanticismo. Avanzava l'ipotesi di esser tanto superiore a lui, ed egli doveva accompagnarla dovunque essa ne avesse voglia, oppure rimanersene l, muto spettatore, mentre ella guardava Kurt estasiata.
Sam mise in opera tutti i sistemi conosciuti per forzare la sua volont. Si ripeterono le meschine e manifeste querimonie della prima sera, dopo la cena da Kurt. Egli insisteva perch Fran "tornasse in America, e subito!". Ma che cosa poteva mai fare quando ella gli rammentava che possedeva un suo patrimonio privato, e quando asseriva (e ne era realmente convinta) di poter sempre, al caso, guadagnarsi la vita?
Di pi, che cosa poteva fare, quando, dopo una notte d'insonnia trascorsa ad argomentar la sua giusta collera, svegliatisi in un mattino radioso di sole, dopo una passeggiata lungo il canale e un buon pranzo, e una gita a Wannsee, al ritorno, mentre guardavano il sole tramontar sul Tiergarten, Fran, d'un tratto, si fermava, lo prendeva per la manica, e diceva gravemente: Oh, Sam, caro, lascia che ti ringrazi per tutti questi bei luoghi che mi conduci a vedere! Sono cos senza testa, cos sciocchina, che spesso non te ne parlo nemmeno, ma non credere che dentro di me...
E gli occhi le si inumidivano.
...non credere ch'io non ti sia profondamente grata. Venezia! Roma! Parigi! E ora, questo tramonto cos pieno di pace. Grazie caro... E grazie per non essere un marito geloso come un turco, un marito che capisce come io possa esser vivace e gentile con dei buoni amici simpatici come Kurt, senza esser per questo una sgualdrina!
Che poteva mai fare? Che cosa, se non mormorare: "Mi son ricordato di dirti che ti adoro?"
E non poteva nemmeno prendersela con Kurt von Obersdorf, poich Kurt (dopo molto dubitare, Sam se ne convinse) aveva altrettanta simpatia per lui, quanta per Fran; poich Kurt sembrava premuroso di rappacificarli, anche se ci gli avesse costato la probabilit di perder i favori e il patrimonio di Fran.
La solitudine dei Dodsworth a Berlino, la tendenza di Kurt di gettarsi a testa bassa nelle amicizie, e la passione di Fran per gli splendori, sia pure offuscati, d'una corona comitale, fecero s che i tre divennero una famiglia, e come membro di essa Kurt faceva ogni sforzo per calmarli. Egli era singolarmente imparziale; con tutta la sua irruenza, era un ottimo arbitro. Ogni volta che Fran criticava suo marito per la sua incapacit d'imparare altre parole tedesche, fuorch "Zweimal Dunkles", Kurt intercedeva: Oh, non siate di cattivo umore! Non  gentile da parte vostra! E quando Sam brontolava che non intendeva di starsene seduto a vederla ballare fino alle due di notte, Kurt lo persuadeva:
Ma dovreste essere felice di vederla cos contenta! Scusatemi! Ma  cos bella, quando  contenta! Ed  una creatura tanto delicata! Cose e sentimenti a cui noi non siamo sensibili la gettano addirittura a terra.
Kurt diceva, e pareva sincero, che si sentiva tanto solo a Berlino che, per quanto non desiderasse essere un intruso, sarebbe stato un piacere immenso per lui potersi divertire coi Dodsworth ogni giorno, finch essi rimanevano a Berlino... E malgrado la sua relativa povert, egli pagava puntualmente la sua parte nei conti.
Sarebbe tanto pi facile, se non fosse cos maledettamente franco e onesto! sospirava Sam.
Egli non aveva prove, di nessun genere, che tra Fran e Kurt ci fosse altro che un'affezione rispettosa.
Una o due volte, come il giorno in cui il rappresentante berlinese della Revelation venne a trovare Sam e lo condusse a pranzo al Club Americano, Kurt e Fran rimasero soli insieme. Un'altra volta egli trascorse una serata a chiacchierare nel bar dell'Adlon, mentre i due, da bravi amatori, erano andati all'Opera. Dopo simili escursioni, Fran aveva un aspetto roseo e soddisfatto.
A Londra, grazie alle attenzioni di A. B. Hurd, Sam aveva mantenuto un poco del suo prestigio d'industriale. Ma da allora in poi, progressivamente, aveva finito per non essere altro che il marito della bella signora Dodsworth. Vedeva ch'era cos, per quanto non riuscisse esattamente a capire come fosse accaduto. A Berlino, sentiva che nessuno lo considerava se non come l'assistente di Fran, anche dopo lo sfortunato incidente di Herr Doktor Johann Joseph Blumenbach.
Il biglietto da visita di Herr Blumenbach era stato recato a Sam mentre egli si stava vestendo per la cena. Non so chi sia. Pure, un nome che non m' nuovo. Probabilmente un amico di lei... pens Sam, e brontol al ragazzo: Fate salire!
Mentre avvertiva Fran, che stava cucendo una buccola al vestito da sera in camera da letto, ella protest che non conosceva nessun Blumenbach. Lo segu nel salotto, arricciando il naso. Herr Doktor Johann Joseph Blumenbach era un uomo tozzo, dal cranio tondo, rapato, dal naso a patata, costellato di vecchie e ridicole decorazioni.
Scusate se mi sono preso la libert di visitarvi, Herr Dodsworth, egli barbugli, e scusate il mio cattivo inglese, prego, credo di parlare molto male in inglese. Ma ho certi piccoli interessi in una fabbrica d'automobili, e ho molto letto nelle riviste, e ho anche un cugino che abita in America, a St. Louis, ho molto udito dei vostri disegni slanciati di carrozzeria. E sarei molto onorato se Frau Dodsworth e voi voleste venire a fare una visita alle nostre fabbriche.
Molto soavemente Fran liquid Herr Blumenbach: Siete molto gentile, Herr Uh... ma partiamo fra pochi giorni, e temo che avremo moltissimo da fare sino ad allora. Ci scuserete, spero.
Quegli la guard e parve decisamente contrariato: starnut, Oh, grazie moltissimo, e scomparve, comico e frettoloso.
Che coraggio! Probabilmente, sperava di farti cacciare un po' di denaro, per qualche faccenda equivoca, osserv placidamente, mentre Sam la sospingeva verso la sua importante occupazione di cucire la buccola. Che uomo orribile! E a te, ti ci sarebbe voluto un'ora per levartelo d'attorno!
Quando giunse, per andare a cena insieme, l'inevitabile Kurt, Sam s'inform: Avete mai sentito parlar d'un certo Blumenbach, Johann Blumenbach, o un nome simile, qualcuno che ha a che fare con le automobili?
Ma certamente! rispose Kurt.
Un uomo orribile, butt l Fran.
Oh! Tutt'altro!  una persona molto importante! Uno spirito molto moderno. Ed  uno dei due o tre uomini che tengono in mano l'industria automobilistica in Germania. Ha il controllo delle fabbriche Mars: se non sbaglio, la Mars  una delle migliori vetture europee...
Oh!  per questo che il nome non m'era nuovo, mormor Sam.
...e sarei ben lieto se faceste la sua conoscenza. Vi farebbe conoscere tutta l'industria automobilistica tedesca. Ma non ho il piacere di conoscerlo personalmente. L'ho soltanto incontrato una volta, in una Gesellschaft.
Sbrighiamoci, disse Fran.
E Sam non disse nulla.
Parecchie volte pens che se avesse telefonato a Herr Doktor Blumenbach, egli sarebbe stato ricevuto e accettato a Berlino come il Samuel Dodsworth d'altri tempi o, forse, sarebbe ritornato quel Samuel Dodsworth.
Ma non ne fece nulla.
Ci furono delle spedizioni in comune con la baronessa Volinsky e Minna von Escher; fino a che Kurt fu ferito nel profondo dell'anima, cosa che gli accadeva spesso, e in modo assai commovente, nel vedere che, per quanto s'affannasse a vantare i meriti della piccola graziosa baronessa, non arriverebbe mai a far s che Fran la prendesse in grazia. Neppure riusc mai a capire perch Sam e Minna non se la intendessero, e, offeso, abbandon la partita.
Frau von Escher rammemorava a Sam che c'erano delle donne che non lo trovavano poi tanto goffo e freddo, ed egli voleva sfuggire a quel pensiero. Si figurava benissimo quali sarebbero state le fasi di una caduta nei recessi d'una piacevole passione. Giungeva persino a considerare, dubbioso, se non fosse soltanto la sua pigrizia sentimentale o la paura di "mettersi nei pasticci" piuttosto che il senso morale, che l'aveva serbato "puro". Era forse perch desiderava baciare la larga bocca ironica di Minna che si mostrava gelido verso di lei e la contraddiceva in tutto e per tutto... offrendo cos a Fran l'occasione di constatare ch'egli era sgarbato, e che soltanto la sua buona volont, per tanti anni, era riuscita a far di lui un uomo socievole?
"Al diavolo!" si disse Sam, stanco, e per quanto si sforzasse a cercare, non poteva trovare un modo pi adeguato a esprimere i suoi sentimenti.
Cos egli brancolava a tentoni tra la nebbia, e non trovava un sentiero, n vicino n lontano. Lontano, udiva la voce di minacciose acque, e senza posa incespicava su invisibili radici, in un torpore assai pi irreale di qualsiasi sogno.
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Capitolo 25.
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La mattinata si annunciava singolarmente incolore. Sam non vedeva avanti a s altro che un vago pranzo con Kurt e un amico viennese di costui, e siccome Kurt non aveva detto nulla di pi entusiastico, a proposito del suo amico, se non che era "un ottimo ragazzo, e parla sette lingue ed  cos spiritoso", Sam sapeva che l'amico non sarebbe stato un gran che. Per il pomeriggio era in progetto una visita alla mostra delle sculture di Kolbe, da Cassirer, e a quella degli impressionisti francese alla Galleria Tannhuser, e Sam sperava (senza troppo ottimismo) di trascinare Fran a Charlottenburg per visitare delle officine e delle case operaie... A Fran piaceva discutere su ci ch'ella chiamava le Classi Operaie, con tutti meno che coi membri di dette Classi Operaie.
Gironzolava nel salotto del loro appartamento d'albergo, piuttosto trasandato, in veste da camera, con le vecchie pantofole che Fran si riprometteva sempre di sostituire con altre pi eleganti, senza poi farlo. Quand'ebbe finito di leggere l'edizione di Parigi dei giornali americani, commentando ad alta voce il fatto che Mr. T. Q. Obelisk di Zenith era sbarcato in Europa e si disponeva a tre settimane di dissipata vita parigina, non gli rimase altro da fare. Pens a rispondere all'ultima lettera di Henry Hazzard. Ma, fulmini del cielo, non c'era niente di nuovo... Pens a bere qualcosa, e rispose a se stesso ch'era troppo presto. Pens ad andare a passeggio, ma... oh, la citt l'aveva gi percorsa in lungo e in largo.
Gir un poco qua e l, attraverso il salotto, guard gli avvisi delle agenzie di viaggio per Giava... il Capo Nord... Rio de Janeiro...
And a dare un'occhiata nella camera da letto. Fran, in camicia da notte, con una vaporosa giacca di maglia di lana rosea, era tuttora a letto, ma al disopra del suo cioccolato faceva furibondi tentativi di leggere, con l'aiuto del dizionario, della sua fantasia e di parecchie lacune, la Vossische Zeitung e il Tageblatt. Egli guard con ammirazione quello sfoggio di scienza, disse che la giornata sarebbe stata magnifica, e torn nel salotto, a rimirare dall'alto la Pariser Platz e desiderar d'essere a casa.
Bussarono; ed egli disse con indifferenza "Avanti!". Si attendeva il cameriere che venisse a sparecchiare: era invece un garzone d'albergo con un cablogramma.
Sam attese un po' di tempo, prima d'aprirlo. Si compiaceva di pensare che anche a Berlino, dove era un uomo insignificante, era pur sempre un uomo di quelli che ricevono dei cablogrammi. Poi lesse:
"felicitateci nascita maschietto nove libbre stop emily benissimo applausi stop vostro primo nipotino harry mac kee."
Sam era raggiante. Non era un uomo finito, dopo tutto: ecco qualcosa di lui che rivivrebbe, con quella nuova esistenza! E ora, per Giove, Fran non si rifiuterebbe pi di tornare a casa! Chiss com'era felice Emily! Come sentiva di volerle bene! Ora prenderebbero il primo piroscafo, e andrebbero a vedere il beb, Emily, Harry, Brent, Tub, Henry Hazzard... Tra due settimane al pi tardi.
Entr a passo di parata nella stanza da letto, cercando di darsi un contegno, di non apparir commosso mentre diceva: Fran, c' un piccolo cablogramma da Zenith...
Seccamente: S? Nessuna noia?
Oh, Fran! Si avvicin per baciarla, sdegnando l'impazienza di lei. Eccoci nonno e nonna! E quegli accidenti, che non ci hanno fatto sapere che aspettavano un erede! Probabilmente, non volevano che c'inquietassimo! Emily ha un figlio! Nove libbre!
E come...?
Sta benissimo, a quanto pare. Cos dice Harry. Nello sguardo vivo, lieto di lei egli si sent pi al sicuro, pi veramente marito, come da settimane non si sentiva. Dio mio, speriamo che il telefono transatlantico funzioni anche qui, come a Londra. Si potrebbe telefonare loro, dovesse costare cento dollari al minuto! Pensa che bellezza, sentir la voce di Emily! Ora ti dir quello che faccio! Vado a telefonare a Kurt Obersdorf e dirgli che abbiamo un nipotino. Ho bisogno di gridare.
Fran si contrasse in volto. Aspetta!
Sono felicissima. Certo! Cara Emily! Come sar felice! Ma Sam, non capisci che Kurt... oh, non voglio dire Kurt particolarmente, certo; ma tutti i nostri amici d'Europa... Mi vedono tutti cos giovane! Giovane! E lo sono, oh, se lo sono! E se sapessero che sono nonna, Dio mio! Nonna! Oh, Sam, non comprendi?  orribile!  la fine, per me... Per piacere, ti prego, ti prego, cerca di capirmi! Pensa! Ero tanto giovane, quando mi sono sposata! E non sarebbe giusto, ch'io fossi gi nonna adesso, quando non ho nemmeno quarant'anni. Rapidamente, Sam calcol i quarantatre anni di Fran. Una nonna! La cuffia di merletto, e il lavoro di maglia e i reumatismi! Ti prego, comprendimi! Non  che io non ne sia felice, per Emily soprattutto, ma... anch'io ho la mia vita! Non devi dirlo a Kurt! Mai!
Allora, egli comprese, anche troppo.
Si sentiva troppo colpito per osar di mostrare la sua collera. S, capisco quello che vuoi dire. S, io... Beh, vado a mandare un cablogramma a Emily e a Harry.
Quella sera stessa, prima di andar fuori a cena con Kurt, egli not la nuova abitudine di lei, di profumare il dorso della mano destra; e rifletteva: "Chiss se lo fa perch lui le bacia la mano? Chiss? Inutile domandarmelo; lo so!".
Vide inoltre che si profumava anche l'interno del braccio, fino al gomito, e ne prov un lieve disgusto, mentre andava nel salotto, dove cerc di distrarsi con la lettura della lista dei Viaggi Circolari in Inghilterra e in Francia, nella Guida dei Viaggi in Europa dell'American Expresss Company; e intanto aspettava che Fran finisse di vestirsi. Ma la lettura non assorbiva la sua attenzione. Si guard intorno. C'erano delle rose, mandate da Kurt. C'era il libro di Feuchtwanger, Sss l'ebreo, mandato da Kurt.
Ed ecco Kurt in persona, che picchiava alla porta, ed entrava allegro, rumoroso: La vostra signora moglie  di nuovo in ritardo? Sam, vi ho portato una scatola di veri sigari Avana, di contrabbando! Oh, ecco le mie rose! Sono contento. Sam, se sapeste come vi  riconoscente questo povero solitario (per un Wiener come me, Berlino  una citt straniera come per voi) cos riconoscente che Fran e voi lo tolleriate, finch siete qui! Siete cos buoni!... Fran! Non siete ancora pronta? Non fate aspettare i vostri poveri bambini! Se fossi Sam vi picchierei! Il mio amico ci aspetta nell'atrio, probabilmente!
Eccomi, Kurt! gorgheggi Fran come un'allodola.
E Kurt le baci il dorso della mano. E Sam Dodsworth non disse nulla.
Ma fu nel bar, mentre prendevano dei cocktails in attesa dell'amico di Kurt, che il nuovo e quasi onestamente analitico Sam Dodsworth si sorprese in un'attitudine pi umiliante e debilitante di qualsiasi altra in cui si fosse mai trovato nel loro appartamento. Un Americano, rappresentante d'automobili, che Sam aveva conosciuto al pranzo del Club Americano, si ferm dinanzi al loro tavolino per salutare, e Sam sorprese in s un certo senso di orgoglio mentre diceva: Mr. Ashley, non credo che conosciate mia moglie. E permettete che vi presenti il conte Obersdorf.
Lieto di fare la vostra conoscenza, conte, disse il rappresentante, dopo aver baciato la mano di Fran secondo le regole ch'egli stimava del galateo europeo.
Sam si fece l'esame di coscienza: "Vediamo, Sambo. Ti sei sentito lusingato di poter presentare un conte? Via, un impiegato d'un'agenzia turistica! Tra poco vorrai ridurti anche tu come uno di quei rammolliti senza dignit che si vanno vantando che la loro moglie  l'amante di un conte? No, non dico di esser gi a questo punto! Non ancora! Ma c' qualcosa che non funziona nel mio cervello. Che cosa diavolo c' che mi disturba? Non capisco pi nulla. Emily, il mio tesoro, ha un bambino! E Fran non vuole..."
Freddamente, prosaicamente, interruppe Kurt per domandare a Fran: Di' un po', ti ricordi quella giovane sposa della quale t'ho parlato: mia cugina, che ha avuto un beb? Non saresti contenta di tornare in America e di andarla a vedere?
Oh, con molto piacere. Ma non credo che la vedremo prima dell'autunno prossimo, rispose placidamente Fran.
Ecco il mio amico. Che simpaticone! annunziava, frattanto, Kurt.
Tre sere pi tardi arriv un secondo messaggio da Zenith. Era una lettera che fu consegnata a Sam nell'atrio dell'albergo mentre uscivano per cenare con Kurt.
 del vecchio Tub! esclam Sam, e se la mise in tasca. Quando furono a tavola, domand: Permettete che dia un'occhiata alla mia lettera?
Con la sua calligrafia scolastica, Tub scriveva:
"Come stai tu? E tutte le belle donne d'Europa? Non avrai pi oltre la soddisfazione di tenerle tutte per te. Matey ed io abbiamo infine pensato che era tempo di venire a dare una capatina in quel vecchio paese, nonch a bere un buon bicchiere. Essa  un'ottima moglie e non disdegna i liquori. C'imbarcheremo il 10 maggio sull'Olympic, saremo a Londra il 16, probabilmente, e il 21 a Parigi. Scenderemo al Savoy a Londra, e al Continental a Parigi. Una settimana circa a Parigi, poi l'Olanda, il Belgio, la Svizzera, l'Italia, il Mezzogiorno della Francia e ripartiremo da Cherbourg il 20 giugno. Un viaggetto un po' alla svelta eh, ma credo che vedremo tutto quel che c' da vedere. La tua ultima cartolina (sei un vero avarone, in fatto di notizie) dice che partite per la Germania, ma non vedo cosa ci troverete di bello. Non c' che della birra, e io invece voglio bere l'elisir che sana tutti i mali: ricordi la vecchia canzone?: lo champagne insomma.
"Ora se sei troppo pigro per ricordarti dei vecchi amici sta bene, ma sarei molto contento se potessi far in modo di venirci a trovare a Londra o a Parigi, oppure in qualche altro luogo sul nostro itinerario. Scrivimi qual' il tuo presso Equitable Trust, 23 rue de la Paix.
"Stai attento alle monete false.
Affettuosamente, il tuo amico
THOS. J. PEARSON."
Quella lettera era corsa dietro a Sam da Parigi a Roma a Berlino; Tub era gi a Londra, e arriverebbe a Parigi fra tre giorni.
Era una delle poche lettere olografe che Sam avesse ricevuto da Tub. Di solito, egli dettava i suoi laconici messaggi, i quali eran dattilografati su carta della banca, grossa, intestata e lussuosamente incisa come un'azione di borsa; ma questa volta aveva scritto di sua mano e con evidente premura. Sam conosceva Tub, sempre disposto ad offendersi per partito preso e capiva che si sarebbe adirato se i Dodsworth non avessero fatto la loro apparizione a Parigi, per riceverlo insieme con la gioviale Matilde, altrimenti detta Matey.
Interruppe Kurt... (Maledizione! Si direbbe che in questi giorni io debba sempre interrompere quell'individuo se ho bisogno di parlare a mia moglie!) ...grid per farsi sentire: Di', indovina chi  a Londra e arriver tra breve a Parigi! Tub con Matey!
Oh! davvero? rispose Fran gentilmente. E dimostr una premura considerevole nello spiegare a Kurt: Tub  un vecchio amico di Sam, un banchiere, molto ricco. Se vengono a Berlino, saranno molto contenti di conoscervi. Oh! Non mi dicevate un giorno che vi sarebbe piaciuto entrare in una banca americana? Tub (il suo cognome  Pearson) potrebbe forse...
Ma lo vedremo a Parigi, interruppe di nuovo Sam. Non viene a Berlino. E dobbiamo partire subito, se vogliamo esser l in tempo per dar loro il benvenuto. Ricordati che  la prima volta che vengono in Europa. Gli telegrafer a Londra, stasera subito; anzi vedr se gli posso magari telefonare; e forse potremo ancora trovar due posti nel treno di domani sera.
Sicuramente, quando Fran udrebbe la buona vecchia Matey pettegolare sui loro amici, quando sentirebbe l'odore di Zenith...: il miracolo era venuto!
Ma, Sam, caro, protestava Fran, non vedo che ci sia una ragione al mondo perch noi si debba andar laggi! Ti sei tanto lamentato ch'eri stanco di Parigi, quando siamo partiti! So che vuoi molto bene ai tuoi amici, ma non devi poi permettere che essi ne abusino!
Ma come? Non hai voglia di rivedere Tub e Matey?
Non dir sciocchezze! Certo, sarei ben contenta di rivederli. Ma precipitarmi fino a Parigi...
Allora, non vuoi...; e io non riesco a immaginare che tu non voglia...
Ebbene, se vuoi proprio saperlo, trovo che il tuo buon amico Tub Pearson  un poco pesante. Fa tanti sforzi per far dello spirito! E tu stesso, non hai detto sempre che Matey  spaventosamente poco interessante? E cos grassa! Dio mio, li ho sopportati per vent'anni! No, fa pure quello che vuoi, ma io non ci vengo.
Ma io non sarei una buona guida per loro! Non so nemmeno il francese.
Appunto! Perch andarci allora? Se la caveranno come tutti gli altri.
Ma sarebbe tanto pi bello per loro, se ci fossi anche tu...
 molto bello esser gentili e darsi da fare per gli altri, ma io non ho voglia di far quindici ore in un lurido treno, per la soddisfazione di far la guida Cook gratis al signore e alla signora Tub Pearson!
Benissimo. Andr solo, allora.
Come vuoi! fu la risposta ultima di Fran.
Si volse vivacemente a Kurt, e con esagerata soavit si mise a discutere sulle condizioni dei teatri nell'Europa Centrale. Kurt guardava Sam, imbarazzato, cercando qualcosa di conciliante da dire. Sam rimase alquanto silenzioso, per tutta la serata.
Fu lei a riaprire le ostilit, quando furono soli, in albergo.
Mi rincresce, quello che ho detto a proposito di Tub, e verr a Parigi: un viaggio orribile; ma se insisti assolutamente...
Non insisto mai, per nulla.
...ma trovo che  troppo ridicolo che si pretenda che io vada a fare da guida. Naturalmente, il tuo benamato Tub vorr anche vedere i luoghi pi banali, i pi sciocchi e americanizzati di tutta Parigi...
No. Ho pensato che  meglio che tu non venga. Forse hai ragione tu. Tub vorr certo andare a Montmartre a ubbriacarsi...
Oh, per quella simpatica bisogna l, caro il mio Samuel, credo che tu sia molto pi adatto di me!
Ascoltami, Fran: mi domando se tu ti renda conto di quanto potrebbe diventar pericoloso per te, un giorno o l'altro, seguitare la tua condotta cos impertinente e offensiva verso di me! Ho sopportato...
 la verit!
...Ascoltami... Comprendo bene che per te Tub non  Endicott Everett Atkins, ma come puoi non esser contenta di fare un piacere a un buon vicino, che conosciamo da tanto tempo e cos intimamente come Tub?... Che tu non possa, una volta tanto, dimenticare quello che c' da guadagnare in una cosa, e pensare a quello che puoi dare...
Oh! le Beatitudini addirittura!
... una cosa che non mi entra in capo...! E pensare che ti credevo leale!
Lo sono! Non ho mai sopportato che qualcuno dicesse male di te...
Vuoi ascoltarmi? Non essere cos maledettamente perfetta, per una volta! Ti credevo leale, s, ma ora, tra questa faccenda dei Pearson e la tua mancanza d'ogni interesse per il bambino di Emily...
Basta, ora! Hai dimostrato a sufficienza che sono un mostro inumano! Come? dopo che ho saputo la notizia, ho passato met della notte a piangere, dal desiderio di vedere Emily e il beb. Ma... ah, se soltanto potessi farti capire!
Tutta la sua disinvoltura se n'era andata; e si mostrava nuda e senza difesa nella sua gravit.
Sono tanto felice che essa abbia avuto un bambino. Le voglio bene. Ma, vedi, ho cercato di servirmi della mia intelligenza, quella poca che ho, non  molta, lo ammetto, all'infuori del mio buon senso. Ho voluto metter da parte il sentimento, il quale non avrebbe servito che a far del male a me, e anche a te, senza che ne venisse del bene n a Emily, n a nessun altro! A che servirebbe, se io fossi l? Potrei esserle utile? Non credo! Non sarei che un impiccio. Dio mio, la prima governante pu far meglio di una dozzina di persone come me; ed essa avr anche troppo affetto, anche troppe premure intorno. Io non sarei che un peso, in un momento in cui essa non ne ha davvero bisogno. D'altra parte invece, per quel che mi riguarda...
"Quando la gente sente la parola "nonna", s'immagina una vecchia, una vecchia piena di rughe, assolutamente hors de combat. Io non lo sono, e non voglio esserlo, per un'altra ventina d'anni; ma cos : tanti sono cos meschini di spirito, che pur conoscendomi, vedendomi, ballando con me, una volta che sapessero ch'io sono nonna, sarebbero suggestionati da quel nome pi che dai loro sensi e mi metterebbero immediatamente da parte. E io non voglio! Eppure voglio bene a Emily, e...
"Puoi forse ricordare, giovane amico mio, che qualche cosa ch'io potessi fare, per Emily e Brent, io non l'abbia fatto? Non sopporterei nemmeno un secondo l'insinuazione da parte tua, ch'io non sia stata una buona madre e leale! Per vent'anni, fino a che Brent non  andato all'universit, insomma, i ragazzi non hanno portato un filo di roba che non abbia comperato io, in persona. Non mangiavano nulla che non fosse ordinato da me. Tu, oh, s, tu tornavi maestosamente dall'ufficio, e permettevi a Emily di montare a cavalluccio sulle tue spalle, e con ci credevi di essere un genitore straordinario, ma chi era che, lo stesso giorno, l'avrebbe poi condotta dal dentista? Chi, se non io? Chi organizzava le festicciole per lei, e mandava gli inviti? Io! Chi si metteva a ginocchi a lavare il pavimento, quando le donne di servizio avevano l'influenza e la governante se ne andava a passeggio? Io! Il mio compito l'ho fatto, e il diritto di divertirmi me lo sono guadagnato, e non voglio che me lo si porti via, soltanto perch tu sei cos lento e senza fantasia che hai perso ogni facolt di distrarti, e non concepisci altra occupazione all'infuori di vender automobili e giocare al golf!
S, credo... credo ci sia molta verit, in quello che tu dici, sospir Sam. Tutto s'accomoda, in ogni modo. Far un salto e andr a salutare Tub e poi ritorner qui.
Sicuro, e ti divertirai probabilmente molto pi che se io fossi con te. Gli uomini dovrebbero starsene da loro, ogni tanto, andarsene lontano dalle donne. Ma fa come ti dico, levati d'attorno Matey come puoi, cerca di occuparla a comprarsi dei vestiti, e vattene in giro con Tub. Vi divertirete certamente un mondo. T'accorgi ora che non sono stata bestialmente egoista, dopo tutto?
Lo baci di sfuggita, e allegramente si coric.
Nemmeno di quei baci ne aveva avuti molti, dopo l'affare Israel. Il mutamento nella loro intimit era tuttora larvato, ma ben definito. Non che Fran avesse perduto il suo fascino agli occhi di lui; mai come allora egli aveva apprezzato la sua svelta grazia; ma per lui ella era diventata una monaca, tabu, e ogni manifestazione passionale gli era interdetta. Ci pareva gradire a lei: cos erano scivolati in malinconiche relazioni di fratello e sorella, che lasciavano lui irritato e sconsolato.
Il fatto che Fran e Kurt von Obersdorf rimarrebbero soli insieme, una volta partito Sam per Parigi, non fu discusso, n allora, n il giorno seguente, quando Fran e Kurt, molto gai e affezionati, accompagnarono Sam al treno della sera. Kurt gli aveva portato, come regalo per il viaggio, un pacchetto di sigarette americane, una pianticella di cactus e una copia della Nation, seguendo l'errato concetto che quella rivista fosse tra le pi conservative d'America, e come tale particolarmente adatta ai pregiudizi d'un industriale milionario.
Sam divideva la sua cabina di vagone-letto con un piccolo tedesco mansueto, il quale, profondendosi in scuse, insistette per occupare la poco desiderabile cuccetta superiore, la quale era stata assegnata a Sam. Cos, quando il Tedesco volle tener la luce notturna accesa, Sam non pot protestare, e giacque nella sua cuccetta, a fissare un soffitto ristretto, reso ancor pi triste dal sepolcrale lucore azzurrognolo il quale toglieva ogni illusione di oscurit rivelando lo sconcio disordine che ingombrava lo scompartimento, i pantaloni che serbavano un'orribile parvenza di vita ondeggiando contro la parete, le valigie costrette sotto la piccola tavola pieghevole presso la finestra, il guazzabuglio di giornali e di mozziconi di sigaretta. Il treno infuriava, rumorosamente trascinando Sam, impotente. La vita lo trascinava impotente. Senza Fran, egli si sentiva piccolo, inerme, inetto. Perch si avventurava cos solo a Parigi? In verit egli non sapeva una parola di francese; sapeva poco, in genere, dell'Europa. Era abbandonato.
Ella lo aveva lasciato partire con tanta indifferenza. L'avrebbe dunque perduta, lei, verso la quale si era rivolto, per ventiquattro anni, a ogni trionfo, a ogni cruccio, prendendole una mano, tenendola nella sua, per riscaldarla e proteggerla e per sentirsi a sua volta egli stesso riscaldato e protetto?
O l'aveva gi perduta?
Rimuginava, massa informe avvolta nelle coperte, nella debole luce spettrale azzurrognola. Che fare?
Il treno pareva correre a una pazza velocit anormale. Certo, nemmeno il rapidissimo Ventesimo Secolo era mai andato a una simile velocit. Che cosa accadeva?
Come sarebbe stato bello, se nella cuccetta superiore ci fosse stata Fran; se egli avesse potuto vedere la sua mano pendere languidamente dalla sponda, toccarla come per caso...
Ma  pur certo che Fran non sarebbe stata nella cuccetta superiore, se avessero viaggiato insieme!
Quando si svegli, alle tre del mattino, la prima nostalgia per lei era dileguata; anzi, dentro di s egli macchinava un discreto rancore.
Quella "vita nuova e avventurosa", di cui erano partiti alla ricerca... baie! forse lei, Fran, l'aveva trovata, ma in quanto a lui, non si era mai annoiato tanto. Tutto il male proveniva dall'aver cercato di soddisfare i capricci di lei. Per poi perderla, dopo tutto...
Che cosa avrebbero fatto, lei e Kurt, mentre egli era lontano?
E tutte quelle storie, di tanta devozione materna? C'era mai stato un momento in cui i bambini non avessero avuto una governante o un'istitutrice, con la casa piena di persone di servizio? Se mai ella s'era inginocchiata per pulire un pavimento, un fatto simile non doveva esser accaduto pi d'una volta.
Oh, ella era convinta; credeva fermamente d'esser stata una madre pronta al sacrificio. Ecco il guaio, con Fran. Non si vedeva mai com'era in verit. Mai!
Ora egli doveva reagire contro di lei, o meglio contro il suo feticismo per lei. Non era valso a nulla il suo tentativo di esser felice secondo il modo di vedere di Fran. Bisognava costruirsi una vita propria. Si sentirebbe solo, negletto, in principio. Ma non era poi impossibile una nuova vita...
C'erano delle donne al mondo, per non parlare dei suoi amici...
D'un tratto, desider ardentemente Minna von Escher. Ne sentiva le labbra; se la vedeva accanto, distintamente.
E Parigi era piena di belle ragazze. Diavolo, non era poi un Galeotto slavato, come quello di cui aveva letto nei poemi di Tennyson! Era stato paziente, si era sacrificato? Bel costrutto ne aveva ricavato! E perch tutto il suo amore si doveva riversare su Fran? Se ne sarebbe, in fine, decisamente liberato...
Poi, nella smorta luce azzurra, aleggi il volto di Fran; un volto crucciato, severo, pallidissimo, purissimo. No, egli non poteva farle torto, nemmeno col pensiero. E cos egli si agitava, sconsolato, nel treno in corsa, volgendosi dal desiderio di contentare Fran, alla bramosia delle braccia ardenti di Minna, poi di nuovo a Fran... e daccapo a Minna.
Fece un'ottima colazione nella carrozza ristorante, e, se sentiva la mancanza di Fran, era pure un gran sollievo poter mangiare una rispettabile porzione di uova al bacon senza udire la cronica recriminazione che i veri Europei non ingoiano una prima colazione cos orribilmente indigesta. Quando ebbe acceso un sigaro, Sam trov un vago sapore eccitante nell'idea di viaggiare da solo, di poter andare dove pi gli piaceva.
Mentre faceva colazione, ud un'Americana dire ad un compagno di viaggio: "Ma la commedia che m' piaciuta di pi,  Sapevano ci che volevano".
Non ud altro. Rifletteva: "Ecco il guaio di tutta la mia vita. Non  che io non abbia mai avuto quel che ho voluto. Ma non ho mai saputo quello che volevo. Ci sono delle donne molto pi accomodanti di Fran. Meno egoiste. Pi calme. Se ne trovassi...
"Sarebbe buffo se ora io cominciassi veramente quella "ricerca d'una nuova vita" intorno a cui abbiamo detto tante sciocchezze! S, lo sapevo quello che volevo: Fran! Ma, probabilmente, la volevo come un bambino vuole la luna. (Del resto, ecco quello che : la luna in una pacifica notte di novembre!). E se non potr mai averla, beh, speriamo di avere il buon senso di trovarmi qualche altra cosa, e prendermela... Ma non la trover."
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Capitolo 26.
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Voleva fare una sorpresa a Tub e a Matey, trovandosi alla stazione. Era sceso all'Htel Continental, dove Tub aveva riservato le stanze. Da Berlino aveva soltanto telegrafato a Tub: "Sar Parigi un giorno o due dopo vostro arrivo lieto rivedervi"; da Parigi aveva telefonato ad A. B. Hurd della Revelation di Londra pregandolo di informarsi presso il portiere del Savoy, quale treno avrebbe preso Tub.
Attendeva dunque alla Gare du Nord, agitato ma con un senso piacevole di superiorit su tanti altri. Non era imbarazzato dai volubili parigini, lui! Li conosceva! Sapeva dire al facchino "Apportez le bagage de Monsieur  un taxi-cab", n pi n meno che il vecchio Berlitz e quasi come Fran. Giocherellava col bastone, misurava a larghi passi il marciapiede, accennava con degnazione ai facchini in attesa, e gli pareva quasi d'essere alla sera dell'ultimo incontro di football della stagione. Tosto che la snella svelta locomotiva francese entr come un bolide in stazione mandando volate di fumo a raggiungere i fantasmi di fumo che s'appiattavano sotto la vasta tettoia, egli rise forte, da solo.
Il mio vecchio Tub! E Matey! A Parigi per la prima volta!
Guard al disopra delle teste della folla e scorse Tub, che dal finestrino del treno sporgeva le valige a un facchino, lo vide con la grossa Matey scender dal vagone, poi intu che era nervoso per la vana agitazione di chi sa di non essere atteso alla stazione e comincia a trovar troppo gravi le fatiche del viaggiare, lo vide gesticolare nello sforzo di spiegare nel suo francese di Zenith (un francese dealcolizzato, decaffeinizzato) dove voleva andare.
Abile, destro, Sam sgattaiol attraverso la folla, verso i Pearson. Vide che Tub portava egli stesso una valigetta a mano, probabilmente coi famosi gioielli di Matey d'un gusto atroce. Si precipit su Tub, lo afferr per le spalle, e ringhi (con una delle rare esibizioni della sua vita cos poco istrionica): Ehi, dite, laggi! Non sapete che  proibito portare i bagagli da s?
Tub alz il capo, con tutta la rabbia di un onesto Americano, indebolito dal mare grosso, sospettato dalle autorit doganali, derubato dal personale d'albergo, subissato dalle informazioni delle guide, frainteso dai controllori francesi, il quale sente d'averne abbastanza, e prova un violento desiderio di far saltare in aria l'Europa intera. Alz il capo, apparve stupefatto, poi lentamente disse: Beh, maledetto vecchio farabutto! Beh, grande imbecille, come va?
Si batterono a vicenda sulle spalle, Sam abbracci Matey, che s'era fatta raggiante in volto, e s'incamminarono gi per la tettoia, Sam con un braccio intorno alla spalla di Tub e con l'altro intorno alla spalla di Matey. Disse con autorit al facchino "Un taxi, s'il vous plait", proprio mentre il facchino, di sua iniziativa, stava facendo cenno a un taxi; e Tub tuonava: Dunque, per Bacco! di' un po', hai imparato a parley-vous come un francese!
Chiesero notizie di Fran.
Sam si sent crucciato vedendo che sembravano lieti di non trovarla, disposti a credere che "aveva avuto un'ombra d'influenza, e doveva star in riposo per un paio di settimane; cos non ha potuto venir gi a salutarvi". Ma non fu che un istante. C'erano tante cose da far vedere a Tub! Che bellezza!: quel Tub che era sempre stato pi disinvolto, pi elegante di Sam, ora lo considerava un europeo raffinato, e si volgeva ad ammirare la sua audacia, il suo aspetto esotico.
E che bellezza, potersi mostrare, al pari di Tub, rumoroso e mattacchione senza la smorfiosa sorveglianza di Fran!
Matey Pearson era un'ottima donna. Grassa ora e amabile, era pur stata la ragazza pi allegra, la pi pazzerella del suo ambiente, a Zenith; la pattinatrice pi agile, la ballerina pi entusiasta, la pi instancabile civetta. Ora aveva tre figli (uno era compagno di scuola di Brent, a Yale) e coltivava la Chiesa Episcopale, qualche rara oculata partita a poker, e le pi belle dalie di Zenith. Fran la trovava volgare. Matey trovava Fran incantevole.
All'albergo ella torn daccapo a baciare Sam, esclamando: Sam, Dio mio, che gioia veder finalmente una faccia umana! E adesso voialtri due ragazzi filate via, mi lasciate disfare i bauli, e ve ne andate a prendere una sbornia decente, ma cercate di essere in piedi almeno per la cena. Avete due ore di tempo, se ceniamo alle otto, e mi pare abbastanza, se non sbaglio! Marche! Vi adoro tutti e due! Con riserva!
Esser solo con Tub Pearson! Il primo pomeriggio di Tub sul continente!
Avevano scavalcato le barriere che li separavano dall'universit in poi: vocazioni diverse, rivalit provocate dalla bellezza dei rispettivi bambini, rivalit di posizione sociale, e anche l'ultima enormit di Sam, di voler venire a stabilirsi in Europa, mentre Tub rimaneva fedele alla patria. Oggi erano gli amici i quali, negli anni di giovent, si erano scambiate le camicie da sera e le riflessioni speculative.
Ogni tanto si guardavano e mormoravano: Gran bella cosa, esser qui con te, vecchio demonio!
Sam non vedeva che Tub era completamente grigio di capelli, che aveva una pancetta rotonda, che attorno agli occhi mostrava le rughe del banchiere indurito nell'arte di rifiutare ostinatamente danaro in prestito a uomini disperati. Non vedeva che il giocondo Tub, il quale l'aveva secondato nelle battaglie contro i pigroni, e di cui aveva sempre ammirato le spiritosaggini; e, se aveva acquistato su di lui una lieve superiorit di viaggiatore consumato o di buongustaio, gli mostrava ansioso tutte le sue piccole meraviglie.
Condusse Tub al New York Bar, e gli diede l'impressione d'essere un noto frequentatore domandando con disinvoltura se qualcuno aveva notizie di Ross Ireland. Condusse Tub da Luigi, lo present a Luigi, e gli raccomand le uova strapazzate. Condusse Tub al Chatam Bar; dove fu tanto fortunato da incontrarvi il colonnello Kelly, il famoso soldato di ventura; e si sent espansivo e filantropico; e dopo il terzo cocktail highball gli parve che le sue traverse in Europa ricevessero la loro ricompensa, quando vide la rispettosa attenzione che Tub accordava al colonnello Kelly.
Tub gli pareva il miglior uomo che ci fosse al mondo, il pi caro: avere un amico simile era una fortuna senza pari; e tornarono al Continental in uno stadio acuto di Yalensianismo.
Matey li guard e sospir: Non siete poi molto pi allegri di quanto avrei creduto! E adesso sar meglio che andiate in camera da bagno a rinfrescarvi la faccia, e poi a bere un bicchiere d'acqua di Selz. Credete a me, Sam, quando viaggio con quell'uomo l, non manco mai di fare una buona provvista di vero Bromo Selz americano... E poi, se vi reggete ancora in piedi, usciamo, e andiamo a fare la miglior cena di tutta Parigi.
Egli li condusse da Voisin, ma quando furono seduti Tub apparve disilluso.
Non mi sembra poi un posto tanto animato, disse.
No, lo so, ma  un vecchio ristorante celebre, e ci si trova forse la miglior cucina e i migliori vini di Parigi. Che razza di posto preferiresti? Domani te lo sceglierai da te.
Beh, non saprei. Non saprei proprio dire come me lo figuro, un ristorante parigino, ma... Avrei creduto che qui ci fosse un sacco di dorature, e colonne di marmo, e una buona orchestra, e della gente che balla, e un milione di belle ragazze, di quelle in gamba, e mica stupide. Ma bisogna che mi sorvegli, altrimenti Matey diventa gelosa.
Bah! disse Matey, Tub ha un'ambizione indiavolata, coscienziosa, costante di essere un demonio con le signore; il nostro piccolo Don Giovanni con la pancia, eh?; ma il guaio  che non attacca.
Oh senti un po'! Non c' poi mica tanto male! Di' un po', non potresti scovare un posticino cos, per domani?
Vi condurr fin da stasera in un posto dove si balla, e dove c' un bel po' di chiasso, disse Sam. Vedrai tante graziose pollastrelle, finch ne vorrai, e verranno a dirti in nove lingue che sei un vero Adone.
Basta che me lo dicano in una lingua sola, la lingua magica di due labbra unite, eh, eh! esclam il buffone della classe.
Tutto ci, diceva intanto Matey a Sam, non mi disgusta affatto; non troppo, almeno... non pi di una traversata della Manica. Ma vi sbagliate se credete che dentro di me non faccia voti perch se ne vada con una di quelle sgualdrinelle, e si sfoghi una buona volta. Affatto! Posso cavar molto pi danaro, per soddisfare i miei capricci, di tasca a questo mascalzone finch si trova in questo periodo di sospirosa luna di giugno. E quando ci si sar rotto il naso torner di corsa dalla sua vecchia Matey!
Questo poi non  ancora detto! Oh! di' un po', si mangia?
Frattanto il capo cameriere attendeva, ritto sull'attenti. Sam non stava nella pelle dalla smania di far mostra delle sue cognizioni di francese gastronomico, e stese la mano per prendere la lista, ma gi Tub l'aveva afferrata e si preparava a versare nel vecchio Voisin tutta quell'animazione e quello spirito e quella cordialit di cui sentiva la mancanza.
Sprechen Sie un po' d'inglese? cominci col domandare al capo cameriere.
Credo di s, signore.
Salute! Siete stato in Inghilterra?
Sedici anni, signore.
Hm, non c' male, non c' male, per un ranocchio! Allora, sentite bene, Guseppe: noi vorremmo che Madama Voisin ci ammanisse qualcosa di buono. Voi eseguirete a puntino i miei ordini, Franois, e il conto lo porterete a me, e non avrete nulla a che vedere con questo bel signore qui, che  un ebreo scozzese... Oh se lasciassimo ordinare a lui, se la caverebbe rimpinzandoci di stufato, e vi chiederebbe inoltre il ribasso del dieci per cento sul conto. E ora ascoltatemi. Ci sarebbero delle belle orecchie d'elefante arrosto?
E Tub lanciava a Sam delle occhiatine tremende.
Pazientemente, ma senza troppa pazienza, il capo-cameriere disse: Posso raccomandare il canard aux navets?
Ma Tub era un coscienzioso umorista del Middlewest, era un vero buontempone, aveva letto Gli innocenti in Europa e L'uomo dei nostri paesi, sapeva che una delle pi apprezzate occupazioni dell'Americano in viaggio consisteva nel "prendere in giro quei poveri zoticoni d'Europei" e riprese l'attacco:
Non ci sono orecchie d'elefante, Alberto? Come, come, credevo che questa fosse una macelleria di prima classe, subito dopo Child. Niente orecchie d'elefante, dunque?
Il capo-cameriere non rispondeva, con eloquente silenzio.
Allora, una bella fricassea di nidi di rondine?
Se il signore desidera, potrei mandare a prenderla in un ristorante cinese.
Tub, osserv Matey, mi pare che lo scherzo vada un po' troppo in l. Dai la lista a Sam, ora, e lascia che ordini lui, hai capito?
Beh, non avete capito lo scherzo, disse Tub, stizzito. Ma ve l'avevo detto che era un mortorio, qua dentro. Pu darsi ch'io non sia un bellimbusto che passeggia tutte le sere sui boulevards, ma so distinguere un cane vivo da un cane morto, quando salta su e mi morde. Insomma, fai tu, Sam.
Con una tranquilla superiorit, per cui si sarebbe meritata la frusta, se non fosse stato che, avendo Fran monopolizzato quella soddisfazione, egli se la poteva concedere raramente, Sam ordin rapidamente del fegato d'oca, del brodo, cosce di ranocchie, arrosto di montone, asparagi, e un'insalata, con una bottiglia di Chteauneuf-du-Pape, e per quanto ordinasse in francese, il capo cameriere e il cantiniere erano cos bene ammaestrati che lo capirono perfettamente.
E poi cominciarono le domande sulla vita di laggi... Emily stava veramente bene? E il cabriolet Lincoln di Henry Hazzard, come andava? E cos'era quella storia della costruzione d'un nuovo albergo di trenta piani?
S'erano messi a tavola alle nove. Alle undici, Sam pot condurli a Montmartre, alla celebre "Caverne Russe des Quarante Vents", dove Tub ebbe finalmente la soddisfazione di trovare quella Parigi che s'era immaginata. La "Caverne" era cos vasta e rumorosa, con un'orchestra negra cos velenosamente sonora, e prezzi per il coperto e per il guardaroba cos vertiginosamente alti, e uno champagne cos abbominevole a prezzi cos atroci, e una tale folla di ballerini, e un tale fetore, tra fumo di sigaretta, profumi e sudore umano, e voci cos chiassose, di commessi viaggiatori di Fort Worth e Milwaukee, e tante ragazze madide di sudore che venivano a sedersi al vostro tavolo, e camerieri greci cos sgarbati e direttori israeliti pi sgarbati ancora, da disgradarne l'infernale Broadway. Una volta, nel 1926, un francese era entrato in quel locale accompagnandovi una carovana proveniente da Birmingham, Alabama, e il giorno dopo per ammenda era costretto a dare le dimissioni da guida.
Nespole, questo si chiama un locale! giubil l'on. Thomas J. Pearson (presidente di banca, tesoriere della Scuola per signorine, vicepresidente della Camera di Commercio a Zenith, fabbriciere della Chiesa di Sant'Asaph); ed ecco che senza dir n uno n due si mise subito a ballare con una ragazza dai capelli rossi, che pareva una statuetta di rame e avorio.
Dopo tutto... disse Matey con filosofia. Eh? No, grazie, non ho voglia di ballare in una sala di Borsa come questa. Potrei far finta che non m'importi di veder Tub correre dietro a tutti quei pesciolini: tanto, lo farebbe lo stesso, e almeno, passerei per una donna di spirito. Ma non lo sono! Caro il mio vecchio Sambo, se sapeste come m' dispiaciuto che Tub si sentisse in dovere di tener alta la bandiera dello Spirito Americano rendendosi ridicolo di fronte a quel cameriere smorfioso, in quel ristorante (come si chiamava?) dove siamo stati stasera!
Oh, Matey, Dio mio,  come se...
Stavate per dire " come un ragazzino in vacanze, e bisogna lasciargli tirar calci" cosa che, se ben mi rammento la grammatica che la vecchia miss Getz cacciava a gran fatica nella mia testa di legno alla scuola normale,  al tempo stesso un luogo comune e una metafora. Oh, ma  impagabile, il nostro diavoletto con la pancia!  un amore quando si pu rinchiuderlo in casa, al focolare domestico, senza un pubblico da cui possa farsi ascoltare. Ma non appena sente l'odor degli applausi... Sul serio, credo che il senso umoristico delle persone che dicono di "aver senso umoristico", sia un vizio peggiore del bere. Ma, insomma, avrebbe potuto andar anche peggio. Avrebbe potuto diventar bigotto, o vegetariano, o prender la cocaina. Scimmiotto! E stasera beve un po' troppo. Speriamo almeno che non beva tanto da svegliarsi con un mal di capo da spaccar le pietre, domani mattina, e non si senta poi tanto contrito, che ci vogliano gli argani e gli organi per rimetterlo a posto. Oh,  la mia specialit, quel lavoro l, e gi prevedo che mi toccher farlo; ma voglio anche godermi Parigi, finch ci sono, e voglio anche portarmi a casa un bello stipo di Boule, il celebre ebanista francese, il pi caro che trover, dovessi fabbricare biglietti falsi per comprarlo!
Pi tardi, acconsent a ballare con Sam, per quanto avessero l'aria, tutti due, di caricar la folla anzich di ballare. Matey era agile, malgrado le sue rotondit; e poich non rilevava, come faceva Fran, ogni passo fuori tempo, ogni misura mancata, Sam si sentiva pi a suo agio con lei e si divertiva un mondo, ritrovando cos un po' della gaiezza che lo animava quando era andato a ricever gli amici in stazione, gaiezza troppo tesa e romantica, tuttavia, per durare a lungo.
Tub intanto aveva scoperto in qualche luogo, probabilmente al bar, un rispettabile collega, banchiere d'Indiana, e due ragazze irlandesi, le cui arti, bench commercializzate, non mancavano di grazia, e tutti e quattro ballarono, e tutti bevvero discretamente, e tutti risero.
Tub si divertiva tanto che diede a vedere il pi gran segno di gioia visibile in un Americano manifestando il desiderio di "andare in qualche altro posto".
E cos fecero: andarono in un'altra Caverne o Taverne o Palais, o Cve o Rendezvous, il quale era press'a poco alla stessa altezza, all'infuori dei vini, della musica e del pubblico. Poi, troppo animato ormai per perder tempo a ballare o a flirtare o a cercare altri divertimenti, fuorch restar seduto a bere e a far dello spirito, Tub insist per tornare al New York Bar, dove (assicurava egli a Matey) avrebbero "trovato certi tipi che valevano un milione".
E cos fecero. A un tavolino in un angolo del bar, sotto certi disegni di celebrit parigine, furono avvicinati da un ufficiale della Marina Americana, il quale aveva una riserva di stupende bugie sulle coste della Cina; e il loro gruppo non tard ad arricchirsi d'un giornalista mercenario e di un solingo Inglese, negoziante in granaglie, il quale parl molto, e con molto spirito, del fatto riconosciuto che gli Inglesi parlano poco e timidamente.
In un solo giorno Tub era diventato un assiduo pi entusiasta del New York Bar, che non Sam Dodsworth dopo un anno. Non era soltanto perch Sam fosse impedito da un certo senso di dignit, dal sentimento che un Grande Industriale non dovesse farsi vedere in giro nei bar, ma anche perch una certa giudiziosa timidit gli suggeriva che non c'era alcuna ragione per cui gl'intelligenti e spregiudicati giornalisti, che frequentavano il bar e chiacchieravano di re e trattati internazionali, si dovessero interessare a lui. Tub invece aveva la vocazione del "bravo ragazzo" quand'era lontano dagli stalli di quercia e dai paramenti di velluto della chiesa di St. Asaph, dalla segreteria della Scuola per signorine o dagli uffici di noce e marmo della sua Banca; tutti luoghi dove egli usava inforcare un paio d'occhiali di corno, i quali impedivano ai suoi occhi di ammiccare o di esprimere vivaci gaiezze.
Di tutti coloro che aveva incontrati nel pomeriggio al bar non ne aveva dimenticato nessuno. Chiam per nome due giornalisti, e dimostr in genere un buonumore tale che il derelitto ufficiale di marina vers lacrime di riconoscenza, diffondendosi in particolari sui suoi pi recenti dissidi coniugali.
Ma ci fu un punto nero in tutta quell'allegria. Tub aveva bevuto del Borgogna a cena, e poi del brandy e dello champagne per tutta la serata, e infine s'era deciso (bench sconsigliato da Sam e Matey, dall'ufficiale di marina, dall'Inglese, dal giornalista, dal cameriere e da alcuni avventori) a dimostrare la sua fedelt all'America e al Buon Tempo Antico, bevendo dell'autentico whisky americano; e la fedelt ch'egli dimostr era molto abbondante.
A met delle avventure coniugali del comandante, Tub cominci ad apparir distratto, con qualche goccia di sudore sul labbro superiore; e non erano che le due del mattino, ed egli aveva bevuto costantemente, da dodici ore soltanto, cosa che non  nemmeno esagerata, per un rappresentante del Regime Secco il giorno del suo arrivo a Parigi.
Matey grid a Sam: Si sente male! Portatelo via, ammazzatelo, fategli qualche cosa!
Nella solitudine del lavabo, che fortunatamente non era distante, Sam lav la faccia di Tub, gli fece prendere un po' d'aspirina, lo sgrid; poi si avviarono verso l'albergo, e...
Tutta la romantica esaltazione di Sam era caduta; caduta nella livida luce della realt l'ardente e infantile convinzione d'aver riacquistata la propria libert. Egli non provava alcun rancore verso Tub. Ma se prima s'era sentito rassicurato e fiducioso in s perch l'amicizia di Tub gli era parsa una protezione contro Fran, la poco romantica bisogna di sostenere un uomo ondeggiante e malfermo sulle gambe nella toilette di un bar non era certo fatta per dare risalto a quel sentimento.
Misero Tub in un taxi, per quanto egli protestasse che si sentiva meglio e che voleva ritornare presso i suoi amici. Sam dovette sgridarlo e strapazzarlo ben bene. Durante quell'animata scena pass una macchina aperta, dalla quale Endicott Everett Atkins li guardava disgustato, col suo gran naso, la sua maest romana e la calvizie alla James, mentre si volgeva a dir qualche cosa alla signora che gli sedeva accanto.
Sam rabbrivid. Immagin Atkins che raccontava la cosa a Fran e Fran che diceva: "Vedi che avevo ragione riguardo al tuo caro amico Tub!". Si sent disilluso, irritato e fu meno cortese con Tub di quanto avrebbe voluto essere.
Soltanto dopo che, tra lui e Matey, ebbero messo a letto Tub, Sam comprese che meglio sarebbe stato dimenticare un po' se stesso e pensare a lei.
Che jella! bisbigli. Ma adesso andiamocene, e...
Oh, potete gridare quanto vi fa piacere, disse lei tranquillamente, L'arcangelo Gabriele con una banda aumentata di trombette non lo sveglierebbe, ora, quello scimmiotto! Ma vi vorrei parlare, prima che si svegli e voglia uscir di nuovo... Forse l'unico posto dove potremo stare in pace  la camera da bagno. Uh! se ci vedessero! Scandalo nella societ di Zenith! Credo che darebbero la colpa a quella nuova Jazzmania Americana, di cui si legge tanto nei giornali!
Sedettero stupidamente in camera da bagno, lei sopra uno sgabello bianco, lui, con cautela, sulla fredda sponda della vasca, e Matey seguit:
Davvero non m'importa nulla che Tub prenda una sbornia. Non lo fa mai pi di una volta all'anno, e non ho molta stima delle donne che in simili occasioni cercan di trarre partito dai loro mariti mettendoli con le spalle al muro. La vita  breve! troppo breve davvero, per far un chiasso del diavolo col pretesto di piccole sciocchezze, a meno che non si tratti di vizi gravi, come la mania di Tub di far dello spirito e tener discorsi. Meglio far buon viso... E voi, Sam, caro vecchio amico, quando vi deciderete a mandare a spasso Fran e a esser di nuovo un uomo felice?
Ma come? Matey; con Fran andiamo benissimo d'accordo.
Non raccontatemi delle storie, Sam, caro (sapete che Tub e io vi vogliamo bene sul serio). E nemmeno raccontatele a voi stesso, le storie! So quello che dico. Fran mi ha scritto, ogni tanto. Sempre molto capricciosa, e allegra, e indifferente. Non vorrete mica farmi credere che se non ha voluto tornare a casa l'estate scorsa e se non  venuta gi da Berlino per veder noi, non sia pronta a tagliar corto con tutta Zenith! E non vedo la ragione per cui non lo farebbe! In tutti i modi non si  mai sentita proprio di Zenith... o quanto meno, non ha mai creduto di sentirsi. Soltanto, caro Sam, soltanto, se manda al diavolo Zenith, mander al diavolo anche voi, perch, anche se foste il Lord Gran Cancelliere in persona, ai suoi occhi rappresentereste pur sempre Zenith, e in fondo, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, preferireste ancora veder brillare il sole sulle nostre care vecchie praterie del Middlewest, anzich sul pi bello e azzimato dei giardini all'italiana.
Beh... s... pi o meno  cos, Matey, ma...
Avrebbe avuto voglia di raccontarle i suoi sogni di Sans Souci Gardens; ma scacci da s l'idea e a fatica continu:
...ma questo non vuol dire che a Fran non piaccia Zenith, coi suoi amici e tutto quanto. Le piace, credetemi! Essa non fa che parlare di Tub e di voi...
Perbacco se ne parla! "Samuele, caro, ti pare indispensabile che una donna come la nostra cara signora Pearson usi delle espressioni cos volgari come perbacco?".
Per quanto la voce cordiale e sonora di Matey fosse inadatta a rendere la fresca melodiosit di quella di Fran, c'era abbastanza esattezza nell'imitazione, quanto bastava per far sorridere Sam, vinto; e quel sorriso lo perdette. Matey se ne avvantaggi per punzecchiarlo:
Caro Sam, so che son cose che non mi riguardano, e ditemelo pure se vi fa piacere, ma sapevo che probabilmente vi sentivate molto solo qui, senz'altre conoscenze che la gente che va a genio a Fran, e... Sam, in questi ultimi dieci anni, vi ho visto mutar molto, assai pi di quanto non ve lo figuriate. Non siete mai stato un chiacchierone, ma vi piaceva discutere, o raccontare una bella storiella salace, una volta tanto; e vi siete fatto sempre pi silenzioso e timido, mentre Fran ringalluzziva tutta, persuasa ogni giorno pi che soltanto le sue qualit mondane e la sua grande bellezza mantenevano la vostra posizione, perch eravate lento, impacciato, e vi piaceva la compagnia di persone volgari, e di solito stavate, da solo, come un pulcino nella stoppa! E pensare che avete pi intelligenza nel vostro dito mignolo, che non... E siete cos buono! E modesto, troppo maledettamente modesto! E volete pensar due volte su una cosa, prima di parlarne a lei. Beh, lei ne parla due volte prima di pensarci su!
"Oh, diavolo, m'accorgo che sfido la tempesta! Tuonate, Giove... E badate, voglio molto bene a Fran. L'ammiro. Ma quando penso a come vi ha trattato, come se lei fosse una Diana corazzata d'argento, specialmente cos come vi tratta in pubblico, con quella cortesia velenosa... che fa proprio venire la voglia di sculacciarla!... E ora, caro, mandatemi al diavolo... Sentitelo, il mio Tub, come russa! Ecco un amico aristocratico per voi, fresco d'universit! Povero agnellino! Chiss come si sentir ammalato e virtuoso, domani, verso le undici, quando si alzer!
Sam accese laboriosamente una sigaretta, cerc qualcosa da dire nel suo cervello completamente vuoto, e poi, per la prima volta dopo tanti mesi, cominci candidamente a parlare di qualcosa che gli stava realmente a cuore.
S, Matey, c' qualcosa di vero in quello che dite. Credo che dovrei fare l'offeso, e gridare: "Come osate parlare cos di mia moglie?" Ma, diavolo, Matey, se sapeste come sono nauseato e stanco, e che confusione nella mia testa! Fran, del resto,  migliore di quanto non crediate, e pi comprensiva. Tante cose sue, che voi prendete per snobismo, non sono che il suo modo di essere. In fondo,  timida, e cerca di difendersi...
Oh, Sam, ne ho abbastanza di sentire tutte queste storie di gente moderna come si leggono nei romanzi: storie di pianticelle sensitive che offendono gli altri e poi si ritirano, compiacentemente, e spiegano che  per timidezza che fanno cos!
Oh, basta, adesso! Ascoltatemi!
Preferisco sentirvi parlare cos!
Beh, volevo dire: S,  vero in parte quello che dite di Fran. E in parte questo la diverte eccitando la sua fantasia: si sente un'eroina da melodramma... Maledetta vasca!  la poltrona pi fredda che ho trovato in tutta Europa.
Senza sorridere, pos il tappeto da bagno sul bordo della vasca, torn a sedere gravemente, e continu:
E poi, essa crede sul serio che una posizione sociale meriti dei sacrifici, per conseguirla, e che un titolo, al giorno d'oggi, sia ancora una cosa importante. Oh, lo so che fa di tutto per farmi parer goffo. Ma... anzitutto io sono ancora uno di quegli uomini d'una volta, i quali credono a quello che si dice il focolare. Mi fa male vedere le coppie dividersi, cos come fanno ora. Pensate quante persone conosciamo che si sono separate o hanno divorziato soltanto a Zenith: il dottor Daniels e sua moglie... pensate un po', sposi da diciassette anni, e con quei bei bambini! Ma inoltre, e questo, credo,  molto pi importante, Fran ha per me una specie di fascino, una seduzione, chiamatela come volete, che nessun'altro al mondo avrebbe. Quando c' qualche cosa che le piace, sia una nuova conoscenza che le  simpatica, o una bella serata, o un tramonto, o un pezzo di musica, allora se ne entusiasma talmente da far pensare che abbia dentro di s un motore pi potente, con migliori cilindri, che non abbiamo la maggior parte di noi.
"Anche quando ha le sue pose... allora, vuol dire che va cercando un suo stile, un suo tenor di vita. Non vuole soltanto andare avanti alla meglio, come facciamo quasi tutti noi; che per ci soffriamo delle sue pretese di comprendere ci che rappresenta per lei il pi alto ideale. Quanto ai suoi difetti, oh, in certe cose  una bambina. Cercar di mutarla (ammesso che si possa farlo!) sarebbe come chiamar in casa un bambino che salta e corre e si diverte al sole, per fargli lavare i piatti.
E cos i piatti essa li lascia lavare a voi! Oh, Sam, che ingrato compito, dover insistere per mostrare a un uomo che sua moglie, secondo un'opinione che si ha motivo di credere giusta,  un vampiro! Ma, credete,  una pena per i vostri amici, vedervi eternamente umiliato di fronte a vostra moglie, quando essa dovrebbe ringraziar la sua buona stella per avere un marito come voi! Giurerei che mai, nemmeno per un istante, con nessuno, ella pensa a quello che potrebbe dare, ma soltanto e sempre a quello che pu avere! Ella crede che nessuno al mondo abbia importanza, se non in quanto sia suo umile servo e adulatore. Ma, ditemi un po', non vi siete mai sentito attirato verso un'altra donna?
Mai, fino in fondo.
Chiss se non potreste... Scommetterei con me stessa che, dopo aver passato altri sei mesi a portar lo scialle di Fran, comincerete a guardarvi d'attorno. E se lo farete vi stupirete di veder tante belle donne farvi gli occhi dolci! Ditemi un po', Sam, non credete che vi piacerebbero?
Ma... non lo so. Credo che a voler essere infelici per partito preso si rischia poi di perdere nel cambio. Se Fran e io ci separassimo e io potessi trovare altrove un affetto sicuro, non vedrei affatto in ci una virt da parte mia, ma semplicemente un'inettitudine ad affrontar le cose come sono...
Ah! Ah! Un anno fa, non avreste nemmeno ammesso una cosa simile! Un anno fa, se avessi appena osato arricciar il naso su Fran, mi sareste saltato agli occhi! Sam caro, dite la verit, ho mai trovato a ridire su Fran in tutti questi anni? Ma adesso mi pare che il ghiaccio sia rotto, e non dipende che da voi il veder le cose chiare; sarete infelice, di malumore, disperato, e poi, quando avrete provato una cara donnina che vada pazza per voi, e vi vizi ben bene, allora vedrete che la vita sar un allegro tra-la-la... Oh, al diavolo, ora parlo come Tub! E con ci me ne vado a letto. Buona notte, caro Sam. Volete chiamarci domattina verso le undici?
Mentre s'ingolfava nel vasto corridoio, tornando alla sua stanza, troppo assonnato per pensare ancora, Sam sentiva che quella santa immorale l'aveva convertito aprendogli una porta su un panorama di grandi foreste, prati variopinti e volti benevoli.
...
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...
Capitolo 27.
...
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...
Tutto ci che Tub e Matey e Sam fecero durante la settimana trascorsa insieme si potr dedurre studiando nel giornale l'elenco di "Dove si pranza, si cena e si balla a Parigi", gli avvisi delle sarte, dei gioiellieri, profumieri, negozi di mobili, e dei teatri d'operetta. Si rinnovarono di volta in volta i particolari pi salienti della prima serata di Tub a Parigi; e fu una settimana faticosa, ma anche dilettevole e ricreativa per Sam; il quale dagli edificanti consigli di Matey, uniti al ricordo di Minna von Escher e alle sue proprie virt originali fu predisposto a cedere alla tentazione;... salvo che non vedeva da chi potesse essere tentato.
I Pearson avrebbero desiderato che egli andasse con loro in Olanda, ma egli si scus col pretesto di aver degli affari a Parigi parlando vagamente di adunanze con rappresentanti d'automobili. In realt, voleva concedersi il lusso di un giorno o due di solitudine, in cui andare dove meglio gli pareva, e meditare in lunghe ore indisturbate e voluttuose a quale svolta della sua vita era arrivato.
Aveva ricevuto due brevi lettere sconclusionate, in cui Fran gli diceva di sentire la mancanza di lui, cosa assai piacevole e confortante; ma poi le lettere parlavano di balli con Kurt fino alle tre del mattino, di un giorno in campagna con Kurt, di un invito da parte di certi amici di Kurt, i von Arminals, a passare la domenica seguente in una loro villa, nelle montagne dell'Harz. "Naturalmente, saranno lietissimi di avere anche te, se tornerai in tempo, e mi dicono di esprimerti il loro rincrescimento, nel caso che tu non ci sia", scarabocchiava Fran.
Gi!... commentava Sam.
D'un tratto si sent irritato. Oh, naturalmente, ella aveva "diritto" di andare con Kurt finch le pareva e piaceva. Lui non era un guardiano del harem. E certo sarebbe stato puerile da parte sua inferirne: "Se essa ha il diritto di divertirsi, allora ho lo stesso diritto". Qui non era questione di "diritti". Era questione di far quello che voleva, ossia di sapere se era disposto a pagare di persona... se voleva amori nuovi, estranei, se avrebbe potuto trovarli, e se era pronto a pagare con la propria dignit, col rispetto che Fran malgrado i suoi capricci aveva ancora per lui.
Dopo aver accompagnato i Pearson al treno per Amsterdam con ripetuti giuramenti di ritrovarli a Zenith fra tre mesi, dopo aver trascorso un'ora seduto al Caf des Deux Magots, a rimuginare sul franocentrico universo, che per lui aveva disastrosamente sostituito il mondo degli affari, della fabbricazione di automobili e del golf, afferrando bruscamente con la larga mano la lastra di marmo del tavolino, fin per confessarsi senza scrupoli che aveva fame, fame come una femmina sterile, di un'amante che avesse la fragilit di Fran, le ardenti dolcezze di Minna von Escher e la cordiale arguzia di Matey Pearson.
Cen solo in un piccolo ristorante di Montparnasse, affollato di giovani coppie amorose: un pittore svedese con una studentessa italiana, un giramondo americano con un'amante polacca, e coppie di russi bianchi e di italiani emigrati. Tutti quanti cinguettavano come pappagallini, tenendosi liberamente per mano, dinanzi al vin ordinaire e alla carne di cavallo. E siccome era un locale a buon mercato, c'erano anche dei veri Francesi, tutti a coppie, eccettuati alcuni aggruppati in comitive familiari straordinariamente chiassose. Gl'innamorati si accarezzavano le mani, si strofinavano l'un l'altro le gote senza ritegno, si guardavano negli occhi, obliosi del mondo intero.
Era primavera: primavera a Parigi!: profumo di ippocastani in fiore, frescura di suolo umido, e Sam si sentiva quasi altrettanto solo, come se fosse all'Adlon con Kurt e Fran.
Quando ripensava alla fredda formale cortesia che Fran dimostrava verso di lui si sentiva ribollire. E ancor pi si sentiva ribollire se guardava intorno a s, a tutta quella giovent in amore. Quella passione a cuore aperto, senza veli, Fran non glie l'aveva mai data. Egli era stato derubato... O era stato lui a derubare lei? Comunque, era un disastro; ed egli ne aveva abbastanza...
Ah, come si sentiva solo, quell'uomo grosso, cordiale, Sam Dodsworth! Avrebbe desiderato un uomo con cui parlare, dir spacconate, raccontar favole; e una donna con cui mostrarsi puerile e infelice, che l'avesse consolato; ma per quanto fosse ricco, e abbastanza fortunato nella vita, non aveva n l'uno n l'altra. Li cercava, sconsolato, coi nervi scoperti e dolenti. Come se andasse alla ricerca di qualcosa, dopo cena s'avvi lentamente verso il Select, il quale rivaleggiava col Caf du Dme come ritrovo dei vagabondi internazionali di Parigi.
Un uomo solo a un tavolino di caff, nel settore intellettuale di Parigi, e che in apparenza non aspetta nessuno,  sempre un uomo sospetto. Nel suo paese pu essere un principe, un ladro riuscito, o un esploratore, ma in questa citt di scioperati indigenti e pronti sempre a stringer amicizie, in questa citt dove chiunque sia appena al disopra del rango d'assassino o di martire professionale pu facilmente trovar dei compagni, si suppone ch'egli sia solo perch destinato a rimaner solo.
Ma  altres legge di questa citt d'avventurieri spirituali, incorporata con la Parigi pi semplice e casalinga (nuova Fiera di Vanit piena di segreti pi capziosi, di pi galanti Amelie e di pi amabili capitani Dobbin, quali Thackeray non seppe concepire) che, ove un simile solitario abbia un aspetto ricco, ove parli gentilmente ai camerieri e non attacchi discorso senza esservi invitato coi vicini del tavolino accanto, e beva lentamente il suo cognac all'acqua di Seltz, possa anche trattarsi semplicemente di un forestiero bene intenzionato, il quale sarebbe ben lieto di esser introdotto nella cittadella delle arti da un autentico iniziato della Bohme parigina: da qualcuno munito di adeguato disprezzo per i turisti: mettiamo una signorina che abbia avuto un libro recensito in una rivista, o un violoncellista del Dakota del Nord convinto che tutti lo scambino per uno zingaro magiaro.
Cos fu che, mentre Sam sedeva malinconico e staccato dal mondo al suo tavolino davanti al Select, quattro giovani al tavolino vicino si abbandonavano a commenti sull'esser suo, psicoanalitici, biologici, economici, acuti, penetranti, spietati. Lo vedete quel grosso giuggiolone tutto solo? diceva Clinton J. Gillespie, il miniaturista di Bangor. Scommetto che  un avvocato americano. Ha fatto della politica. Gli piace far dell'oratoria. In questo momento  in vacanze e s'annoia.
Macch! diceva il suo vicino. Prima di tutto, si vede subito che  un Inglese, e poi, guardate le sue mani! Suppongo che nelle vostre miniature cariate non ci sia posto per le mani!  ricco, di buona famiglia, eppure ha le mani d'un lavoratore. Si capisce subito che  proprietario d'un grande podere in Inghilterra, va pazzo per l'agricoltura, e con tutta probabilit,  baronetto.
Tutto bene, disse il terzo, un uomo pi piccolo, dal naso affilato, benissimo; salvo che  sicuramente un soldato e non ci giurerei sopra, ma secondo me, potrebbe essere un Tedesco!
Oh, mi fate venir mal di stomaco, tra tutti quanti! disse infine una ragazzina ventenne, dai capelli corti, un viso di cherubino, una bocca che pareva un bocciolo di rosa, un mento energico, un nasetto da copertina di rivista e gli occhi d'una donna di quarant'anni, amara e avida. Quante cose sapete, che poi non sono vere! Io, per me, non so quello che , ma mi sembra buono per una bottiglia di champagne, e vado a farmela pagare.
A che diavolo ti serve, Elsa, lament Clinton J. Gillespie, venire a Parigi, per attaccarti sempre a dei Babbitt come quell'individuo l? Non diventerai mai una scrittrice, va'!
Eh? Che gran male sarebbe... quando penso agli scrittori che girano qua dentro! strill Elsa, e trotterell verso il tavolino di Sam. In piedi dinanzi a lui, gorgheggi: Scusatemi, signore, ma non siete il signor Albert Jackson, di Chicago?
Sam alz il capo. Rassomigliava talmente all'edificante ritratto di "Miss Innocenza" nel calendario-omaggio del droghiere per Capodanno, che quell'antico stratagemma non lo contrari nemmeno. No, ma vorrei esserlo. Sono di Chicago, s, ma il mio nome  Pearson, Thomas J. Pearson, Banca e Credito. Volete accomodarvi? Sono un po' solo a Parigi.
Elsa non commise l'errore di affrettarsi a sedere. Non fu possibile identificare il momento in cui sedette, tanto modestamente s'era lasciata scivolare sulla sedia, con l'aria di non aver mai fatto in vita sua un incontro che cos poco s'addicesse a una signorina; e pareva che a ogni istante dovesse svolazzar via spaventata. Mormor: Oh, che sciocca sono stata! Avrete pensato che sono una sfacciata a rivolgervi la parola in quel modo, ma rassomigliate talmente al signor... Jackson, un signore che ho conosciuto in casa di mia zia, a New Rochelle... Mio padre  ministro della Chiesa Battista laggi... e anch'io mi sento un po' sola, un pesce fuor d'acqua; per quanto ci sia ormai da tre mesi. Sono qui a studiar letteratura per far la scrittrice. Siete stato molto gentile, a non offendervi, signore.
Offendermi? Ma  stato un piacere per me! disse Sam, con galanteria... e dentro di s, risolveva: S, s, piccola agnellina, piccola cercatrice d'oro, mi lascer portare in giro da te finch vuoi e passer la notte con te!
Si sent trionfante per aver potuto finalmente compiere, dopo tante difficolt, il primo passo verso il peccato.
E adesso, signorina, permettete che offra qualcosa da bere, o quello che volete, tanto per mostrarvi che sono una persona non meno cordiale e rispettabile che se m'aveste incontrato davvero in casa di vostra zia. Che cosa vi posso offrire?
Oh, io... io... io non ho quasi mai bevuto dell'alcool. Sam l'aveva veduta mandar gi due bicchieri di brandy, al suo tavolino. Che cosa si pu bere? Che cosa c' che non faccia male a una ragazza?
Beh! del brandy non ne berreste, naturalmente?
Oh no!
Gi, no. E allora, che cosa vorreste?
Allora... Oh, non so se trovereste stupido da parte mia, signor...
Thomas... Pearson J. Thomas.
Gi, come sono sciocca! Non trovereste troppo stupido da parte mia, signor Thomas, se vi dicessi che ho sentito spesso parlar di champagne e mi piacerebbe tanto assaggiarlo?
Ma no, non trovo affatto che sia stupido. Credo che anche le signorine possano bere dello champagne. (Sicuro! Stassera!  lei che si  avvicinata per la prima!) C' una marca speciale che vi piacerebbe assaggiare?
Ella lo guard sospettosa, ma sentendosi rassicurata dal viso largo di lui senza malizia, e pi naturale che mai, seguit:
Oh, di certo mi crederete proprio molto stupida, una vera ochetta; ma non conosco affatto le marche dei vini. Tuttavia ho sentito dire da un giovanotto che conosco qui, un giovanotto studente molto laborioso, che il Pol Roger Quinze, voglio dire del 1915,  un'ottima annata.
S, ho sentito dire anch'io che  un ottimo vino, disse Sam, e mentre ordinava, il suo sguardo apparentemente poco osservatore notava che uno dei compagni di Elsa manifestava vivi segni d'ammirazione, e poi tendeva a un altro dei tre un biglietto da cinque franchi, come qualcuno che paga una scommessa.
"Sar per caso secondato, nella mia prima conquista?" si domand. "Pu darsi che ne abbia bisogno! Non me la caver mai, da solo! Mi piacerebbe di mangiarmelo di baci, quel folletto, ma, oh Dio, non posso mica tirarmi dietro una bambina pi giovane di mia figlia!"
Per la mezz'ora che segu parl animatamente con Elsa: di Berlino e di Napoli, di Lindbergh, che proprio in quella settimana aveva volato da Nuova York a Parigi, e, inevitabilmente, di proibizionismo e dei romanzi ch'ella ancora non aveva cominciato a scrivere; e intanto tutti i suoi sforzi miravano a sbarazzarsi di ogni scrupolo, a ritrovare la prima imperterrita risoluzione di dimenticare il rispettabile Samuel Dodsworth e di agire da bandito.
La gelosia e lo champagne lo aiutarono.
Trascorsa una mezz'ora, Elsa, sempre con molta grazia, sussult, esclamando: Oh guarda! L a quel tavolino ci sono dei giovanotti che conosco. Come avete detto, siete solo a Parigi. Forse sarebbero molto lieti di farvi un po' da guida, e sono certa che vi conoscerebbero con molto piacere. Sono giovanotti molto simpatici, e tutti pieni d'ingegno! Vi spiace se li faccio venire qui?
Contentissimo...
Ella fece cenno ai tre giovanotti presso ai quali era stata seduta prima, e li present come Clinton Gillespie, di Bangor, miniaturista, Charley Short, di South Bend, che per ora si occupava di pubblicit, ma che fra poco avrebbe iniziato un settimanale radicale, e Jack Keipp, l'illustratore. Che cosa illustrasse Jack Keipp, rimase per sempre un vago mistero. Al contrario di Elsa, non si fecero pregare per sedersi. Lo fecero rapidamente e parevano assetati, e scambiarono strani sguardi d'intesa allorch Sam, docilmente, ordin altre due bottiglie di Pol Roger.
Mentre bevevano lo champagne di Sam, la conversazione si scost alquanto da lui. La discussione volgeva intorno al pi artistico dei soggetti, l'odiosit di tutti gli altri artisti; e qua e l, condiscendenti, gettavano un osso a quel filisteo, Pearson J. Thomas, sotto forma d'uno schiarimento sulle persone di cui parlavano.
Dopo aver bevuto mezza bottiglia per uno, si dimenticarono che Elsa doveva esser considerata come dei giovanotti educati considerano la figlia di un ministro della Chiesa Battista. Cominciarono a malmenarla. La contraddissero. Uno di essi (l'omino dal naso affilato, Mr. Keipp) le prese una mano. E dopo un'intera bottiglia Elsa stessa parve dimenticar molte cose. Rise troppo forte, per esempio, a un accenno d'una storiella, che nessun cherubino da cartolina natalizia doveva certamente aver udito raccontare.
Cos, la gelosia e una profonda avversione per quella superbiosa giovent aiutarono Sam a disperdere i resti della sua riluttanza.
Alla malora, diceva a s stesso, non mi si vorr mica far credere che non ci sia stato proprio nulla, tra lei e quel topo di Keipp! In ogni modo il vecchio nonno Sambo vale dieci volte pi di quello sbarbatello! La voglio!
La sua risoluzione si rafforzava. Una volta vinta l'orribile battaglia di passar su s stesso, una volta che non si tratt pi che di conquistare lei, ella cominci a sembrargli (attraverso una bruma leggermente colorata di champagne) straordinariamente desiderabile.
Probabilmente domani mattina mi prender a schiaffi. Ma non me ne importa! Son ben contento di averla! E adesso bisogna liberarsi di questi mocciosi! Andiamo, Sam, svegliati, e fatti avanti!... Me la porter al Continental, diavolo!
Fran sarebbe stata stupita di sentir chiacchierare tanto il suo taciturno Samuel. Presto ebbe scoperto un mezzo di parare le stoccate di quei giovani genii, e consisteva nell'ammettere, prima ancora che essi se ne rendessero conto, che egli,  vero, era un fesso, ma che la sua posizione tra i fessi era assai pi alta della loro tra i non-fessi.
Quell'attacco li sconcert, e cos egli pot contraddirli con gioconda disinvoltura. Si divert a dichiarare che Eddie Guest era il miglior poeta americano, e molte altre cose ancora che aveva sentite dire a Tub e che non credeva. Fu cos screanzato che essi ne furono schiacciati, abituati com'erano a veder dei signori liberali e ricchi come Pearson J. Thomas scusarsi della loro ricchezza e della loro generosit, e ammirare le raffinatezze di Gillespie, Short e Keipp.
Elsa gli dava ragione in tutto e per tutto; lo rinfocolava, prendendo le sue parti contro gli altri; lo incoraggiava, sino a che (con un vago stupore dinanzi al trionfo della propria asinit) egli si sent dichiarare che gli aspiratori elettrici erano pi importanti di Omero, e che il signor Mutt, il personaggio delle storielle comiche illustrate, era un personaggio pi potente di Soames Forsyte. (Personaggio del romanzo la Saga dei Forsyte).
Frattanto egli continuava a pagare.
I signori Gillespie, Short e Keipp non rifiutavano nessuna consumazione. Dopo lo champagne, Elsa propose il brandy (aveva dimenticato che quella era una bevanda che aveva appena sentito nominare), e molti bicchierini di brandy vennero, e la pila delle sottocoppe, che serviva di memorandum per le consumazioni che Sam avrebbe dovuto pagare, cresceva sempre pi alta davanti a lui, mentre l'innocente lato pioniere del tavolino, dinanzi a Gillespie, Short e Keipp, rimaneva vergine, fuorch per il primo bicchierino di brandy.
Ma Sam provava un malizioso piacere. Come, altrimenti, avrebbe potuto provare a Elsa che egli era un amante assai pi prezioso di quel Keipp dal naso a punta?
Ora egli parlava soltanto a Elsa, ignorando i tre giovani. Gi cominciava a mostrarsi pi sincero verso di lei, pel desiderio di guadagnarsi le simpatie di quella rosea bambina. Si persuase che aveva due occhi duri,  vero, ma pieni d'intelligenza.
Finalmente os stendere la mano sotto il tavolino, e la mano di lei, calda, giovane, viva, si rifugi nella sua, rispondendo alla sua stretta con un'altra stretta, che lo rimescol tutto in modo insopportabile. Egli divent molto gaio, tutto lieto al pensiero di quel segreto comune. Ma un leggero ostacolo si oppose al fiume delle sue effusioni.
Oh, scusate un momento, caro, tub Elsa. Ecco Van Nuys Rodney, laggi. Vorrei chiedergli una cosa. Scusatemi un momento.
Svolazz verso un tavolino, al quale sedeva un uomo enormemente capelluto, in camicia azzurra, e Sam la vide spogliarsi di tutto il suo brio, in un'assorta conversazione.
Negletto dai suoi ospiti, rimase l, al proprio tavolino.
Tre minuti dopo, Jack Keipp s'alz in piedi, mormor, Un momento, scusate, e Sam lo vide raggiungere Elsa e Van Nuys Rodney e unirsi alla loro conversazione. Poi, fu Gillespie a sbadigliare: Beh, credo che m'incamminer verso casa, e Short abbozz un, Lietissimo d'aver fatto la vostra conoscenza, signor... Hm... e se ne andarono. Sam li vide avviarsi per il boulevard. Si rammaric di non esser stato pi cortese verso di loro: anche i Short e i Gillespie valevan qualcosa, in questa citt di allegria e solitudine.
Quando si volse di nuovo, s'accorse che Elsa, Keipp e Rodney erano spariti.
Attese che Elsa tornasse. Attese un'ora, in compagnia della mostruosa pila di sottocoppe ammonticchiate dinanzi a s. Ella non torn. Egli pag il cameriere, s'alz lentamente, chiam senza sorridere un taxi, e sedette, agghiacciato, solo.
A un certo momento della notte, e non seppe mai se avesse sognato o se fosse sveglio a met, sent Fran dirgli freddamente: "Mio caro Samuele, te ne accorgi finalmente (non  proprio come te l'avevo detto io?) te ne accorgi che le donne le conosci molto meno di quanto non le conoscesse un europeo come Kurt a diciott'anni? Ah, questi uomini americani! Tanta agitazione e dubbi e incertezze, per sapere se sia il caso o no di sedurre una sgualdrinella! E poi, non esser nemmeno capaci di farlo! Che spettacolo! Ma Kurt... gi, prima di tutto, Kurt l'avrebbe condotta via, Elsa, lontano da quei suoi amici parassiti..."
Non c'era dubbio, era la voce di Fran, ed egli non trov risposta.
Si svegli di nuovo, e stavolta non era pi Fran, bens lui stesso che si scherniva: "E la cosa pi disgustosa di tutta quella faccenda era quella superiorit a buon mercato che tu provavi di fronte a quei miserabili pseudo-artisti. Poveri ragazzi! Naturalmente, si sentono in dovere di mostrarsi affettati e superbiosi, perch in fondo sono dei mancati".
E ancora: "S, va tutto benissimo, ma ritrover Elsa, e allora..."
...
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Capitolo 28.
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...
Dorm male; si alz alle sei, chiam per la colazione, e con la colazione tutto torn piacevolmente chiaro per lui.
Era cos contento di non essersi lasciato traviare da Elsa che non vi pens pi, nemmeno un secondo. Tutti i suoi pensieri volgevano ora verso Fran.
Perch aveva permesso che i dissensi, i rimproveri, le impazienze, e tante piccole cose insignificanti alzassero un ostacolo, non materiale ma pur minaccioso, come un muro intravisto in un incubo? Quello che ci voleva era un buon chiarimento sincero con lei! E quel viaggio a Parigi, e la sua confessione a Matey, e la sciocca avventura con Elsa, e la solitudine, e la lontananza da Fran, gli facevano sentire che ora avrebbe potuto esser sincero.
Era stato uno stupido. Aveva a che fare con una bambina. Perch non trattarla cos, come una deliziosa bambina, a cui voleva un mondo di bene; perch non esser pi paziente, meno irritabile di fronte ai suoi capricci passeggeri? Una bambina. Un lago, in cui si riflettevano nubi soleggiate e raffiche di temporale.
Tornare a lei e dirle: "Ascolta, cara..."
Non sapeva troppo bene ci che avrebbe detto dopo quell'"Ascolta, cara...", ma sarebbe stato quanto mai affettuoso e convincente. L'amava tanto, Fran, con quegli occhi ardenti...
Ma... e Kurt von Obersdorf?
Ebbene? Anche vedendo le cose da un brutto punto di vista, che cosa c'entrava? O Fran era tuttora innocente e non capiva il pericolo che la minacciava, oppure era gi caduta e lo rimpiangerebbe. In tutti e due i casi, quando egli le avesse paternamente spiegato i pericoli cui si esponeva con un amante poco sicuro come Kurt, ella capirebbe la ragione, e riderebbe con lui di quell'ombra passeggera simile a un miraggio, che s'era alzata tra di loro: s, ecco quello che era... un miraggio, un gioco eccitante, come tante altre cose nella sua vita misteriosa e drammatica! E poi sarebbero ritornati a casa insieme.
Doveva affrettarsi a raggiungerla. Subito! Se avesse potuto prendere un aeroplano! Quello stesso pomeriggio, sul tardi, l'avrebbe riveduta!
Malgrado il suo interesse professionale per i motori d'aeroplano, Sam non aveva mai volato. Come molti uomini positivi, si era sempre astenuto per una lieve paura, ma ora, nel suo ardore, disprezzava quel timore del pericolo.
Nacque quindi in lui un prepotente bisogno d'attivit, quale non conosceva dai giorni pi difficili della Revelation. Fece domandare al portiere che s'informasse a che ora partiva l'aeroplano per Berlino. Partiva alle nove, tra due ore. Telefon per farsi serbare un posto. Il cameriere si precipit per far preparare il conto di Sam. Il valet de chambre faceva le valigie. Un'automobile venne ordinata per condurre Sam all'aerodromo.
Per strada, in automobile, si sent lievemente agitato. La lunga pratica dell'automobilismo non l'aveva affatto preparato a volare. Ma la prospettiva di rivedere Fran tra qualche ora calmava la sua apprensione, e quando, arrivato all'aerodromo, vide il grande apparecchio dall'aspetto solido quanto un piroscafo, con la fusoliera di metallo e le vaste ali intrecciate di fili metallici, quando vide il pilota che tranquillamente andava a mettersi a posto, e gl'inservienti che caricavano il bagaglio, allora tutta la sua nervosit si mut in giubilo. S'arrampic su per una scaletta, attravers l'ala sinistra, pass per la porticina come una bambino che vada a fare una passeggiata in barca.
La cabina somigliava all'interno d'un'automobile grandissima o di un piccolo autobus: poltrone di cuoio, profonde e comode come quelle d'un club; pareti rivestite di cuoio pressato; e il pilota, coll'intrico del macchinario dinanzi a s, non s'intravvedeva che da un finestrino. Se non avesse gettato ogni tanto un'occhiata dal finestrino accanto a lui, Sam non avrebbe avuto l'impressione di trovarsi in un luogo cos precario e fantastico come un aeroplano. I suoi compagni di viaggio, una mezza dozzina in tutto, sembravan prender le cose con molta calma. Uno di essi, non appena seduto, aveva aperto un libro e per un'ora buona non alz il capo.
Sam si vergognava ampiamente della diffidenza provata prima e quasi sperava di andar incontro a qualche lieve pericolo.
La partenza avvenne senza cerimonie, dopo un semplice cenno dell'ufficiale di servizio. Rotolarono sul suolo per tanto tempo che Sam si domandava se l'apparecchio non fosse troppo carico per alzarsi a volo. Poi lo colse un sospetto di nausea: certo, quando fossero in aria, bene avviati in volo, tutto andrebbe a meraviglia, ma che impressione sgradevole, abbandonar la terraferma e sentirsi sbattere di qua e di l, prendendo quota!
In realt, non seppe mai il momento in cui si erano alzati a volo. Sobbalzavano bruscamente sul terreno tra una quantit di rumori, l'elica, girando, faceva incurvare l'erba dietro di loro: poi, come per magia, si trovarono a dieci piedi in aria, si accorsero di aver superato il tetto dell'hangar, si videro in alto, quanto la torre Eiffel ormai lontana; e non provarono nessuna commozione, fuorch un senso di curiosit per il fatto di non sentirsi minimamente turbati.
Osserv che la sottostante distesa di campi somigliava a una carta geografica; si persuase di provar una certa emozione quando sorvolarono qualcosa che pareva un banco di nebbia (o, meglio, pareva risciacquatura di sapone) e cap ch'era una nuvola, e che per dovevano trovarsi almeno a un miglio d'altezza. Ma che la campagna assomigliava a una carta geografica, che si passava al disopra delle nuvole, egli lo sapeva per averlo letto. Di fatto, non speriment nulla che non avesse gi letto molte volte, finch osserv, e questo non l'aveva letto mai, che il viaggiare in aeroplano, col bel tempo, era il modo pi monotono e tedioso di viaggiare che l'umanit conoscesse, eccettuato forse l'andare in barca su un canale in un paese di pianura; e dopo aver guardato la carta geografica per ore e ore fin per stancarsene. Si sentiva pi estraneo alla terra che non nella pi rapida automobile o nel treno pi veemente.
Tutto ci era talmente monotono, aveva tali apparenze di sicurezza, che egli rise al ricordo della sua agitazione; e rise pi ancora, quando un uomo d'affari, un Francese, prese una macchina da scrivere portatile, la colloc su una valigia sui propri ginocchi e, a un miglio d'altitudine in aria, cominci placidamente a battere una lettera.
Allora lasci da parte tutto quanto si riferiva all'aviazione, limitandosi a dare ogni tanto una occhiata alle lontane colline verdi, e s'immerse nei suoi pensieri su Fran. Oh, avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei... le avrebbe fatto comprendere... la devozione sua certamente glie l'avrebbe ricondotta tra le braccia!
Erano partiti da Parigi alle nove; avrebbero dovuto atterrare in Germania, a Dortmund, alle tre meno venti. Prima dell'una incontrarono un temporale e tutta la monotonia tediosa del viaggio fu spazzata via come per incanto.
La piccola cabina pareva tutt'altro che al sicuro, allorch i lampi l'avvolgevano abbaglianti. Fremevano in un bufera di vento, correvano incontro a una nuvola oscura, e per un paio di minuti parvero perduti in una notte buia, fino a che dalla nube uscirono nella pioggia che picchiava ai vetri dei finestrini. Sam, che aveva animosamente guidato le sue vetture da corsa a centodieci miglia all'ora, appariva ora palesemente seccato. E non c'era nulla da fare! Non si poteva uscir fuori, all'aperto, non c'era nemmeno un mare, in cui buttarsi a nuoto, nulla: solo etere oscuro e traditore.
Un uomo che stava dall'altro lato della piccola corsia, presso a Sam (egli non cap mai che razza di lingua masticasse) guard fuori, rise come per farsi coraggio, cav una bottiglia di cognac, bevve a lungo, gorgogliando, poi, senza una parola, la porse a Sam. Senza esitare Sam bevve a sua volta, e s'inchin, riconoscente.
Cerc di nuovo di pensare a Fran, che ora gli appariva come un giovine volto pallido, il quale, al di l dei vetri, a mezz'aria, accompagnava l'aeroplano: null'altro che questo.
Dopo il temporale, incontrarono una bufera di vento. Salirono turbinando, caddero di un centinaio di piedi, ebbero la stessa sensazione di una discesa in un ascensore rapidissimo, il quale vi lascia lo stomaco due piani pi in alto; ondeggiarono, tremarono come un'orata in alto mare.
L'uomo d'affari, che senza dar segni d'emozione aveva continuato a scrivere a macchina, si alz con calma e vomit abbondantemente in un sacchetto di carta; tosto il simpatico filantropo dalla bottiglia di cognac lo imit, ancor pi abbondantemente, e Sam Dodsworth avrebbe voluto far come loro, ma soffriva orrendamente di non poter vomitare.
Per un'ora e pi furono scossi a quel modo, inermi come dadi in un cornetto, e quando, con ineffabile soddisfazione, atterrarono finalmente all'aerodromo di Dortmund, Sam s'accorse che c'era un altro temporale in vista.
Se Fran o Tub Pearson fossero stati presenti e l'avessero osservato, forse non avrebbe avuto il coraggio di ammettere che gli mancava il coraggio di continuare il viaggio sino a Berlino in aeroplano; la cosa era gi difficile abbastanza, davanti a un censore piuttosto severo come Sam Dodsworth, ma mentre l'apparecchio atterrava cautamente, seguitando a correre sul suolo, cos innocente e tranquillo come se non si fosse mai sognato quelle pazze capriole a mille metri in aria, Sam decise tra s: "Beh, per la prima volta mi pare che basti; prendiamo il treno!"
Per quanto, girandogli la testa, barcollasse un poco scendendo, era raggiante di sciocca beatitudine recuperando la terra, la bellissima terra sicura e solida.
Presso l'aerodromo c'erano dei taxi in attesa, ma ora Sam si sovvenne che non sapeva nemmeno dire in tedesco "stazione" o "treno". A Berlino, s'era sempre affidato a Fran. Guard disperatamente il conduttore del taxi nel quale un facchino aveva depositata la sua valigia, e grugn: Berlin? Vagone? Berlin?
Capito, padrone, rispose l'uomo. Al treno per Berlino! Beh, come si sta, laggi negli Stati Uniti?
Sam fece l'inevitabile domanda e gli fu risposto:
Se ci son stato, laggi? Non mi fate ridere! Son nato in Prussia, ma per ventisei anni ho vissuto a Filadelfia e a Kansas City, e poi sono stato tanto cretino da tornarmene quaggi, e m'hanno acchiappato nell'esercito, e non ci credete a chi vi dice che la guerra  stata una cosa carina e di buon conto! Su, padrone!
Nel treno di Berlino Sam dimentic Fran per ben tre minuti, incollerito contro se stesso di non aver osato continuare in aeroplano. Ci tradiva la sua indecisione e la vecchiaia incipiente. Era dunque un vigliacco? Decise che l'autunno prossimo, con o senza Fran, avrebbe fatto un altro viaggio in canoe, nel Canada; vivrebbe frugalmente, dormendo sulla nuda terra, portando da s i bagagli, remando tutto il giorno e attraversando le correnti pi rovinose. Sicuro... con Fran o senza...
No, con lei, a tutti i costi! Certamente Fran non resisterebbe alla novella passione ch'egli le recava, dopo la sua avventura parigina.
Il treno giunse a Berlino poco prima di mezzanotte.
All'albergo egli afferr la sua valigia, senza attendere il facchino, e si precipit nell'atrio.
Mia moglie  in albergo?...: signora Dodsworth, appartamento B 7, domand al banco del portiere.
La signora  uscita, se non sbaglio. La chiave  qui, disse l'impiegato.
Sam segu con tristezza il ragazzo che gli portava la valigia fino all'ascensore.
Rimand gi la chiave, dicendo a se stesso che faceva cos perch era stanco e forse si sarebbe addormentato prima del ritorno di lei.
Ella non era nell'appartamento; ma c'era, col suo profumo, la sua presenza viva. Un po' di cipria rosa versata sul vetro del tavolo da toeletta; sul letto, pronto gi per la notte, la sua camicia da notte guarnita di merletto d'Irlanda; sulla scrivania, nel salotto, una lettera incominciata, per Emily:... tutte quelle ombre di lei rendevano la sua assenza ancor pi evidente. Dalla mezzanotte fino alle due e mezza egli sedette in attesa di lei sfogliando delle riviste, e tutta la sua agitazione furibonda e primitiva si raffreddava ad ogni minuto che passava.
Alle due e mezza, ud ridere in corridoio. A malincuore, ma sentendo che non poteva agire altrimenti, si alz d'un balzo, spense tutte le luci nel salotto, e rimase in piedi, al buio, nella camera da letto.
Ud aprire la porta; ud Fran gorgheggiare: S, entrate pure un momento, ma un momento solo! Povera piccola Fran, non ne pu pi! Che orchestra, per! Avrei continuato a ballare fino al mattino!
E Kurt: Oh, cara, cara!
Buona sera, disse, Sam, sulla soglia della camera da letto, e Fran ebbe un singhiozzo, uno solo, breve.
Arrivo ora da Parigi. Sam avanz nel salotto, accese le luci, e ristette, sentendosi goffo e ingombrante, commiserandosi per quell'atteggiamento da melodramma.
Oh, Sam, come sono contento! Ben tornato! esclam Kurt. Fran e io siamo stati a ballare. Adesso me ne vado a casa; vi telefoner domattina, per far colazione insieme.
Diede un'occhiata a Fran, esit come se volesse dire qualcosa, s'inchin, e usc.
Fran fissava Sam con odio, mordendosi le labbra. Supplichevole, Sam disse:
Cara, sono tornato cos all'improvviso... ascoltami, cara, sono venuto in aeroplano... perch non potevo vivere senza di te! Non credere ch'io sia in collera perch tu e Kurt siete rientrati cos tardi...
E perch dovresti esserlo? Ella aveva gettato il mantello da sera rosso e oro sul divano.
Senti, cara! Debbo parlarti seriamente. Sono tornato deciso a fare tutto quello che vuoi, purch tu sia felice. Ti adoro. Lo sai. Sei tutto quello che ho al mondo. Soltanto, bisogna finirla con questa stupida vita d'avventurieri senza casa, e tornare a Zenith...
Ah  questo che tu chiami far la mia felicit? E adesso ascoltami, per ripetere la tua frase favorita! Io amo Kurt e Kurt mi ama e lo sposer! Non m'importa quello che mi coster! L'abbiamo deciso questa sera. Tutto quello che posso dirti  che mi ha fatto piacere vedere che Kurt  stato troppo gentiluomo per romperti la testa, come probabilmente ne aveva voglia, quando ci hai fatto quel bel tiro provinciale di nasconderti in camera da letto per sorprenderci...
Fran, Fran!
Senti, ora non farmi il ragazzino offeso e stupito! Non c' ragione di lamentarsi. Tu non mi hai mai conosciuta. Non hai mai conosciuto nulla di me. Non hai mai nemmeno saputo che vestito portavo, quali fiori mettevo nel tuo studio, i sacrifici che facevo per coprire le tue goffaggini e per aiutarti a coltivare i tuoi uggiosi amici, i tuoi uggiosi affari e la tua uggiosa reputazione!
Fran!
Oh, lo so!  bestiale quello che dico! Ma ero cos felice con Kurt, fino a due minuti fa, ed ecco che ti ritrovo qui come un elefante in agguato: gi, il grande Dodsworth, il magnate dell'automobile, il quale ha diritto di vita e di morte sulla mia anima, sui miei sogni e sul mio corpo! Ma non lo sopporter!... Poveri... s Kurt ed io saremo poveri. Grazie a Dio, per, abbiamo i miei ventimila dollari all'anno, anche se rappresentano la povert, tra le persone che conosce lui...
Ella pareva agitata da furore isterico; strappava il suo vestito da sera; ed egli provava il terrore d'un uomo che assiste suo malgrado a un delitto. Timidamente disse: Sta bene, cara. Una cosa, soltanto. Ti vuole sposare?
S!
Allora, me ne andr. Egli ebbe la visione della solitudine, come l'aveva conosciuta a Parigi, al Select. Sar possibile ottenere il divorzio, qui in Germania?
S, credo di s. Kurt dice che si pu.
Rimarrai qui a Berlino?
Credo di s. Un amico dei Biedner ha un bell'appartamentino da affittare, proprio sul Tiergarten.
Benissimo. Allora, me ne andr. Domani. Per stasera temo che sia troppo tardi. Dormir qui, sul divano del salotto, se non t'importa.
Fa come vuoi... Oh, lo vedo che in un momento simile hai una gran voglia di recitar la parte del povero marito paziente! Hai giusto quel tanto d'istinto che ti ci vuole per capire che  il solo mezzo per mettermi dalla parte del torto, senza speranza, e farmi sentire che sono stata una donna infame, che non ha saputo apprezzarti, e che dovrei ricredermi e tornare tua sposa fedele e pentita. Ebbene, non voglio! Hai capito? A Sam pareva d'esser stato schiacciato a forza in un angolo. Kurt ha tutte le qualit ch'io ho sempre desiderate, la vera educazione, cultura, modi squisiti, anche quel suo delizioso e infantile modo di fare da clown. S, e mi affretto a dichiarartelo prima che tu me lo butti in faccia gentilmente, e oltre a ci la sua posizione sociale. Confesso che non mi spiacerebbe essere contessa, per quanto un uomo come te non possa mai capire quanto ci sia poco importante, in fondo. S, e fisicamente, Kurt ( vero) non ha la tua forza di toro, ma va a cavallo, tira di scherma, balla, nuota, gioca al tennis... oh, perfettamente. E ha tanto senso romantico! Ma gi, tu te ne andrai in giro a dire a tutte quelle asfissianti brave persone di Zenith che io non ho saputo apprezzare le tue auree...
Finiscila! Ti avverto!
...virt, e che io sono una pazza americana a caccia d'un blasone, e tu ti divertirai a dire con ironia che con tutto il suo titolo il conte Obersdorf non  che un impiegato, e probabilmente un cacciatore di dote, e con questo ti sentirai giustificato di essere un uomo seccante! Oh, vedo gi la tua soddisfazione di potermi coprire d'ignominia...
Dio!
Fran indietreggi dinanzi a qualcosa che vide nel volto di lui. Egli era in piedi, presso un tavolino. Aveva raffreddato la robusta mano destra afferrando un vaso di rose. Ora quella mano si serrava lentamente, la spalla si contraeva, sino a che il vaso si spezz, e l'acqua col attraverso le sue dita. Egli gett pezzi di vetro e fiori schiacciati in un angolo e si asciug le dita sanguinanti. Quel gesto forsennato gli fu di sollievo.
Fran parve spaventata; ma arditamente, bench le tremasse la voce, disse: Non farmi la trag...
Egli l'interruppe, in tono aspro, molto positivo: La tragedia  finita, da tutte e due le parti. Ti ho gi avvertita che desidero farla finita. Se ti piace seguitare il tuo giochetto di stuzzicarmi, la prossima volta non sar pi un vaso. E adesso restano due o tre cosette da regolare. La mia partenza  decisa. Ma sei proprio sicura che Kurt ti voglia sposare?
Sicurissima!
C' stato qualcosa di pi...
No, non ancora... Mi rincresce di doverlo dire! Forse sarebbe accaduto questa sera, se tu non fossi ritornato. Oh, scusami, non ho intenzione cos malvagia come forse ti sembrer; ma sono un po' nervosa. Non credere ch'io non sappia quello che la gente dir di me e quello che penseranno Emily e Brent, sopratutto. Oh, pagher...
Come vuoi. Ma ora promettimi una cosa: vedi pure Kurt finch ti fa piacere, ma promettimi che aspetterai un mese prima di decidere a incominciare le formalit pel divorzio. Voglio che tu sia sicura.
D'accordo.
Dar istruzioni alla mia banca perch tu abbia diecimila dollari all'anno, oltre le tue rendite personali. E con ci mi pare che tutto sia a posto.
Oh, Sam, se potessi almeno farti capire che  stata la tua ignoranza, la tua smania d'importanza, e che non  colpa mia...
All'improvviso egli afferr una Fran stupefatta e scompigliata, la cacci a viva forza di l, nella camera da letto, e brontolando: Ne abbiamo fatte abbastanza di parole per questa sera... rinchiuse la porta sulle sue infuriate proteste... Si rabbuff, dentro di s, per quella scelleratezza... sospir che sarebbe rimasto tutta la notte a occhi aperti... e, senza altri preparativi per coricarsi, fuorch togliersi la giacca e le scarpe, cadde disteso sul divano addormentandosi di colpo, profondamente.
...
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Capitolo 29.
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La mattina dopo era calmo, ben deciso ad andarsene non appena possibile. N ella era meno calma. Quando, alle otto, egli apr la porta della camera da letto, ella era gi vestita, elegante in un abito turchino, giacca, gonna e semplice camicetta, e lo guardava come se fosse un domestico che avesse deciso di licenziare per la sua insolenza. Tranquillamente disse:
Buon giorno. Spero ti renderai conto che iersera, malmenandomi e minacciandomi come hai fatto, hai reso impossibile qualunque riconciliazione tra noi.
Eh? Tanto meglio.
Come?... Capisco. Benissimo, cos tutto quanto andr molto pi facilmente. Almeno, sappiamo a che punto siamo. M'immagino che vorrai tornare a Parigi, per un po' di tempo, almeno.
Credo di s! Prender il treno della sera.
Allora avrai parecchio da fare. Mi rincresce disturbarti, ma credo che dovremo regolar molte cose: la casa di Zenith, il nostro patrimonio, e cos via. Sei molto generoso di voler seguitare a passarmi una somma, per quanto non l'avrei accettata, sicuramente, se non sapessi che forse dopo tutto me la sono guadagnata, tenendo la tua casa, ricevendo i tuoi soci d'affari e cos via. E poi dovrai fare anche tu i tuoi bauli e non sar un lavoro facile separar tutto quanto, ora che le nostre cose sono mischiate e in disordine nei bauli. Bisogner metterci all'opera subito. Se vuoi fare il piacere di ordinare la colazione e di farti la barba (mi pare che tu ne abbia piuttosto bisogno, permetti che te lo dica!) intanto io scender e ti far prendere dal portiere il biglietto per il treno e per il vagone letto. E telefoner a Kurt. Mi figuro che ti faccia piacere dirgli qualche insolenza... Vuol dire che la sopporter! E credo non sarebbe male per la mia reputazione, una volta che sono in una situazione falsa (ma non mi aspetto affatto che di ci ti renda conto equamente) non sarebbe male se Kurt e io t'accompagnassimo insieme alla stazione questa sera.
Fran, non voglio far dei paroloni, ma ti prego di credere che non desidero rivedere von Obersdorf, nel modo pi assoluto, n ora n mai, n per alcuna ragione. Nel suo interesse e nel mio, credo sia meglio che tu abbandoni la tua idea di voler tener per te tutta la torta, e mangiartela... di mandarmi a spasso e poi lasciar che il mondo ti creda una fedele moglie abbandonata e tradita.  chiaro, mi sembra. Hai capito?
Perfettamente. Benissimo. Mi faresti molto piacere se per quest'ultimo giorno almeno tu evitassi di alzare la voce, perch possa serbare di te un ricordo un po' pi piacevole! E, senti, non dimenticarti di ordinare il succo d'arancio per me. Ritorner, non appena sar pronta la colazione. Troverai il tuo abito blu stirato di fresco, nell'armadio; l'ho fatto fare mentre tu eri via.
Alle undici, mentre Sam stava facendo i bagagli e Fran era uscita per andare a comprare un altro baule, Kurt von Obersdorf entr senza bussare, prima nel salotto, poi nella camera da letto, e Sam se lo vide davanti sulla soglia, mentre si strofinava nervosamente le mani.
So che non desideravate affatto vedermi. Cos mi ha telefonato Fran. Ma voi non avete ancora capito, Sam. Non sono un gigolo, n un Don Giovanni. Io amo Fran; le chiederei di sposarmi, se fosse libera. Ma se vi dicessi quanto voglio bene anche a voi, e quanto vi ammiro, mi scambiereste per un pazzo sentimentale. Non ho mai fatto altro che dirle che essa non vi stima abbastanza. Se potessi riconciliarvi tutti e due, dirvi "Non ve ne andate, non la lasciate sola; essa ha tanto bisogno del vostro aiuto!", se potessi riunirvi e conservarvi tutti e due come due cari amici, me ne andrei io, invece di voi; s, oggi stesso me ne andrei!
Sam si alz dal baule dinanzi al quale stava in ginocchio, si asciug le mani impolverate, e, in maniche di camicia, disse gravemente:
Supponiamo che vi prendessi in parola, von Obersdorf, supponiamo che dicessi: "Benissimo, andatevene per davvero da Berlino, oggi stesso, e io resto qui..."
Lo farei se, dal canto vostro, mi prometteste di serbar sempre il vostro affetto per Fran! Oh, non dico di potermene andar via per sempre, di nascondermi chiss dove. Sono un pover'uomo. E debbo, in parte, pensare a mantenere anche mia madre. Ma potrei farmi mandare a Budapest per affari, per tre settimane. Stiamo organizzando una succursale laggi. Volete che parta?
Pareva un fanatico, e parlava come un crociato. Ma Sam cap confusamente, con una certa tristezza, che desiderava di partire, che non aveva pi voglia di veder Fran recitare la commedia; e per conto suo sent che aveva paura di rimaner solo con Fran infuriata, ove Kurt li avesse abbandonati.
No, rispose. Vi domando perdono. Vi credo. Ecco quel che ci rimane da fare. Naturalmente, io non posso sapere fino a che punto arrivi il vostro affetto per Fran. Ma quello che  certo  che Fran ed io non ci metteremo pi d'accordo. Del resto, non so se sarebbe un bene per noi, dopo tutto. Il meglio che possiamo fare  di non far nulla; di lasciare che le cose seguano il loro corso. Io me ne vado. Fran rimane. Voi rimanete. Voi vedrete quello che avverr dentro di voi, e cos lo vedr io, e se voi amate quella donna (come l'ho amata io, per Dio, e come credo di amarla ancora!) non vi fate intralciare da nessun riguardo per me. Al posto vostro io agirei cos, credo. Non vi aspettate, con ci, ch'io vi dica "Dio vi benedica, ragazzi miei!"; avrei piuttosto voglia di dirvi: "Andate all'inferno!". Ma in coscienza, non vedo dove potrei darvi torto. No. E ora debbo finire i miei bagagli. Addio, Obersdorf. Non venite alla stazione stasera; non lo desidero assolutamente. E credo ancora di dovervi dire che ho ben paura che abbia ragione lei. Credo potrete farla felice, pi di quanto non l'abbia fatta io.
Ma voi... andarvene cos solo...
Oh sentite, non mi rompete gli stivali! Non vi tormentate per me! Sono libero, ho i capelli bianchi, e sono maggiorenne! Ognuno di noi ha troppe delicatezze per l'altro, in questa faccenda! E immagino che tutto quanto sarebbe andato molto meglio, se uno di noi avesse preso il toro per le corna, e avesse saputo quel che voleva e si fosse fatto valere di santa ragione. No. Io star benissimo. Addio.
Kurt strinse esitando la mano che gli veniva tesa. Sam gli volse la schiena. Quando alz il capo, Kurt era uscito.
Se Fran sapeva della visita di Kurt, non lo diede a vedere. Per tutta la giornata ella fu cortese, vivace e pi dura dello smalto.
Per preparare i bagagli pel viaggio di lui (quel viaggio senza meta che durerebbe forse eternamente) bisognava vuotare tutte le numerose casse e valigie che quei viziati figli d'una nuova ricchezza avevan trovato necessarie. Per mesi e mesi il loro bagaglio era stato il loro focolare, e ora la separazione somigliava a una di quelle divisioni patrimoniali che si fanno dopo i funerali.
Ma Fran dimostr in proposito una grande attivit, e fu sgradevolmente compiacente.
Quando le venne tra le mani lo scialle che egli le aveva comperato per farle una sorpresa, a Siviglia, in una giornata appassionata, ella lo guard lentamente, lo accarezz, apr la bocca come se volesse dire qualcosa, poi, decisamente, lo ripose in un cassetto dello scrittoio. Ma pi penoso fu quando ritrov la scatola di conchiglie... cos ridicola da vedere.
Ripensarono a una giornata nella Campagna Romana, radiosa e piena di vento, in cui avevano camminato a lungo. Dopo aver veduto un'antica tomba, vecchia come Cesare, obliata fra alte erbe, avevano desinato sotto il pergolato d'una rustica trattoria. Un venditore ambulante si avvicin al loro tavolo, lamentoso, con un vassoio di orrende scatole ornate di conchiglie, e Fran ne prese una, esclamando: "Oh, caro guarda che piccolo orrore adorabile!". Era un capolavoro di scatola di legno foderata ai lati di velluto da buon prezzo; sul coperchio un'incrostazione di piccole conchiglie dorate circondava uno specchietto, tutto maculato. Guarda! Tutta la mia vita... Quand'ero bambina, avevamo una donna di servizio (allora si chiamava una domestica) che aveva una scatola precisa come questa, e per me era la pi bella cosa che ci fosse al mondo. Ogni tanto salivo di nascosto in camera sua, sotto il tetto, e l'ammiravo. E avrei tanto desiderato averne una! Ora eccola qui! Ma naturalmente, non si pu comperare un orrore simile!
E perch no?
Oh, credi di s? Mi rammenterebbe... No, sarebbe stupido; che ne faremmo, in viaggio?...
Ma egli cedette alla fantasia di lei; e domandava gi al vecchio venditore: Quante lira? Eh? mentre alzava cinque dita.
Dopo una lunga conversazione, di cui n Sam n il venditore capirono una parola, e che fece ridere Fran come una pazza, Sam acquist l'oggetto per sette lire, e quella sera Fran circond la scatolina d'una collana di perle e vi accese dinanzi una candela. Poi l'aveva dimenticata, senza per buttarla via. Era finita in uno di quei cassetti obliati dei bauli ad armadio, uno di quei ripostigli per chi viaggia, ove si ammucchiano costumi da bagno, scarpe da montagna, libri seri per cui il viaggiare dovrebbe diventare istruttivo, e una quantit di altri oggetti utili che uno si propone sempre di adoperare, senza mai farne uso.
Fran cacci le mani in quel cassetto; ne tir fuori la scatola di conchiglie e la rigir tra le mani. Dai suoi occhi profondi, pieni di tristezza e di rimpianto, tutta la baldanza era sparita. Sam si volse a guardarla, come vinto; nessuno dei due trovava qualcosa da dire; improvvisamente ella cav dal cassetto una bottiglia-thermos che non aveva mai servito, ed ecco, quell'attimo era gi fuggito.
Un minuto pi tardi, dopo disperati sforzi per trovar qualcosa da dire, parve a Sam di doversela a ogni costo ingraziare. Se per caso andr in Spagna, disse, vuoi che ti porti dei merletti o dei ricami o qualche cos'altro?
Oh, no, grazie, rispose lei soavemente. Ho una mezza voglia di andar nei Balcani, tra breve, e credo che si trovino dei bellissimi ricami, laggi. Senti, ti ricorderai che questi colletti da sera non li metto con quelli da giorno, ma con le tue camicie da sera? Dio mio, si fa tardi!
Quando un uomo, sul breve sentiero funereo, s'avvia vacillando dalla sua cella, attraverso la porticina verde, nella stanza dove si erge l'ultimo trono, mentre la sua incredula angoscia combatte con lo sforzo di credere che l'Io vivente, eterno centro e scopo dell'universo (quel solido suo corpo dai muscoli duri, quel cuore che batte misteriosamente e che sin dalle prime sofferenze materne conobbe estenuanti lotte, quella pelle rossobruna, lucida all'uscir dall'acqua salata a Coney Island, fattasi cupo mattone per l'eccesso di alcool) fra cinque minuti sar immobile e rigido e decomposto, sebbene creato ad immagine di Dio e dell'Eternit;... forse che quell'idea gli permette di serbar coscienza d'una puntura di zanzara, di un dolor di denti, dell'amenit dei messaggi che il cappellano gli trasmette da parte di Dio Onnipossente, dell'umidit del viscido corridoio di pietra ove risuona solenne l'eco dei passi?  egli pi cosciente di questi piccoli diversivi, che non del grande mistero?
Alla stazione Sam e Fran erano cos affaccendati a comprar riviste, a esaminar gli ultimi volumi Tauchniz, ad accertarsi che i bagagli andassero spediti a Parigi, che non rimase loro il tempo per chiedersi se quella separazione sarebbe veramente decisiva. Avevano cenato nel bar dell'Adlon, affollato, troppo circondati da altra gente per potersi concedere il lusso di piangere; e Fran non aveva trovato nulla di pi commovente da dire, se non: Se decidi di andare in America, quando rivedrai Emily e Brent, di' loro che fra qualche mese torner anch'io a trovarli... non importa quel che accadr poi... a meno che non preferissero venir loro in Europa. Certo, mi farebbe molto piacere... Ho messo della polvere per i denti nella tua valigetta a mano.
Si dimostr piena di premure come un corriere; fu lei che, col suo pessimo tedesco preciso, indusse il controllore a dare a Sam una cabina a un letto solo, lei che gl'imped di dare al portiere dell'albergo, il quale aveva recato le valige a mano e spedito i bauli, pi di quattro marchi di mancia.
Di solito era stato Sam che in tutti quegli ultimi mesi si era sobbarcato alla fatica di provvedere ai biglietti, ai bagagli, a far riservare le stanze, mentre ella serbava la sua fredda eleganza, limitandosi a criticarlo senza piet per ogni mancanza. Allora invece era lei che dirigeva la spedizione, che pensava a tutto, ed egli si sentiva senza risorse come una vecchia zitella. E provava per lei un nuovo rispetto... Con Kurt, forse, ella cesserebbe d'essere una bambina e aprirebbe finalmente gli occhi alla realt della vita. Ci non faceva che renderlo pi sconsolato, pi scettico riguardo al miracolo d'una futura riconciliazione. Egli vedeva in lei una donna nuova, rinata. Gli parve ch'ella districasse le difficolt della vita quotidiana in Europa con la stessa disinvoltura con cui in America aveva signoreggiato ogni cosa, dal salario della cuoca fino ai programmi del suo club femminile. E in quel momento, non riusciva a figurarsi il ritorno di Fran a Zenith. Kurt von Obersdorf, la principessa Drachenthal, l'Europa avevano completamente vinto e messo a posto Sam Dodsworth e Tub e Matey Pearson e Ross Ireland e il Middlewest.
Tali erano i suoi pensieri disordinati e confusi, mentre le teneva dietro attraverso i meandri della stazione, dal chiosco dei giornali a quello dei tabacchi, allo sportello del treno; n si sentiva vicino alla sua raffinata e metallica vivacit pi che non fosse vicino ai passeggeri di terza classe che, carichi d'involti, a fatica avanzavano attraverso la sonora immensit della tettoia della stazione. E cos, dopo aver provveduto e riprovveduto a tutte le cose necessarie e superflue, si trovarono finalmente in piedi accanto alla cabina di Sam, il bagaglio a posto, il biglietto consegnato al controllore, e d'un tratto precipitarono, come Lucifero cadente, dal paradiso delle occupazioni nell'inferno del sentimento. Ella si allontan un istante. Fece segno al garzone che spingeva il carretto carico di vini e panini e frutta; e gridando: Oh, forse hai bisogno di qualcosa da bere, si precipit gi, tornando con una bottiglia di cognac.
Poi, non ci fu altro da fare.
Passarono altri tre infernali minuti, prima che il treno partisse. Essi passeggiavano su e gi: una bella coppia elegante, palesemente disinvolta, senza interessi particolari, non troppo commossa.
Egli le prese il braccio, come tante volte l'aveva fatto in tante stazioni ferroviarie, ma lo lasci cadere come se ci fosse una colpa.
No, per piacere, disse lei, infilando il suo braccio in quello di lui. Ci vorr un po' di fatica per capirlo, eh, vecchio mio? Oh, Sam, caro,  inutile, non possiamo pi andare d'accordo, noi due. E voglio bene a Kurt. Non me ne vergogno! Ma siamo stati compagni, buoni compagni, in questo buffo affare che  la vita... Abbiamo avuto i nostri bei momenti, tutti e due insieme! La sua voce si faceva malsicura. Ti rivedr ancora? Tanti auguri, caro...
"Eeeeein-steigen, bitte einsteigen!" gridava la voce lugubre del conduttore.
Vuol dire "signori in carrozza?" domand Sam.
S. Presto!
Il treno si metteva in moto, mentre egli s'arrampicava su per lo scalino. Fran rimase sola. Egli la guardava con una strana compassione impersonale. Sembrava cos snella e giovane, cos senza difesa, cos sola, in quella citt grigia. S'accorse che ella piangeva.
La sua robusta voce d'uomo maturo divenne giovane e incerta per gridarle ancora: Cara, mi son ricordato di dirti che ti adoro, oggi?
Il ferroviere sbatt lo sportello. Sam si sporse dal finestrino per rivedere sua moglie. Scorse Kurt von Obersdorf che giungeva di corsa sul marciapiede; vide ancora Fran cadere tra le braccia di Kurt; e lentamente rientr nella rombante solitudine del suo compartimento.
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Capitolo 30.
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Caleidoscopio. Triangoli scarlatti e quadrati azzurri, zigzag cristallini e cupe linee nere. Bellezze insignificanti e deformazioni ch'erano l'essenza del dolore. Tali furono i viaggi di Samuel Dodsworth in quei mesi d'estate.
Aveva desiderio di tornare a Zenith, dove, almeno, non gli sarebbe mancato il conforto di Tub e di Matey, di Emily e di Brent, di strade a angoli e d'uffici ov'egli era rispettato e non si rideva alle sue spalle come si ride d'un turista ignorante. Ma affrontare il ridicolo che lo attendeva, quand'egli fosse tornato senza Fran, udire a ogni momento il mormoro di delizia, che era la meschina vendetta d'uomini che non potendo liberarsi delle loro mogli sfogavano il loro odio timoroso in motteggi e pettegolezzi soffocati sulle sciagure coniugali altrui; no, ci era superiore alle sue forze. Affrontare poi una piet manifesta, lacrimosa, opprimente, affrontare gli ipocriti che lo supponevano tanto meschino da figurarsi che gli avrebbero fatto piacere diffamando Fran, e che l'avrebbero oppresso di imbarazzanti congratulazioni per esserne liberato; no, tutto ci era al disopra delle sue forze.
Se avesse avuto un'occupazione, a Zenith, probabilmente si sarebbe immerso in essa, e in un turbine di carte, di segretari e di telefoni, si sarebbe involato allo scandalo. Ma non aveva nulla da fare. I progetti di Sans Souci Gardens, proprio in questo momento, gli parevano vani, come la fede di tutta la sua vita, l'aver creduto di esser uomo capace di serbar sua moglie per s.
Due volte, tuttavia, a Parigi, prenot un posto su un piroscafo per l'America, e tutte due le volte and agli uffici della Cunard Line a farsi rimborsare il prezzo del biglietto.
Fece una scappata a Londra, per udir parlare la sola lingua che conoscesse, e venne via perch conosceva quella lingua, temendo che qualcuno potesse riconoscerlo e compassionarlo. Con una comitiva tedesca and in crociera al Capo Nord e al Baltico, scese a Riga, e fugg perch non conosceva la lingua.
Torn in Inghilterra, prese in affitto un'automobile, e percorse la vecchia strada romana attraverso il Kent, fermandosi nei villaggi dalle case mezzo diroccate, dalle capanne col tetto di mattoni rossi; nei villaggi del Sussex, nascosti in silenti vallate ombrose accanto a smaglianti praterie. Fu veduta passare la sua figura solitaria seduta in una piccola macchina, oppure ferma a ridosso d'un'altura che si stagliava contro il cielo, restando, un'ora dopo l'altra, a stringersi i ginocchi tra le mani intrecciate, apparentemente immerso in meditazioni. Talvolta, anche, egli entrava in un bar, porgendo orecchio a tutto quanto si diceva intorno, piacevolmente sorpreso se qualcuno gli rivolgeva la parola.
Le vallate e le fattorie inglesi gli davano una gran pace, un senso di sicurezza, che poi lo rendeva ancor pi irrequieto, poich si sentiva irremissibilmente straniero. Torn a Parigi, e sedette per notti intere nei bar americani, dove era guardato con commiserazione, come uno dei tanti giramondo che una volta sono stati qualcosa, ma che ora, sia per ragioni di danaro, o di nervi, o per l'alcool, sono ridotti agli estremi, e da cui, pur compiangendoli, ci si deve guardare.
Se ne accorse. E si mise a trascorrere quasi tutte le sue giornate solo, nella sua stanza al Grand Universel. (Gli dava una specie di bassa volutt, ora, l'avere una sola camera, a buon mercato, invece di un appartamento). Beveva parecchio. Talora, per colazione, beveva un cognac. Ma in quel torpore cupo, ogni tanto, gli balenava l'evidenza di essere un uomo terribilmente solo; il quale aveva perduto il suo lavoro, i suoi figli, i suoi amici, le sue abitudini di vita, e infine anche la moglie, e ogni appoggio, ogni sostegno per cui aveva potuto, se pur zoppicando, attraversare la vita come un Brav'Uomo. Ora non gli rimaneva altro sollievo, all'infuori di quello che avrebbe potuto trovare nel proprio spirito. Nessuno che avesse veramente bisogno di lui; ed egli era uomo tale, che non era mai stato capace di appoggiarsi a nessuno, cui non potesse dare a sua volta qualcosa.
Arrivava ad ammazzare il tempo in modo infantile, assurdo, un giorno dopo l'altro, in una nebbia che ogni tanto gli nascondeva pietosamente la coscienza di certe ovvie realt. Fino a mezzogiorno oziava nella sua stanza, al Grand Universel, sciatto, in veste da camera, impiegando un'ora per leggere l'edizione parigina della Tribune e del New York Herald, e una mezz'ora per radersi. Una volta ogni due settimane riusciva a passare un'ora nel farsi tagliare i capelli, e per quanto cercasse di darsi un'apparenza d'uomo affaccendato e importante, era ben contento quando doveva aspettare, dal barbiere; e quando, senza parer ridicolo, poteva passare un po' di tempo a sfogliare lo Sketch e il Graphic. Riprese l'abitudine di farsi curare le mani: uso che prima aveva disdegnato. Per quanto non volesse mai confessarlo a se stesso, tralasci sempre di dare il proprio indirizzo alla Guaranty Trust, per avere cos il pretesto di dare un'occhiata alla banca ogni giorno, in cerca della sua posta.
Era riconoscente al portiere e agl'impiegati addetti alla posta, nella Guaranty Trust, i quali lo trattavano ancora come qualcuno che ha una certa importanza, e quando c'era una lettera per lui (ora ne riceveva poche; per lo pi erano di Fran, la quale pareva desiderasse coltivare con lui un'amicizia fraterna) egli la prendeva con fatua dignit, poi si rifugiava a un tavolino davanti a un caff del Boulevard des Italiens per leggerla e rileggerla, sebbene la notizia principale consistesse nella scoperta d'un delizioso nuovo ristorante a Berlino.
Un giorno un signore che stava chiedendo la posta alla Guaranty Trust gli domand: Il signor Dodsworth, della Revelation Company, se non sbaglio? Ci siamo incontrati al Salone dell'Automobile, a Nuova York.
Sam ne fu cos lieto che lo invit a pranzo, gli telefon spesso, e il risultato fu che quell'individuo, il quale aveva considerato Sam come una delle sue divinit, accorgendosi che non era che un essere umano alquanto comune e solitario, fin per disprezzarlo, non trovando in lui nulla d'interessante.
E Fran era sempre con lui e lo sgridava per la sua debolezza: sempre egli vedeva il volto di lei. Al crepuscolo, e alle tre del mattino, quando egli, non potendo pi dormire, si alzava per fumare una sigaretta, la udiva dire: "Oh, Sam, non avrei mai creduto che saresti diventato un simile ubbriacone!". Egli le appoggiava il capo sulla spalla e piangendo le confessava il suo fallimento come uomo, e in seguito finiva per impietosirsi dello sforzo valoroso e folle che lei aveva compiuto per sorpassare se stessa, cosicch volentieri avrebbe fatto quel che poteva per aiutare Kurt a conquistarla... Samuel Dodsworth, cianotico in volto, tanto che nessun amico dei suoi bei tempi di trionfo l'avrebbe riconosciuto, sedeva sulla sponda del suo letto, fumando sigarette, i capelli arruffati e il pigiama spiegazzato, fuori di s dalla voglia di telefonare da Parigi a Berlino, per dire a Fran che sperava ch'ella diventasse contessa von Obersdorf; e lo tratteneva soltanto il pensiero che ci non le piacerebbe affatto, e che l'esser svegliata alle tre del mattino l'avrebbe fatta andar su tutte le furie.
Spesso aveva conosciuto la tristezza, ma mai una sofferenza cos completa come questa: una sofferenza cos vaga, priva di senso, irragionevole, che lo faceva infierire sopra se stesso, per tanta capricciosa debolezza: una sofferenza cos indefinita, ch'egli avrebbe preferito patire qualsiasi dolore fisico di ben definita natura. Fran era diventata la sua follia. Ora egli malediceva la slealt di lei, e in lunghi immobili silenzi ripensava a quella sua arroganza, ma il risultato non era gi la ferma risoluzione di liberarsene, bens un'improvvisa piet per lei, una paura ch'ella dovesse soffrire qualche affronto da parte della famiglia di Kurt, una visione della sua sconsolata solitudine, tra lacrime, al crepuscolo. In un'accozzaglia di reminiscenze, ricordava cose grottescamente disparate: un mantello da sera, di pelliccia bianca, che Fran aveva portato: l'atteggiamento che aveva, una volta, mentre si disponeva a preparare un pranzetto a base di caff, insalata e pernice fredda, sul ciglio della strada, durante un viaggio in automobile a Detroit: il modo com'ella diceva: "Sono una giovane signora dormigliona": un certo paio di pantofole di lana rosea, vecchie e buffe, cui ella era particolarmente affezionata. Da questi pensieri si sentiva rianimare tutto, per poi uscirne soffrendo di pi, finch sent che Fran diventava per lui un veleno spirituale, di cui bisognava liberarsi a ogni costo.
Scopr Nande Azeredo, e fu infedele a Fran, in una maniera che si poteva dire completa, ma pur piacendogli Nande, non arrivava a persuadersi di trovar piacere nell'infedelt.
Era ritornato al Caf Select con la speranza di ritrovare Elsa e di riuscire, per chiss quale incantesimo, a rapirla a quel Keipp dal naso affilato. Ora non era pi questione di esser spontaneamente "sleale", com'egli diceva tuttora, non si trattava pi che di fare in modo da non impazzire. Le massime morali ostentate dai pastori confortevolmente sposati non esistevano pi per lui.
Non trov Elsa, ma mentre sedeva tutto solo gli si avvicin una ragazza alta, abbastanza graziosa, con un volto dagli zigomi discosti e sporgenti come una Tartara; sedette senz'essere invitata, e in un inglese che aveva un accento come se uscisse da un flauto, domand: Che cos'avete? Mi sembrate piuttosto malinconico.
Infatti. Che cosa vi posso offrire?
Grand Marnier...  morta lei, o  scappata?
Preferisco non parlarne.
A questo punto...? Benissimo. Allora parliamo d'altro. Imiter qualcuna delle persone che ci sono qua dentro.
E cos fece con molto spirito e con discreta abilit. Finalmente, per la prima volta dacch aveva lasciato Berlino, gli pareva di vedere il suo cielo rischiararsi un poco, per virt di lei. A occhio e croce la stimava una modella; le prostitute professionali erano rare al Select; o sapevano illudere anche i pi competenti.
Ella gli disse che era Nande Azeredo, come se non avesse dovuto ignorare quel nome.
Fernande Azeredo, egli seppe allora, era mezza portoghese, mezza russa, e prettamente francese. Aveva venticinque anni, aveva vissuto in nove paesi, aveva avuto tre mariti, e ucciso, una volta, un lupo siberiano. Aveva fatto la girl nelle riviste, la mannequin, la masseuse, ora si guadagnava a stento la vita modellando delle figurette di cera, per le vetrine, e con ci si chiamava scultrice. Si vantava che, pur avendo avuto cinquantasette amanti (E uno, mio caro, era un vero principe... quasi vero, insomma) non aveva mai accettato nulla da nessuno, fuorch qualche vestito.
Ed egli le credette.
Quella gattina di strada (o era una tigre di strada?) leggeva entro di lui, come genii pari a Elsa, Keipp, Gillespie e Short non avevano mai fatto. Per divinazione ella sapeva che egli era un Americano, un uomo d'affari, che era stato all'universit; sapeva che aveva avuto un amore infelice; sapeva, soprattutto, che era un brav'uomo, solido, e che non era il caso di distrarlo con le oscenit con cui ella aveva divertito altri Americani in viaggio.
Siete un uomo simpatico. Volete offrirmi da cena? Oppure no, non me ne importa un fico; venite invece a casa mia, e vi far cuocere una costoletta. Non ho marito, in questo momento. L'ultimo, oh, che mascalzone! l'ho cacciato via perch mi ha rubato il mantello di pelliccia ed  andato a impegnarlo!
Ed egli le credette.
La sua esuberante vivacit gli piaceva. Sebbene ella non dicesse mai nulla d'importante, profferiva piccoli aforismi profani e pieni di saggezza sulla guerra tra l'uomo e la donna, ponendovi tanta convinzione e tra parentesi trovando modo di affermare con entusiasmo che egli, Sam, era alto, robusto, sincero, preferibile a tutti quei poetastri all'acqua di rose fino allora da lei conosciuti, che egli insomma si sent proprio riconfortato da quella schietta amicizia. E senza parlare di Berlino n di Kurt, senza dire chiaramente se Fran fosse una moglie o un'amante, fin per scordarsi del suo "Preferisco non parlarne", e le raccont apertamente tutti i suoi mali.
Poi torn all'albergo, butt qualcosa in una valigia, e pass tre giorni e tre notti in casa di Nande Azeredo.
Lo stupiva in lei quel modo spontaneo, lieto, intimamente altero, di servire il suo Uomo. Non aveva mai saputo che ci fossero delle donne, eccettuate le segretarie zitelle, per cui il servire fosse una gioia. Ella gli rammendava le calze, gl'impediva di bere troppo cognac, gli amman un piatto di lumache cotte in modo che gli piacquero, gl'insegn nuove maniere d'amare, e quando scopr che non le conosceva, rise di lui, ma affettuosamente. Per la prima volta in vita sua egli cominciava a imparare che non c'era bisogno di vergognarsi del corpo che gli era stato donato, presumibilmente, da Dio, ma che Fran aveva considerato piuttosto come un orrore. Scopr in se stesso una passionalit intensa, quale, in tutta la sua vita, s'era accusato di non possedere; e v'eran momenti in cui l'appartamentino di Nande gli pareva il Paradiso Terrestre.
Era una parvenza d'appartamento: tre stanzette sotto i tetti, che davano su un cortile odorante di risciacquatura, per non dir peggio, e risonante tutto il giorno di liti, giochi infantili, rotolo di sacchi di carbone e acciottolo di cassette d'immondezza. I piatti di Nande erano screpolati, le tazze rotte; le pareti nude, imbiancate a calce, trasudavano umidit; le rose che Sam portava stavano in una scatola di conserve; ma sul divano ricoperto di broccato d'oro ciondolava una serie di orribili bambole dalla faccia incipriata, dalle lunghe gambe, molto preziose. I vestiti di Nande cadevano a pezzi, e nulla celava i misteri di certi apparecchi igienici. In ogni angolo si vedevano strumenti destinati a produrre rumore: un grammofono che ella, di preferenza, caricava alle tre del mattino, raganelle e trombette, ricordi dell'ultimo carnevale, una radio da poco prezzo (per fortuna era guasta) e sette canarini.
Per qualche tempo Sam non pot credere che Nande, malgrado le sue virt, non calcolasse il partito che avrebbe potuto trarre da lui. Mentre passeggiavano per rue de la Paix (quella via che Fran credeva di conoscere cos bene, ma che ora Nande rivelava agli occhi suoi, raccontandogli gli ultimi scandali dei proprietari di negozi e delle loro commesse favorite) Sam le susurr: Che cosa vorresti che ti comperassi Nande? Delle perle, o...
Ella si ferm davanti a lui, le mani sui fianchi, e disse risentita: Non sono quello che voi chiamate una cercatrice d'oro! Non sono abbastanza signora per quelle cose l! Quando ne avrai abbastanza di me, se vorrai, mi darai un centinaio di dollari, o cinquanta, e mi basta. Ma capiscimi per Dio! Quando Nande Azeredo si piglia un uomo,  perch le piace! Perle? E che me ne faccio delle perle? Posso forse mangiarle, le perle?
Ogni giorno ella lavorava, non troppo a lungo, in verit, alle sue atroci figurine, e trov modo, non si sa come, di procurargli i libri che gli piacevano: Shelley, per la vanit di rammentarsi che era stato uno studente universitario prima di diventare un fannullone, e dei romanzi polizieschi, che leggeva per davvero.
Signore Iddio, egli rifletteva, che moglie sarebbe stata per un pioniere! Manderebbe al diavolo questa vita inutile di Parigi, se amasse veramente qualcuno. Coltiverebbe il grano, sparerebbe agli Indiani, allatterebbe i bambini, e, se non avesse della biancheria di Parigi, sarebbe capace di tesserla.
Ma appunto tutta quell'ammirevole vigora produsse, dopo tre giorni, un effetto inatteso: egli si accorse di averne abbastanza.
Era divertente, la prima volta, veder Nande in camicia o avvolta in uno scialle, con le mani sui fianchi, accusare il ragazzo del droghiere per una differenza di prezzo di trenta centesimi, e affibbiargli tante e tante volte l'epiteto di "cammello", fino a farlo fuggire bianco di paura. Ma divent meno divertente dopo aver litigato venti volte con fornitori, camerieri, conduttori di taxi, e automobilisti, i quali, secondo lei, cospiravano per investirla, e finalmente con lui, Sam, perch non mangiava abbastanza. Era troppo rumorosa: le sue conversazioni cominciavano con uno strillo e finivano con un ululo. Egli aveva bisogno di pace. E poi, vedeva sempre, in fantasia, gli occhi di Fran spiare ironicamente Nande e lui.
Ogni volta che cercava di persuadersi fermamente che Nande era bella come una giovane tigre e che era un miracolo di bont e di sincerit, ecco apparire il freddo fantasma di Fran, e Nande, d'un tratto, non era pi che un povero cencio. All'irata difesa di Nande, ch'egli tentava, Fran rispondeva con lo sguardo che aveva per le cameriere insolenti. La sorvegliava, Fran, mentre scopava, mentre cantava oscene canzoni; scivolava nella stanza, proprio mentre Nande rallegrava Sam dandogli una manata sul sedere; e a lui pareva d'essere un ragazzo sorpreso a far la corte alla cuoca.
Cos disse a Nande che un affare lo costringeva a partire per l'Italia. Ella fece finta di credergli; lo supplic di andar cauto col cognac e con le donne; accett con una certa indifferenza un regalo di cento dollari e lo accompagn alla stazione.
Mentre il treno si metteva in moto, gli cacci in mano un pacchettino.
Non lo apr che un'ora o due pi tardi. Conteneva un portasigarette d'oro, il quale doveva certamente aver costato tutti i suoi cento dollari.
Nande Azeredo!
Non le scrisse mai. Talvolta ne avrebbe avuto desiderio, ma ella non era di quelle persone alle quali si pu dire qualcosa per iscritto.
La ricordava come un personaggio da commedia: un personaggio piuttosto fantastico ed esagerato; ma, dopo tutto, ella aveva fatto qualche cosa per lui. Insieme con le occhiatine di Minna von Escher aveva contribuito a rompere il ghiaccio di quel celibato che lo affliggeva, e ora, per quanto si rodesse al pensiero di Fran, figurandosela sola a Berlino, e si lasciasse subissare dalla piet per quella commedia costruita su se stessa, destinata a finire in tragedia, egli non si sentiva pi schiavo: cominciava ad accorgersi che questo mondo poteva essere un luogo piacevole e pieno di consolazioni.
La cabina del vagone letto lo colp pi che non gli fosse mai accaduto, poich si andava domandando se non era destinato a passare la maggior parte della sua vita in quelle case di gente che fugge la vita... Un sedile ricoperto di velluto turchino, piuttosto duro, con duri cuscini cilindrici; ricchi pannelli di cuoio giallo e marrone, che solo a guardarli s'indovinavano ruvidi; il segnale d'allarme per fermare il treno, con l'avviso in quattro lingue, destinato a istruire con precisione i viaggiatori (Sam aveva sempre voglia di tirare, anche se dovesse costargli cinquecento lire); l'ingegnoso tavolinetto in un angolo, che si trasformava in lavabo tirando gi l'asse pieghevole; e la solitudine staccata dal mondo, da cui Sam rifuggiva dando un'occhiata in corridoio, andando ad appoggiarsi alla sbarra d'ottone sotto ai larghi finestrini, o sedendo sul basso seggiolino. Fuori, le montagne; stazioni con passeggeri che guardavano il treno con volto assente; pianure che ai suoi occhi parevano simili al Middlewest americano, fino a che il sole, rivelando un alto castello lontano su un'altura scoscesa, lo riconduceva all'incanto della terra straniera.
Fino allora non aveva mai badato troppo ai suoi compagni di viaggio, fuorch a qualche Americano, che aveva l'aria d'un buon compagno con cui fare una chiacchierata davanti a una bibita. Se alla fine del viaggio gli aveste chiesto di descriverli, della maggior parte avrebbe detto: "Oh, avevan l'aria di gente qualunque, mi pare: a che pro?". Gli parevano non esseri in moto, ma vestiti seduti.
Ma il colpo indicibile d'esser stato congedato da Fran, l'aver aperto gli occhi sulla possibilit di tante miserie a questo mondo, lo rendevano pi sensibile al pathos generale delle cose, pi di quanto non fosse mai stato, nemmeno in quella notte d'esaltazione in cui aveva scorto per la prima volta le luci della costa d'Inghilterra. Si sentiva, senza dubbio per ragioni sentimentali, affine a tutto ci che era umano; vedeva, e per lo pi sicuramente senza ragione, una commedia, ora tragica ora comica, dietro a tutte quelle facce, simili a maschere, dei viaggiatori, facce burbere, facce stupide, o meschine, o comuni. Giunse a dimenticare un poco se stesso e Fran e Kurt e Nande Azeredo, assorto nell'arzigogolare se quella donna dalle labbra sottili avesse sepolto da poco il marito, se quel giovane commerciante vestito con esagerata eleganza avesse una moglie noiosa a casa, e se quel vecchio petulante e ringhioso avesse perso tutta la sua fortuna. Studiava i ferrovieri che si tiravano indietro al passaggio del treno, e si chiedeva se quello l non avesse una fidanzata, e se quell'altro fosse un comunista fanatico, e se quell'altro ancora non avesse tendenza ad assassinar la propria moglie.
Cos egli passava le ore a rimuginare, senz'esser costretto a rientrare, come una volta, nello scompartimento per distrarre Fran. Cos, lentamente, dolorosamente, faceva conoscenza con un mondo assai pi vasto di quello finora conosciuto. Cos si chiedeva se era inesorabilmente vinto, rammollito dal disprezzo di Fran, da perdere ogni speranza di trovar mai la Non Impossibile Compagna, e conoscere con lei la non impossibile pace e fiducia in se stesso.
Vagabond una settimana per Roma, tentando di convincersi che studiava architettura. Faceva caldo, ed egli si rifugi a Montreux, con un gran desiderio di nuotare nel lago e di frescura alpestre. Ogni giorno esaminava le liste dei piroscafi in partenza per Nuova York, meditando di fuggire, da un momento all'altro, oltre Atlantico. And a Ginevra, contempl solennemente il Palazzo della Societ delle Nazioni, e si domand, nel suo albergo, quali tra quei signori dall'aspetto non troppo interessante fossero illustri ministri di stato. Poi, in un piccolo ristorante, ud, simile a una tromba angelica, la voce di Ross Ireland, il corrispondente estero: Beh, Sam, vecchio demonio, da dove arrivate?
Bevvero abbondantemente.
Con Ross Ireland, sacco in spalla, percorse a piedi l'Oberland Bernese per una settimana. Sulle prime gli pareva una cosa buffa portare il sacco e camminare per le strade polverose, passando davanti ai grandi alberghi, poich era stato allevato nell'opinione che camminare fosse una cosa poco dignitosa, quando non si trattasse di andare a caccia delle anitre, o di una partita al golf. Ma gli piaceva vedere il panorama senz'esser costretto a volar via di corsa, come i ricchi turisti frettolosi in automobile; trov che respirava meglio, che dormiva meglio, meditava meno, e beveva birra invece di cognac. In verit credeva d'aver scoperto lui i vantaggi igienici dell'andare a piedi e ne raccomandava la pratica con entusiasmo nelle cartoline illustrate che scriveva a Fran, a Tub, e al dottor Hazzard. Fin per sentirsi superiore ai grandi alberghi imbottiti di comodit. Ross e lui si nutrivano di budini e giambone, e si ristoravano ai tavoli d'osteria, all'aperto, quando giungevano ansanti in un paese, sudati, con le spalle indolenzite.
Ross insisteva che quando "si vedeva la punta d'un campanile e si sentiva il gaio cinguetto dell'infanzia", ci era segno certo e indivisibile della prossimit della birra, e per quanto apprezzassero i prati montanini, riprendevano lena e affrettavano il passo tendendo l'orecchio al gaio cinguetto appena scorgevano la punta d'un campanile.
Sam decise allora ci che intendeva fare dei relitti della sua esistenza.
Non sapeva che il viaggiare potesse dargli tanta soddisfazione quanta ne provava in compagnia di Ross Ireland, il quale non si lamentava n trovava da ridire su tutto come Fran, non si sentiva in dovere di far dello spirito come Tub, n del chiasso come Nande: invece s'interessava di ogni cosa, dai porcili sino ai conventi; e per lui non esisteva al mondo divertimento maggiore di quello che consisteva nel fabbricar teorie sulla vita, salvo il piacere di distruggerle.
Dopo l'estate in Europa, Ross sarebbe andato di nuovo in Oriente. Aveva invitato Sam ad accompagnarlo, e questi aveva accettato, pregustando la gioia di quel viaggio assai pi di quando s'era imbarcato la prima volta per l'Europa... Turkestan, Borneo, Pechino, il Siam, Penang, e l'isola di Giava!
Ross fu richiamato a Parigi, ma quella citt, per Sam, significava ormai troppa solitudine e troppa Nande, e cos rimase rintanato a Gstaad cercando di immagazzinare salute e aria buona pi che poteva. Tuttavia non erano trascorse quarantott'ore dalla partenza di Ross e gi ripiombava nelle pi nere meditazioni.
Maledisse la sua debolezza; cerc d'immergersi in un enorme volume sui "Giardini Inglesi e l'Architettura Domestica nel diciottesimo Secolo"; cerc di rievocare la sua nostalgia per l'Oriente; ma tutto fu vano.
Era chiaro: non poteva partire per l'Estremo Oriente e lasciare Fran senza un'eventuale difesa.
Egli si diceva,  vero, che Fran non aveva bisogno di protezione. La sua presenza l'avrebbe irritata, pi che calmata, ed egli era uno sciocco, uno sciocco puerile e piagnucoloso, se non era capace di staccarsi dalle sottane d'una donna. Ma... e se a Berlino fosse accaduto qualcosa... se Fran avesse voluto rifugiarsi presso di lui, in cerca d'aiuto, ed egli si fosse trovato a diecimila miglia di distanza?...
No, non poteva.
Si domand se per caso non confondesse il desiderio di esser utile a Fran col bisogno generico della donna, quel desiderio fondamentale di cui da poco tempo aveva fatto la scoperta cosciente; si domand se, nel caso in cui fosse stato invitato a prender parte a un viaggio da una donna che avesse le disposizioni sportive di Ross Ireland e il suo spirito di curiosit, non avrebbe trovato possibile accompagnarla, giustificandosi con un buon luogo comune, chiaro e soddisfacente, come sarebbe a dire: "Fran s' fatta il letto da s; ci si corichi, ora!".
No! Egli giurava a se stesso che la sua sollecitudine per Fran era sincera; era per lui ci che la preghiera  per l'eremita e l'onore per un soldato; e finiva sempre le sue nere meditazioni ripetendo: "Diavolo, non riesco a rendermene conto, ma certo  che non l'abbandoner mai! Eppure, vorrei tanto poterlo fare!"
Scrisse a Ross di contare sulla sua compagnia per il prossimo autunno, e ricominci la pazza fuga da se stesso, ma in compagnia di se stesso. Part per Venezia, perch le recenti fotografie del Lido che vedeva in giro, di gaie compagnie sulla spiaggia, gli facevano pensare che in quel luogo un uomo solitario potesse trovar da distrarsi: chiss, forse una di quelle deliziose donne inglesi d'oro e d'avorio...
No! Non era quello che ci voleva per lui. Egli voleva una donna che avesse l'eleganza di Fran, ma col vigore di Nande e l'intelligenza di Ross Ireland.
Riusc perfino a ridere di se stesso: "Se ci fosse al mondo una donna simile, che cosa se ne farebbe di te?".
Ma mentre nel cigolo del vagone letto, di velluto turchino e cuoio pressato, ormai anche troppo familiare per lui, viaggiava verso Venezia, non era ben certo d'essersi liberato dall'immagine delle belle signore sulla spiaggia del Lido; n era certo di non avere altro scopo nella vita, fuorch la ricerca della Non Impossibile Compagna.
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Capitolo 31.
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La stagione al Lido non rianim particolarmente Sam. Gli alberghi gli rammentavano l'Esposizione Internazionale di Chicago del 1893, con pi l'atmosfera di un bagno turco; e l'intimit predominante tra i due terzi di quella societ che si bagnava, si sdraiava al sole, faceva colazione, ballava, sia che si trattasse d'Italiani, Inglesi, Americani, Austriaci, non faceva che rendergli pi penosa la sua condizione di straniero. Ritorn a Venezia, al Bauer-Grnwald, il quale, malgrado l'ambiente tedesco che gli rammentava troppo palesemente il disastro di Berlino, era pi accogliente dell'albergo Danieli.
Venezia  la pi cordiale citt del mondo. In altre citt si potranno trovare persone pi cordiali, ma a Venezia lo  la citt in s: lo spettacolo di piazza San Marco, le viuzze piene di vita, le botteghe aperte dei calderai, le innumerevoli chiese sempre aperte, i gondolieri ora effusivi ora litigiosi, i piccioni ingordi ma simpatici, il cielo sereno, le acque mormoranti del Canal Grande, i caff che coi loro tavolini invadono la Piazza, i palazzi dai balconi scolpiti, cos superbi, e dagli abitanti pur cos gai nella loro presente modestia, la folla senz'altra occupazione fuorch passeggiare e ascoltare i concerti della banda, tutto  cos pieno di cordialit, che in nessun luogo al mondo il forestiero sente meno la mancanza delle chiacchiere degli amici che qui, a Venezia.
Quella perpetua attesa, ch'era ormai la vita per Sam, ora s'era fatta pi sopportabile, pi di quanto non fosse mai stata per lui, salvo allorch la fatica l'aveva intorpidito, durante l'escursione a piedi con Ross, o quando quella sacerdotessa piuttosto profana dell'Armata della Salute, Nande Azeredo, aveva intrapreso la sua salvezza. Rimaneva a letto fino alle nove, rallegrato dalla voce del Canal Grande sotto le sue finestre e dal chiacchiericcio dei gondolieri. S'alzava per appoggiarsi pacificamente al davanzale, guardava le meraviglie di Santa Maria della Salute e di San Giorgio Maggiore, che, sui loro isolotti, pareva fluttuassero sulle onde; e contemplava il panorama delle chiatte di legumi, di mattoni, di cemento, che ondeggiando si facevan strada verso i canali minori, mentre i barcaiuoli si disputavano enfaticamente coi pi aristocratici gondolieri e coi conduttori in uniforme dei canotti a motore appartenenti a qualche personaggio ufficiale. Prendeva una frugale tazza di caff, e comprando per via l'ultima edizione parigina del Daily Mail della Chicago Tribune del New York Herald, s'avviava verso Piazza San Marco, per la vera colazione.
Nel pomeriggio, il caff Florian e l'Aurora erano i suoi soggiorni preferiti, poich l era al riparo dal sole ardente, ma al mattino preferiva Quadri e Lavena, che erano all'ombra; e in uno dei due caff beveva il caff e latte, sgranocchiava i kipfel spalmati di scuro miele del Monte Rosa, leggeva il giornale, appassionandosi alle notizie da Washington e da Nuova York, fremendo d'interesse quando leggeva che qualcuno di sua conoscenza, Ross Ireland o Endicott Everett Atkins, aveva pranzato da Ciro in compagnia d'una celebrit... Una volta, tra le notizie da Berlino, vide che la signora Samuel Dodsworth era stata ospite della principessa Drachenthal a un pranzo dato in suo onore, al quale avevano altres partecipato il conte von Obersdorf, la baronessa de Jeune, sir Thomas Jenkins della Commissione interalleata e il Geheimrat di recente nomina Herr Doktor Biedner. Sedeva a lungo, guardava la Piazza con occhi assenti, e la folla dei turisti che si facevan fotografare dalle loro mogli in atto di dar da mangiare ai piccioni di San Marco.
Lo occupava una nuova distrazione, l'architettura. Con le Pietre di Venezia di Ruskin sottobraccio, visitava ogni giorno una nuova chiesa, un nuovo palazzo, faceva qualche schizzo, tutt'altro che cattivo, e non gli dispiaceva se ogni tanto qualche forestiero, facendo i suoi commenti ad alta voce, lo scambiava per un autentico artista. Pranzava sobriamente; dormiva un'oretta, poi, si dedicava al solo e vero dovere del perfetto viaggiatore a Venezia: passar la maggior parte del pomeriggio e della serata seduto sulla Piazza, senz'altra occupazione al mondo fuorch quella di guardare lo spettacolo.
A Parigi, o in Unter den Linden a Berlino, era bello veder passare la gente, ma l le automobili, i cavalli, gli energici agenti di polizia, davano allo spettacolo un che di arduo che finiva per stancare i nervi. Qui, dove non c'era traffico, dove la Piazza dalle pareti di marmo aveva tutta l'apparenza d'un palcoscenico animato dal coro d'un'opera comica straordinariamente spettacolosa, non si provava se non una pigra soddisfazione, che distendeva i nervi. La folla mutava a ogni momento. Ecco due ufficiali della Milizia Fascista, snelli nella camicia nera, nell'uniforme verde oliva e il berretto gallonato d'oro. Ecco due carabinieri, coi piumati cappelli a lucerna, e in aspetto solenne di giudici. Ora un battello di turisti riversava un'agitata folla di novizi, Tedeschi curiosi, flemmatici Inglesi, Scandinavi dai capelli dorati, o Americani, le donne nervose, gli uomini, col sigaro in bocca, protestanti ad alta voce che se Venezia era tutta qui non c'era poi un gran che da stupire!
Le guide, alquanto meno numerose ma assai pi insistenti del nugolo di piccioni, muovevano all'attacco di chiunque non fosse interamente assorbito dalla sacra funzione di farsi fotografare, e tartagliavano: "Io guida, parlare inglese, voler visitare San Marco?". I bambini scorrazzavano tra i piedi dei grandi. I raccoglitori di mozziconi si slanciavano su ogni cicca gettata via. Coppie inglesi passavano, amabilmente sdegnose. E infine il tramonto mutava in oro i cupi vetri piombati dietro i cavalli di San Marco.
Sam era felice, a confronto della viva sofferenza di Parigi. Ma non si sentiva men solo, malgrado lo spettacolo della Piazza. Avrebbe voluto avere qualcuno con cui scambiar qualche parola, e non incontrava mai nessun conoscente.
Non era facile per lui far delle conoscenze. Una volta, s'era trovato seduto accosto a un gruppo d'Americani. Non pareva gente molto complicata n difficile; avevan l'aria di commercianti di provincia, di professionisti con le loro mogli; e Sam volle tentar la sorte. Si volse al pi vicino, un ometto occhialuto, e mormor: In giro, eh?
L'ometto apparve prudente e sdegnoso. Aveva letto i giornali, lui! E non si sarebbe lasciato metter nel sacco da un ladro internazionale, americano per di pi!
Soffi: Gi! senza ulteriori commenti.
Hm... vi piace l'Italia?
S, grazie!
L'ometto volse le spalle a Sam, il quale arross, e si sent vergognoso e pi solo di prima.
Gli si allarg il cuore quando a sua volta fu abbordato da un Bavarese alto e lugubre, dal cappello verde, apparentemente ancor pi sconsolato di lui, e per quanto non avessero in comune che un centinaio di parole inglesi, una ventina di tedesche e una diecina d'italiane, erano entrambi uomini robusti che potevan sopportare una gran quantit di gesti. S'incoraggiarono a vicenda nelle discussioni con gondolieri, e andarono insieme al monumento di Colleoni, a San Giovanni e Paolo, aprirono tanto d'occhi dinanzi ai vetrari di Murano, visitarono il Monastero Armeno, nella quieta isola di San Lazzaro. Sam accompagn l'amico bavarese alla stazione con lo stesso rincrescimento con cui aveva accompagnato Ross Ireland alla stazione d'Interlaken, e per tutta la serata rimase attaccato al suo tavolino favorito al caff Florian, come se fosse il suo focolare.
Riceveva regolarmente notizie di Fran, ma mentre una volta quelle lettere erano state una festa per lui, ora esitava ad aprirle.
Ella abbondava in lamentele. Aveva piovuto... aveva fatto caldo. Era andata in Tirolo per una settimana (non diceva se Kurt l'avesse accompagnata, ma egli l'immaginava) e aveva trovato gli alberghi pieni zeppi. Aveva sofferto sventure senza pari per esser stata costretta ad andare in un piccolo albergo, dove la cucina era pesante, e gli ospiti pi pesanti ancora. Aveva conosciuto un cugino di Kurt, un ambasciatore austriaco, e per quanto ella si fosse profusa in miracoli di spirito e di gentilezza egli non li aveva apprezzati.
Se Sam fosse pi o meno felice, di ci non s'interessava.
Quelle notizie gli lasciavano sempre una leggera malinconia. N gli pareva di leggere attraverso le righe che Fran avesse desiderio di vederlo.
Stava sulla Piazza, a meditare su una di quelle lettere, poco dopo le quattro, in un pomeriggio afoso. Vide una donna che non gli parve sconosciuta passare accanto al suo tavolino. Era sui quarant'anni, slanciata, piuttosto pallida. Vestiva di crespo nero, senza fronzoli, e portava un ampio cappello nero con una piccola buccola di diamanti. Aveva belle mani delicate come un merletto.
Ramment. Era la signora Cortright, Edith Cortright, la vedova americana del Ministro Inglese di Rumenia (o di Bulgaria?); quella stessa che, pregata dal nipote di Tub, li aveva invitati a prendere il t nel suo appartamento in palazzo Ascagni, qualche mese fa. Egli balz in piedi per salutare la prima figura nota che vedeva da settimane; poi esit: la signora Cortright non era una donna che si potesse salutare senza certi riguardi. S'arrischi, di nuovo. Gett sul marmo dieci lire per il cameriere, e, facendo a lunghi passi il giro della Piazza, trov il modo di venirle incontro, mentre ella, attraversando la Piazzetta dei Leoni, infilava la Calle di Canonica.
Oh, buongiorno! disse ossequioso. Vi rammentate che mia moglie ed io siamo venuti a prendere il t a casa vostra, la scorsa primavera?... Siamo amici di Jack Starling...
Oh... ma certamente! Signor...
Samuel Dodsworth.
Voi e la signora Dodsworth siete ritornati presto, a quel che vedo.
Oh... mia moglie ha dovuto trattenersi a Berlino.
Davvero? Dunque siete qui solo? Allora dovete venir di nuovo a prendere una tazza di t a casa mia.
Con molto piacere! Andate da questa parte? La domanda, un po' fatua, era piuttosto premurosa.
Oh, vado a far qualche spesa. C' una piccola pasticceria, laggi in fondo... Volete accompagnarmi? Poi andremo a casa mia a prendere una tazza di t, se non avete nessun impegno, oggi.
Non conosco anima viva a Venezia.
Allora, dovete venire assolutamente.
Camminandole accanto, mormor: Certamente, avrete moltissimi amici al Lido, ora che la stagione  avviata?
S. Purtroppo!
Non vi piace quella societ da giornale illustrato?
Oh, un magnifico modo di designarli! disse ella.. Ne cercavo uno anch'io. Ce ne sono di molto simpatici, naturalmente, tra di essi; gente semplice, cui piace veramente ballare e nuotare, e che non va al Lido soltanto per esser vista e fotografata. Ma c' tutta una banda internazionale, anglo-franco-americana: donne alla moda, leggermente equivoche, e uomini che non hanno nulla all'infuori di un titolo e di un buon sarto, e coppie svelte, che giocano troppo bene al bridge, e milionari col doppio mento; insomma, un vero serraglio. C' un'orribile donna, una certa Rene de Pnable...
Oh, la conoscete?
E com' possibile non conoscerla? Quella donna arriva a trovarsi simultaneamente a Parigi, al Lido, a Deauville, a Cannes, a Nuova York, e su tutti i treni e i piroscafi che si conoscono! La conoscete? E vi piace?
La odio, osserv Sam. Oh, non dovrei dirlo, del resto.  stata molto gentile con noi, sempre. Ma ho l'impressione che sia un po' rapace.
No,  molto astuta. Essa si mostra generosa verso il novantanove per cento della gente che la circonda, vagabondi rivestiti d'orpello! cosicch riesce sempre a persuadere il centesimo, abbacinato, a introdurla in una casa di mode, o in un comitato di beneficenza, o in qualche altra impresa che misteriosamente va e scompare dopo un paio di mesi. Essa... oh,  divertentissima, dopo tutto.
Lo trovo anch'io! grid Sam.
E si sorrisero, con gran soddisfazione di sette giovani veneziani, intenti a non far nulla, ma che cercavano a quello scopo il pi buio e aulente tra i sottoportici.
Sam si rallegr nell'accorgersi che forse Edith Cortright sapeva essere piena di umanit e di pazienza verso gli uomini robusti e sperduti. Pi certo ne fu, quando la sent contrattare col proprietario della minuscola pasticceria per una dozzina di paste dolci. Il pasticcere ne chiedeva cinque lire, la signora Cortright ne offriva due, e finirono per accordarsi su tre, che era, probabilmente, il giusto valore.
Sam aveva visto sovente Fran contrattare, ma ella era proclive a perder la pazienza, e ancor pi a farla perdere ai negozianti. Con la signora Cortright il pasticciere alzava le braccia al cielo, piangeva sull'insulto recato ai suoi capolavori, asseriva che i suoi nove figli e sua nonna morrebbero di fame, ma ella rideva, ed egli rideva con lei. Prese le tre lire con ottimo umore, e grid dietro ai due un "Addio!" che pareva una benedizione.
Che buon uomo! disse la signora Cortright, mentre tornavano verso la Piazza.  la stessa scena, ogni settimana. E questa  la ragione per cui vado sempre io, invece di mandare la cuoca, la quale probabilmente riuscirebbe ad avere i dolci per venti centesimi meno, e me ne intascherebbe cinquanta. Ma quel pasticciere l  un artista, e come tutti gli artisti,  un conservatore. Cerca di mantenere in vita il buon tempo antico, quando comprare e vendere, in Italia, era veramente un'avventura, perch contrattare era un piacere per ognuno: quel tempo di cui parla il Baedeker consigliandovi di "mantenere un contegno serio e amabile, mentre contrattate". Ma tutto ci sparisce, ho paura. Tra le ordinanze fasciste, e gli sforzi notevoli per far buona impressione sui forestieri, i negozi diventano ormai altrettanto fidati quanto Swan e Edgar o Woolworth, e anche altrettanto allettanti. Temo che andr a passare i pochi giorni che mi restano in Mulberry Street, a Nuova York.  la sola regione d'Italia, all'incirca, che ancora non sia sfruttata e descritta e dipinta e spiegata a morte; la sola regione che non sia stata resa abbastanza sicura per le zie dei pastori protestanti.
In presenza di Fran, della sua aggressiva eleganza, Edith Cortright s'era mostrata decisa, celando il suo cuore dietro un cortesia di padrona di casa, cos come celava la squisita fragilit del suo corpo dietro morbide vesti d'un nero discreto. Ma ora, mentre andavano verso il palazzo Ascagni, evitando il sole sotto le arcate e all'ombra dei muri che proteggevano le viuzze, mentre salivano il funereo scalone di marmo che conduceva all'appartamento e con un sospiro di sollievo sedevano nella frescura dei vasti ambienti dietro le persiane rigate da un sole pungente, ella appariva disinvolta e gaia, nel tono argentino e sommesso della sua voce. Si sarebbe detto che nella vita ella trovasse una gran quantit di cose divertenti e le piacesse far delle riflessioni ad alta voce su tutto ci che la divertiva. Egli le aveva dato quarantacinque anni; ma ora non pareva averne pi di quaranta.
Il pavimento di marmo del suo salone, a piastrelle polite d'un color d'avorio lucido, il vecchio noce d'un armadio settecentesco, ispiravano il quieto senso d'una civilt diventata calma e placida attraverso generazioni. Le rigide seggiole monastiche, le quali ponevano nell'ambiente una nota austera allorch Sam era venuto, in primavera, e le poltrone americane imbottite senza pudore, con cui la signora Cortright aveva raddolcito la severit della magnificenza veneziana, ora erano state sostituite da poltrone di vimini con cuscini di tele stampate.
Qui Sam si sentiva rinfrescare lo spirito, e insieme il corpo che ardeva, e quando la signora Cortright si dimostr tanto superiore agli usi e costumi degli Americani Esuli che os essere americana e servire del t ghiacciato, egli gust una gioia pi grande che non alla vista dei mosaici di San Marco, che pure aveva imparato ad ammirare con sorprendente sincerit. La signora Cortright, e quel salone che ne faceva risaltare l'anima, gli parevano altrettanto tradizionali quanto l'appassito splendore del salotto della principessa Drachenthal a Potsdam; ma egli si sentiva vicino alla signora Cortright, la comprendeva, non diventava, in presenza sua, un ragazzetto smorfioso e timido, invitato a far merenda dalla moglie del proprio maestro. Egli ne era un poco intimorito, provava una lieve paura che dietro a quel suo pallido riserbo si celasse un ironico apprezzamento sul maldestro turista ch'egli era. Ma era una paura che poteva comprendere e dominare, non un inquietante mistero notturno.
Vide che in un'epoca di capelli universalmente corti, quando nessuna Fran avrebbe osato mostrarsi cos eccentrica, la signora Cortright serbava i suoi capelli lunghi, semplicemente spartiti in met e pettinati senza soverchia cura. E vide di nuovo le belle mani muoversi come gatti bianchi fra le tazze di maiolica bruna.
Stavolta non parl di diplomatici, n di ville in Riviera, n di pittura. Disse:
Ditemi un po'... Davvero, non vorrei essere impertinente; faccio anche a me la stessa domanda, e forse cerco anch'io la risposta. Ma che cosa trovate in Europa? E perch ci rimanete?
Beh,  piuttosto difficile da spiegare. Egli beveva lentamente il t ghiacciato, gustandone il fine sapore amaro contro la lingua. Oh, credo che... Insomma, per esser sincero,  per via di mia moglie. Sono stato molto contento di venire in Europa. Ho imparato una discreta quantit di cose, non soltanto sulla pittura e su tutte quelle storie l, ma anche nel mio campo se vi ricordate, sono fabbricante d'automobili. Per esempio, ho visitato le fabbriche Rolls Royce in Inghilterra, ed  stata una vera rivelazione per me la loro buona volont di rimetterci del danaro seguitando a usar certi sistemi, come per esempio la verniciatura fatta a mano invece che a macchina, come usiamo noi, solo perch stimano che riescano meglio a mano. Per... oh, posso capire gli artisti, che se ne stanno a Firenze o in luoghi simili, senza darsi pensiero se il governo sia monarchico o comunista: finch c' del t e dei tramonti che li soddisfano, possono starsene l perfettamente contenti per anni e anni. Ma io, io comincio a esser stanco di non esser niente altro che un forestiero. Mi par d'essere come il ragazzino al quale non si domanda mai se  contento del luogo dove si va a far colazione sull'erba. Suppongo che sia molto brutto da parte mia il dimostrar cos poco interesse per le gallerie di quadri e le antichit, ma d'altra parte... oh, come vorrei tornare a casa, a fare qualche cosa! Fosse anche soltanto costruire un pollaio!
Ma non potreste costruirlo qui? Per esempio, in Inghilterra?
No, sento che i polli inglesi non capirebbero il mio americano, e probabilmente morirebbero per farmi dispetto.
Allora, non avete voglia di rimanere qui? E perch rimanete?
Oh, ecco,  mia moglie che vuole...
Rapidamente, come se volesse riparare a un errore, ella mormor: Oh,  una donna incantevole, certo. La rammento con tanto piacere. Dev'essere una compagna di viaggio deliziosa... E fatemi il piacere, non mi prendete per una di quelle idiote che considerano la pittura come una cosa superiore all'industria. Neppure la credo inferiore, come le vostre camere di commercio, che stimano gli artisti inutili, a meno che non disegnino dei cartelloni-rclame per le calze, o come tutte le signore intellettualoidi e sospirose, le quali immaginano che un industriale con le unghie pulite debba invariabilmente preferire il golf a Beethoven.
Non era quel che si dice una conversazione brillante, n colpiva Sam per la sua novit. Tra l'Europa e l'America, egli aveva udito enunciare ogni sorta di teorie sui moderni uomini d'affari che erano i veri re, i soli spiriti creativi in un'epoca industrializzata; che erano orribili e rozzi despoti. Egli ne aveva ricavato la sua conclusione che erano uomini come gli altri, assortiti come i ciabattini, i capi operai, i laringoiatri, i danzatori giavanesi, i cacciatori di balene, i canonici e i coltivatori d'asparagi. Pure, nella conversazione di Edith Cortright c'era una simpatia, un rispetto palese per lui: un'eco dei tanti paesi stranieri, delle terre esotiche, dei popoli interessanti che aveva conosciuto, che lo rincuorava. Quasi non credette a se stesso quando si sent intento a esporle la propria filosofia della vita; e meno ancora vi credette quando si trov disposto ad ammettere che non ne aveva alcuna. Ed ella approvava col capo, come se egli si confessasse.
Egli insistette: Mi ha fatto molto piacere questa chiacchierata. Sentite: trovereste sconveniente, se vi chiedessi di venir a fare una passeggiata in gondola con me, ora che fa un po' pi fresco; e poi, forse, si potrebbe andare a cena al Lido, questa sera, se siete libera? Mi sento sempre... piuttosto solo.
Verrei volentieri, ma non posso. Vedete, gli amici che ho qui sono per lo pi vecchie famiglie italiane, molto simpatiche, ma piuttosto rigide e attaccate alle convenienze, di quella gente che ancora si scandalizza di Colleoni. Ho paura che non potrei uscire in gondola con voi, a meno di non essere scortata, accompagnata da un vero dragone; e allora ci annoieremmo terribilmente. Piuttosto, volete venire a cena da me, domani sera alle otto e mezza, in smoking?
Con molto piacere. Otto e mezza... Ma perch rimanete in Europa, voi?
Oh... Credo che l'America mi metta paura. Non mi sentirei sicura, laggi. Mi sembrerebbe di sentirmi tutti gli occhi addosso e criticata da tutti, se non mi dessi da fare intorno a qualcosa d'importante: sostenere il cinema o studiare Einstein o raccogliere campionati di bridge o allevare dei cagnolini di razza, e cose di questo genere. Non si pu vivere in intimit, laggi, e io sono una donna che farebbe qualsiasi stravaganza per concedersi il lusso dell'intimit.
Ma sentite! In America potreste certamente andare in gondola, o in automobile, come vi pare e piace. E qui, dovete munirvi di un chaperon, per evitar le critiche!
Soltanto quelle di una data classe: la gente che tiene alla forma, e con cui, a torto o a ragione, ho scelto di vivere. Il mio droghiere e il mio dentista e il mio vicino del piano di sotto (una persona molto gentile, credo sia un giocatore) ...non credo che quelli si arroghino il privilegio di aiutarmi a regolare la mia vita sentimentale, o piuttosto, non lo farebbero, posto che io fossi tanto audace da averne una!  soltanto in Europa che si posson godere le gioie dell'anonimit, di perdersi tra la folla, di esser se stessi, d'esser liberi con una certa dignit!
Se provaste Nuova York! Altro che sentirsi sperduti!
Oh, Nuova York!... Una citt d'infatuati di s che posano a cosmopoliti! Ebrei russi che si vestono a Londra e vanno nei ristoranti italiani con camerieri greci e musica africana! Meticci al cento per cento! Non c' da stupirsi se gli Americani tornano a rifugiarsi nel Sussex o nel Somerset! E mai, mai, n di notte n di giorno n all'aurora, poter sfuggire al rumore della ferrovia aerea! Nuova York, no. Ma sono certa che esiste ancora un'America primitiva, forte e tutt'altro che puritana, non pi di quanto fossero puritani Lincoln o Franklin. E voi la conoscete. Ma ora lasciamo stare la mia povera personcina sperduta, senza patria, terribilmente disorientata e senza importanza; ditemi francamente: che cosa avete visto in Europa; voglio dire, che cosa avete visto da ricordare di qui a dieci anni?
Egli si sprofond nella sua poltrona, si strofin il mento e sospir:
Ma... non pi di quello che avrei saputo leggendo le rclames dei piroscafi e degli alberghi a Nuova York, credo! Ne so un po' meno di quando sono partito. Allora sapevo che tutti gl'Inglesi erano dei ghiacciuoli, i Francesi dei chiacchieroni, e che gl'Italiani passavan le loro giornate seduti al sole a cantare. Ora non so pi nemmeno quello. Ora ho il sospetto che gli Inglesi siano cordiali, che ci siano moltissimi Francesi silenziosi, e che la maggior parte degl'Italiani sia gente che lavora come tanti accidenti... oh, scusate!
 proprio cos!
Ho imparato a dubitar di tutto. Ho imparato che persino un discreto industriale, e vi assicuro che lo ero, per quanto ora sembri un fannullone...
Oh, lo so!
...ho imparato che persino un discreto capo-garage come sono io, non  capace di distinguere tra Poiret e Lanvin, o tra il Primitivismo Inglese e lo Stile Liberty. Nessun uomo d'affari americano dovrebbe mai venire in Europa, fuorch per una riunione rotariana; oppure viaggiare in carovana, ben isolato dagli indigeni. Essi lo guastano. Gli guastano tutto il piacere della propria importanza e competenza!... Che cosa ho imparato? Fatemi pensare: i nomi di una cinquantina d'alberghi, forse, di cui tra cinque anni ne rammenter forse cinque. L'orario di una mezza dozzina di treni di lusso. Il nome di cinque o sei marche di Borgogna. E a distinguere un portico normanno da uno gotico. E a ordinare un pranzo in francese, purch non ci sia nulla di straordinario sulla lista. E so dire "Quanto?" e "Troppo caro" in inglese, in francese, in tedesco, in italiano e in spagnolo. Press'a poco, ecco tutto quello che ho imparato qui. Ho paura di esser venuto troppo tardi!
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Capitolo 32.
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Davanti al secondo bicchiere, al caff Florian, dopo cena, riacquist una rara esilarante animazione al pensiero di andarsene solo in viaggio, velocemente. Poteva andar dove voleva: a Nord, a Sud; e i nomi per s stessi gli parevano magici: a Nord, nevicate sui pini silenziosi; a Sud, capanne di bamb nella jungla; a Oriente un battello scricchiolante che andava verso un orizzonte di porpora; a Occidente, un banco davanti a una casetta di legno nelle Montagne Rocciose, e un lago a duemila piedi d'altezza, e lui, Sam, forte, respirando profondo come avesse trent'anni, aspirando l'odor dei trucioli piallati di fresco e l'aria gelida. S, avrebbe visto tutto ci! Non sarebbe tornato a muffire in ufficio!
Gli rimanevano venti, forse trent'anni di vita. Comincierebbe una seconda esistenza. Se era stato Samuel Dodsworth, avrebbe continuato a esserlo, pur essendo miracolosamente un altro, pi indurito, meno legato, meno sentimentale. Avrebbe potuto diventare un poeta, un governatore, un esploratore. Aveva imparato a conoscere i propri difetti: troppo spirito positivo, troppa timidezza dinanzi alle donne. E si correggerebbe! Vedeva le lacune nella propria cultura. Le avrebbe riempite!
Ancora vent'anni di vita!
Cominciare subito. Domani comincierebbe a studiar l'italiano. Domani scriverebbe a Ross Ireland, per quel viaggio in Oriente. Sicuro!
Dopo il benessere che gli aveva dato l'ora del t da Edith Cortright, s'era sentito pi solo che mai. Per cinque minuti aveva accarezzato l'idea di correre presso Fran. Ma il fritto di scampi e un bicchier di vino lo confortarono; un secondo bicchiere mise in moto la sua fantasia. Ebbe voglia di un altro bicchiere, ma riusc a non volerlo.
No! Si scosse. Odiava quel facile, vile rifugio che attraverso l'alcool lo conduceva alla fede nella sua forza e nella sua libert. Egli non era, e ne andava orgoglioso, una femminuccia, che sfuggisse ai problemi rifugiandosi nella stupenda pace della crapula, l dove il fango che vi riempie le orecchie vi impedisce di udir la voce nasale dei moralisti i quali chiedono sempre a un uomo stanco un po' pi di quanto non possa rendere.
Ma era la verit? C'era un solo dei suoi pensieri che fosse vero? E che significava infine quel facile disgusto per una scappatoia anche troppo facile? Possibile ch'egli fosse incapace di cader per sempre nell'ubbriachezza, di disintegrarsi, di dare una calcio al decoro e di viver contento e felice con una Nande Azeredo in una soffitta puzzolente, non gi perch fosse troppo forte, ma perch era troppo debole, troppo timoroso di quel che direbbero Fran, Tub, Matey, e gli estranei, come Edith Cortright? Era possibile che ci volesse pi coraggio per diventare un vagabondo, risolutamente, in tutto e per tutto, che seguitare a vivere come un onesto industriale, mentre dentro di s soffriva come un Verlaine?
Rinunci a riflettere oltre.
Era cos stanco di frugare nella sua piccola anima e di torturarsi per essa! Ah, se avesse potuto riderne, vuoto di pensieri, in compagnia di Tub Pearson! O se la signora Cortright fosse venuta a cena con lui...
La signora Cortright. Ecco una donna! Distinta come Fran, altrettanto donna di mondo, eppure indifferente ai titoli sociali e al lusso, come Nande Azeredo.
"Una donna deliziosa!"
Ripens a quel terzo bicchiere, scacci impetuosamente la tentazione, con violenza si ritrasse entro la rispettabilit da cui, per un istante, aveva creduto di evadere. Al tavolo vicino a lui c'era una comitiva d'Americani, al colmo dell'allegria, che con un edificante cattivo esempio impedivano al loro fratello di cadere nel vizio.
C'erano tre donne e tre uomini. Si capiva che alcuni dovevan essere sposati regolarmente, ma sembrava regnare una certa confusione riguardo al proprio marito e alla propria moglie.
Accorgendosi della presenza di Sam uno degli uomini si alz barcollando e gli grid: Americano, eh? Vi fate la festa tutto da solo? Venite a stare un po' in allegria con noi!
Sam si sent ringalluzzito, e pass al loro tavolo.
Arrivati da poco? domand, com'era conveniente.
Sicuro! Sbarcati ieri a Napoli, disse il suo ospite. Siamo venuti su un piroscafo italiano, bel piroscafo davvero; e sapete, caro mio, un viaggio coi fiocchi, lo vado dicendo a tutti quanti! Ne ho sentito parlar di viaggi... umidi, ma quello l!... credo di non esser mai andato a letto prima d'aver mandato gi tre bicchieri di whisky! E le ragazze, oh, quelle valevano tanto quanto gli uomini! Dorine, qui, ha bevuto due bottiglie di champagne in due ore, e tutta la banda aveva perso la testa per gli ufficiali italiani: sapete, gli ufficiali erano costretti a spazzarle via dal ponte ogni volta che volevan navigare a modo loro! Cos, anche noi ragazzi si aveva l'occasione di non star con le mani in mano! Che viaggio! Dovevate vedere la sfilata in camicia da notte, l'ultima sera a bordo! Salute, che viaggio!
Una delle donne, e, salvo gli occhi umidi, pareva una vecchia zitella assai poco afrodisiaca grid: Un viaggio coi fiocchi per davvero! E il secondo ufficiale ed io abbiamo appuntamento a Parigi. Forse egli salter anche un viaggio e io l'aiuter a saltarlo! Un magnifico ragazzo! Ah, quegli occhi orientali... Di' un po', Pete, non vuoi pagar da bere al nostro piccolo amico qui? E puntava verso Sam un indice sottile, casto, troppo curato e piuttosto agitato.
Ma Sam rifiut. La sua visione degli splendori della crapula scompariva rapidamente, lasciandolo senza amarezza. Con irritanti segni di soddisfazione accett una limonata, la prima che bevesse, da mesi in qua, e rimase seduto a meditare su quei suoi concittadini.
Gli riusciva difficile stabilire che razza di gente fosse. La loro et pareva andare dai trenta ai quarant'anni. Non erano cos volgari n cos viziosi come potevan sembrare a prima vista. Ogni tanto, traditi dall'alcool, rivelavano di possedere un certo vocabolario, di aver fors'anche letto qualche libro. Dei tre uomini, due dovevano aver fatto l'universit, per quanto parve a Sam; e tutti e sei, quei libertini sboccati, a casa loro dovevano essere rispettabili diaconi e portare lo stendardo in processione. A Zenith, sapeva di certe coppie di "giovani sposi", noti al pubblico come medici, avvocati, o commercianti rispettabilissimi, che trasformavano i balli nei club in qualcosa tra il bordello e il bar di frontiera. Ma a quei balli non era mai andato. Quella gente l non era gente del suo mondo! Poi, bench scandalizzato, dovette constatare che forse lo era. Quegl'idioti, in definitiva, che cos'erano se non dei Tub Pearson un po' pi giovani e allegri e un po' pi eccitati?
E non erano poi talmente colpevoli. Erano il risultato del Regime Secco, della produzione in serie, di un'educazione dominata dal pregiudizio che il collegio si frequenta per far la conoscenza di persone che pi tardi potranno esser utili negli affari, e che la grandezza di un'universit  in proporzione diretta al numero dei suoi studenti e delle sue vittorie sportive. Tali, almeno, erano le malinconiche riflessioni di Sam.
Aveva molto udito parlare della "frigidit sessuale" della donna americana. Dio sa, pensava con rabbia, quanto ci l'aveva fatto soffrire in Fran! Eppure, era proprio la mancanza di ritegno che lo urtava in quelle donne in fregola. Mentre Sam era al loro tavolo, l'amabile signora ansiosa di rivedere l'ufficiale in seconda aveva gi baciato uno degli uomini, afferrato la mano d'un altro, e ora volgeva verso di lui le sue grazie avvizzite: Ehi, carino! Scommetto che fate piangere la povera piccola pallottola da golf, quando ci picchiate sopra!
Egli abbozz un sorriso.
Pensava che la sera dopo avrebbe visto la signora Cortright. L'aveva rievocata come una donna simpatica, pacificante, dignitosa; ma ora gli pareva un vaso greco, la vedeva simile a una coppa d'alabastro in cui si potesse accendere una luce.
"C' in lei una raffinatezza tutta europea," pensava. "Eppure, grazie a Dio,  un'Americana! No, non saprei mai innamorarmi d'una vera Europea. Per me, ci vuol qualcuno che possa guardare un vecchio granaio grigio della Nuova Inghilterra, coperto di brina in ottobre, e che si senta rimescolare a quella vista, senza ch'io abbia bisogno di spiegarle il perch."
Quel lungo fantasticare fu interrotto da una domanda dell'ospite che per primo gli aveva parlato
Siete stato altre volte a Venezia?
S, parecchie volte.
Allora, forse mi saprete spiegare... Spero di non offender nessuno qui, ma... Beh, quest' la prima volta che vengo in Europa, e ho sempre creduto che Venezia fosse una specie d'operetta. Ma tutti questi posti noiosi come la pioggia... Non c' un cabaret che valga qualcosa, in tutta la citt! Niente, all'infuori di vecchie case in rovina, coperte di sculture, e delle fogne come a Chicago tra l'una e l'altra!
Beh, a me piace!
Ma che cosa ci trovate di bello?
Oh, tante cose. Specialmente l'architettura.
Ma quello che vedeva, mentre mormorava che era stanco e si congedava, non era la visione di ponti arcuati, di vicoli misteriosi e di riflessi tremolanti di aeree moli: era il ricordo di Edith Cortright, serena nel suo palazzo veneziano.
"No, quella non potrebbe andare in giro, occuparsi di troppe cose, come fa Fran", rifletteva mentre tornava al Bauer-Grnwald. " decisamente gran signora. Eppure, scommetterei che in fondo al suo cuore deve sentirsi sola. E non si preoccuperebbe di far da cucina per suo marito, pi di Nande. Oh, Sam, diavolo, perch sei cos semplice? Perch seguiti a insistere che tutti al mondo sono soli, soltanto perch tu ti senti solo?"
La cena in casa di Edith Cortright, il marted sera, fu raccolta e tranquilla. I soli ospiti, oltre Sam, erano due sposi inglesi, vagamente e cortesemente importanti: molto cortesemente, ma molto vagamente. Se Sam non riusc a giudicarli divertenti, ebbe modo tuttavia di divertirsi osservando la simpatica rilassatezza della disciplina domestica nella casa di Edith Cortright.
La Fran cui piaceva citare poesie sugli zingari e su Villon e sui "tempi felici dei nostri vent'anni", nella vita privata era un sergente maggiore. In teoria si spacciava come amica e confidente di tutte le sue persone di servizio, del lattoniere, del portalettere e del bootlegger: in pratica, era permanentemente furibonda delle loro manchevolezze. Si mostrava con loro carina soltanto quando innalzavano inni alla sua bellezza e alla sua autorit; quando la cucitrice tubava che Fran aveva il pi bel corpo di Zenith, o quando il farmacista all'angolo le domandava se il suo cappello nuovo era l'ultima novit inglese.
Almeno, cos pensava Sam.
Edith Cortright non pareva avere nessun senso di disciplina, nessuna nozione dei doveri delle sue persone di servizio. Essi discutevano con lei. La contraddicevano. Il cameriere sosteneva che i broccoli, li aveva ordinati; e la cameriera andava e veniva in pantofole. E non facevano che chiacchierare. Sembravan partecipi con la padrona di qualche misterioso scherzo; e quando ella, con la sua aria stanca, sorrideva a Sam, dopo un volubile colloquio col cameriere, egli avrebbe desiderato di esser ammesso alla loro familiarit.
La sala da pranzo aveva il pavimento di marmo e pareti di intonaco duro, ornate di strisce di ricami siriaci. Lungo le pareti c'erano delle sedie maestose, incomode, inumane. Le finestre, che davan sul Canal Grande, erano immensamente alte. Pareva un appartamento fatto per giganti. Sam sentiva che in quella sala avevan camminato uomini rivestiti di armature, i quali tra enormi oscene risate avevan discusso la tortura di pallidi nemici del Doge; e forse, non diversamente da Edith Cortright, malgrado la sua dolcezza, avevan sghignazzato coi loro servi vestiti di scarlatto, truculenti e ciabattoni.
La coppia inglese si conged di buon'ora. Dopo il bisbiglio di congedo, Sam si alz in piedi, e sospir: Crede che...
No, rimanete ancora una mezz'ora.
Se proprio... Ah, come odio gli alberghi!
Eravate molto contento di avere una casa?
Oh, certo!
E perch ne siete lontano? Forse...
Poi ella rise, accese una sigaretta, e tenendola tra le dita ricurve: Mi pare un po' ridicolo volervi dare dei consigli, quando penso che la mia stessa vita  un pasticcio tale, che la sopporto soltanto rinunciando a tutte le mie ambizioni, a qualsiasi scopo, lasciandomi andare alla deriva, e cercando di regolarmi nel modo il meno complicato possibile.
Parlavano lentamente e i loro silenzi erano altrettanto eloquenti. C'era tanta pace, nella vasta sala fresca sul Canal Grande. Fuori, nel porto, gruppi di cantori in gondola cantavano vecchie canzoni italiane. In verit, quella era un'arte alquanto commercializzata; essi non cantavano gi per amore della poesia, n del chiaro di luna, ma tra esplosioni d'estasi passavano col cappello in mano da una gondola all'altra, largamente ricompensati dai sentimentali loro ammiratori di Essen, Pittsburg e Manchester. Le canzoni erano coscienziosamente banali: La donna  mobile e Santa Lucia, tanto per cambiare. Eppure tutta quella teatralit, e la musica che giungeva sulle onde, ponevano Sam in uno stato di calmo ardore.
Non posso figurarmi nulla di complicato intorno a voi, disse.
Forse l'espressione  mal scelta. Tutte le complicazioni sono dentro di me. Siccome certe condizioni di vita hanno piuttosto contribuito a distruggere la fede in me stessa, cos ho paura di sbagliare e trovo pi semplice non agire.
Lo stesso accade anche a me! Ma da parte vostra... non mi sembra che debba esser cos... siete cos sicura di voi!...
In realt non lo sono. Sono come uno che impara una nuova lingua; della quale si serve egregiamente finch pu sfoggiare soggetti di conversazione e adoperare le parole che conosce: pu dire a meraviglia: "Cameriere, portate altri due caff" o "A che ora parte il prossimo treno per Torino?", ma si sente perduto se qualcuno gli pone delle domande o insiste per parlare di qualche cosa che vada oltre la pagina sessanta del Metodo Hugo! Qui, in casa mia, tra la mia gente, mi sento sicura, al di qua della pagina sessanta; ma mi vedreste orribilmente sperduta, se saltassi a pagina sessantuno!... A proposito, mi farete molto piacere, se quando vi annoiate all'albergo, ogni tanto, verrete a prendere il t da me.
Oh, siete troppo gentile...
Inconsciamente, si era alzato, si era avvicinato alla finestra aperta. Se sapeste come apprezzo... Non ne posso pi.
Perch non mi parlate di voi? Se vi fa piacere, naturalmente. Sono una buona confidente!
Ebbene... Ci si butt dentro, come in un suicidio.
Non mi piace piagnucolare... non ci sono abituato, veramente, e non mi piace darmi per vinto. Ma lo sono. E comincio a esser stanco di non poter dormire la notte, a forza di rimuginarci sopra. S, probabilmente ci penso troppo!
Usc sul balcone, al disopra del canale e dello sciacquo delle onde. Su quello stesso balcone, una volta (per quanto Sam non lo sapesse) Lord Byron imbestialito aveva raccontato a una dama scintillante una selvaggia storia, assai pi pietosa della sua.
Edith Cortright, accanto a lui, mormorava (oh, com'erano banali le sue parole!), Non mi volete parlare di voi?; ma la sua voce era piena di bont, e singolarmente pura, singolarmente libera d'ogni barriera tra un uomo e una donna estranei l'uno all'altra. E Venezia mormorava, con lei, nel tono delle canzoni d'amore.
Oh, credo sia una storia molto comune. Mia moglie  pi giovane di me,  pi vivace, a Berlino ha trovato un uomo, e credo d'averla perduta... per sempre... So che non dovrei spogliarmi cos in pubblico. Ma vi giuro che non l'ho fatto mai! E faccio male, a...
Rapidamente, ella disse: No! Non fate male. Sarei ben lieta di poter raccontare la mia storia, io.
Vi prego!
Neanch'io l'ho mai raccontata a nessuno, nemmeno ai miei amici, per quanto pensi che l'abbiano indovinata... Forse voi e io possiamo esser pi sinceri, perch siamo due estranei. Vi comprendo, caro Dodsworth. Forse i miei conoscenti di qui, e in Inghilterra e a casa mia, credono ch'io mi sia data a questa vita monacale per aver idolatrato l'Onorevole Cecil R. A. Cortright. Ah, che uomo incantevole! Un'educazione perfetta, e giocava cos bene al bridge! E decorato per un brillante stato di servizio in guerra. In realt, sapete cos'era mio marito?... Era un bugiardo impudente; uno di quei bugiardi insinuanti, sorridenti, cattivanti. Fra le quattro mura di casa sua s'ubbriacava, mi umiliava di continuo, come un'americana semi-selvaggia; e si scusava davanti alla gente, oh, con tanta buona grazia, quando io dicevo "mi figuro", invece di "m'immagino", che  poi ugualmente sciocco. E la sua cara madre mi felicitava della fortuna che m'era toccata, di sposare il suo beniamino. Oh, perdonatemi!  stupido, da parte mia! Fatale notte veneziana!
Il suo respiro ansante non era un singhiozzo, ma un sospiro irato. La sua mano strinse la sottile ringhiera scanalata del balcone. Egli l'accarezz timidamente, come avrebbe fatto con sua figlia Emily. Chiss, forse ci far bene di raccontarci un poco i nostri guai. Ma... oh se potessi odiarla, quella donna! Non posso. E m'immagino che non possiate odiare Cortright. Sarebbe meglio per noi.
Gi, disse ella seccamente, sarebbe meglio... Ma ormai comincio a esserne capace, magnificamente. Io... Avete visto le acqueforti di Malapeau? (Malapeau, padre e figlio, famosi incisori dal 700 al 800) Vi far vedere l'album che ho ricevuto oggi.
Egli ammir coscienziosamente le acqueforti per un quarto d'ora, poi si conged piuttosto cerimoniosamente.
Avviandosi verso casa, un po' stanco, lungo le fondamenta oscure che sovrastavano come rocce i foschi canali scintillanti, attraverso passaggi coperti dall'aspetto avventuroso, egli si sentiva ora colpevole d'aver parlato di Fran, ora spazientito d'aver una coscienza troppo suscettibile, e infieriva tra s contro quel mascalzone del defunto Cecil Cortright, contento tuttavia di aver scoperto che dietro al suo sdegnoso riserbo Edith Cortright sapeva essere brusca.
Quando si svegli il rimorso persisteva tuttora in lui. Edith doveva senza dubbio trovar odioso ch'egli avesse posto Fran in cattiva luce, e d'averla spinta a parlare a sua volta. Mentre da mezz'ora stava cercando di metter insieme un biglietto di scusa, ne giunse uno di lei.
"No, non avete detto nulla che non avreste dovuto dire, e nemmeno io, se non sbaglio. Vi scrivo cos, perch so che noialtri Americani, di solito, siamo pieni di rimorsi per aver detto delle cose vere. La colpa  di Santa Lucia, la quale, per quanto io sia poco versata in agiografia, probabilmente  la patrona dei sentimentali come voi e io. Volete venire oggi alle cinque per il t?
EDITH CORTRIGHT".
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Capitolo 33.
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Per due settimane vide ogni giorno Edith Cortright: all'ora del t, a cena, a colazione al Lido. Ella pareva aver dimenticato i suoi scrupoli per non esser accompagnata e studiava architettura con lui, andava con lui alla stagione estiva del Teatro d'opera, e a Torcello e a Malamocco, in una gondola dalla vela latina arancione; e guardavano verso Venezia, che a distanza sembrava fluttuare sull'acqua cangiante color tortorella.
Egli raccontava di Zenith e di Emily, di automobili, vantando le qualit della Revelation; parlava di meccanica e di finanza. Non aveva mai conosciuto finora una donna, la quale non apparisse annoiata quando s'ingegnava a spiegarle le sue teorie molto precise e tutt'altro che trascurabili sull'uso del metallo cromato. E anche lei parlava di tante cose. Era una lettrice consumata di libri seri, e la sua mente s'aggirava con mobile curiosit intorno a tutti gli aspetti della vita. Parlava di Bertrand Russell, il filosofo, e dell'insulina; di Stefano Zweig, di grattacieli, e della Chiesa Cattolica. Ma non era presuntuosa, n dogmatica. Ci che pi la interessava, nei fatti e nei diagrammi, era l'impulso che davano alla sua fantasia. In fondo, le era indifferente che il mondo volgesse verso il Fascismo o verso il Bolscevismo, verso il Metodismo o l'Ateismo.
Egli la seguiva attraverso il labirinto delle sue riflessioni. Le sue idee non lo disorientavano, come tanto spesso era accaduto con le piccole esibizioni impertinenti di Fran (perch Fran metteva in mostra la sua scienza con la stessa ostentazione delle sue pelliccie.)
Di se stessi parlavano raramente, e pareva loro di parlare pochissimo di Fran e di Cecil Cortright. Eppure, a poco a poco, una frase alla volta, avevano finito per raccontarsi cos minuziosamente la loro vita coniugale che Sam cominci a parlare di "Cecil" e Edith di "Fran", come se tutti e quattro avessero vissuto sempre insieme. Quando Edith se ne accorse, ne rise.
Dovremmo fare un patto: io avrei diritto di parlare di Cecil, non pi di tanti minuti quanti voi ne avrete impiegati a parlare di Fran. Oppure si potrebbe comporre una specie di litania: "Signore, Cecil era di malumore prima di colazione"... "Signore, tu sai che Fran non capiva il cofano dalla linea diritta"...
Una volta ella and pi lontano affermando che nel suo subcosciente egli aveva "voluto" abbandonare Fran in bala di Kurt, come di qualsiasi altro pretendente possibile.
Tuttavia persisteva tra loro un certo riserbo, sebbene nel discorrere usassero ormai interpellarsi col semplice nome, come facevano quando designavano i loro due compagni assenti, ch'erano l'eterno motivo delle loro discussioni. Non erano gi le loro anime su cui disputavano; n discutevano la ragione per cui palesemente andavano d'accordo. Attinsero le pi alte cime dell'intimit parlando, quasi puerilmente, del loro "avvenire".
Bruscamente, una volta, mentre prendevano il caff in casa di Edith, egli disse: Che cosa debbo fare? Tornare in America senza Fran? E debbo continuare il mio antico lavoro, oppure rischiar nuovi esperimenti? Vorrei raccontarvi certi assurdi miei progetti.
E le espose le sue idee di costruzione d'autocarri turistici, e di una citt giardino, come quella di Sans Souci Gardens.
E perch non tentare tutte e due le cose? sugger Edith. Ella pareva prender molto pi sul serio di Fran quelle sue speculazioni. Mi piace quella vostra idea di un sobborgo che non sia n banale n pieno di pretese artistiche, e dove non ci siano commessi di drogheria che ballino all'aperto. E gli autocarri sarebbero divertenti! Cecil ed io ne abbiamo avuto uno, per due mesi, in Inghilterra.
Volete farmi credere che facevate voi stessa la cucina?
Sicuro! Sono un'ottima cuoca! Chiacchiero di Freud e di Einstein, ma sono un'ignorante in fatto di psicanalisi e di matematica. Invece, conosco benissimo l'uso dell'aglio e dell'aceto aromatico! E mi piace molto tenere una casa. Avrei dovuto rimanere nel Michigan e sposare un avvocato di provincia.
Vi piacerebbe una citt come Zenith, dopo Venezia?
S, se ci avessi una casa mia. Qui tutto  in decadenza; bellissima decadenza, ma sono stanca di questo perpetuo autunno. Mi piacerebbe, tanto per cambiare, una bell'estate calda e rigogliosa, e una primavera piena di germogli anche se gli steli del grano non sono poi una gran bellezza!
Allora, per la prima volta, venne in mente a Sam che non sarebbe poi stato ridicolo il pensiero che un giorno o l'altro Edith e lui tornassero insieme a Zenith, per lavorare e vivere insieme. Parl poco con se stesso, e affatto con lei, di quel sentimento che vagamente sembrava diventare a poco a poco un amore sicuro e salutare; tuttavia, un giorno o due pi tardi, fu pronto a cogliere l'occasione di far vedere a Edith una lettera di Fran.
Quella lettera diceva sul conto di lei e dei suoi rapporti con Kurt pi di quanto si fosse mai saputo fino allora.
"Caro vecchio Sam, da una settimana non ho pi avuto notizie tue,  vero che anch'io non ho scritto molto spesso, ma non mi sentivo molto allegra n di buon animo, la citt comincia a pesarmi e credo che dovrei proprio andare in campagna, e Kurt ed io (sei veramente molto gentile, ed  assai generoso da parte tua, lo capisco, di permettermi di parlar di lui con tanta franchezza, e non volermi male per questo) speriamo di poter andare nell'Harz, in montagna, per una settimana.
"Ti parr una cosa buffa, perch tu credi sempre ch'io non sia docile, ma se tu sapessi di quanta biblica umilt ho dato prova nell'adattarmi alla sua vita cos diversa. Mi ha lasciato metter sottosopra quel suo appartamentino da burla, eppure cos malinconico...: oh, Sam mi sento spezzare il cuore vedendo come quell'appartamento rivela la povert di quel poveretto, che dovrebbe essere un gran signore come i suoi antenati, e suppongo lo sarebbe stato, se non fosse venuta la guerra, della quale lui non ha nessuna colpa, del resto. Sulle prime m'irritava tutto quel gran disordine ecc. ecc. della sua vecchia domestica affezionata, poi ho pensato che la colpa era forse dell'allestimento un po' primitivo della cucina. T'assicuro che non c'era molto di pi di quanto ci si sarebbe atteso di trovare nelle nate foreste di Kurt: uno spaventoso vecchio fornello a carbone, che bisogna attizzare continuamente, e il tubo che non tira. Allora ho voluto regalargli un bel fornello elettrico moderno, e finalmente ha accettato bench senza troppo entusiasmo. Ti prego, davvero, ti supplico, spero non ti scandalizzerai; come dicevo, so che tu sei generoso, ma non puoi farti un'idea del suo orgoglio! Ma  stata la cuoca che non ha voluto accettare! No! Non sapeva che farsene, di un bel fornello nuovo e di un lavapiatti elettrico; preferiva quelle antichit di famiglia! Essa  assolutamente feudale (non  quasi altrettanto brutto, quanto l'"assolutamente contadinesco" di cui si parlava a scuola?) e anche Kurt lo . Credo d'averlo capito per via del meccanico. Naturalmente Kurt non pu permettersi di tenere un meccanico e nemmeno un'automobile, per quanto io creda che col vero genio che egli ha per gli affari da qui a dieci anni sar un uomo ricchissimo, ma insomma per ora non pu permettersene uno, e quando riesce ad averlo si serve di un meccanico austriaco di un garage qui vicino, che durante la guerra era soldato nel reggimento di Kurt, e che ora  quasi come se fosse il suo meccanico privato.
"Ebbene, devi sapere che le prime volte la loro familiarit mi urtava. Il meccanico era capace di dire al Signor Conte che quel giorno aveva dei bei guanti nuovi, e Kurt gli chiedeva notizie della sua fidanzata, e scherzavano, e il meccanico alzava un dito con un'aria di sottintesi che mi faceva andar su tutte le furie, e cos un bel giorno son saltata su con Kurt, a proposito di quello, e non ti dico come mi si  rivoltato!
"Mi ha detto: Tu sei una borghese! Io ho lo spirito feudale! E noialtri nobili, possiamo trattar familiarmente i nostri domestici, perch sappiamo che essi non si sogneranno mai di mancarci di rispetto"...
Sam lasci cadere la lettera, e pensava a Edith, e al suo modo di trattare le persone di servizio.
"Caro vecchio Sam, penso che sebbene questa volta ci siamo separati per davvero, ed  piuttosto tragico, veramente, se uno ha il coraggio di pensare a questa cosa, dopo tanti e poi tanti anni felici che abbiamo passati insieme, e ne abbiamo passati, ma se pure siamo separati, so che tu seguiterai a essere il mio buon amico, e sarai contento di sapere che mi sto adattando alla parte che ormai mi spetta, di diventare cio un'Europea. Non  stata una cosa facile, e non mi aspetto, naturalmente, che tu comprenda le sofferenze e le lotte attraverso cui ho dovuto passare. Qualche volta non mi nascondo che sono molto sola; perch, qualunque cosa su di me tu abbia detto a Tub e alla cara Matey, oh, Sam, ho il sospetto che tu abbia parlato di me con loro, a Parigi, assai pi di quanto tu non me l'abbia detto, dico, qualunque cosa tu abbia potuto dire su di me, e forse ne avevi tutte le ragioni, almeno dovrai ammettere che una delle mie rare virt  stata sempre un'assoluta sincerit e onest, e francamente qualche volta mi sono sentita piuttosto sola, e allora avrei tanto desiderato che tu fossi qui con me, per poterti malmenare un po' i tuoi buffi capelli grigi e fitti. E qualche volta la prospettiva di questa povera femme amricaine tutta sola, pronta ad affrontar le critiche di tutta l'Europa, mi ha messo paura. Qualche volta (sai il bell'entusiasmo infantile di Kurt, senza troppo giudizio) qualcuno dei suoi cari vecchi amici mi ha un poco mortificata. Eppure, mi piace; credo di cominciare a capire tutta la gravit della vita europea. La nostra vita americana  cos meschina, cos priva di tradizione."
Sam lasci di nuovo cadere la lettera. Pensava alla tradizione dei pionieri che avanzavano verso il West, attraverso i monti Alleghenies, attraverso le foreste del Kentuky e del Tennessee, avanti, verso l'Oregon e la California, una processione religiosa, che dormiva tra i pericoli, senza posa, aprendo la via verso una nuova patria per un popolo di cento milioni. Poi, senza commenti, seguit a leggere:
"Ho imparato, e debbo dire con una certa sorpresa che probabilmente  stato un bene per il mio piccolo io, che Kurt ha molto pi stima di un violinista, o di un chimico, che non di un nobile principe, provvisto del pi gran numero di quarti di nobilt. E, pensa di me quello che vuoi, ma dovrai ammettere che gli Europei li conosco, ormai che sono anch'io europea! (comprendimi bene) non ho avuto troppa difficolt a capirlo. Oh, caro, perdonami se ti faccio male, ma Kurt  quello che un romanziere direbbe "il mio uomo". Ho dei progetti straordinari per lui. Credo d'aver trovato il modo, naturalmente non posso rivelare i particolari, nemmeno a te, ma credo d'aver trovato il modo di far aprire a Berlino una succursale d'una grande banca americana, e Kurt ne assumerebbe la direzione.
"Certo ti divertirebbe molto, e non riconosceresti la tua indomita Fran, se vedessi com' diventata docile, e se vedessi come Kurt riesce a dominarla in tante piccole cose, s, e credo anche in certe cose grandi, ma egli  cos caro! Osserva sempre i miei vestiti, anzi, mi tiranneggia addirittura per quel che riguarda il mio modo di vestire, ma nello stesso tempo  sempre disposto a venir con me nei negozi, quando faccio le mie compere, e devi ammettere che tu, con tutta la tua grandiosit, non l'hai mai fatto. Oh mio caro, sento che  imperdonabile, scrivere cos proprio a te di lui, e mi fermo a pensarci e rileggo questa mia e penso che forse non avr mai il coraggio di imbucarla, ti scrivo nel mio delizioso appartamentino coloraturo (o si dice coloratura?) in una serata che ti confesso  un poco solitaria, e in cui mi pare di essere niente altro che una povera turista americana sperduta; ma siamo sempre buoni amici non  vero? Il telefono suona corro a rispondere. Cari auguri tua F."
Aveva ricevuto la lettera alle dieci del mattino. Alle dodici suonava alla porta di Edith. Senza una parola, le porse la lettera di Fran. Quando Edith ebbe finito di leggerla, sospir poi disse:
Fa cos caldo qui. Stavo appunto pensando di andare a Napoli, a Posillipo, sulla punta, dove fa fresco. Prenderei in affitto una casetta nella tenuta degli Ercole. Il barone Ercole ha una grande propriet, ma  in pessime condizioni finanziarie.  un ex-diplomatico, e insegna legge all'Universit di Napoli; sono delle care persone, che non hanno quasi altra risorsa fuorch affittare i villini della loro tenuta. Perch non verreste con me? Non credo ci sia da far molti commenti sulla vostra Fran, dopo questa lettera. E vi farebbe bene remare e nuotare un poco a Napoli, invece di star qui a meditar sulle vostre sventure. Volete venire?
Ma certo! Ma... e i vostri amici cos facili a scandalizzarsi...
Oh, non gli Ercole! Penseranno ch'io ho una relazione con voi, e ne saranno ben contenti! Hanno vissuto in troppi paesi diversi, nel corpo diplomatico, per avere una morale molto rigida. Vi troveranno simpatico, non ne dubito. Edmondo Ercole e voi passerete delle ore deliziose a star zitti insieme. Oh, ecco che parlo come Fran! Scusatemi!
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Capitolo 34.
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Al tramonto, una citt italiana su di una collina; bastioni, una torre aguzza sopra una roccia in mezzo alla pianura digradante. I vetri della citt rispecchiavano il sole morente, e brillavano l'uno dopo l'altro, mentre il treno fuggiva. Si direbbe che quelle case sono piene di gente allegra, disse Edith. Egli guardava la citt con tranquilla gioia. Sentiva che la presenza di Edith gli aveva aperto il cuore: e per la prima volta ella gli aveva insegnato a vedere l'Italia.
Veramente egli era gi stato a Napoli, ma mentre andavano in carrozza dalla stazione alla villa Ercole, s'accorse che tutto ci che aveva visto, e non l soltanto, ma ovunque in Europa, non erano i luoghi in s, ma le attitudini esaltate ed esigenti di Fran: la sua isterica gioia davanti a un chiaro di luna, o la sua isterica collera per un po' di noia o per un cattivo servizio in albergo. Con la placida compagnia di Edith, constatava che Napoli non era, com'egli aveva creduto, una barricata piuttosto arcigna di moderne grandi case d'affitto, ma una serie di villaggi riuniti, che si stendevano per miglia e miglia lungo la baia, tra acque azzurre e colline entro cui degli esseri umani vivevano rintanati come a Gopher. (Allusione alla cittadina provinciale che  teatro del noto romanzo di Lewis: Man Street).
Il conduttore del loro taxi, essendo napoletano, non soffriva che un veicolo qualsiasi li precedesse sulla strada, e siccome ci accadeva continuamente, il loro viaggio non fu che un continuo sfuggire alla morte. Ma anche durante quella corsa Sam si sentiva sollevato, si cullava in tutta quella gioia di vivere, allo stesso modo che in altri tempi, dopo un periodo di concentrata fatica e brevi vacanze, egli distendeva con delizia i suoi nervi nelle escursioni in canoe.
Accarezz la mano di Edith, tentando cos di esprimere la sua felicit, quando vide alzarsi innanzi a s il Vesuvio con la lunga striscia di fumo in direzione di Napoli, promettente il bel tempo; e quando vide Capri screziata di case bianche sulle vaste spianate, tra le montagne sparse di rovine; e Sorrento inondata di sole, ai piedi del suo promontorio gigante; e le ville di Posillipo, sull'altura verso la quale ora si precipitava la loro macchina.
Il taxi pass davanti a una casetta di calce giallognola, a guardia d'un cancello, presso al quale stava una portinaia, una donnetta cerimoniosa e sorridente, beata nella sua pinguedine, circondata da innumerevoli bambini; e d'un tratto si sentirono lontani dal traffico rumoroso della strada pubblica, dalle vociferazioni dei conduttori, dai tram incombenti, dai bambini che parevan meditare il suicidio a ogni passo, e dalle piccole botteghe di carbonai e vinai. Il parco della villa Ercole andava dall'alta strada pubblica, gi fino al mare, e la via sinuosa girava a pi riprese, scendendo come un sentiero di montagna. Correvano tra pini giganteschi, i quali formavano una cornice che lasciava intravedere, oltre la baia soave, il cono del Vesuvio, enorme e solitario come il Fushijama. Passarono dinanzi a una mezza dozzina di villini, in calce giallastra come oro vecchio, silenziosi, rievocanti splendori non ancora lontani. In un muro di pietre moderne, il quale sosteneva la strada a una delle sue svolte frequenti, c'era un resto di mosaico romano, composto di tegole a spina di pesce e sopra vi campeggiava un logoro busto di marmo con la testa di guerriero: forse il possessore della villa che qui esisteva fin da duemila anni.
Non un suono all'intorno, nemmeno un canto d'uccelli; non un rumore veniva dalla strada pubblica, ch'era a un minuto appena di l, eppure sembrava indicibilmente distante.
Dio, che calma, qui! esclam Sam.
Ecco perch ho voluto venire: per questa calma, e per gli Ercole.
All'ultima vertiginosa curva della strada, prima ch'essa finisse dinanzi alla grandiosa villa, che ancora serviva di dimora agli Ercole, Edith preg il conduttore di fermarsi a un ponticello di legno, il quale portava a ci che pareva l'ultimo ripiano di una torre in muratura gialla, i cui piani inferiori fossero nascosti dietro la balza che s'innalzava a fianco di essi.
Ecco la nostra casa! disse Edith.  la pi buffa casa del mondo! Costruita su tre terrazzi, ha un giardino cos ripido che ci si pu entrare da tutti i piani. E non ci sono che due stanze per ogni piano.
Attraversando il ponte, ella condusse Sam per un corridoio da bambole fino alla pi primitiva camera da letto ch'egli avesse mai visto. Il pavimento, in pietra, luccicava; alle pareti v'erano quadri, oltre una Maternit di maiolica. Il letto alto e stretto, senza testata, n sponda in fondo, aveva quattro sottili colonne agli angoli. Era ricoperto di broccatello dorato, piuttosto frusto. C'era un lavabo di ferro smaltato, di squallido aspetto, un bello specchio ovale, due pesanti sedie ricoperte di broccatello, una massiccia scrivania di quercia, guarnita di penne e di carta da lettere, un braciere d'ottone, e null'altro. Eppure, nulla mancava di quel ch'era necessario, poich la porta-finestra s'apriva su di una terrazza, che forse era il tetto della stanza sottostante, e dava sulla baia, cosicch la stanza risplendeva tutta dello scintillo del sole meridionale sulle acque meridionali, e si aveva altres la vista del Vesuvio e del lontano fumo indolente.
Questa dovrebbe essere la vostra stanza, se non sbaglio, disse Edith. Ma Dio mio, non c' un armadio, e nemmeno un posto per le vostre spazzole e i rasoi! Bianca, la baronessa Ercole, forse non ha ancora provveduto, dopo avermi scritto che stava riordinando questa casa con la speranza di affittarla.
Non fa nulla. Terr le mie cose nel baule-armadio, disse Sam. Era contento di quella semplicit, contento di vedere quella stanza libera dall'ingombro di troppo mobilio. E sentiva che sarebbe ringiovanito, qui, in questa cella piena di frescura, con l'aria blanda e il radioso mare, e con l'amicizia senza sentimentalismi di Edith, che l'avrebbe ricondotto a se stesso.
Uscirono sulla terrazza. Sam ebbe un'esclamazione di meraviglia. La linea della costa di Posillipo, fino a Napoli, che, al disotto di loro, era rimasta celata ai loro occhi durante il tragitto alla villa, avrebbe figurato assai bene in un romantico calendario natalizio; e... nessuna rampogna da parte di Fran aveva mai impedito a Sam di amare l'arte della cromolitografia. La baia era circondata da alte scogliere, qua e l forate da vaste caverne. Misteriose scalee s'innalzavano dalle rocce della spiaggia, sparivano nelle buche dei dirupi. Sam pensava al divertimento che sarebbe stato per lui, da ragazzo, andare alla scoperta di quelle scalee celate, dopo aver letto in Stevenson e Walter Scott storie di passaggi segreti, di contrabbandieri e celle sotterranee.
A piedi della scogliera, un piccolo pescatore a piedi nudi, cantando, guidava la sua barca tra le insidiose rocce, entro un porto in miniatura. La sua pelle, al sole, pareva d'oro.
Vero  che in quello stesso istante, apparve in vista una barca a quattro remi, condotta dai membri d'un circolo di canottieri fascisti; ma Sam ignor quello spettacolo, che per la sua modernit avrebbe potuto figurare benissimo anche sul Tamigi, ma che non s'accordava pel momento con la sua visione personale e romantica del Golfo di Napoli.
Molte ville lungo la baia spiccavano bianche e imponenti in cima alle rocce, e facevano capo a lunghi viali obliqui di viti e di gelsi; pi in basso, si vedevano castelli medioevali dalle arcate di marmo giallo, le cui fondamenta s'immergevano nell'acqua. Era tardi nel pomeriggio e un rossore diffuso illuminava Napoli lontana, che come un'alta piramide striata d'ombre s'innalzava sino agli scoscesi contrafforti di Castel Sant'Elmo, citt incantata, da centinaia d'anni accarezzata da quella languida luce.
Sam mormor: Ecco un luogo, ecco un luogo...
S, non  vero? disse lei.
Pareva loro di esser assorti da ore nella contemplazione di quella radiosa bellezza, mentre, forse, erano entrati in quella casa da tre minuti appena. Nessuna persona di servizio era venuta loro incontro, quando avevano bussato, nessuno li aveva disturbati. Continuarono le loro scoperte; scesero la rozza scala di pietra di quella specie di torre; trovarono la stanza da letto di Edith, non meno primitiva di quella di Sam; e giunsero finalmente al pianterreno. Entrarono in una sala dal pavimento a piastrelle rosso cupo, lustrate a cera, una sala vasta abbastanza per le finestre alte quindici piedi, dai tendaggi di damasco, per le camelie in fiore nelle alte giare di pietra, e per la lunga tavola di legno di rosa decorata di bronzo, sovraccarica d'ornamenti, eppure singolarmente elegante. Sam s'era appena accorto di due donne, le quali, in grembiuloni di tela, il capo avvolto in un fazzoletto, stavano in ginocchio a lucidare il pavimento. Rimase a bocca aperta quando la pi giovane e sottile balz in piedi, corse incontro a Edith Cortright e l'abbracci.
Sorridendo, con una vivacit ch'egli non le conosceva finora, Edith disse: Bianca, ecco il mio amico Dodsworth. Sam, la vostra padrona di casa, la baronessa Ercole.
E, per nulla turbata d'esser stata sorpresa in flagrante delitto di povert e di lavoro, la baronessa Ercole gli diede sorridendo il benvenuto, gli porse a baciare la mano incrostata di cera da pavimenti, e li invit entrambi a pranzo.
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Capitolo 35.
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Egli conobbe una nuova Edith Cortright, una Edith sorprendentemente vigorosa e avida di vita all'aria aperta, ora che era fuori dalla decorosa vita veneziana. Abbandon il nero discreto per una blusa da marinaio e una gonna scandalosamente corta; e si rivel ottima nuotatrice, rematrice, giocatrice di tennis e padrona di casa. La tenuta degli Ercole, con la mezza dozzina di villini, formava un villaggio a s, e a Sam pareva d'esser capitato in un'agitata vita di paese. I sorridenti domestici italiani entravano senza bussare in qualsiasi stanza, a qualsiasi ora; confondevano Sam piombando in camera sua mentr'egli si radeva, invitavano allegramente il pescivendolo ad entrare in sala all'ora del t; e a tutte le ore, sotto tutte le finestre, era un continuo attaccar briga, e ridere, e chiacchierare, e fare all'amore e cantare. E ce n'erano tanti, appartenenti alle diverse ville. Ogni giorno Sam scopriva un nuovo villino celato a met del pendio, o sporgente sopra una rimessa, o misteriosamente nascosto al disotto, con la porta che s'apriva a un altro livello; e dovunque una folla di giardinieri e portieri e camerieri, coi loro bambini, le loro capre, i loro cagnolini, i loro conigli, e certi gatti italiani dal musetto allungato.
Il barone e la baronessa Ercole e i loro amici ufficiali che venivano dalla caserma, ufficiali di marina, giovani professori d'universit, erano allegri e cordiali come i membri d'un club di campagna americano, il quale vanti tradizioni d'ospitalit. Giocavano al tennis, organizzavano balletti, andavano in automobile (a una velocit spaventevole) alle sagre di lontani paeselli di montagna, e Sam e Edith partecipavano a qualsiasi loro iniziativa. Molti di loro non parlavano l'inglese, ma a forza di sorrisi li salutavano come vecchi amici.
Soli, Edith e Sam visitarono Capri e Sorrento e Pompei; salirono su, su, fino ai terrori e al fumo del Vesuvio; scorrazzarono per i vicoli della vecchia Napoli, dove una strada  dedicata al pesce, un'altra ai legumi, un'altra alle pi spassose e lugubri corone funeree di fiori artificiali, e a quadretti votivi raffiguranti i fedeli scampati a naufragi, a cavalli imbizzarriti, o a cadute di tegole, per intercessione dei santi protettori.
Fran, la quale insisteva nel suo disprezzo per le "visite turistiche", poneva invece tanta veemente insistenza nel fargli ammirare a ogni costo quello che pi la colpiva, che il viaggiare aveva finito per diventare una fatica per Sam, ed egli aveva avuto coscienza di radunare in s impressioni slegate, e null'altro. Edith si dimostrava pigramente indifferente alle predilezioni di Sam. Con lei, egli lasciava che il suo spirito oziasse, e lentamente si faceva strada in lui la comprensione della vera Italia, e capiva che non era quello soltanto uno spettacolo pittoresco, ma un ritmo di vita normale e intensa.
Impolverati, tornavano da Napoli per l'ora del t, nell'alta sala in penombra, aperta sulla baia. Gli ultimi splendori della luce pomeridiana morivano a poco a poco in vapori azzurrini, sulle alture sovrastanti. E l'ultima nota di luce in quella scena era il pennacchio fumoso del Vesuvio, d'un fantastico scarlatto nel lento tramonto. Mentre la baia si trasformava in seta turchina intrecciata di fili argentei, qua e l spuntavano sereni i lumi delle piccole barche da pesca. E nella pace del crepuscolo la voce di Edith era quieta, non lo seccava con pretese d'ammirazione per le sue qualit, le sue grazie singolari, ma gli testimoniava (per quanto in realt ella parlasse di solito degli Ercole, o di politica, o dell'antipasto) che ella era felice di essere con lui e che da lui attingeva conforto, riconfortandolo a sua volta.
Egli si sentiva forte, primitivo come il vento dell'ovest, mentre Edith era una creatura complicata e fragile, fatta per stare in casa; e grande fu la sua sorpresa un giorno in cui riposavano, seduti sul muro di pietra presso l'aranceto. Era un vecchio muro sconnesso, in rovina, le cui crepe albergavano lucertole guizzanti, e muschi e erbacce, sulla cresta, facevan da cuscino. Dietro quel muro c'era una casa di mattoni e calcina, composta di tre piani irregolari, le cui terrazze piane formavano ognuna il tetto dell'altra; in apparenza non connesse tra di loro, e a cui davano adito porte incomode e perigliose scalette: insieme che somigliava stranamente ad un'abitazione di Indiani Pueblo. L'orto andava dal basso fino al sentiero sovrastante: aranci, limoni, poche palme nane, e viti che s'arrampicavano su per i lunghi rami dei gelsi. Quell'orto testimoniava secoli di fatica minuziosa e paziente, malgrado l'apparenza disordinata del suolo sassoso e incolto, degli alberi non potati e disposti senz'armonia.
Vi domandavate, disse Edith, seduta sul muro, se avrei resistito a un viaggio in canoe, dormendo per terra. Che cosa ve ne pare di quest'orto?
Non comprendo che rapporto ci sia.
A che cosa vi fa pensare? Che cosa vi colpisce in esso, voglio dire, nelle sue qualit?
Beh, i frutti mi sembrano buoni; soltanto, mi ha l'aria un po' trasandata. E fa caldo da morire, su questo muro!
Proprio cos. Ebbene, il contadino italiano ama il caldo e gli piace la terra schietta, nuda, la terra, insomma! Ama la terra e il sole e il vento e la pioggia.  un mistico, nel pi alto senso di questa parola tanto abusata. E in questo, dappertutto, l'Europeo  lo stesso. Il Tirolese ama l'odor aspro dei ghiacciai, i pendii scoscesi delle montagne, che a me invece mettono paura; tanto che lontano dalla sua terra per lo pi muore di nostalgia. Il Prussiano ama la sua greve pianura sabbiosa e i piccoli abeti squallidi. Al contadino francese non d fastidio il mucchio di letame, lo stagno fangoso davanti alla porta di casa sua. E il fattore inglese ama le praterie nude, coi piccoli cespugli aguzzi di eriche. Tutti amano la terra e il vento e la pioggia e il sole. E io ho imparato ad amarli da loro. Voi vi domandate se "resisterei" a dormire sul suolo! Mi piacerebbe assai pi che a voi! Sono tanto pi primitiva! Qui, sebbene noi abbiamo rovine e pitture, tuttavia, non ostante le anticaglie, siamo molto pi vicini agli elementi di voialtri Americani. Voi non amate la terra, non amate il vento...
Oh, sentite un po! E i nostri milioni di ettari di campi arati? Dove trovate qualcosa di simile, all'infuori, forse, della Russia? E i nostri uomini i pi gravi, che se ne vanno all'aria libera, in automobile, a giocare al golf...
Non  vero. I vostri agricoltori non vogliono altro che andarsene lontani dalle loro campagne sterminate, verso la citt. I vostri uomini d'affari se ne vanno in macchina chiusa a giocare il golf al loro club, e non  la nuda terra che vogliono: vogliono la terra del campo da golf, ben nascosta sotto l'erba. E io... voi m'avete veduta seduta nel mio salotto, ma qui, m'avete anche vista guazzar nell'acqua e correr sulla spiaggia. E spesso, molto spesso, quando voi credete ch'io stia schiacciando un sonnellino in camera mia, me ne scappo via, in quell'angolo di giardino circondato dal muricciolo, proprio sopra la casa, e me ne sto coricata al sole caldo, al vento, a respirar l'odor della terra, e l trovo la vita! Eccola, la forza dell'Europa, non quella che si chiama la sua "civilt", non i suoi musei, i suoi bei modi di dire, la sua conoscenza delle lingue, ma la sua prossimit alla terra! E l sta la debolezza dell'America; non nella sua rumorosit, nelle sue crudelt, nelle sue volgarit da cinematografo, ma nella sua maniera di innalzare grattacieli di acciaio e cristallo e miracolose fabbriche di cemento armato, e cucine a piastrelle, e antenne radiotelegrafiche e riviste di scienza volgarizzata, per isolarsi dalla santa volgarit della terra!
Quelle parole lo fecero riflettere. Comprese che non aveva veduto altra Europa, fuorch quella delle citt. Egli conosceva abbastanza bene gli atrii d'albergo, i ristoranti, le camere da letto, gli scompartimenti dei treni, anche i musei, le cattedrali, e qualche casa privata. Ma ammise di conoscere assai poco l'odor della terra nei differenti paesi. Rammentava la chiesa di Santo Stefano, a Vienna, ma non avrebbe saputo rammentare il colore delle Alpi austriache, la voce dei torrenti di montagna, l'odor vario delle fitte umide foreste di pini, all'aurora, a mezzogiorno, e al calar della sera. Aveva parlato con dei camerieri spagnoli, ma non aveva taciuto con dei contadini spagnoli.
Forse, si disse, era lui il fiore effimero e decadente d'una civilt pericolante; Edith era la radice, quella che non si distrugge. E vide che c'era in lei, nel fondo della natura di lei, pi vigore che nella sua, e pi pazienza che non in Fran, vivace ma fragile come vetro, pronta a godere sempre, ma disarmata e lamentosa nelle avversit. Gli Ercole, Kurt von Obersdorf, Lord Herndon, era gente che non si lasciava schiacciare. Umilmente si volse alla terra eterna, e nella terra si sent pacificato. Ogni giorno sentiva meno bisogno di "andare in giro a vedere questo e quello", come diceva Fran. Sedeva per ore di seguito accanto a Edith, oppure solo, sulla baia, e fissava il meraviglioso intrico dei rami d'un cipresso, o scopriva una miriade di minuscoli grattacieli in un ciuffo di muschio. E nacque in lui il desiderio di avere, con Edith, una fattoria in America, ma non una fattoria da signori, fatta per mostra, per un aumento del proprio prestigio sociale, ma una fattoria vera, ove si sentisse odor di cavalli e di bestiame e di polli, con campi di grano ardenti sotto il sole di mezzogiorno, piena di misteri nei sentieri simili a quelli d'una jungla. Quella semplice aspirazione lo spronava sempre pi, gli dava l'impressione d'avere nella sua vita uno scopo segreto e pieno d'interesse, pi assai dei suoi progetti d'affari, che a poco a poco lo riconducevano al rispetto di se stesso...
Ma doveva essere con Edith... E sorrise un poco all'idea di se stesso, quel pezzo d'uomo, bucolicamente ricondotto alla terra dalla mano sottile e civile di lei. Edith! Ora comprendeva il senso di quelle delicate Madonne incoronate di stelle, dinanzi a cui s'inchinavano i contadini riarsi dal sole, nelle cappelle italiane.
"Allora," si domand, "vuol dire che sono innamorato di Edith, qualunque cosa questo essere innamorati significhi?"
Non l'aveva mai baciata; tre o quattro volte soltanto le aveva accarezzato la mano. Sentiva, talvolta, che il riserbo di lei poteva celare un onesto amore, non inceppato dal desiderio di impressionare; ma si cullava in un languore singolarmente soddisfatto di s, disposto ad attendere che quel sentimento raggiungesse il culmine. Scopr che ella gli mancava, quando era lontana, e che a ogni istante aveva qualche idea, qualche osservazione da comunicarle. Ma ci valeva a fargli comprendere il bene che Edith Cortright gli aveva fatto, piuttosto che accrescergli la fiducia in se stesso.
Ci volle un certo tempo prima ch'egli capisse che forse Edith, gli Ercole, e i diversi capitani, conti, professori e dottori amici degli Ercole, vedevano in lui qualcosa di pi dell'industriale del Middlewest provinciale e ottuso, che aveva fatto compassione a Fran. Il barone Ercole non gli faceva la lezione con annoiata pazienza, quando egli gli poneva domande elementari sul Fascismo. Edith non gli rideva in faccia, quando egli borbottava che non trovava niente di bello nel Narciso del Museo di Napoli.
Essi non s'aspettavano di trovare in lui un'autorit in fatto di scultura, di Chianti, di storia romana o di nobilt italiana. A quanto pareva, non soltanto si aspettavano da lui che egli fosse n pi n meno quello che era, ma lo ammiravano per questo. Sulle prime era imbarazzato e quasi dubitoso che la baronessa Ercole lo ammirasse come un buon rematore, una compagnia simpatica, un solido uomo d'affari; poi, col tempo, s'accorse che ella era sincera. In quella italianissima Italia egli poteva essere, senza bisogno di farsi perdonare, un americanissimo Americano. Ora la luce pareva invadere e rischiarare a poco a poco i tratti del suo viso, che in quegli ultimi mesi era stato pesante, senza vita, d'un rosso malsano; e i suoi occhi brillavano come nei tempi passati quando discorreva con sua figlia Emily.
"Tu sei sincero," pareva che tutti gli dicessero, in un modo o nell'altro; ed egli cominciava a gioire: "Sono sincero!".
Dormiva tranquillamente, cosciente nel sonno della presenza rassicurante di Edith, al piano di sotto, la quale lo proteggeva contro gli smarrimenti. Ora non si svegliava pi alle tre di notte, per accendere una sigaretta e meditare su Fran.
Ma una volta, tardi nella notte, gli parve di sentire Fran chiamarlo, con un "Sam, oh, Sam!" acuto, straziante, e balz su, incerto, stupito allorch dovette accorgersi ch'ella non era l, accanto a lui, che forse non vi sarebbe mai pi.
E un'altra volta, che cerc di dimenticare il pi presto possibile, gli accadde di rivolgersi a Edith, entrata nella stanza mentre lui scriveva, e di salutarla, alzando il capo e sorridendo, con un "Fran, cara!"...
Il solo sforzo di Edith per correggere certi suoi modi provinciali era un'insistenza delicata, con cui gli diceva: Sam, godetevi la vita! Siete cos americano, come vi lasciate opprimere da quel senso di rimorso, come se tutto quello che fate fosse un delitto?
Probabilmente ci veniva dal fatto che quando egli si mostrava in qualche luogo con Edith, quando pranzavano in casa di qualche amico degli Ercole, o prendevano il t all'Excelsior, molti sguardi si fermavano su di lui con interesse, mentre egli se ne stava accanto a lei con disinvoltura; assai pi che ai tempi in cui egli era stato cos desideroso di far buona figura per amore soltanto di Fran. Ora egli non provava pi imbarazzo, quando gli presentavano degli estranei, o doveva ascoltare i loro discorsi che non capiva. Li prendeva per quello che erano.
Si svegli un mattino per starsene disteso a guardar la baia e per concludere che era definitivamente e positivamente felice.
Nelle sue lettere a Fran, le aveva parlato molto di Edith. Fran si mostrava cortese nei suoi commenti; mandava i suoi saluti alla "signora Cortright"; e pi cortese ancora, quasi affettuosamente cordiale, fu quando, da Berlino, gli scrisse che finalmente stava per presentare domanda di divorzio. Avendo ormai acquistato diritto di residenza in Prussia, prevedeva che il processo non sarebbe durato pi di tre mesi. E gentilmente spiegava che il motivo addotto sarebbe l'abbandono e che si sarebbe fatto di tutto per evitare lo scandalo.
Sam ramment quanto erano stati felici, quando erano andati insieme a Chicago ed egli le aveva comperato il primo piccolo filo di perle; e come ella ne andava orgogliosa, e quanto s'era mostrata riconoscente... Poi, si sent singolarmente libero.
Quando, riluttante, fece vedere la lettera decisiva a Edith, questa la lesse lentamente, poi s'arrischi a domandare: Vi rincresce molto?
Oh s, un poco.
Ma ci semplifica di molto le cose, non  vero? E... spero che non lascerete distruggere la bella calma che avete acquistata!
Oh, non mi lascer suggestionare!
Ma si vede che le sue lettere vi opprimono ancora tanto!
S, ma... Sentite: credete che sarebbe mai possibile per voi vivere lontana da questi luoghi, in una citt come Zenith?
Naturalmente. Non c' poi una gran differenza, da una citt all'altra.
Vi piacerebbe occuparvi di un progetto come quello della citt giardino?
Non lo so. Chiss...
Un'ora dopo, trascorsa a far finta di darsi placidamente da fare leggicchiando e scrivendo lettere, Edith scoppi:
Sam! A proposito della vostra citt giardino! Ci sarebbe una cosa da fare: non costruire delle ville italiane e dei chlets svizzeri in una citt che conserva la tradizione dei Yankee e dei Virginiani vestiti di pelle di daino. Perch non cercar di aiutare a creare un'architettura americana domestica, autentica e originale? I nostri grattacieli sono la prima opera d'architettura veramente originale, dopo le cattedrali gotiche, e forse altrettanto belli! Creare qualcosa di caratteristico, e non aver paura delle condutture di piombo, degli aspiratori e dei lavapiatti elettrici! Finirla una buona volta con le imitazioni di castelli! Il guaio  che l'Americano arricchito si sente rustico, senza tradizione, e cos si precipita umilmente in Europa per comprare delle meridiane e dei caminetti del Quattrocento, e dei tavoli da refettorio, e cerca di comprare l'aristocrazia comprando gli abiti vecchi dell'aristocrazia. A me piace l'Europa in Europa; in America, mi piacerebbe veder la gente far qualcosa di nuovo. Per esempio i vostri autocarri.
Allora vi piacerebbe una citt come Zenith, tutta ancora in sviluppo?
Come posso saperlo? Certamente, mi piacerebbe provare.
Egli sent che in quell'esitare c'era pi promessa che non negli entusiasmi di Fran. D'un tratto entr un'orda di Ercole, proponendo di andar a fare una nuotata, e n quel giorno n quello seguente i due parlarono di Fran, di Zenith, di loro. Ma quando si dicevano buona sera, egli le baciava la mano e la luce degli occhi di lei lo accompagnava nel suo riposo.
Cenavano una sera al Bertolini, sull'altura sovrastante Napoli, con la vista verso Capri, ed egli parlava di progetti che giudicava probabili: un torpedone a due piani, col piano superiore dalle pareti di tela, ripiegabile, in modo da render possibile il passaggio sotto alle arcate; un torpedone che si poteva trasformare in battello e che trasportava, smontato, il proprio scafo; un casotto destinato ai bambini, i cui genitori passassero le vacanze in Europa; una dozzina di progetti fantastici, e probabilmente pratici. Edith si divertiva, suggeriva migliorie, e Sam era allegro e animato.
Ma dopo il suo secondo cognac l'orchestra suon dei potpourris delle operette viennesi che Fran prediligeva, ed egli ramment quanto erano stati felici a Berlino, i primi tempi. Gli venne in mente che se Kurt non l'avesse sposata, ella sarebbe stata una profuga, disorientata, solitaria; e oltre la musica, oltre l'oscurit al di l della musica, egli la vedeva fuggire, come un'ombra senza pace; e mentre Edith chiacchierava amabilmente si sentiva il cuore grosso di compassione per Fran, per la sua bambina spaventata e sbalordita, la quale un giorno aveva riso cos giocondamente con lui.
Di ritorno alla villa Ercole, egli si ferm con Edith sulla terrazza, a guardare il cono del Vesuvio sormontato da una sottile linea di fuoco, l, oltre l'oscurit susurrante del golfo.
Non vi tormentate troppo! disse d'un tratto Edith, ed egli le fu grato ch'ella avesse compreso i suoi nebulosi pensieri, senza costringerlo a mascherarli di parole ancor pi nebulose.
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Capitolo 36.
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Passarono qualche giorno in perfetta calma, e Sam era orgoglioso d'aver saputo scacciar da s il molesto pensiero di Fran.
Per tutta una mattina esplorarono la cresta sopra Posillipo; scoprirono le rovine della villa d'un imperatore romano, lo stagno delle murene, in cui egli era solito gettare i suoi schiavi in pasto ai pesci, e il mausoleo il quale, al dire della storia, era la tomba di Virgilio, o di qualcun altro. Stanchi tornarono a casa, per la larga strada ch'era un brulicho di bambini e carretti, e con un sospiro di sollievo caddero seduti nella fresca sala da pranzo.
Collazione, Teresa! ordin Sam, e poi:  strano, Edith, ma questa casa che avete affittata voi, e che appartiene a un italiano che non conoscevo fino a pochi giorni fa,  la prima volta che sento realmente mia. E oso persino dare degli ordini!
Ma sono certa che la vostra Fran non ha mai avuto intenzione di essere un tiranno domestico...
Il giardiniere aveva lasciato la posta sul tavolo, ma Sam non la guard che dopo colazione, e anche con una certa indifferenza. Ma su tutte le altre lettere ve n'era una di Fran. Senza troppa diplomazia trov una scusa per andare in camera sua, e, l, lesse solo quella lettera:
"Non ci sono scuse per me, probabilmente sono stata una sciocca e non ho saputo apprezzarti, ma insomma, anche se forse non ho il diritto di farlo, in questo momento sono disperata, e mi rivolgo a te. La madre di Kurt, finalmente,  giunta dall'Austria.  stata piuttosto scortese con me. Mi ha fatto capire abbastanza chiaramente che per il cattolico e nobilissimo Kurt sarebbe stato un vero disastro sposare una donna che  (o almeno sar fra breve) ignominiosamente divorziata, che  americana, e troppo vecchia per dargli un erede. E non mi ha troppo risparmiata, nel dire tutte queste cose. Non  stata una bella scena; io me ne stavo l seduta in casa di Kurt, e fumavo, e cercavo di fare una bella faccia, mentre essa strillava con Kurt, ignorandomi completamente. E Kurt ha preso le parti di lei. Oh, il suo cuoricino pieno di bei sentimenti sanguinava per me, e da quel giorno  un vero piacere per lui disperarsi cos e cercar di prender le parti di tutte e due. Ma poi ha pensato "che era meglio aspettare a sposarci un paio d'anni, forse, e intanto lei si sarebbe persuasa". Dio mio!  un uomo, o un figlio? E intanto essa non si persuader, e il matrimonio non si far! Sono stanca della sua vigliaccheria, dopo tutto quello che io ho rischiato per lui, ma perch far tante parole?
"Se tu consentissi ancora a chinare la tua olimpica testa, e a perdonare alla perversa e probabilmente imperdonabile Maddalena, o come si chiama, sarei contenta di venir subito da te: in ogni modo ho fermato le pratiche per il divorzio. Comprendo naturalmente che raccontandoti le cose cos onestamente, senza fare nessun sforzo per scusarmi, come farebbe la maggior parte delle donne, mi espongo a ricevere da parte tua un'altra umiliazione, come quella che ho avuta da Kurt. Certo, non so fino a che punto tu ti sia compromesso nelle tue relazioni, piuttosto strane, con quella signora Cortright, la quale a quanto pare ti ha dato molte soddisfazioni e consolazioni per i dispiaceri che io ti ho dati per quanto non capisca come tu abbia potuto affrontare l'opinione di codesti italiani cos moralisti, vivendo apertamente con lei invece di salvar almeno le apparenze...
"Oh, perdonami, perdonami, Sambo adorato, perdona la tua Fran, la tua cattiva bimba! Dico delle cose cos cattive e impertinenti, mentre in fondo al mio cuore mi sento tanto infelice e spaventata e sperduta, e mi rivolgo a te come alla Roccia Eterna! Scrivo delle cose abbominevoli e ingiuste, soltanto perch sono cos disgraziata, cos disperata, e non ho nemmeno voglia di fare in pezzi la mia lettera... Voglio che tu sappia, se vorrai di nuovo con te la tua cattiva Fran, che la sua meschina piccola tragedia non  stata una gran lezione per lei, come avrebbe dovuto essere: probabilmente essa sar sempre la stessa posatrice piena di pretese, eppure Dio sa se vorrei essere diversa; sono stufa di tutti questi splendori di orpello, e vorrei tanto esser semplice e leale.
"Spero mi farai l'onore di non sospettarmi di voler tornare con te soltanto perch sei ricco e forte, mentre Kurt  povero e onesto.  che... Oh, tu lo sai che cos'! Oso tornare a te, perch so che una volta, in ogni modo, mi hai voluto bene davvero. E se noi riuscissimo ad andar d'accordo, sarebbe tanto meglio per Emily e Brent... Oh,  vergognoso ch'io ne parli ora soltanto ma  la verit.
"Ho visto che c' un piroscafo che parte da Amburgo il 19 settembre, da Cherbourg il giorno dopo, il Deutschland; se tu volessi raggiungermi a bordo, o se preferissi che ci incontriamo a Parigi, io... Oh, Sam, se mi vuoi ancora bene, non devi fare l'orgoglioso, non devi prender quest'occasione per punirmi, devi venire, perch altrimenti... Altrimenti, non so quello che far! Sono stata cos orgogliosa! E ora sento che il mondo intero ride alle mie spalle! Non oso pi uscire di casa, non oso rispondere al telefono per non sentire le loro pietose risate, e lascio che ci vada la mia cameriera. Di solito,  sempre ancora Kurt, ma non lo rivedr mai pi, mai. Lui parla di suicidio, ma non lo far, la sua mamma non glie lo permetterebbe!
"Non appena avrai ricevuto questa mia, vuoi fare il piacere di telefonarmi qui, da Napoli?
"Se vorrai venire, spero che ci non incomoder la tua ospite, la signora Cortright, della quale serbo un simpatico ricordo, e le farai molti saluti da parte mia. Ma spero che il mio richiamo abbia un po' pi d'importanza per te che non i tuoi doveri sociali verso quella signora senza dubbio molto affascinante, e, ne sono sicura, meno irritante di me."
Poi, la sua calligrafia mutava; egli indovin che il resto della lettera doveva esser stato scritto parecchie ore pi tardi:
"Oh, Sam, ho tanto bisogno di te, ti ho detto mai che ti adoro?
"La tua vergognosa e infelice FRAN."
Macchinalmente scese gi, in sala da pranzo, disse tra i denti: Debbo fare una scappata a Napoli. Forse far tardi per il t. Non mi aspettate.
Che cosa  successo?
Oh, nulla.
Egli fugg.
Per tutta la via, in tram, si domandava se ci teneva a riavere Fran, e se l'avrebbe veramente raggiunta; e rispose a entrambe le domande in modo alquanto confuso. Ma quando si domand se avrebbe voluto lasciare Edith, si rispose di no, nettamente, con furore, riflettendo con amara tristezza quanto essa era stata buona verso di lui; cos leale, cos piena di comprensione; e s'accorgeva che in lui nasceva una passione per lei assai pi grande del mistico ardore con cui Fran l'aveva affascinato.
E ora avrebbe abbandonato Edith, sarebbe stato tanto debole da tradirla?
"Ahim, probabilmente..." egli sospir, dopo aver atteso per un'ora, negli uffici dell'American Express Company, la comunicazione con Berlino.
Gli pareva di attendere da un secolo.
Ogni particolare dell'ufficio gli si era impresso in mente, come se fosse l seduto da anni. Un disegno d'una grande locomotiva dell'espresso di Nuova York. File di opuscoli su paesi dai nomi esotici, Burma e Bangkok e San Paulo, paesi ch'egli non avrebbe mai veduti, perch Fran li avrebbe trovati volgari, non abbastanza alla moda. Una signora forestiera scriveva lettere, e tra una frase e l'altra non la finiva di vantare alla madre i bellissimi coralli che aveva trovato in Piazza dei Martiri...
Poi, all'improvviso: "Comunicazione con Berlino!"
Ud la voce di Fran, quella voce argentina, con la sua vivacit irrefrenabile di bimbo che gioca nelle intonazioni acute:
Oh, Sam, sei proprio tu? Vieni davvero, caro? Perdoni alla tua povera Fran?
Certo. Ci vediamo sul piroscafo. S, sul piroscafo. S, il diciannove, s, sicuro, parleremo di tutto, arrivederci, amore, sar meglio che prenda tu i biglietti, intanto che sei in Germania. S, prendi i biglietti pel piroscafo. Arrivederci, cara, ti telegrafer per confermarti tutto.
Rifece la via quasi tutta a piedi, sino a casa, vecchio, lento, sudato, timoroso della scena che s'attendeva con Edith. Ella sarebbe stata molto cortese, ma stupita, e l'avrebbe disprezzato, vedendolo di nuovo in bala del fascino di Fran.
Sgusci in casa pochi minuti dopo le sei.
Edith sedeva presso la grande finestra del salone e leggeva. Alz gli occhi, poi, con una lieve meraviglia nella voce: Che cosa c'? domand. Che cosa  accaduto?
Beh...
Egli rimase in piedi presso la finestra, trafficando per tagliare e accendere un sigaro, e senza guardarla in volto, mormor: L'amante di Fran, quel conte Obersdorf, l'ha lasciata... La madre di lui l'ha presa per una specie d'avventuriera, per via del divorzio e di tutto quanto. Povera bambina, dev'esser stato un brutto momento per lei. Ora ha rinunciato all'idea del divorzio e s'imbarca per l'America. Certo, si trover... Oh, la gente dir quello che vuole, m'immagino. Ma ho paura che dovr partire con lei. Anzi, bisogner che prenda il diretto della mezzanotte per Roma... Vorrei trovar parole per dirvi tutto quello che avete...
Sam!
Ella s'era levata in piedi d'un balzo. La furia che brillava nei suoi quieti occhi lo sorprese.
Non vi lascer tornare da quella donna! Non voglio vedervi ucciso, s, ucciso! da quel suo immenso egoismo, dolce e allegro e distinto! Essa non si cura delle persone che per quello che le possono dare! Il mondo vi offre il sole e l'aria libera, e Fran non vi offre che morte, paura e morte! Oh, ho veduto che una di quelle sue lettere lamentose bastava per invecchiarvi di cinque anni in cinque minuti! E non crediate di poterla aiutare; non farete che convincerla una volta di pi che essa si pu permettere qualsiasi azione malvagia ed egoista e uscirne impunemente! Pensate a Pechino, al Cairo! No! Pensate alla fattoria che potreste avere nel Michigan, tra i pini! Pensate alla vita naturale e felice che potreste fare, s, che potremmo fare, laggi...
Lo so, Edith. So tutto quanto. Ma non posso farci nulla.  la mia bambina. E bisogna che la protegga.
S? Benissimo. La passione non svan dagli occhi di lei; si spense di colpo, come una lampadina che si spegne, e tristemente ella disse, Scusatemi. Sono stata un'impertinente. Permettete almeno che vi aiuti a fare i bagagli.
Mentre facevano i bagagli, e durante il pranzo e l'attesa piuttosto penosa che segu, egli non riusc a mettere insieme due parole gentili. Edith fu un po' sostenuta, ma tuttavia cortese. Gli chiese molte cose di Zenith. Educatamente espresse il suo desiderio di rivedere lui e "la signora Dodsworth", un giorno o l'altro. Una sola volta sfior l'intimit, quando, dopo una pausa tormentosa, pronunci con un tremito nella voce: Non abbiamo molte cose da dirci, a quanto pare! Ma vorrei dirvi soltanto che, siccome mi pareva che mi voleste bene, m'avete reso la fiducia nella vita.
Quando egli tent di replicare con un complimento ella scapp in cucina.
Il rumore del taxi che s'avvicinava fu come lo liberasse dall'eternit d'un sepolcro in cui fosse sepolto vivo. Mentre le domestiche s'affaccendavano intorno ai suoi bagagli, egli le tenne la mano, accarezzandola.
 tutto pronto, signore, disse la cameriera; la quale prese la sospirata mancia e con un "Arrivederci presto!" che pareva sincero, scomparve.
Nella penombra, fuori, sulla soglia custodita dagli alberi, egli strinse imbarazzato la mano di Edith, ma mentre si sforzava di trovare qualche parola gentile, fu interrotto da lei, che diceva:
Ora  troppo tardi! ...Avevo sperato che un giorno... Speravo che avrei potuto parlare, e dirvi tante cose che sento, tanti pensieri miei. Quanto sono stata contenta di trovarmi con voi... E che voi siete un uomo migliore di quanto non crediate, non pi piccolo di tante... celebrit. Che avete fatto s che non ho pi paura del mondo, e sarei pronta a lottare. Ho provato, e lo afferr per la manica, quella strana impressione, di sentir con sorpresa, ogni volta che ero con voi, di essere con voi. E quell'impressione di sentirvi diverso da tutti gli altri: non c' affatto bisogno che uno sia migliore, per questo, ma... diverso, ecco! Non dovrei dirle, tutte queste cose, ma prima che sia troppo tardi, ah, troppo tardi! voglio provarmi a esser temeraria. Che Dio vi benedica, amico mio caro! e vi aiuti, in questo brutto momento, di un lieto fine!
Egli la baci, d'un bacio terribile, tenace; attravers la strada, sal nel taxi. Si rivolse ancora. Gli parve ch'ella venisse verso di lui; poi, rapidamente, chiudesse la porta. Da una finestra, ud la voce di lei, stanca e senza vita: Una persona sola a colazione, Teresa.
Egli era solo col conduttore che sbadigliava; e nella notte meridionale una brezza si lev sulla baia.
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Capitolo 37.
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Fran era incantevole, giovanissima nella pelliccia di petit-gris.
L'ho avuta per una sciocchezza, in una liquidazione d'estate, a Berlino, diceva. Chiss come mai tante donne non sono capaci di far economia? Scommetto che la tua fiamma, quella meravigliosa signora Cost... Cortright?  buffo, non riesco mai a ricordarmi il suo nome!... avr moltissime belle qualit, ne sono sicura, ma scommetto che l'avrebbe pagata il doppio.
Il tardo settembre era freddo, anche in mezzo all'Atlantico. Fran accarezz la pelliccia, se la strinse addosso, sulla sedia a sdraio. Ella parve a Sam un leopardo che nasconda le membra snelle sotto un manto.
Dopo l'ora del t sul Deutschland, un rabbioso tramonto macchiava le onde inquiete di pauroso scarlatto. La nave si curvava dinanzi alle onde invadenti. Ma Fran era piena di vivacit e di benessere. Parlando, ogni momento faceva cenni di saluto a conoscenze di bordo, uomini che aveva sempre d'attorno in un nugolo, quando si ballava, signore anziane che parlavano di "quella cara signora Dodsworth, mi ha detto che  molto pi giovane di suo marito, lui  un po' pesante, non vi pare? ma essa gli vuol molto bene, lui la tratta come una figlia".
Fran si crogiolava, nel caldo lusso della sua pelliccia.
Ah, che bella cosa, andare in viaggio! diceva. Scommetto che tra tutti e due avremo una voglia matta di ripartire, forse per Parigi, dopo aver passato qualche mese a casa nostra. (Guarda che cappello atroce ha quella donna, e le scarpe, caro, guardale! Non capisco come accettino delle persone simili in prima classe!) Se tu sapessi com'ero stanca, alla fine, di starmene eternamente a Berlino! Oh, come avevi ragione, a proposito di Kurt, caro! Non so come tu l'abbia indovinato! Sei stato sempre tu il primo ad ammettere che di solito non vali molto per giudicare la gente, a meno che non si tratti di uomini d'affari, ma con lui, avevi ragione... Era cos autoritario! Diventava subito furibondo, non appena avanzavo l'idea di andarmene sola a Baden-Baden. E come poi si sia messo in capo di essere un uomo importante... Oh, la sua famiglia pu esser vecchia quanto il Colosseo, il Coliseo, ma quando ho veduto sua madre, caro, una vecchia contadina brontolona e sgarbata...
Non dire cos, disse Sam. Non so perch, ma non mi piace sentirti parlare in questo modo di Kurt e di sua madre. A modo loro, anche loro avranno sofferto.
E Fran, con molta grazia e condiscendenza, Gi, hai ragione. Pardon, m'sieur! Sar buona. Naturalmente, ora tutto s' accomodato. Dopo tutto, un lieto fine per le nostre scappatelle, come meglio non poteva andare.  stata una buona lezione, non ti pare? E d'ora in avanti, io non sar pi cos leggera, e tu non sarai pi cos brontolone, sono certa che non lo sarai pi.
Si ballava, sulla veranda. Tom Allen, il giovine campione di polo, giovine, tutto nero e avorio e sorrisi, venne a invitarla a ballare. Ella alz il volto sorridendo, batt leggermente sul braccio a Sam, e sgambett via, mentre Tom sembrava tenerla per mano, sotto il riparo del mantello grigio.
Il tramonto, ora, era furibondo, color del vino di Porto.
Sam misurava il ponte inclinato, in lungo e in largo, solo, e solo sost a poppa, guardando indietro, verso l'Europa. Ma non vide che grigio brumoso.
Si svegli stupito, alle due del mattino. La tempesta s'era scatenata; il piroscafo rullava orribilmente. Nel dormiveglia, aveva udito Edith gemere dormendo, nel letto accanto al suo. Sorridendo, felice di dar conforto a colei che era stata tutta conforto per lui, l, nella Napoli assolata, stese il braccio e pigramente carezz il polso sottile di lei.
Sussult, balz a sedere, a bocca aperta, meravigliato di udire la voce di Fran.
Oh, grazie. Come sei stato gentile, a svegliarmi. Avevo un incubo. Dio mio, che brutto mare!
Nella sua agitazione, strinse pi forte il polso di lei.
Oh, Sam, no... Oh, non esser cos appassionato... non ora. Debbo farci l'abitudine... E ho tanto sonno! Poi, vivacemente: Scusami, sai? Buona notte!
Egli giacque sveglio. Nella luce acquosa che giungeva dal finestrino vedeva brillare gli aggeggi d'argento sul tavolino da toeletta. Lo colp l'idea di quel tremendo piroscafo che signoreggiava le onde. Pensava al miracolo moderno della radio, lass, al timone elettrico automatico della nave. Eppure, l sul ponte, c'erano dei marinai, non automatici, umani, eterni. Anche la nave era eterna, veicolo dei viaggi dell'uomo fin dalla antichit. E il suo scricchiolo era pari allo scricchiolo d'un'antica trireme greca.
Sentiva che non avrebbe ripreso sonno.
Poi chiuse forte il pugno robusto, si rilass tutto, e d'un tratto si addorment.
Si svegli per sentire il chiacchiericcio di lei, nell'albeggiare tempestoso:
Sei sveglio? Non voglio disturbarti. Che brutta mattinata! Vediamo se si pu accomodare un bridge. Ci sarebbero il signor Ballard e Tom Allen. Questi  simpatico, vero? Per quanto mi sembri di esser sua madre, accanto a lui. Oh, Sam, se non hai troppo sonno... Quando saremo a Nuova York, vorrei vedere se mi riuscisse di trovare un mantello da sera cinese, veramente bello. Tom m'ha parlato di un certo negozio. Naturalmente, ne ho tanti altri, ma sono cos vecchi, e poi, non vorrai mica che abbia l'aria d'uno spaventapasseri, come Matey Pearson, no? Vedrai che occhi far, quando vedr il vestito che ho preso da Marcel Rochas, a Parigi, e pensa che non avevo che due giorni di tempo per farlo fare! Tutta Zenith diventer verde dalla gelosia! Oh, dopo tutto  una bella cosa tornare a casa, per un po' di tempo, dopo tutto quel che abbiamo passato; e, mi domando, Sam, se tu capisci che io capisco quanto tu sia stato coraggioso e leale, tanto quanto lo sono stata io, per quanto io abbia sofferto orribilmente, a Berlino! Oh, non so perch mi viene in mente proprio ora, ma bisogna che tu faccia attenzione con i Ballard. Ho paura che tu non li abbi seccati, iersera, parlando di automobili italiane. Non devi dimenticare che hanno una villa a Firenze, e che conoscono molto bene la vera Italia, e molti artisti, e l'aristocrazia, e cos via. Ma non fa nulla. E... Vuoi farmi il piacere di suonare per il caff? Come sei caro!
L'odore dei suoi profumi pareva pi forte che di notte, nell'aria greve di sonno della cabina.
Egli si alz lentamente, per chiamare il cameriere. Non le aveva dato risposta.
Fran si rivolse, per riaddormentarsi beatamente, e Sam fece il bagno, si lav, usc sul ponte. La parte scoperta della passeggiata era protetta da teloni, contro cui l'acqua scrosciava, mandando tra le amarre dei getti che gocciolavano in ruscelli sul ponte. Sam avanz a fatica, rimase maestosamente fermo presso una finestra, a guardare la prua che fendeva le onde e la schiuma che inondava il ponte superiore e un malinconico emigrante che, avvolto in un vecchio impermeabile sbrindellato, tentava di mantenersi in equilibrio sul ponte.
Il cielo era nero, minaccioso, per l'uomo di terraferma. Pure, l'aria tempestosa era piena di forza, e dopo aver tratto una lunga boccata d'aria, stirando le braccia robuste, Sam si avvi risolutamente su per il ponte.
Aveva gli occhi assorti in s; nelle sue meditazioni, moveva un poco le labbra.
Dopo una mezz'ora, senza aver fatto colazione, all'improvviso s'arrampic su, da un ponte all'altro, fino al ponte superiore, infil uno stretto corridoio, e dopo la minuscola bottega del fioraio, trov l'ufficio radiotelegrafico: un tavolo stretto, in una stanzetta, simile a un ufficio di telegrafo in un albergo di second'ordine.
Calmissimo, scrisse e consegn un radiogramma per Edith Cortright: "Sarete Napoli fra tre settimane?"
Scese a far colazione. Gioc al bridge tutta la mattinata e parte del pomeriggio, sorvegliando il flirt di Fran con l'esuberante Tom Allen.
La risposta al suo radiogramma venne giusto prima dell'ora del t: "No sar Venezia per due mesi auguri Edith".
Mentre Fran prendeva il t, circondata da una mezza dozzina d'uomini, Sam pass un'ora tutto solo, seduto nel fumoir, facendo mostra di leggere ogni volta che un bevitore solitario e sconsolato entrava in cerca d'un compagno con cui prendere una bibita.
Quando fu ora di vestirsi, disse con dolcezza a Fran: Non credi che potremmo cenare qui, in cabina, questa sera? Vorrei parlar con te di tante cose. Finora, mi pare che l'abbiamo piuttosto evitato.
Ma Dio mio, Sambo che cosa ti prende? Ti sembra una cosa molto allegra cenare in questo orribile buco, con una nottataccia come questa? E poi, ho promesso ai Ballard che avremmo cenato con loro nel grill-room:... c' una folla cos volgare e stupida di commercianti, nel salone...
Ma dobbiamo parlare.
Mio caro, non credo che ci mancher il tempo di farlo, abbiamo altri quattro giorni di piroscafo. Non scappo mica in Riviera, n in altri luoghi, sai!
Non trov il momento per parlare con Fran, che a sera tarda. Mentre tornavano in cabina per dormire, e Fran, dopo una lunga seduta nel fumoir, era di ottimo umore, egli cominci, senza preamboli
Mi pare inutile ch'io cerchi di dir le cose con tatto. Avrei voluto, ma, Fran, non mi pare che siamo sulla via d'intenderci, e io ho deciso di ritornarmene via, da Edith Cortright.
Non ti capisco. Che cosa ho fatto, ora? Oh, mio Dio, se non hai imparato... se non hai imparato proprio nulla, con tutte le pene che abbiamo passato! E seguiti a criticarmi, e trovi un bel modo gentile di buttarmi in faccia le tue odiose crudelt, proprio quando mi vedi cos felice, come ero questa sera! Gli si fece avanti, coi pugni serrati. Signor Dodsworth, volete avere la cortesia di non fare tanto il misterioso, e di dirmi che cosa ho fatto, per urtare i vostri bei sentimenti delicati, questa volta?
Nulla. Soltanto, non c'intendiamo. Non mi capisci. Non ti faccio una scenata. Non faccio il tiranno. Non penso nulla, oltre quello che ho detto. Da Nuova York ritorner in Italia col primo piroscafo. Non ti faccio nessuna colpa, non ti critico...
Ella cadde a sedere sulla seggiola davanti al tavolo da toeletta. Con voce calma, che appena tradiva la paura, disse: E che cosa accadr di me?
Non lo so. Se l'avessi saputo, non sarei venuto a raggiungerti sul piroscafo.
Ella gemeva. Ah! come sai ferirmi! Le mie congratulazioni! E pensare che m'ero illusa che tu volessi veramente ritornare con me!
Egli cerc qualche parola di conforto, poi si trattenne, impaurito, come se andasse incontro a un pericolo.  inutile ch'io tenti di risparmiarti, Fran. Tu sai quanto ti ho amata, per tanti anni. Tu hai giocato con quest'amore... Che cosa ne sar di te? Non lo so. Ma credo che accadr, n pi n meno, tutto quanto  accaduto da due anni a questa parte. Tu non hai mai avuto bisogno di me. Tu hai sempre trovato tanta gente per divertirti, e moltissimi ammiratori. E suppongo che seguiterai a trovarne altri...
E questo  l'uomo che mi ha pazzamente amata!
Ascoltami!  la prima volta, in tutte le nostre liti, che io penso a quello che accadr di me, e non so come aiutarti. Non sono pi altro che il tuo assistente. Ma tu... tu potresti uccidermi. Una volta non soffrivo quando mi mortificavi e mi mettevi continuamente a posto! Non mi accorgevo nemmeno che eri tu che lo facevi. Ma ora ne soffro, e non voglio pi soffrire!
 la tua cara signora Cortright che ti ha insegnato tutte queste belle teorie? Che io ti mortificavo? Dopo tanti anni, in cui non ho permesso a una sola persona di criticarti...
Hai capito? Ne ho abbastanza!
Disgraziatamente, non trov un modo eroico, n dignitoso per uscire. Si precipit fuori dalla cabina, come un bambino che facesse le bizze. E fece cos, perch sapeva che soltanto un impeto infantile poteva sottrarlo alla logica di lei, e perch sapeva di doverle sfuggire a ogni costo, avesse dovuto scavalcare il parapetto del piroscafo beccheggiante. Perch sapeva quello che voleva, Fran!
Si sent stringere il cuore, vedendola, per l'ultima volta, dopo tre giorni trascorsi a Nuova York, dal finestrino del taxi che lo conduceva all'imbarco del piroscafo italiano; vederla, in piedi sulla soglia dell'albergo, sola, abbandonata, la disperazione negli occhi, e comprendere che forse non l'avrebbe mai pi veduta. La luce degli occhi di Fran era stata la sua ragione di vivere, e ora egli l'abbandonava.
Pranzavano al Ritz di Parigi, Edith e Sam, sprezzanti della pretenziosit del locale, avendo quella sera stessa deciso di ritornare in America, non appena finita la causa di divorzio di Sam, a cominciare l'esperimento degli autocarri. Avevano pranzato bene e si sentivano allegri e soddisfatti.
Ma dopo il secondo cognac l'orchestrina cominci a suonare dei pot-pourris di operette viennesi, ed egli ramment i tempi felici trascorsi con Fran a Berlino. Ramment la tristezza della lettera di lei, che gli era giunta proprio quel giorno. Ella era a Zenith, in casa di Emily; diceva che non vedeva nessuno; che i "Tub e Matey, quei cari amici", erano d'una cortesia un po' esagerata con lei; e che essa meditava di partire per l'Italia, tra qualche giorno...
Attraverso l'oscurit, oltre la musica, egli la vedeva fuggire, ombra inquieta, e il suo cuore era gonfio di piet per la bimba paurosa e stupefatta che una volta aveva riso cos giocondamente con lui.
Si scosse dalle sue meditazioni, sentendo che Edith lo osservava. Ella disse volubilmente: Voi siete quasi lieto di poter esser triste per via di lei! Ma d'ora in avanti, ogni volta che c' della musica, mi metter anch'io a pensare a Cecil Cortright. Era un cos bell'uomo! E parlava quattro lingue! E quanta poca pazienza ho avuto con lui! Che fallimento  stata la mia vita con lui! E ora, quando mi compiango, come mi sento virtuosa! Com' meraviglioso, e poco comune, il mio dolore! Ah, caro Sam!... Che lavoro, rinunciare alla superiorit di sentirsi disgraziati e pieni di spirito di sacrificio!
Egli la guard stupito, riflett, poi d'un tratto rise, e trov in quella risata una giovinezza come non l'aveva trovata mai nella sua giovent solenne.
In verit si sentiva cos fiducioso della propria felicit che dimentic completamente Fran, e non s'intener pi pensando a lei, per due giorni almeno.
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...
FINE.